lunedì 25 aprile 2005

South Park Republicans: the italian gallery.







Ecco gli autoritratti in stile South Park realizzati dai cittadini italiani di TocqueVille utilizzando questo splendido programma. Se volete essere aggiunti alla lista, spedite la vostra immagine a questo indirizzo o seguite le istruzioni contenute in questo post di Beth su My Vast Right Wing Conspiracy, che ha creato la South Park Blogger Gallery ufficiale.

sabato 23 aprile 2005

South Park Gallery.

Beth di My Vast Right Wing Conspiracy (nell'immagine a sinistra) sta ospitando sul suo blog una South Park Blogger Gallery, composta da autoritratti in "stile South Park" creati utilizzando questo programma. L'idea, dice Beth, è venuta a South Park Pundit, al secolo Stephen W. Stanton, autore - tra il 2002 e il 2003 - di una serie di articoli sui South Park Republicans pubblicati da Tech Central Station (il primo, il secondo, il terzo). In poche settimane, l'iniziativa di Beth ha avuto un successo straordinario. E adesso la sua galleria di personaggi include, tra gli altri, TJ di Nif, William Teach di Pirate's Cove e il mitico Rusty Shackleford di The Jawa Report. Se qualche SPR italiano volesse cimentarsi nell'impresa e comparire nella lista di Beth, ricordiamo che il programma non permette di salvare l'immagine, che va dunque "catturata", "incollata" dentro un qualsiasi editor grafico e salvata in formato jpg o gif. Poi basta andare qui e seguire le istruzioni. Intanto, godetevi (si fa per dire) me e la mia famiglia in versione South Park :) UPDATE. I primi tre Italian South Park Republicans: Krillix, LucaP e Oni-fled. UPDATE/2. Ecco i primi gemelli italiani SPR: aa e m+ di 2twins! UPDATE/3. Ecco ^Stud3nt^ de Il Megafono e Barbara. UPDATE/4. Beth ha inserito anche noi italiani nella sua gallery. E ci ha dedicato un post di ringraziamento! Sweeeeeeeeet! :) UPDATE/5. E' arrivato anche Jena Nera di Neocon italiani!

venerdì 22 aprile 2005

South Park Conservatives Roundup.

Il nuovo libro di Brian C. Anderson, South Park Conservatives: The Revolt Against Liberal Media Bias, sbarca nelle pagine dei commenti del prestigioso Wall Street Journal con uno splendido articolo di Erich Eichman. Ma è già qualche giorno, ormai, che la blogosfera a stelle e strisce (di destra e di sinistra) discute appassionatamente del fenomeno. Sulla rive droite ne hanno parlato Scott Johnson su Powerline (la "corazzata" dei blog che hanno affondato Dan Rather) e Glenn Reynolds su Instapundit (il blog più letto negli Stati Uniti, con una media di visite giornaliere intorno alle 250mila unità). E poi Nif (che segnala la neonata community Southparkconservatives.com), Diary Of A Hollywood Refugee, (citando l'articolo di Tech Central Station che qualche giorno fa avevamo segnalato tra le "letture della domenica"), Save the GOP, My Vast Right Wing Conspiracy, The Fearless Critic, Ex-Donkey (che segnala un'intervista ad Anderson di Human Events Online), Pejmanesque, Cheat-Seeking Missiles, GOP Vixen, Hyscience, In the Agora, Stolen Thunder (Why “Liberal Loser” is an accurate assessment of the Left), The Right Scale, Metacass, Southern Appeal, Musing Minds (che pubblica il transcript dell'apparizione di Anderson all'O'Reilly Factor di Fox News), La Shawn Barber, Conservative Edge (che si occupa dell'articolo sulle talk-radio scritto da Anderson per il Los Angeles Times, Political Teen (con il video dell'intervista ad Anderson trasmessa da Day Side, sempre su Fox News), Polipundit, TMan in Tennessee, Go Blog and Multiply, Fresh Politics (“I hate conservatives, but I really fucking hate liberals”), Mod-Blog, Dilley, Joefish (con un ottimo roundup), The Unpopulist, Betsy's Page e Portapundit. Scetticismo, sdegno e (più spesso) disperazione prevalgono invece nei commenti dei blog di sinistra, come Village Atheist, Progressive U, John Deeth, Sodamonk, Paradox1x (che si definisce un South Park Democrat), Didymos, Crooks and Liars (che ha un link ad una trasmissione radiofonica in cui Al Franken tenta, senza riuscirci troppo, di smentire le tesi di Anderson) e Alicublog. Ricapitolando: una tonnellata di citazioni sui blog, un discreto numero di interviste o recensioni sui quotidiani e le riviste più prestigiose della destra americana, un paio di apparizioni su Fox News (compresa l'intervista del mitico Bill O'Reilly) e il libro di Anderson - in meno di due settimane - è già arrivato nella classifica dei 100 più venduti su Amazon. Questo, signori miei, è il metodo con cui si combattono (sul serio) le battaglie culturali.

giovedì 21 aprile 2005

Uno sputo. Anzi, due.

Durante un book-signing organizzato in un centro commerciale di Kansas City, Michael A. Smith (un veterano della guerra del Vietnam di 54 anni) si è sorbito una coda di 90 minuti per avere la soddisfazione di sputare in faccia a Jane Fonda, due volte, prima di essere arrestato. Per Michelle Malkin, il comportamento "vergognoso" di Hanoi Jane in Vietnam non giustifica una simile aggressione. Per The Jawa Report, invece, Smith avrebbe meritato una medaglia. UPDATE. "Ho espresso la mia opinione su di lei... direttamente a lei". Michael A. Smith non si pente. E dice di aver sputato in faccia ad Hanoi Jane perché "è una traditrice, le cui azioni sono costate la vita di molti soldati" (nel 1972, durante un tour anti-guerra in Vietnam, si fece fotografare sorridente all'interno di una postazione anti-aerea nordvietnamita, ndr). Via Scared Monkeys).

Il Papa legge Tocqueville.

No, non l'aggregazione dei blog liberali, ma il filosofo nato in un paese europeo di cui ora ci sfugge il nome :) "[...] Una delle idee centrali, e spesso fraintese, del pensiero di Ratzinger è la sua concezione della libertà. Ed egli è molto geloso delle riflessioni profonde che ha dedicato ad essa, citando spesso Tocqueville. Ratzinger è un avversario energico del socialismo, dello statalismo e dell'autoritarismo, ma è anche preoccupato del fatto che la democrazia [...] sia estremamente vulnerabile nei confronti della tirannia della maggioranza e del nuovo 'dispotismo soft' dello stato-mamma". Michael Novak sul New York Times (via NoLeftTurns). UPDATE. Naturalmente JimMomo era arrivato prima. Ma lui è più giovane, quindi non vale!

Ombre cinesi.

Le verità nascoste.

"[...] Lo sapevate che la presenza di una ventina di spie sovietiche nell’amministrazione Roosevelt era stata svelata già nel 1948 grazie all’audizione del giornalista ex comunista Whittaker Chambers davanti all’HUAC (House Un-American Activities Commitee) per iniziativa del giovane Richard Nixon? E che quella testimonianza fu spregiudicatamente screditata dall’establishment democratico, che fece passare Chambers per un mitomane animato da morbose invidie personali? Chi conosce la storia dell’insospettabile spia Alger Hiss, rampollo di una famiglia aristocratica laureato ad Harvard, divenuto alto funzionario del Dipartimento di Stato e consigliere di Roosevelt a Yalta, e poi segretario generale, su incarico di Truman, della Conferenza di San Francisco in cui venne abbozzata la Carta delle Nazioni Unite? E quanti sanno che alcune famose 'vittime della persecuzione maccartista' come i coniugi Rosemberg, condannati per spionaggio e finiti sulla sedia elettrica nel ‘53 fra le proteste generali, in realtà erano davvero spie di Mosca? [...] Evidentemente ci voleva una Ann Coulter per scrivere un libro divulgativo su queste cose così notevoli e così poco note". Uno splendido articolo su Ann Coulter, scritto da Alessandro Tapparini per Notizie Radicali (via Phastidio).

TocqueVille: Ratzinger's roundup.

Enzo Reale, su 1972, segue (e ha seguito) il dibattito in corso tra i blog di TocqueVille sull'elezione del nuovo Papa: "Se sui blog italiani trovate una discussione in corso più interessante di questa, fate un fischio".

Think before you wear.

"Il marxismo è stato un oscuro - forse il più oscuro - capitolo della storia umana. Quelli che ancora ammirano questa ideologia sono sporchi del sangue di 85 milioni di morti. Quelli che, ignorando la storia delle loro amate icone sinistrorse, indossano la faccia del Che o le magliette vintage dei partiti comunisti, sono macchiati allo stesso modo dalla tacita approvazione di crimini senza precedenti nella storia dell'umanità. Esporre una svastica o un poster del Gran Dragone del KKK è considerato inaccettabile dagli standard della società moderna, eppure, per qualche motivo, i simboli che si identificano con le carneficine comuniste passano il test della political correctness; sono addirittura considerati carini o kitsch. Ma il radical chic non è cool: è un vergognoso endorsement alle più orrende atrocità commesse dall'uomo". Keith Urbahn su Yale Daily News (via Powerline).

mercoledì 20 aprile 2005

Par condicio all'americana.

Brian C. Anderson, in un commento pubblicato dal Los Angeles Times, spiega perché le talk-radio di destra hanno successo e quelle di sinistra non le ascolta nessuno. E racconta l'ultima brillante idea dei democratici: resuscitare la par condicio a stelle e strisce (fairness doctrine) abolita da Reagan negli anni '80. Il pubblico non ti si fila? Obblighiamolo a farlo. Very liberal.

Sullivan, la pecorella smarrita.

Per il cattolico Andrew Sullivan, l'elezione del "Grande Inquisitore" Ratzinger è un "ritorno al diciannovesimo secolo", un "trionfo del fondamentalismo", un'accelerazione verso "l'autoritarismo, l'ostilità alla modernità, l'affermazione della supremazia papale e la soppressione del dibattito interno e del dissenso". Sarebbe ora che Sullivan la smettesse di prendersi in giro, continuando a dichiararsi gay-conservative. Non c'è niente di male ad essere gay-e-basta.

Pope's Roundup.

Ratzinger-mania a stelle e strisce. Due ottimi roundup da Scared Monkeys e Michelle Malkin.

Windows vs Macintosh.



Da Worth1000, via Deeario.

martedì 19 aprile 2005

Widespread assumption.

VATICAN CITY (Reuters) - "Il cardinale tedesco Joseph Ratzinger, severo difensore dell'ortodossia cattolica negli ultimi 23 anni, è stato eletto Papa oggi, malgrado la convinzione molto diffusa (widespread assumption) che egli fosse troppo vecchio e troppo controverso (divisive) per vincere l'elezione". "Widespread assumption"? Ma dove? Forse tra le élite della sinistra liberal frequentate dai reporter della Reuters, azzarda ProfessorBainbridge. Bastano lapsus freudiani come questo - o come quello di Ezio Mauro, che al Tg3 ha "consigliato" al nuovo Papa di non impicciarsi della politica italiana - per farci capire che l'elezione di Ratzinger ha mandato il boccone di traverso ai cattocomunisti di ogni latitudine.

La classe non è acqua.

Penoso siparietto di Francesco Storace a Ballarò. L'ex governatore del Lazio, che non perde mai l'occasione per dimostrare la sua imbarazzante propensione per l'avanspettacolo, non ha evidentemente ancora digerito la sconfitta elettorale contro Marrazzo. Invece che prendersela con un Bertinotti sotto tono o con un Boselli che ormai sembra la fotocopia scema delle terze file socialiste della prima repubblica, Storace ha avuto la brillante idea di attaccare senza motivo (e ripetutamente) l'attonito direttore de La Padania in collegamento esterno (Gianluigi Paragone, fin troppo educato nell'evitare di rispondere a tono all'ultrà romanista di via della Scrofa). Battutacce, smorfie, frecciatine e tricchettracche: se questa è la "discontinuità" invocata dagli alleati (?) di Berlusconi, consigliamo a Fini e Follini di rivolgersi ad Aldo, Giovanni e Giacomo. Fanno senz'altro ridere più di Storace. E, messi insieme, pesano meno.

Fumata bianca.

Eletto il nuovo Papa. Piazza San Pietro, invasa da fedeli (e non), aspetta di conoscere il nome del successore di Karol Wojtyla. UPDATE. E' Ratzinger!!! UPDATE (2). Il nuovo Papa ha scelto il nome di Benedetto XVI. UPDATE (3). Lo speciale sul conclave di Rai.it. UPDATE (4). Una splendida rassegna stampa internazionale di Jena Nera su Neocon Italiani e un punto di vista dagli Stati Uniti su Scared Monkeys.

lunedì 18 aprile 2005

Piccoli maccartisti digitali crescono.

I "maccartisti digitali" si organizzano. Ed è già pronto il logo della loro pericolosa associazione sovversiva (creato da Scared Monkeys). Si uniscono alla cospirazione Jump Blog, Ace of Spades, Vince Aut Morire, My Vast Right-Wing Conspiracy, Musing Minds, Nif, Daily Pundit, Cream & Bastards e INDC Journal (via The Jawa Report trackback). Intanto, a grande (si fa per dire) richiesta, ecco la seconda puntata della vera storia di Joe McCarthy.
UPDATE. Warning for my american friends at Scared Monkeys: the words "dangerous subversive association" must be considered sarcasm (being a Digital McCarthyite myself!).
God Bless America :)

Invidia penis (al contrario).

Ann Coulter finisce sulla copertina del Time. E Luca Sofri non se ne fa una ragione. Eppure era proprio Wittgenstein (quello vero) a dire che delle cose di cui non si può parlare si deve tacere. UPDATE. Krillix su Ann Coulter. Come dice Harry, "Ann Coulter è la Krillix d'America".

domenica 17 aprile 2005

South Park Conservatives.

Secondo Amazon, la mia copia di "South Park Conservatives: The Revolt Against Liberal Media Bias" di Brian C. Anderson dovrebbe arrivare nei primi giorni di maggio. Per una recensione approfondita, dunque, c'è da aspettare ancora qualche settimana. Nel frattempo, leggetevi l'intervista di Alessandro Gisotti ad Anderson comparsa sul primo numero di quest'anno di Ideazione. E magari la recensione al libro di Orrin C. Judd e l'articolo scritto da Edward B. Driscoll Jr. per Tech Central Station (che abbiamo già segnalato tra le "letture per la domenica").

sabato 16 aprile 2005

Letture per la domenica.

South Park Conservatives: Snapshot of the Culture Wars
Edward B. Driscoll Jr., Tech Central Station
Why the Democrats Are Losing the Culture Wars
Dan Gerstein, Wall Street Journal
Left on the Wrong Side of History
Michael Costello, The Australian
Congressional Champions
Jay Nordlinger, National Review
A Paper Tiger Gone Bad
Michael Brandon McClellan, Weekly Standard

iPod and the End of Civilization
Rick Barry, Campus Magazine

Nuclear Options. Do We Need New Nukes?
Fred Kaplan, Slate
How Many Votes Has the Pope?
Patrick Basham, Reason
Trying to play the Jesus card
Wesley Pruden, Washington Times
Who is Labour's man, Blair or Brown?
Boris Johnson, Daily Telegraph
A Dark-Horse Republican to the Rescue?
Howard Fineman, Newsweek
Reflections on the Revolution
Paul J. Cella, Tech Central Station
Stop Hillary Now
Gary Aldrich, Newsmax
Russia is Next
Dick Morris, FrontPage Magazine
The Bitter Pill
Douglas McGray, Wired

Moore's Law is Dead, says Gordon Moore
Manek Dubash, Techworld

Commenti (e trackback): si cambia.

Da oggi The Right Nation utilizza il sistema di trackback messo a disposizione da Haloscan. Oltre ad aggiungere i trackback, Haloscan ha modificato il metodo di gestione dei commenti, costringendoci a rinunciare al vecchio archivio di interventi dei lettori e a ripartire da zero. Malgrado la perdita, che qualcuno può considerare grave, consigliamo a tutti (e in particolare ai blog di TocqueVille) l'aggiunta si un sistema di trackback compatibile con le rispettive piattaforme. UPDATE. Per chi vuole saperne di più, ecco la Beginner's Guide to TrackBack di Movabletype (e una traduzione parziale in italiano di Robin Good). UPDATE (2). Abbiamo speso qualche minuto per fare un po' di copia&incolla dei commenti dell'ultima settimana che erano stati cancellati dal passaggio a Haloscan. Ovviamente nessuna delle date è corretta, ma il resto c'è tutto.

venerdì 15 aprile 2005

Maccartisti digitali.

Circola da qualche ora - nella blogosfera americana - uno stralcio di "The Other Side of the Story", il libro (di prossima pubblicazione) scritto da Mary Mapes, il produttore di 60 Minutes della CBS che passando a Dan Rather i documenti-tarocchi sul servizio militare di Bush jr. ha scatenato lo scandalo del Rathergate. "I blogger conservatori - scrive la Mapes - sono una parte della storia. Mi hanno diffamato, montando un attacco selvaggio contro la mia persona. Siamo stati, mi sembra, le prime vittime di una nuova forma di maccartismo digitale, che utilizza le stesse tecniche del vecchio maccartismo (pettegolezzi, calunnie, false accuse e attacchi infami) ma ora sfrutta la cassa di risonanza di Internet, delle talk-radio e della tv via cavo per far rimbalzare le informazioni in giro per il mondo". La verginella Mary è fantastica. Prima ha tentato di influenzare le elezioni gettando fango (non solo falso, ma di pessima qualità) sul presidente degli Stati Uniti a poche settimane dal voto. Poi, dopo essere stata scoperta e ridicolizzata (insieme al suo sodale Dan Rather), ha il coraggio di lamentarsi di una cospirazione maccartista ordita ai suoi danni. Un-friggin'-believable! Per i dettagli sulla delirante ricostruzione storica della Mapes: The Anchoress, Jawa Report, Daily Pundit, Mean Mr. Mustard, Dread Pundit e LGF. Se poi, invece, siete tra il 99.99% della popolazione mondiale a cui è stato insegnato che "maccartismo" è una parolaccia e che Joe McCarthy era un pericoloso delinquente, provate a leggere la prima puntata di questo (lungo) articolo scritto per Il Foglio lo scorso gennaio. Magari, se ci sono abbastanza masochisti in giro, nei prossimi giorni mettiamo online anche le altre tre puntate.

No Submission!

Stratosferico speciale su Theo Van Gogh realizzato da Federico Punzi (JimMomo) per il sito di Radio Radicale. Chi non legge è un infedele.

Mainstream Media.

Reuters diffonde la notizia di un doppio (e simultaneo) attentato suicida di Hamas in Israele che avrebbe fatto almeno 16 vittime nella città meridionale di Beer-Sheva. Si tratterebbe dell'attentato palestinese più grave degli ultimi sei mesi, ma stranamente nessuno dei maggiori siti di informazione israeliani riporta la notizia. Secondo Little Green Footballs, il fatto è realmente accaduto, ma il 1 settembre 2004. E qualcuno alla Reuters ha combinato un colossale pasticcio. Vatti a fidare dei mainstream media. P.S. Quando, prima o poi, i signori della Reuters si decideranno a togliere la finta-notizia dalla rete, qui c'è lo screenshot. UPDATE. Secondo Napo, l'errore sarebbe di Yahoo News, perché sui terminali Reuters la notizia non esiste.

Un rasoio (di Occam) per il centrodestra.

I bene-informati ci hanno detto spesso che si tratta di un miraggio, ma nella nostra testarda ingenuità continuiamo a pensarla come Harry: al centrodestra italiano serve, disperatamente, il partito unico. Tra le varie soluzioni possibili, spesso quella più semplice ha le maggiori probabilità di funzionare.

giovedì 14 aprile 2005

Loose liberals.

Capiamo (e in gran parte condividiamo) le motivazioni che spingono Daisy Miller, su I Love America, ad accogliere la proposta formulata da Joel Engel sul Weekly Standard: strappare alla sinistra massimalista (di ogni latitudine) l'utilizzo della parola liberal. Ma, popperianamente, queste dispute nominalistiche non ci entusiasmano troppo. Il linguaggio e i concetti si trasformano e si adattano nel tempo. E in questo incrocio spazio-temporale, malgrado i nostri desideri e le nostre aspirazioni, liberal è diventato molto più sinonimo di licentious e loose piuttosto che di broad-minded e generous (per usare le stesse definizioni del Merriam-Webster citate da Daisy). E' triste ammetterlo, ma in questo caso è stata persa una epocale battaglia culturale. E probabilmente, almeno nel medio periodo, non sarà possibile ribaltarne l'esito.

Da Jefferson a Barlow.

Raccoon è un tipo strano, ma per qualche oscuro motivo non riusciamo a smettere di leggere il suo blog. Neppure ora che ha deciso di riprendere la tessera Ds (va bene gli errori di gioventù, ma a una certa età...). Proprio quando avevamo deciso di rivolgerci ad un centro di disintossicazione, però, il maledetto procione (zio acquisito di Krillix, tra l'altro) ci ha colpito al di sotto della cintola, decidendo di celebrare il compleanno di Thomas Jefferson con la pubblicazione (in quattro lingue) della "Dichiarazione di indipendenza del Cyberspazio" scritta nel 1996 da John Perry Barlow, il "Jefferson di Internet" che a suo tempo abbiamo tanto amato (insieme a Louis Rossetto, fondatore di Wired). E ora, destino beffardo, siamo condannati ad aspettare con ansia il prossimo Sunday Coon.

See that flag, Mr. Reid?

Shark del Sorvegliato Speciale ha tradotto le dichiarazioni conclusive con cui, nel gennaio 2003, il giudice William Young chiuse il processo al terrorista islamico di nazionalità britannica Richard Reid, colpevole di aver tentato di far esplodere (con dell'esplosivo nascosto in una scarpa) un volo di linea Parigi-Miami con a bordo 197 persone. Come dice lo stesso Shark, si tratta di un discorso folgorante. "[...] Vede quella bandiera, signor Reid? Quella è la bandiera degli Stati Uniti d’America. Quella bandiera sventolerà lassù ancora a lungo, dopo che tutto questo sarà stato dimenticato. Quella bandiera difende ancora la libertà. E lei sa che lo farà sempre. Agli arresti, agente, lo porti via dall’aula".


L'immagine qui sopra è stata inserita nei commenti al blog del Sorvegliato Speciale dall'ottimo "aa" di M&A/2twins e rubata, senza rimorso alcuno, dal sottoscritto. Up the Eagles!

La creatività perduta.

E' online, su Ideazione.com, la sezione d'apertura del numero di novembre-dicembre 2004 della rivista bimestrale, dedicato all'analisi del deficit di creatività nel nostro paese. Tra i numerosi interventi, segnaliamo l'intervista al ministro Lucio Stanca di Adalberto Signore e lo splendido articolo di Vittorio Macioce (Mab), dal quale è tratto questo stralcio: "[...] E’ la borghesia cha ha fallito. Ha svenduto idee, tradizioni, vocazioni all’ideologia forte del momento. Ha educato, o lasciato educare, i suoi figli prima ad un marxismo immaginario, fatto di libretti rossi e di yoga, di viaggi in Oriente, di rivoluzioni ludiche, di salari garantiti, di 'manifesta pure, sfogati, tanto poi ci pensa l’amico di papà' e poi al Grande Fratello, al quarto d’ora di celebrità, a Miss Muretto e Miss Ragazza Immagine, alla famiglia come unica forma di welfare state. Prima Che Guevara, poi le Veline. E’ la borghesia che si è accontentata e ha chiuso le porte, che ha visto i pezzi più fragili della sua classe perdere dignità economica e sociale. E’ sbarazzarsi di quelle poche cose sulle quali si basava la propria fortuna: la dignità, il sacrificio, quel rispetto un po’ sacro che aveva per la cultura. Questa borghesia fa rabbia e per motivi diversi rispetto al passato: non perché provinciale, non perché conformista o bacchettona, classista, perbenista, o grigia, o parvenue. Questa è una borghesia ignorante, in un’epoca in cui non può permetterselo. E’ una borghesia che non ha pensato ai suoi figli".

mercoledì 13 aprile 2005

Theresa Marie Schindler.

"[...] Oggi in America il rischio della dittatura non viene dal potere esecutivo: viene dal potere giudiziario. E nel resto dell'Occidente, lo stesso. Pensi all'Italia dove, come ha ben capito la sinistra che se ne serve senza pudore, lo strapotere dei magistrati ha raggiunto vette inaccettabili. Inpuniti e impunibili, sono i magistrati che oggi comandano. Manipolando la Legge con interpretazioni di parte cioè dettate dalla loro militanza politica e dalle loro antipatie personali, approfittandosi della loro immeritata autorità e quindi comportandosi da padroni". Oriana Fallaci, intervistata da Christian Rocca per Il Foglio (dal TgCom via Mattinale).

Perché i Tories, malgrado tutto.

Nei commenti al precedente post sulle elezioni britanniche, Ringo di Mondopiccolo, JimMomo e Phastidio (tutti concittadini di TocqueVille) dichiarano all'unisono la loro preferenza per una vittoria dei laburisti di Tony Blair. Le loro motivazioni sarebbero tutte estremamente convincenti, se non fosse per due piccoli particolari: 1) Lo stesso Blair ha pubblicamente dichiarato di non avere alcuna intenzione di portare a termine la prossima legislatura. E francamente tifare per Tony per poi, tra qualche mese, ritrovarci con Gordon Brown (e gran parte della vecchia guardia laburista) a Downing Street non ci sembra una prospettiva esaltante; 2) Quando si spinge per Blair in virtù del suo atlantismo e del suo thatcherismo, ci permettiamo di ricordare sommessamente che la base elettorale e sociale dei laburisti, in larga maggioranza, non condivide queste scelte. E che i Tories avranno tanti difetti, inclusa la carenza di leadership, ma certamente non possono essere accusati di essere meno atlantisti e meno thatcheriani di Blair. P.S. Detto questo, ripetiamo che a nostro avviso i conservatori hanno pochissime possibilità di conquistare il controllo del parlamento a maggio.

Oops! He did it again.

Dopo qualche settimana al di sotto della "soglia critica", George W. Bush torna al 50% di job approval. Proprio come il giorno prima delle elezioni.

The Price of Freedom.

Uno sproloquio inestimabile di Cristina Missiroli.



"A wise and frugal government, which shall restrain men from injuring one another, which shall leave them otherwise free to regulate their own pursuits of industry and improvement, and shall not take from the mouth of labor the bread it has earned. This is the sum of good government, and this is necessary to close the circle of our felicity".

Thomas Jefferson
Terzo presidente degli Stati Uniti (1801-1809).
Nato il 13 aprile 1743 (Albermarle County, Virginia)
Morto il 4 luglio 1826 (Monticello, Virginia)

martedì 12 aprile 2005

Tories, rimonta impossibile?

Secondo Pierluigi Mennitti (su Walking Class), è possibile e desiderabile che i conservatori britannici, alle elezioni politiche di maggio, riescano ad impensierire i laburisti di Tony Blair. Secondo Enzo Reale (su 1972), invece, se c'è un leftist nel mondo che meriterebbe la rielezione è proprio Blair. Noi, con il cuore ancora stregato dalla Rivoluzione della Lady di Ferro, vorremmo tanto che avesse ragione il primo. Ma i sondaggi che certificano la rimonta possibile dei Tories (anche se negli ultimi giorni Blair ha avuto un "rimbalzino") non ci convincono più di tanto. E utilizzando il seat calculator della BBC si scopre che, per controllare il prossimo parlamento, i conservatori dovrebbero staccare i laburisti di almeno 8-10 punti percentuali, perché altrimenti si ritroverebbero a guadagnare poco più dei 50 seggi vinti dai Lib Dem nel 2001. Continueremo a sperare nella rimonta, questo sì, ma si tratta di un risultato altamente improbabile.

Federalismo mastelliano.

Da Atrocepensiero, una significativa cartina della distribuzione del voto mastelliano in Italia alle ultime elezioni regionali. E poi dicono che alla Lega sta a cuore soltanto il Nord...

Goin' Down to South Park.

Malgrado gli analisti abbiano accolto piuttosto freddamente le 500.000 unità vendute in un solo giorno al suo debutto nordamericano, la Sony PSP sembra geneticamente destinata a conquistare il mercato delle console portatili per videogiochi (la sua superiorità tecnologica nei confronti del Nintendo DS è schiacciante) e, magari, ad insidiare l'ancora fragile egemonia dell'iPod Apple tra i lettori mp3. Non ce ne vogliano i pasdaran della mela multicolore, ma la storia degli ultimi decenni - dall'Apple II al Macintosh - dimostra che Steve Jobs ha sempre avuto molte difficoltà nel capitalizzare i propri successi al di là di un raffinato pubblico di nicchia. Mentre la potenza commerciale di Sony è fuori discussione. La PSP, intanto, è sbarcata anche nel mondo dell'entertainment televisivo, con un'apparizione fuori programma (e senz'altro non richiesta) in una delle ultime puntate di South Park, trasmessa negli Stati Uniti lo scorso 30 marzo. L'episodio, dal titolo "Best Friends Forever", probabilmente non vedrà mai la luce sui teleschermi italiani (anche se è possibile scaricarlo non-troppo-legalmente da Internet, con eMule o addirittura via web). Ed è un vero peccato, perché si tratta di una delle migliori puntate delle ultime stagioni di South Park, capace di mescolare con maestria humour nero, citazioni a raffica e social commentary corrosivo. Tutto ruota, appunto, intorno alla nuovissima PSP comprata da Kenny (il "povero" del gruppo, quello che fino alla quinta stagione moriva in ogni puntata). Ma la nuova console della Sony è solo un pretesto per dare il via ad una trama ricca di colpi di scena, in cui Kenny muore - investito da un camion - dopo aver raggiunto il 60° livello del gioco "Heaven and Hell". La sua, però, non è una morte accidentale, visto che è stata pianificata da Dio in persona, che ha bisogno di qualcuno in grado di guidare l'esercito degli angeli per difendere il Paradiso dall'imminente attacco dell'armata delle tenebre agli ordini di Satana. Proprio mentre Kenny si appresta, per mezzo di una "sacra PSP d'oro", a guidare la disperata resistenza delle forze del Bene, sulla Terra un chirurgo riesce a "resuscitarlo" riportandolo in vita ad uno stato vegetativo permanente e precipitando le forze del Paradiso (private del loro generale) nel caos. I riferimenti al caso di Terri Schiavo sono espliciti, con tanto di appello di Cartman alla Corte Suprema del Colorado per rimuovere il feeding tube dallo stomaco di Kenny ed impossessarsi della sua PSP. Non vogliamo rivelare il finale dell'episodio a chi avesse intenzione di scaricarlo da Internet, ma ci limitiamo ad osservare con tristezza il fatto che in Italia lo show di Matt Stone e Trey Parker è stato totalmente oscurato dopo la quarta stagione dalla tv non satellitare, mentre in questi giorni il bouquet Sky si limita a trasmettere la quinta stagione con 4 anni di ritardo, dopo averla rovinata con un doppiaggio che definire disgustoso sarebbe un complimento. You Bastards!

lunedì 11 aprile 2005

Uccidono un uomo morto.

Il produttore di "Submission", l'ultimo lavoro di Theo Van Gogh, ha deciso di ritirare il video dalla circolazione dopo le continue minacce dei fondamentalisti islamici. Rabbì invita tutti i blog di TocqueVille a non cedere al ricatto e a diffondere il link del film. UPDATE. I dettagli (e anche di più) su JimMomo.

domenica 10 aprile 2005

Berlusconismi.

"Prima di pensare alla successione o a un exit strategy alla Ferrara, si veda se Berlusconi è capace di fare il salto dal Berlusconismo (Forza Italia è mia, la Cdl è mia, il pallone è mio) al berlusconismo (meno tasse, meno spesa pubblica, meno bankitalia, più concorrenza, giustizia indipendente dalle lobbies interne ed esterne, un federalismo di matrice liberale e non feudale), insomma alla roba del radioso ’94. Oltre Berlusconi, al momento, c’è solo nebbia, un po’ d’incenso, un po’ di nerofumo". (via Il Circo di Bisanzio)

sabato 9 aprile 2005

Letture per il weekend.

The Bush Dilemma
Victor David Hanson, National Review
The Philosopher-Pope
Paul Johnson, Wall Street Journal
John Paul the Great
Joseph Bottum, Weekly Standard
The Politics of Literacy
David Davenport e Jeffrey M. Jones, Policy Review
Going Viral. MoveOn and the Peacenik Crusade
Byron York, National Review
Faith, Law and American Life
Howard Fineman, Newsweek
Inside Scoop -- Not Any Longer
Jay Currie, Tech Central Station
Taking Liberty
William A. Galston, Washington Monthly
Invoking the 'nuclear option'
David Limbaugh, Townhall.com
Evidence, evidence and more evidence
Larry Kudlow, Townhall.com
The Death of Social Security
James K. Glassman e Tyler Cowen, Reason
A Terrorist Appeal to the Left
Erick Stakelbeck e Daveed Gartenstein-Ross, FrontPage Magazine
A Privatization From Below
Carlos A. Ball, Tech Central Station
How Not to Develop the Far West Side
Steven Malanga, City Journal
The Standard Reader. Saul Bellow 1915-2005
Andrew Ferguson, Weekly Standard

venerdì 8 aprile 2005

Extra-Small.

A grande richiesta, abbiamo aggiunto una versione extra-small dei banner in fondo a ogni singola pagina (la base è 142 pixel). Avendo dimezzato la skyline, sono stati naturalmente esclusi i due "tricolori" con i palazzi verdi a sinistra e rossi a destra. Per chi ha esigenze di spazio ancora più pressanti, inoltre, abbiamo preparato qualche "antipixel" bicolore (dimensioni ridottissime e formato png). Se volete sperimentare combinazioni di colori diverse vi consigliamo di provare qui.





Freedom of Banner.

A prescindere dalla scelta finale per i colori del logo di TocqueVille, i banner da mettere sui singoli blog dell'aggregazione potranno naturalmente essere scelti con la massima libertà. Qui sotto, cliccando su ognuna delle combinazioni cromatiche, si aprirà una pagina con lo stesso logo in 5 dimensioni diverse (a base 600, 400, 300, 225 e 195 pixel). Se avete esigenze diverse (per dimensioni, proporzioni o combinazioni di colori), provate a mandarmi una mail.




giovedì 7 aprile 2005

La città aperta e i suoi nemici.

Leibniz, da tempo uno dei nostri blog preferiti, segnala la nascita di TocqueVille e si augura che "tra i componenti dell'aggregatore ci sia più voglia di ascoltare che di parlarsi addosso". "Il problema di ogni sistema, o di ogni comunità - dice giustamente Leibniz - è il livello di apertura verso l'esterno [...] Detto in soldoni sarebbe bene che ogni singolo blogger della comunità non si limitasse a linkare l'universo degli iscritti, ma tenesse aperti gli occhi. Praticamente 1972 che legge Pfall e poi ci fa un post su". Facciamo nostro l'auspicio, a patto che il sinistro interlocutore citato da Leibniz rappresenti soltanto un esempio, magari paradossale, della necessità di guardare al di là del nostro naso. Perché Pfall l'abbiamo letto una volta e, francamente, ci è bastato.

mercoledì 6 aprile 2005

TocqueVille in edicola.

Su Il Giornale in edicola oggi (che purtroppo non ha ancora un'edizione online), lungo articolo di Cristina Missiroli (Krillix) dedicato a TocqueVille. La città dei liberi. Sempre della stessa autrice segnaliamo quest'altro articolo sulla nostra aggregazione di blog pubblicato la scorsa settimana da L'opinione di Arturo Diaconale. UPDATE. L'articolo di Cristina Missiroli è online su Ideazione.com.

lunedì 4 aprile 2005

11 a 2.

Forse aveva ragione Jay Nordlinger quando ci ha ospitato, a New York, nella redazione della National Review. "Mi ricordate i conservatori Usa di metà anni Sessanta", ci disse. Erano gli anni in cui il partito repubblicano, con Barry Goldwater, fu massacrato da Lyndon Johnson alle presidenziali del 1964 in 44 stati su 50. Ma fu proprio da quella umiliante sconfitta che il GOP trovò la forza per unificare le sue diverse anime, radicarsi sul territorio e rovesciare le sorti di uno scontro epocale. Ora, calcolatrice alla mano, 2 regioni su 13 rappresentano il 15% del totale, mentre 6 stati su 50 arrivano a malapena al 12%. Niente è perduto, finché si ha il coraggio di cambiare. Go get 'em, fellas!

domenica 3 aprile 2005

Anatomia di una città.

Sono 147 i blog fino ad oggi iscritti a TocqueVille, la città dei liberi (e presenti nel blogroll della colonna a sinistra). Si tratta in gran parte di blog italiani, ma è significativo registrare anche le presenze di Stati Uniti, Olanda, Spagna, Portogallo, Canada, Estonia, Giappone e perfino della ridente nazione di Giulivia (indovinate chi?). Per quanto riguarda la distribuzione geografica sul territorio nazionale, invece, le province di Milano (24) e Roma (16) fanno la parte del leone, ma sono molte quelle rappresentate da più di un blog. In rigoroso ordine alfabetico: Ascoli Piceno, Forlì, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Salerno, Teramo, Torino, Venezia e Vicenza. In ordine sparso, infine, con un solo blog iscritto, ci sono le province di Alessandria, Belluno, Bologna, Cagliari, Catania, Chieti, Empoli, Ferrara, Firenze, Genova, L'Aquila, Mantova, Messina, Oristano, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese e Verona.

venerdì 1 aprile 2005

Le radici del GOP.

Hugh Hewitt contro John C. Danforth nel dibattito sulle radici (e il futuro) del partito repubblicano. Danforth - ex senatore del Missouri ed ex ambasciatore Usa alle Nazioni Unite - teme una deriva del GOP verso le posizioni più oltranziste della destra religiosa. Hewitt - autore, tra l'altro, di un capolavoro che ci riguarda da vicino - gli risponde punto su punto. Tutti i dettagli su JimMomo.