venerdì 11 febbraio 2005

Thanks Jay!

Perdonateci questi 30 secondi di autocelebrazione, ma Jay Nordlinger, il caporedattore della National Review, ha citato nel suo ultimo Impromptus la recente visita dello staff di Ideazione agli uffici newyorkesi della rivista fondata da William F. Buckley nel 1955. Visita di cui ci occuperemo nei prossimi giorni nell'ultima puntata del nostro "diario americano". Inutile dire che nelle ultime ore i contatti di ideazione.com sono aumentati del 300%. A dimostrazione che la potenza di fuoco nel cyberspazio della National Review Online è oggettivamente impressionante. Copio&Incollo: "Not long ago, I met with a group of very impressive people in NR's offices. They were the gang from Ideazione, an Italian magazine and think tank. (They are a one-stop-shopping bunch.) These are the "American-style conservatives" of Italy, a fairly lonely group, despised by the Left, of course, and also by much of the Right, which is fascistic and vile. I urge anyone who can read Italian to avail himself of Ideazione: www.ideazione.com. And I urge everyone else to remember, somehow, this inspired and inspiring group in Italy. One more thing about them: They remind me of NR, circa 1960. Go get 'em, fellas". Thanks Jay!

11 commenti:

Babs ha detto...

Commozione...

a man ha detto...

:)

KrilliX ha detto...

bestie cattiverrime, mi telefonate per chiedere quante pagine è l'intervista e non mi dite nienteeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
vi odio veramente tantoooooo!

a man ha detto...

Err... veramente ti avevo detto "se non mi senti vanno bene 3 pagine" :P

KrilliX ha detto...

lol
noooooo
intendevo jayyyy

a man ha detto...

LOL! Scusa, ma sono ancora sotto shock :)

eowyn ha detto...

Ma non fatevi riconoscere! Che se vi legge il vostro amico Jay si rimangia tutto!

Anonimo ha detto...

non vorrei farmi la figura del coglionazzo, ma mi sembra che qui si parlasse della traduzione di "liberal" un po' di tempo fa.
Nella Capital of the Free World sto leggendo The Road to Serfdom (non è necessario dire chi è l'autore), ebbene, nella prefazione del 1956 scrive:
"The fact that this book was originally written with only the British public in mind does not appear to have seriously affected its intelligibility for the American reader. But there is one point of phraseology which I ought to explain here to forestall any misunderstanding. I use throughout the term "liberal" in the original, nineteenth-century sense in which it is still current in Britain. In current American usage it often means very nearly opposite of this. It has been part of the camouflage of leftish movements in this country, helped by the muddleheadedness of many who really believe in liberty, that "liberal" has come to mean tha advocacy of almost every kind of goverment controlo. I am still puzzled why whose in the United States who truly believe in liberty should not only have allowed the left to appropriate this almost indispensavle term but should even have assisted by beginning to use it themeselves as a term of opprobium.
aa (M&A - 2twins)

a man ha detto...

aa: Se già nel '56 Hayek doveva "spiegare" di aver adoperato il termine liberal nel senso britannico e non americano, pensa come stiamo messi mezzo secolo più tardi, dopo decenni di dominio "liberal" (nel senso americano) nella cultura, nel mondo universitario e nei media. Sir Friedrich aveva perfettamente ragione a meravigliarsi del fatto che la destra avesse lasciato alla sinistra l'uso di questo "almost indispensable term". Ma ormai il danno è fatto. E a me, personalmente, interessa vincere la battaglia delle idee, non quella delle parole.

Anonimo ha detto...

vabbè, ma quante pagine è l'intervista?
:-p

a man ha detto...

Tre. :P