lunedì 31 marzo 2008
I flop dei sondaggi. 1/ Usa 1948
Un vantaggio di quasi due milioni e mezzo di voti (più del quattro per cento delle schede valide), 303 voti elettorali conquistati contro 189, 27 stati vinti contro 15. Con il senno di poi, non sembra proprio che la vittoria del democratico Harry S. Truman sul repubblicano Thomas Dewey, alle elezioni presidenziali americane del 1948, fosse particolarmente difficile da prevedere. Eppure le elezioni del 1948 sono ancora ricordate, negli Stati Uniti, come il primo clamoroso flop della “scienza” dei sondaggi.
Alla vigilia del voto, tutti gli istituti di ricerca assegnarono la vittoria a Dewey, con un vantaggio che oscillava tra i 5 e i 15 punti percentuali. A cadere rovinosamente in questa trappola statistica fu anche Gallup, che pure era reduce da una serie di previsioni particolarmente precise, iniziate con quella dell’inaspettato “cappotto” rifilato nel 1936 da Franklin D. Roosevelt al governatore del Kansas, Alf Landon. I giornali statunitensi si fidavano così ciecamente dei sondaggisti che più d’uno - clamoroso fu il caso del gigantesco titolo di prima pagina del Chicago Tribune («Dewey Beats Truman») - andò in stampa prima che lo spoglio delle schede arrivasse ad un punto significativo.
Ma cosa andò storto? Il problema principale fu che gli istituti di ricerca - ormai convinti della vittoria di Dewey - smisero di fare sondaggi più di due settimane prima del voto. Ma nel 1948, oltre a Truman e Dewey, c’erano due forti candidati “indipendenti” (entrambi scissionisti del partito democratico) capaci di complicare qualsiasi tentativo di previsione. Il primo, Henry A. Wallace, vicepresidente di Roosevelt dal ’41 al ’45, aveva abbandonato i democratici “da sinistra” per fondare il Progressive Party e tentare l’avventura presidenziale in solitaria. Il secondo, il senatore (ed ex governatore) della South Carolina, Strom Thurmond, correva sotto le insegne degli States’ Rights Democratic, fazione segregazionista dei democratici del Sud. Nell’ultima settimana, però, gran parte del consenso accumulato da Wallace e Thurmond si spostò verso i due candidati maggiori, che avevano le maggiori probabilità di vittoria. A beneficiare di questa onda di ritorno, non intercettata dai sondaggisti, fu soprattutto Truman, il candidato del partito di provenienza dei due “ribelli”.
«Abbiamo sbagliato a fermarci due settimane prima del voto - avrebbe spiegato molti anni più tardi alla televisione pubblica americana (Pbs) Alec Gallup, figlio di George Gallup Sr., fondatore del più famoso istituto di ricerca del mondo - e si trattò di un errore imperdonabile. Ma ci fu anche un altro fattore che non viene spesso menzionato: il voto per Wallace collassò nei giorni immediatamente precedenti alle elezioni, come spesso accade per il candidato del “terzo partito”». Wallace, che alla fine conquistò il 2,4 per cento dei consensi (come Thurmond, che però si aggiudicò anche i 39 voti elettorali di Louisiana, Mississippi, Alabama e South Carolina), era stato sempre visto dai sondaggisti con numeri che oscillavano intorno al 10 per cento. «Quasi tutti questi voti - conclude Gallup - finirono nella colonna del partito democratico. E questo fece sballare tutte le nostre previsioni». Un altro problema fu la selezione del campione, che negli anni Quaranta era ancora piuttosto rozza. E proprio il flop del ’48 spinse gli istituti di ricerca, nel decennio successivo, a cercare un approccio più sofisticato (il cosiddetto probability sampling).
La vittoria di Truman provocò più di un danno ai sondaggisti, che persero credibilità, clienti e milioni di dollari. Nessuno, però, rimase scottato come Dewey, che avrebbe ricordato a lungo la notte in cui si addormentò Presidente degli Stati Uniti d’America e si risvegliò pensionato.
domenica 30 marzo 2008
Previsione per il Senato [30-03]
Per l'analisi dettagliata regione per regione vi rimandiamo alla previsione della scorsa settimana. Oggi entriamo nello specifico solamente nei casi in cui è cambiata l'assegnazione dei seggi (o nei casi "spinosi" in cui abbiamo deciso di non cambiare l'assegnazione). Nella cartina, l'unica variazione è la Calabria che passa da PdL solid a PdL leaning.Valle d’Aosta
PdL (0) Pd (1) Sa (0) Udc (0)
Piemonte
PdL (13) Pd (7) Sa (2) Udc (0)
Lombardia
Fino ad oggi avevamo assegnato 28 senatori a PdL+Lega, prevedendo che la Sinistra Arcobaleno riuscisse a superare la soglia di sbarramento. Spalmando le ultime medie dei sondaggi nazionali uniformemente, però, per la prima volta la Sa resta al di sotto dell'8%. E questo dato sarebbe confermato anche da alcuni sondaggi regionali recenti. Abbiamo anche ipotizzato che Pd+Idv sia la coalizione a beneficiare maggiormente di questo risultato negativo della Sinistra Arcobaleno. Assegniamo quindi un seggio in più al PdL e tre in più al Pd. Due di questi seggi, però, sono "ballerini" e potrebbero essere assegnati al centrodestra, soprattutto nel caso di una forte affermazione della Lega Nord.
PdL (29) Pd (18) Sa (0) Udc (0)
Veneto
PdL (15) Pd (9) Sa (0) Udc (0)
Trentino Alto-Adige
PdL (2) Pd (5) Sa (0) Udc (0)
Friuli Venezia-Giulia
PdL (4) Pd (3) Sa (0) Udc (0)
Liguria
La discreta prestazione della Sinistra Arcobaleno in tutti i sondaggi regionali - che registrano quasi sempre un (lieve) vantaggio del PdL - e la solidità del dato nazionale ci spingono nel continuare ad assegnare la Liguria (di poco) al centrodestra.
PdL (5) Pd (2) Sa (1) Udc (0)
Emilia Romagna
PdL (7) Pd (12) Sa (2) Udc (0)
Toscana
PdL (6) Pd (10) Sa (2) Udc (0)
Umbria
Saremmo tentati di far tornare l'Umbria leaning (senza cambiare l'attribuzione dei seggi), visto che alcuni sondaggi danno la Sinistra Arcobaleno oltre il 10% (e visto che nel dato nazionale ci sono solo 3-4 punti di distacco tra Pd e PdL), ma resistiamo alla tentazione.
PdL (2) Pd (4) Sa (1) Udc (0)
Marche
Restiamo convinti che le Marche non siano una regione "sicura" per il Pd. Basterebbe uno spostamento di circa 5-6mila voti per ribaltare la situazione (con la Lega che passa dall'1% del 2006 all'1,7%, per esempio). Per ora, lasciamo le cose come stanno.
PdL (2) Pd (5) Sa (1) Udc (0)
Lazio
Il Lazio resta la regione-chiave del Senato. E se avessimo scelto di prevedere anche regioni "too close to call", questo sarebbe un caso di scuola. Dovendo scegliere, però, e considerando la prestazione di Sinistra Arcobaleno, Udc e Destra nei sondaggi regionali, per vincere il Pd dovrebbe provocare un vero e proprio terremoto rispetto ai numeri del 2006. Per ora lasciamo le cose come stanno, compresa la Sa sopra l'8%.
PdL (15) Pd (9) Sa (3) Udc (0)
Abruzzi
Lasciamo invariata la situazione, ma basterebbe uno spostamento di 4-5mila voti per ribaltare la situazione a favore del Pd. Senza contare che Sinistra Arcobaleno e Udc sono molto vicine alla soglia di sbarramento.
PdL (4) Pd (3) Sa (0) Udc (0)
Molise
PdL (1) Pd (1) Sa (0) Udc (0)
Campania
L'unica incertezza è rappresentata dalla Sinistra Arcobaleno. Per ora la lasciamo al di sopra della soglia di sbarramento, ma molti sondaggi regionali la danno pericolosamente vicina all'8%.
PdL (17) Pd (11) Sa (2) Udc (0)
Puglia
PdL (12) Pd (7) Sa (0) Udc (2)
Basilicata
L'Udc sembra in crescita e punta a strappare un seggio alla coalizione sconfitta (probabilmente il PdL). Per ora lasciamo le cose come stanno.
PdL (3) Pd (4) Sa (0) Udc (0)
Calabria
Anche in questo caso, secondo alcuni sondaggi regionali, l'Udc dovrebbe essere in grado di raggiungere la soglia di sbarramento. D'altro canto, il Pd sembra essere riuscito a superare parzialmente la crisi della giunta regionale (e questo potrebbe togliere voti alla Sinistra Arcobaleno, senza essere sufficiente a superare il PdL). Per ora, cambiamo il colore della cartina da PdL solid a PdL leaning. E assegniamo il senatore della Sa all'Udc.
PdL (6) Pd (3) Sa (0) Udc (1)
Sicilia
PdL (15) Pd (8) Sa (0) Udc (3)
Sardegna
Resta in vantaggio (di poco) il PdL, ma la posizione della Sinistra Arcobaleno sembra meno solida che in passato. Un seggio in meno alla Sa e uno in più al Pd.
PdL (5) Pd (4) Sa (0) Udc (0)
Estero
PdL (4) Pd (2) Sa (0) Udc (0)
La Supermedia
sabato 29 marzo 2008
Curve di tendenza [finale]
venerdì 28 marzo 2008
Ultimo giorno di sondaggi (pubblici): Ispo [27/03]
Nella nostra tabella (da cui non abbiamo tolto nessun sondaggio del 26, tornando alla media degli ultimi 8), il ciclone Mannheimer fa scendere di un punto decimale la media del PdL e salire di due quella del Pd, portando così il distacco tra le due coalizioni a ridursi al 6,6%. Migliora leggermente anche la curva di interpolazione del Pd nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, mentre quella del PdL resta più o meno ferma (e piuttosto piatta).
Nota. A pochi minuti dal black-out (che non abbiamo alcuna intenzione di rispettare), ci prendiamo qualche ora di (meritato?) riposo. Preghiamo tutti di mantenere un tono civile nel dibattito che si sta svolgendo nei commenti ai vari post. Torneremo domani per preparare la SuperMediaFinale, con i risultati degli ultimi sondaggi di tutti gli istituti di ricerca. E magari qualche grafico sull'andamento delle medie (generali e dei singoli istituti) e sulle curve di interpolazione (sì, anche i polinomiali di ordine 4!) diverse da quella che utilizziamo normalmente. Buon black-out a tutti :)
Ultimo giorno di sondaggi (pubblici): Swg [27/03]; Crespi [27/03]
Diffusi da Clandestinoweb anche i dati dell'ultimo sondaggio di Crespi Ricerche (27 marzo). Rispetto a due giorni fa, PdL+Lega (43,4%) perdono lo 0,6%, mentre crescono dello 0,4% Pd+Idv (36,9%): il distacco scende dal 7,5% al 6,5%. In calo anche la Sinistra Arcobaleno (-0,2%) e l'Udc (-0,5%). Stabile, su livelli “crespiani”, la Destra al 4%. E in crescita, sempre su livelli “crespiani”, i Socialisti (+0,3%).
Nella nostra tabella, i sondaggi Swg e Crespi prendono il posto di tutti e tre i sondaggi del 25 marzo (il vecchio Crespi, Lorien e Demoskopea), che erano nettamente più favorevoli al centrodestra. Per questo motivo, la media di PdL+Lega perde lo 0,4% e quella di Pd+Idv cresce della stessa percentuale. Il vantaggio tra le due coalizioni, dunque, scende dal 7,7% al 6,9%. Stabile la Sinistra Arcobaleno, mentre l'Udc scende per la prima volta sotto il 6%. Le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it non si muovono di molto, anche se quella del Pd migliora leggermente la sua tendenza di crescita.
Ultimo giorno di sondaggi (pubblici): Ispo [22/03]; Demos [26/03]; Euromedia [26/03]; Gipieffe [27/03]; Digis [27/03]
Nell'ultimo sondaggio Ispo presentato ieri sera da Mannheimer a "Porta a Porta" (che risale però al 21-22 marzo), PdL e Lega (44%) perdono lo 0,5%, mentre Pd e Idv (38,5%) guadagnano l'1%. Il distacco tra le due coalizioni, dunque, scende dal 7% al 5,5%. Cresce la Sinistra Arcobaleno (+1%), scende l'Udc (-1,5%), crolla la Destra (-2,5%) e triplicano i propri consensi i Socialisti (+1%). Francamente, ci sembrano spostamenti un po' troppo accentuati in una sola settimana (il vecchio sondaggio Ispo era del 15 marzo).
Nel nuovo sondaggio Demos per Repubblica (26 marzo), invece, rispetto al 10 marzo PdL+Lega (45,7%) guadagnano lo 0,5%, mentre Pd+Idv (39,1%) salgono dello 0,6%. Il distacco, dunque, passa dal 6,6% al 6,5%. Perdono due punti decimali Sinistra Arcobaleno (6%) e Udc (5,8%), mentre Destra e Socialisti, che erano rispettivamente all'1,9% e allo 0,9%, non sono registrati.
Nell'ultimo sondaggio Euromedia (26 marzo), che esce addirittura quasi un mese dopo il precedente (1 marzo), PdL+Lega (44,6%) perdono lo 0,6%, mentre Pd+Idv (36%) guadagnano altrettanto. Il vantaggio del centrodestra, dunque, scende dal 9,8% all'8,6%. Crescono invece la Sinistra Arcobaleno (+0,8%) e la Destra (+0,3%), mentre scendono l'Udc (-0,6%) e i Socialisti (-0,2%).
Nuovo sondaggio anche di Gipieffe per Sherpa Tv (27 marzo), con PdL+Lega (45,2%) che crescono - rispetto al 20 marzo - dell'1,8% e PdL+Idv che crescono dello 0,4%, con il vantaggio del centrodestra che aumenta dal 7% all'8,4%. In calo tutti gli altri: Sinistra Arcobaleno (-0,7%), Udc (-0,5%) e Destra (-0,3%). Non registrati i Socialisti (che erano all'1,1%).
Ultimo pervenuto, per ora, il nuovo sondaggio Digis sulle intenzioni di voto del 27 marzo. Rispetto al 20 marzo, PdL+Lega calano dello 0,7%, mentre Pd+Idv guadagnano lo 0,2%. Il vantaggio del centrodestra, dunque, scende dal 7,2% al 6,3%. Leggero calo anche per la Sinistra Arcobaleno (-0,1%), mentre l'Udc guadagna mezzo punto e passa dal 6% al 6,5%. Più o meno stabili la Destra (+0,1%) e i Socialisti (invariati all'1,3%).
Questa infornata di nuovi sondaggi provoca qualche sensibile spostamento nella media della nostra tabella, che per ora abbiamo "allargato" agli ultimi otto sondaggi (non c'era davvero nessun motivo razionale per eliminare uno tra Lorien, Demoskopea e Crespi, tutti del 20 marzo). La media di PdL+Lega sale di mezzo punto percentuale, passando dal 44,4% al 44,9%. Visto che la media di Pd+Idv rimane stabile al 37,2%, dunque, il vantaggio della coalizione guidata da Berlusconi cresce fino ad arrivare al 7,7%. Perde lo 0,3%, invece, la media della Sinistra Arcobaleno, mentre l'Udc guadagna un punto decimale. Lo 0,1% guadagnato dai Socialisti, invece, viene perso dalla Destra.
Variazioni anche nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it. Una leggera polarizzazione del quadro politico, almeno secondo gli ultimi sondaggi, favorisce la crescita delle curve di interpolazione di PdL e Pd: adesso tutte e due puntano lievemente, ma decisamente, verso l'alto. Seguendo traiettorie quasi parallele.
giovedì 27 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Lorien [25-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio Lorien prende il posto di quello vecchio dello stesso istituto di ricerca, leggermente più favorevole al PdL. Per questo motivo, la media del Pd cresce di un punto decimale e il vantaggio del PdL scende dal 7,3% al 7,2%. Stabili le medie di tutti gli altri partiti e coalizioni. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, la comparsa del nuovo sondaggio Lorien (che in genere registra un dato del Pd inferiore alla media) provoca un leggero appiattimento della curva di interpolazione del Pd, che conserva soltanto di pochissimo la sua tendenza a crescere. La curva del PdL, invece, non si muove.
Nuovo sondaggio - Demopolis [27-03]
Nella nostra tabella, per fare spazio all'ultimo sondaggio Demopolis abbiamo tolto quello Gipieffe del 20 marzo (in cui PdL+Lega erano a +7%). Le medie migliorano sia per il PdL (+0,2%) che per il Pd (+0,2%) e la distanza resta invariata al 7,3%. Stabili Sinistra Arcobaleno (7%), Destra (2,4%) e Socialisti (1,2%), l'Udc cala dal 6,3% al 6,1%. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, la curva di interpolazione del PdL resta (più o meno) immobile, mentre quella del Pd migliora la sua tendenza a crescere e adesso punta decisamente verso quota 38%.
Il sondaggio rubato
Prima le buone notizie per il centrodestra. Alla Camera il vantaggio è solido: 8 punti percentuali, con PdL+Lega al 45,5%, Pd+Idv 37,5%, Sinistra Arcobaleno 7%, Udc 5%, Destra 2,5%, Altri 2%. Al Senato, a livello nazionale, le cose vanno ancora meglio: 9 punti di vantaggio, con PdL+Lega 46,5%, Pd 37,5%, Sinistra Arcobaleno 7%, Udc 6%, Destra 1,5%, Altri 1,5%.
Adesso le notizie cattive. Nell'ultima settimana il vantaggio del PdL nel Lazio al Senato è quasi scomparso. Il 25 marzo, la coalizione di Berlusconi era al 41,5% e quella di Veltroni al 41% (Sa 7%, Udc 5%, Destra 4%, Altri 1,5%). Per capirci, in una rilevazione analoga conclusa il 17 marzo (condotta però su un campione più ampio e in un numero maggiore di giorni - i più attenti avranno capito di che istituto si tratta), il PdL era al 43,5% e il Pd al 38,5%.
mercoledì 26 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Crespi Ricerche [25-03]
Nella nostra tabella, per fare spazio a Crespi abbiamo tolto il sondaggio Digis del 20 marzo (che tra quelli effettuati quel giorno era il più in linea con la nostra media), che assegnava valori più alti alle due coalizioni maggiori. Per questo motivo, PdL+Lega (-0,2%) e Pd+Idv (-0,3%) perdono qualcosa a vantaggio della Destra (+0,4%). Il distacco sale leggermente e arriva al 7,3%. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, sia la curva di interpolazione del PdL che quella del Pd risentono negativamente dell'effetto-Crespi: la prima adesso è meno ripida verso l'alto; la seconda è tornata ad essere quasi piatta
In ordine sparso
Sempre sul Senato, ecco due simulazioni sulla ripartizione dei seggi. La prima è di Ipr per Repubblica. Nello scenario più favorevole al PdL si prefigura un disastro per il PdL. La "forchetta" di Ipr, comunque, va da un minimo di 147 a un massimo di 160 senatori per il centrodestra (con l'Udc che non scende mai al di sotto dei 13 seggi). La seconda simulazione è di Lorien, che prevede invece un risultato minimo di 157 e uno massimo di 164. Se vi fidate solo di voi stessi, invece, vi invitiamo a provare questa interessante applicazione, che permette di calcolare l'attribuzione dei seggi al Senato inserendo le varie percentuali dei partiti per ogni singola regione. Non abbiamo purtroppo avuto il tempo di verificarne l'attendibilità, ma appena possibile ci smanetteremo un po' e vi faremo sapere.
L'ultima segnalazione (via Politica 2.0) è per il sito dei bookmaker britannici di BestBetting, che permette di visualizzare, anche graficamente, l'andamento delle quote sulle elezioni italiane secondo Betfair, Paddy Power e Sportingbet.
Nuovo sondaggio - Dinamiche [20-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Dinamiche prende il posto di quello Crespi del 19 marzo, che registrava un distacco simile tra le due coalizioni. Le medie si muovono di pochissimo dunque (Pd e Sinistra Arcobaleno salgono dello 0,1%). Immobili, invece, le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it.
Nuovo sondaggio - Demoskopea [25-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio Demoskopea prende il posto di quello Demopolis del 18 marzo, in cui il distacco tra le due coalizioni maggiori era meno marcato. Per questo motivo, mentre la media del Pd resta al 37,1%, quella del PdL torna al 44,4% pre-Ipsos e il vantaggio risale al 7,3%. Restano ferme le medie di tutti i partiti minori, ad eccezione dei Socialisti che perdono lo 0,1%. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, la curva di interpolazione del Pd resta immobile (con una leggera tendenza di crescita), mentre quella del PdL accentua (anche se quasi impercettibilmente) il suo trend positivo.
Nuovo sondaggio - Ipsos [24-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Ipsos prende il posto di quello Agron del 18 marzo, che registrava un dato nettamente inferiore per il Pd. Per questo motivo, la media del PdL resta invariata, mentre quella del Pd cresce dello 0,4% riducendo il distacco tra le due coalizioni maggiori al 7%. Scendono leggermente anche le medie di Sinistra Arcobaleno e Udc. Stabili Destra e Socialisti. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, migliorano lievemente sia la curva di interpolazione del PdL che quella del Pd. Quest'ultima, in particolare, torna a salire leggermente verso l'alto dopo parecchi giorni.
martedì 25 marzo 2008
Previsione per il Senato [25-03]
Gli ingredienti del cocktail sono i soliti: un terzo di ministero dell'Interno, un terzo di NoiseFromAmerika e un terzo di istinto (temperato dai sondaggi nazionali). Aggiungere una spruzzata di sondaggi regionali (pochi, purtroppo), mescolare e servire con ghiaccio. Poche le variazioni rispetto alla scorsa settimana: un seggio in più al PdL (ai danni della Sinistra Arcobaleno in Basilicata); due in più all'Udc (ai danni del Pd in Puglia). Nella cartina, cambia colore soltanto l'Umbria (da Pd leaning a Pd solid).Valle d’Aosta
L’unico seggio in palio nella regione, eletto con sistema maggioritario semplice, dovrebbe restare alla lista “Autonomie Liberté Democratie”, che alle elezioni del 2006 ha conquistato più del 44% dei voti. La lista è collegata al centrosinistra (anche se non si tratta di un accordo organico come quello che lega la Svp in Trentino Alto-Adige). Nella nostra simulazione, comunque, assegniamo il seggio al Pd.
PdL (0) Pd (1) Sa (0) Udc (0)
Piemonte
Nel 2006, dei 22 seggi in palio nella regione, 13 sono andati al centrodestra e 9 al centrosinistra. Il PdL non dovrebbe avere problemi ad assicurarsi il premio di maggioranza, con una decina di punti percentuali di vantaggio, confermando i 13 senatori della CdL (di cui 2 erano dell’Udc). L’unica incognita è rappresentata dal risultato finale della Sinistra Arcobaleno. Spalmando uniformemente su tutto il territorio nazionale i dati degli ultimi sondaggi, la Sa dovrebbe farcela (superando agevolmente il 9%). Mentre per l’Udc, che parte dal 6,3% del 2006, l’impresa è quasi impossibile. Se la SA riuscisse a superare la soglia di sbarramento, toglierebbe 2 senatori al Pd.
PdL (13) Pd (7) Sa (2) Udc (0)
Lombardia
La Lombardia assegna ben 47 senatori. Nel 2006, la CdL se n’era aggiudicati 27 con il premio di maggioranza, lasciando gli altri 20 all’Unione. Visto che l’Udc parte da un dato inferiore al 6 per cento, anche in questo caso l’incognita è rappresentata dalla Sinistra Arcobaleno, che al momento attuale – in assenza di sondaggi specifici sulla regione – dovrebbe essere appena al di sopra dell'8%. Con la Sa oltre la soglia di sbarramento, al PdL dovrebbero andare 28 seggi (27 dal premio di maggioranza, più uno dai resti), al Pd 15 seggi (di cui uno con i resti), alla Sa 4 seggi. Se la Sinistra Arcobaleno restasse al di sotto dell’8% (ipotesi non assurda, in teoria), i suoi quattro seggi sarebbero divisi, non equamente, tra PdL (+3) e Pd (+1), portando il Popolo della Libertà ad ottenere dalla Lombardia 4 senatori in più rispetto al 2006. Nella nostra simulazione, comunque, ipotizziamo che la Sa riesca a superare la soglia di sbarramento.
PdL (28) Pd (15) Sa (4) Udc (0)
Veneto
Ventiquattro senatori in palio. Nel 2006, la CdL ne aveva conquistato 14 (2 dell’Udc), lasciandone 10 all’Unione. Con il trend attuale dei sondaggi nazionali, la Sinistra Arcobaleno resta ampiamente al di sotto della soglia di sbarramento, mentre l’Udc non la supera per meno di un punto percentuale (7,2%). Se l’Udc riuscisse a superare l’8%, conquisterebbe 2 senatori, impedendo al PdL di salire a quota 15 e lasciandone 8 al Pd (invece di 9).
PdL (15) Pd (9) Sa (0) Udc (0)
Trentino Alto-Adige
Il Trentino-Alto Adige elegge i suoi 7 senatori con il sistema misto previsto dalla vecchia legge elettorale: sei sono eletti, con sistema maggioritario semplice in altrettanti collegi uninominali (tre nella provincia di Trento e tre in quella di Bolzano), mentre l’ultimo è eletto in base al recupero regionale dei voti non utilizzati. Nel 2006, 5 senatori erano andati alla coalizione Unione-Svp e 2 alla CdL. Nella nostra simulazione abbiamo scelto di lasciare invariato questo risultato, anche se l’unico senatore eletto dalla CdL nell’uninominale è in realtà a rischio (nel 2006 la CdL aveva vinto con lo 0,9% di vantaggio). Dall’altra parte, potrebbero verificarsi sorprese nei collegi di Trento e Rovereto in caso di una performance al di sopra delle aspettative da parte del PdL. Udc e Sinistra Arcobaleno sono fuori dai giochi.
PdL (2) Pd (5) Sa (0) Udc (0)
Friuli Venezia-Giulia
Risultato quasi obbligato per il Friuli, che dovrebbe confermare il 4-3 a favore del centrodestra registrato nel 2006. Con i sondaggi attuali (a livello nazionale), né l’Udc né la Sinistra Arcobaleno riescono a superare la soglia di sbarramente, rispettivamente di uno e di mezzo punto percentuale. Se uno dei due partiti (o entrambi) riuscissero a ottenere almeno l’8 per cento, potrebbero sottrarre uno (o due) senatori al Pd.
PdL (4) Pd (3) Sa (0) Udc (0)
Liguria
La Liguria, vinta dal centrodestra nel 2006 (5 senatori contro i 3 dell’Unione), è un must-win per il PdL. I sondaggi nazionali, però, proiettano numeri in bilico, con la coalizione guidata da Berlusconi davanti di appena 3 punti percentuali. In questo caso, però, è possibile anche analizzare i dati di un paio di sondaggi regionali. Il primo (Opimedia 27 febbraio) vede PdL+Lega al 42,2% e Pd+Idv al 40,2%. Il secondo (Swg 19 marzo) vede PdL+Lega al 42% e Pd+Idv al 37,5%. Il vantaggio del PdL ci dovrebbe essere, insomma, ma è troppo lieve per considerare la Liguria una regione sicura. Il problema è aggravato dalla Sinistra Arcobaleno, che dovrebbe aggirarsi appena al di sotto del 10 per cento (l’Udc invece naviga intorno al 6%), conquistando un senatore ai danni della coalizione sconfitta. Se il PdL dovesse perdere la Liguria, insomma, si troverebbe con 2 senatori invece di 5 (a meno che la vittoria del Pd non fosse causata da un crollo della Sa e in quel caso i senatori sarebbero 3). Per ora, comunque, la coalizione PdL+Lega è in vantaggio.
PdL (5) Pd (2) Sa (1) Udc (0)
Emilia Romagna
Iniziano dalla prima delle “regioni rosse” gli ostacoli per la conquista di una solida maggioranza al Senato da parte del PdL. Se, infatti, nel 2006 il centrodestra aveva conquistato 9 senatori (contro i 12 assicurati all’Unione dal premio di maggioranza), nel 2008 la presenza della Sinistra Arcobaleno – quasi sicuramente al di là dell’8% - sottrae almeno 2 senatori alla coalizione guidata da Berlusconi. L’Udc è distante dalla soglia di sbarramento (sotto al 6%), ma la Sa viaggia appena al di sotto del 10% e dunque due senatori (di cui uno grazie ai resti) dovrebbero essere sicuri.
PdL (7) Pd (12) Sa (2) Udc (0)
Toscana
Anche in Toscana, la presenza della Sinistra Arcobaleno (qui, secondo i sondaggi nazionali, addirittura al di là del 12%) provoca un’emorragia di senatori al centrodestra rispetto al 2006 (quando era finita 11-7 per l’Unione). In questo caso, però, la presenza di Sa dovrebbe sottrarre un senatore sia al PdL che al Pd. L’Udc, spalmando uniformemente su tutte le regioni i sondaggi nazionali, dovrebbe andare poco oltre il 6%.
PdL (6) Pd (10) Sa (2) Udc (0)
Umbria
Anche in Umbria, il 4-3 per l’Unione del 2006 dovrebbe trasformarsi in un 4-2 per il Pd grazie alla presenza di una Sinistra Arcobaleno che viaggia ben oltre il 10%. I due senatori previsti per il PdL, poi, potrebbero dimezzarsi se anche l’Udc riuscisse a superare la soglia di sbarramento, ma per ottenere questo risultato l’Unione di Centro dovrebbe migliorare di almeno un paio di punti percentuali la sua performance del 2006.
PdL (2) Pd (4) Sa (1) Udc (0)
Marche
Il calcolo per assegnare gli 8 seggi delle Marche è uno dei più complicati in assoluto. Nel 2006, l’Unione aveva conquistato 5 senatori e gli altri 3 erano andati alla CdL. Con gli attuali sondaggi nazionali a disposizione, però, Pd e PdL sono distanziati di poco più di un punto percentuale (a favore del Pd) e sia Sinistra Arcobaleno che Udc ottengono un risultato superiore all’8%. Alla coalizione vincente (che ipotizziamo possa essere quella guidata da Veltroni) andrebbero 5 senatori. Gli altri 3 verranno spartiti tra chi riuscirà a superare la soglia di sbarramento. Nella nostra simulazione, ipotizziamo che la Sa riesca a superare l'8% e che l'Udc non ci riesca.
PdL (2) Pd (5) Sa (1) Udc (0)
Lazio
Il Lazio è la regione-chiave del Senato. Nel 2006, 15 senatori erano andati alla CdL (2 all’Udc) e 12 all’Unione. Secondo i sondaggi nazionali, il PdL dovrebbe aggiudicarsi abbastanza agevolmente il premio di maggioranza, ma alcuni sondaggi regionali (e in particolare uno Swg del 19 marzo) registrano invece un vantaggio superiore ai 2 punti percentuali per il Pd, con Udc e Sinistra Arcobaleno al di sotto dell’8%. Un risultato importante della Destra e il “traino” delle elezioni comunali e provinciali a Roma potrebbe effettivamente ribaltare a favore della coalizione guidata da Veltroni il 15-12 del 2006. Se, poi, la Sinistra Arcobaleno riuscisse a frenare l’apparente emorragia di consensi rispetto alle ultime elezioni politiche (in cui era andata oltre il 10%), altri tre seggi potrebbero essere sottratti alla coalizione perdente. Nel caso in cui sia Sa che Udc riuscissero a superare l’8% conquisterebbero due senatori a testa. Per ora, assegniamo (per un soffio) la regione al PdL, con la Sa oltre la soglia di sbarramento.
PdL (15) Pd (9) Sa (3) Udc (0)
Abruzzi
Gli Abruzzi, vinti 4-3 nel 2006 dall’Unione, sono stati considerati a lungo una possibile regione di conquista per il PdL nel 2008. Nella nostra simulazione, però, il presunto vantaggio del PdL è davvero troppo risicato (meno del 2%) per poter considerare la partita chiusa. Anche perché sia la Sinistra Arcobaleno sia l’Udc sono molto vicine all’8%. Se almeno uno dei due partiti riuscisse a superare la soglia di sbarramento, potrebbe sottrarre un seggio alla coalizione perdente. Per ora, ci limitiamo a ribaltare il 4-3 del 2006 a favore del PdL, ma la situazione potrebbe cambiare clamorosamente con lo spostamento di qualche migliaio di voti.
PdL (4) Pd (3) Sa (0) Udc (0)
Molise
Il Molise elegge i due senatori che le spettano con un sistema proporzionale, senza correttivo maggioritario. Si potrebbe quasi evitare di votare, insomma, perché PdL e Pd si aggiudicheranno un seggio ciascuno. Per evitare questo risultato, la coalizione vincente dovrebbe conquistare più del doppio dei voti degli avversari. Fantascienza.
PdL (1) Pd (1) Sa (0) Udc (0)
Campania
Nel 2006, la conquista da parte dell’Unione del premio di maggioranza in Campania (per poco più di 15mila voti) permise al centrosinistra di avere la maggioranza – almeno aritmetica – al Senato. Quest’anno, l’effetto-Bassolino ha fatto precipitare il Pd in tutti i sondaggi regionali. Ipr (19 marzo) assegna addirittura al PdL il 47% dei consensi (contro il 32,5% di Pd+Idv). Forse i 15 punti di distacco sono troppi, ma anche Swg vede il centrodestra avanti almeno di 6 punti. Non si può dunque considerare ancora la Campania come una regione in bilico. E i 17 senatori del premio di maggioranza dovrebbero andare, abbastanza agevolmente, al PdL. Le incognite, invece, riguardano Sinistra Arcobaleno e Udc, che potrebbero conquistare qualcuno dei 13 senatori ambiti dalla coalizione sconfitta (in questo caso il Pd). Ipr vede la Sinistra Arcobaleno all’8% e l’Udc al 5,5%. E si tratta esattamente degli stessi risultati che si ottengono spalmando uniformemente i risultati dei sondaggi nazionali su tutte le regioni. L’Unione di Centro, però, confida molto nella candidatura di De Mita e nei voti in libera uscita dell’Udeur. Due fenomeni che (se esistono) molto probabilmente sfuggirebbero del tutto alle rilevazioni dei sondaggisti. La nostra sensazione è che, in una situazione caotica come quella campana, il voto potrebbe rivelarsi molto frammentato, consentendo almeno alla Sinistra Arcobaleno di superare la soglia di sbarramento.
PdL (17) Pd (11) Sa (2) Udc (0)
Puglia
Il Pdl non dovrebbe avere problemi a conquistare, come nel 2006, i 12 senatori del premio di maggioranza pugliese. Il Pd, però, potrebbe non riuscire a garantirsi la totalità dei 9 seggi rimanenti. Particolarmente solida, infatti, sembra la posizione dell’Udc nella regione (vicina all'8%, secondo la nostra simulazione). E anche la Sinistra Arcobaleno non sembra troppo lontana dalla soglia di sbarramento. Se anche solo l’Udc riuscisse a superare la soglia di sbarramento, al Pd verrebbero sottratti almeno 2 senatori (di cui uno con i resti).
PdL (12) Pd (7) Sa (0) Udc (2)
Basilicata
Anche la Basilicata, secondo i sondaggi condotti su base regionale, è una regione in bilico. Malgrado la forte crescita del PdL, soprattutto in provincia di Potenza, sembra però difficile che la coalizione guidata da Berlusconi riesca a colmare tutto il gap accumulato nel 2006 (una decina di punti percentuali). La situazione per il PdL è complicata dal fatto che la Sinistra Arcobaleno potrebbe superare la soglia di sbarramento e conquistare un senatore ai danni della coalizione sconfitta. Secondo la nostra simulazione, però, la Sa dovrebbe mancare (seppure di poco) questo obiettivo.
PdL (3) Pd (4) Sa (0) Udc (0)
Calabria
Secondo alcuni sondaggi Ced di marzo (e vista la grave difficoltà in cui versa la giunta regionale di centrosinistra), il PdL dovrebbe riuscire a strappare la Calabria al Pd, aggiudicandosi i 6 senatori assegnati dal premio di maggioranza. E’ probabile che la Sa superi la soglia di sbarramento. E anche l’Udc non è lontanissima dall’8%. Anche nel caso in cui soltanto una delle due coalizioni minori riesca nell’impresa, il Pd (se sconfitto) vedrebbe dimezzati i suoi seggi in regione.
PdL (6) Pd (3) Sa (1) Udc (0)
Sicilia
Il dominio del centrodestra in Sicilia non è in discussione. E la conferma arriva anche da alcuni sondaggi regionali molto recenti. Il PdL, dunque, non dovrebbe faticare troppo per confermare i 15 senatori assegnati dal premio di maggioranza. Il dubbio, casomai, riguarda la sorte degli 11 seggi rimanenti, che nel 2006 erano andati tutti all’Unione. Lo scenario più probabile è che l’Udc riesca a superare la soglia di sbarramento (gli ultimi sondaggi la danno intorno al 9%), al contrario della Sinistra Arcobaleno (che viaggia verso il 6%). In questo caso, l’Udc riuscirebbe a conquistare 3 seggi (di cui uno con i resti).
PdL (15) Pd (8) Sa (0) Udc (3)
Sardegna
Anche in Sardegna, incrociando i dati dei sondaggi nazionali con i risultati del 2006, il PdL dovrebbe riuscire a strappare i 5 senatori del premio di maggioranza al centrosinistra. Si tratta comunque di un vantaggio molto esiguo (intorno al 3%) che non lascia spazio a nessuna certezza. Per i quattro senatori residui ci sono molti pretendenti, perché la Sinistra Arcobaleno dovrebbe essere agevolmente al di sopra della soglia di sbarramento e anche l’Udc è molto vicina all’8%. Nella nostra simulazione, assegniamo un senatore alla Sa perché il suo dato del 2006 è più solido di quello dell’Udc.
PdL (5) Pd (3) Sa (1) Udc (0)
Estero
Nel 2006, approfittando di un centrodestra inspiegabilmente diviso, l’Unione si è aggiudicata 4 senatori su 6 nelle circoscrizioni estere (uno, per la verità, è un “indipendente” del Sud America che ha promesso di schierarsi in ogni caso con il governo in carica). Quest’anno, il PdL dovrebbe riuscire ad aggiudicarsi almeno 3 seggi (più, se riuscisse a formare un governo, quello appunto della circoscrizione sudamericana). Nella nostra simulazione, dunque, assegniamo 4 seggi al PdL e 2 al Pd.
PdL (4) Pd (2) Sa (0) Udc (0)
Le previsioni di Piepoli
In pratica, Piepoli ha raccolto i dati degli ultimi due mesi ("dodici sondaggi da mille casi l'uno") per costruire una ricerca unica dalla quale risulterebbe che "il distacco a favore del centrodestra è dell'8% e nelle scorse settimane non c'è stata alcuna variazione". Tra le singole formazioni politiche, spiega Piepoli, "il Popolo della Libertà è nettamente il primo partito con il 40% nelle intenzioni di voto. Il Partito Democratico vale invece il 34%. Al Pdl vanno poi aggiunti i 6 punti della Lega Nord, per una somma del polo che candida Berlusconi premier pari al 46%. Mentre al Pd vanno sommati due punti percentuali dell'Italia dei Valori, totale 36%". Attualmente, dunque, il distacco del "centrodestra", dunque, sarebbe di 10 punti percentuali (non di 8), ma Piepoli stima "da qui al giorno delle elezioni una lieve flessione del Pdl e un leggero incremento del Carroccio. Al contrario, sul fronte opposto, la previsione è di un aumento del Partito Democratico e di un andamento stabile di Di Pietro. Di conseguenza, è molto probabile che il vantaggio finale di Berlusconi su Veltroni sia di otto punti".
Per quanto riguarda le altre formazioni politiche, continua Piepoli, "l'Unione di centro si attesta attorno al 6%, in leggero calo nelle ultime settimane. La Destra di Storace e della Santanché è al 2,3%, con una tendenza che la proietta al 2,5. La Sinistra Arcobaleno ottiene invece il 7% circa, in lieve ribasso".
Interessanti anche le sue previsioni per quanto riguarda la ripartizione dei seggi al Senato: "la coalizione di Berlusconi avrà 167 seggi a Palazzo Madama, rispetto ai 148 del totale delle opposizioni. Un margine quindi di 19 senatori. La Lega Nord ne avrà 18 e quindi sarà assolutamente determinante per la maggioranza di governo. Al Popolo della Libertà 149 seggi. Quanto alle opposizioni, il Partito Democratico si attesta a quota 130 senatori, mentre una decina va alla Sinistra Arcobaleno. Due all'Svp, più quelli misti Svp-Pd e pochissimi all'Udc. Casini probabilmente supererà l'8% in Sicilia e anche da qualche altra parte, ma avrà decisamente meno di dieci seggi al Senato".
Nuovo sondaggio - Gipieffe [20-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Gipieffe prende il posto di quello Ipsos del 17 marzo, che registrava un distacco simile tra le due coalizioni maggiori, ma con valori assoluti più alti sia per il PdL che per il Pd. Per questo motivo, la media del distacco resta inchiodata al 7,4%, ma sia PdL+Lega che Pd+Idv perdono lo 0,3%. Crescono, invece, le medie di Sinistra Arcobaleno (+0,1%), Udc (+0,2%), Destra (+0,1%) e Socialisti (0,1%). Le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it non si muovono e restano più meno piatte.
sabato 22 marzo 2008
Tendenze (istituto per istituto)








L'andamento dei sondaggi nelle rilevazioni dei singoli istituti di ricerca (almeno quelli con una quantità rilevante di pubblicazioni), dal 3 febbraio al 20 marzo. Nell'ultimo grafico, le curve di tutti i sondaggisti (che non sono interpolazioni, ma semplici "smussature" di linee spezzate) sono sovrapposte.
Media dei sondaggi [12-02/20-03]
Nota: il grafico non è stato realizzato con le medie pubblicate, giorno dopo giorno, su politiche2008.tocqueville.it e su questo blog, ma utilizzando i dati "a posteriori". L'andamento delle curve, insomma, rispecchia quella che sarebbe stata la nostra media quotidiana (sempre degli ultimi 7 sondaggi) se i dati fossero inseriti con un criterio cronologico perfetto (e non come, in realtà accade, seguendo l'ordine di pubblicazione).
venerdì 21 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Lorien [20-03]
Scusandoci con i nostri lettori per non aver potuto aggiornare tabella e grafico prima di adesso, i sondaggi usciti oggi (Swg, Digis e Lorien) prendono il posto di quello Ipr del 14 marzo, Digis del 16 marzo e Demoskopea del 17 marzo (abbiamo scelto quest'ultimo invece dell'Ipsos dello stesso giorno, più favorevole al Pd, per non provocare inutili polemiche). Questa infornata di dati provoca poche variazioni nelle medie delle coalizioni e dei partiti: PdL e Pd perdono un punto decimale e il distacco resta invariato al 7,4%; la Sinistra Arcobaleno è stabile; Udc, Destra e Socialisti perdono un punto decimale. Le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, invece, subiscono variazioni più sensibili, migliorando sia per il PdL che - in maniera nettamente più accentuata - per il Pd.
Nuovo sondaggio - Digis [20-03]
Nella nostra tabella - che non avremo il tempo di aggiornare fino a stanotte - i nuovi sondaggi Swg e Digis prenderanno il posto del vecchio sondaggio Digis (16 marzo) e di quello Ipr del 14 marzo. La media del distacco tra PdL+Lega (44,5%) e Pd+Idv (37,2%) scende dal 7,4% al 7,3%, restano stabili la media della Sinistra Arcobaleno (7%) e della Destra (2,3%), scende quella dell'Udc (5,9%) e cresce quella dei Socialisti (1,3%). Anche il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it non sarà aggiornato prima di stanotte. Ci scusiamo per l'inconveniente.
Nuovo sondaggio - Swg [20-03]
L'aggiornamento della tabella e del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it sarà effettuato dopo l'inserimento del sondaggio Digis di oggi.
Le previsioni dei direttori
Il Senato secondo Swg
giovedì 20 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Demopolis [18-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Demopolis prende il posto di quello Quaeris del 13 marzo, più sfavorevole al Pd. Per questo motivo, mentre la media del PdL resta stabile, quella del Pd cresce dello 0,3% e il distacco tra le due coalizioni scende al 7,4%. Perdono un punto decimale anche le medie di Sinistra Arcobaleno, Udc e Destra. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, la curva del PdL resta identica, mentre quella del Pd migliora leggermente e attenua la sua tendenza a scendere.
Nuovo sondaggio - Crespi Ricerche [19-03]
Il nuovo sondaggio di Crespi sostituisce quello del 14 marzo dello stesso istituto di ricerca, leggermente più favorevole al PdL. Per questo motivo, anche se la media del PdL cresce dello 0,1%, quella del PdL cresce di più (0,2%) e il distacco di riduce di un punto decimale per arrivare al 7,7%. Calano, invece, le medie di Sinistra Arcobaleno (-0,1%) e Udc (-0,2%). Stabili la Destra e i Socialisti. Le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it non si muovono di un pixel.
Nuovo sondaggio - Agron [18-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Agron prende il posto di quello Demopolis del 13 marzo, in cui il PdL andava un po' peggio e il Pd un po' meglio. Per questo motivo, la media del PdL sale dello 0,1% e quella del Pd scende dello 0,3%. Il vantaggio di PdL+Lega nei confronti di Pd+Idv sale al 7,8%. Perdono un punto decimale nella media anche l'Udc e la Destra, punto recuperato invece dai Socialisti. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, la curva di interpolazione del PdL resta identica, mentre peggiora leggermente quella del Pd.
Nuovo sondaggio - Ipsos [17-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Ipsos prende il posto di quello Lorien del 13 marzo, che registrava un vantaggio leggermente superiore per il PdL: la media del Pd, dunque, sale di più (+0,3%) di quella del PdL (+0,1%) e il vantaggio si riduce al 7,4%. Perdono qualcosa le medie di Sinistra Arcobaleno (-0,1%), Udc (-0,2%) e Socialisti (-0,1%). Stabile la Destra. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, migliora la curva di interpolazione del Pd, resta uguale quella del PdL.
The Others
Tutte le curve di tendenza (polinomiali di ordine 3) nei sondaggi dal 22 gennaio ad oggi per i partiti e le coalizioni minori. Rispetto alla scorsa settimana, migliorano leggermente sia Sinistra Arcobaleno che Udc.
mercoledì 19 marzo 2008
In ordine sparso
Nuovo sondaggio - Demoskopea [17-03]
Nella nostra tabella, abbiamo tolto il sondaggio Gipieffe del 13 marzo per fare spazio a Demoskopea, perché si trattava di quello più "fuori linea" rispetto alla nostra media. Il sondaggio Gipieffe era molto favorevole al PdL: per questo motivo, la media del Pd aumenta dello 0,2% e il vantaggio del PdL si riduce al 7,6%. Nelle altre medie, cresce leggermente la Sinistra Arcobaleno (+0,1%) e calano Udc (-0,2%) e Socialisti (-0,1%). Stabile la Destra. Le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it migliorano lievemente sia per il PdL che per il Pd.
Previsione per il Senato [19-03]

Una sola variazione, rispetto al 16 marzo. La Basilicata da leaning PdL passa a leaning Pd, soprattutto a causa di questo. Un'altra tentazione era quella di spostare l'Umbria a solid Pd, ma a meno di un crollo della Sinistra Arcobaleno, la regione resta - matematicamente - a portata del PdL. In assenza di sondaggi umbri, per ora si resta così. Qualcuno si è lamentato per una Calabria troppo scura, ma il il centrosinistra in Calabria (e Campania) è ai minimi storici. Ad oggi, la regione rimane solid PdL. Lazio - e soprattutto Liguria - tecnicamente sono due toss-up che il PdL non può permettersi di perdere.
martedì 18 marzo 2008
I numeri di Berlusconi sul Senato
Ecco, comunque, il dettaglio delle singole regioni. Secondo il Cavaliere "il centrodestra vincerà con ampio margine in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. Meno consistente ma comunque sicuro il vantaggio in Piemonte. Qualche piccola incertezza in Liguria. I sondaggi danno Pdl e Lega avanti di circa tre punti, un margine che lascia ancora qualche piccola preoccupazione. Le regioni storicamente rosse vengono date per perse: in Emilia Romagna, Toscana e Umbria il Centrodestra dovrà dividersi il premio di minoranza con la Sinistra Arcobaleno. Così come nelle Marche, anche se in questa regione c'è una piccolla speranza che si verifichi un colpo di scena. L'unica vera incognita per Berlusconi è il Lazio. Attualmente i numeri danno il Popolo della Libertà avanti di due punti, quindi la regione viene assegnata al Centrodestra nello schema del Cavaliere. Ma i timori vengono soprattutto da La Destra, che viaggia sopra il 5% e che se salisse ulteriormente potrebbe anche far vincere il premio di maggioranza al Pd di Veltroni. Anche per questo, proprio nel Lazio, il Pdl ha schierato Ciarrapico, con l'obiettivo di intercettare qualche voto ex missino. Dai calcoli in mano al Cavaliere il centrodestra non dovrebbe avere problemi nelle principali regioni del Sud e vincere in Campania, Calabria e Puglia. In Sicilia, nonostante lo strappo dell'Udc, l'alleanza con l'Mpa di Lombardo sembra garantire un margine di dieci punti di vantaggio. Qualche incertezza, infine, soltanto in Basilicata. Ma anche un'eventuale vittoria del Partito Democratico non avrebbe particolari conseguenze a livello nazionale e sui seggi del Senato, considerando il peso marginale di una regione così scarsamente popolata".
Nuovo sondaggio - Ipr Marketing [14-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Ipr prende il posto di quello Swg dell'11 marzo, che era particolarmente favorevole al Pd. Per questo motivo, la media del PdL cresce leggermente (+0,1%), mentre il Pd perde lo 0,2%. Il vantaggio medio sale dunque al 7,8%. Crescono anche le medie di Sinistra Arcobaleno (+0,1%) e Udc (+0,2%), che oggi sono appaiate al 7%. Stabile la Destra al 2,5%, i Socialisti salgono all'1,3%. Poco movimento per le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it.
La grande rimonta di Walter
Un lettore (purtroppo anonimo) ci ha chiesto di pubblicare il grafico delle variazioni nella media degli ultimi sette sondaggi elaborata, giorno dopo giorno, da politiche2008.tocqueville.it. Eccolo qui, nudo e crudo, senza curve di interpolazione. Come dite? La grande rimonta di Walter vi sembra, come dire, un po' piatta nell'ultimo mese? Problemi vostri. Anzi, problemi di Walter.
lunedì 17 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Crespi Ricerche [14-03]
Nella nostra tabella, per non creare alcuna polemica, abbiamo tolto il sondaggio Demoskopea dell'11 marzo (PdL +9%) invece che quello Swg dello stesso giorno (PdL +4,5%), per fare posto al nuovo sondaggio di Crespi. Tutto sommato, però, calano le medie sia del PdL (-0,3%) che del Pd (-0,2%). E il vantaggio del centrodestra si ferma al 7,5%. Si completa quasi, invece, la rimonta dell'Udc (6,8%) ai danni della Sinistra Arcobeno (6,9%). Crescono anche la Destra (+0,2%) che i Socialisti (+0,1%). Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, peggiorano leggermente le curve di interpolazione del PdL e del Pd.
In ordine sparso
UPDATE. Paolo Sinigaglia ci ricorda che, su politiche08.org, la previsione per il Senato è aggiornata con tutti i sondaggi regionali pubblicati fino ad ora (7 sondaggi su 4 regioni). E sono presenti sul sito anche i dati su con cui sono state effettuate le previsioni per Senato e Camera (su fogli elettronici di google, come nFA).
Nuovo sondaggio - Digis [16-03]
Nella nostra tabella, abbiamo tolto il sondaggio Dinamiche dell'11 marzo (una scelta "mediana") per fare spazio al nuovo sondaggio Digis. Le medie cambiano per PdL (+0,1%) e Pd (+0,2%), con il vantaggio berlusconiano che scende al 7,6%. In calo la Sinistra Arcobaleno (-0,2%), ormai quasi raggiunta dall'Udc (+0,2%). Stabile la Destra, crescono i Socialisti (+0,2%). Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, migliorano leggermente le curve di interpolazione di PdL e Pd.
Nuovo sondaggio - Quaeris [13-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio Quaeris prende il posto di quello Ispo dell'11 marzo (abbiamo scelto di eliminare il sondaggio più in linea con il trend complessivo). Le medie, dunque, non cambiano né per il PdL né per il Pd (e neanche per Destra e Socialisti). Quello che guadagna l'Udc (+0,2%), invece, lo perde la Sinistra Arcobaleno (-0,2%). Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it cambia solo la data dell'ultimo aggiornamento.
domenica 16 marzo 2008
Previsione per il Senato [16-03]

Come promesso, ecco le nostre previsioni sul Senato per politiche2008.tocqueville.it. Non ci dilungheremo troppo nella spiegazione della metodologia utilizzata, perché più che di metodo sarebbe corretto parlare di artigianato. Se questa previsione fosse un cocktail, sarebbe composta da un terzo di ministero dell'Interno, un terzo di NoiseFromAmerika e un terzo di istinto (temperato dal buon senso). Aggiungere una spruzzata di sondaggi regionali (pochi, purtroppo), mescolare e servire con ghiaccio. La base dell'analisi sono senz'altro i dati ufficiali delle elezioni politiche 2006. Questi numeri sono stati manipolati grazie a questo foglio di calcolo, messo a disposizione da NoiseFromAmerika, con il quale viene elaborata da nFA una previsione in tempo reale sul Senato, da oggi disponibile anche sulla homepage di politiche2008.tocqueville.it. Le differenze tra la previsione di nFA e la nostra sono causate soprattutto dal peso da noi assegnato ai sondaggi regionali disponibili sul sito ufficiale della presidenza del Consiglio (pensiamo a Calabria e Basilicata).
Nella cartina, le regioni sono assegnate al PdL o al Pd, distinguendo tra le regioni certe (solid) e quelle incerte (leaning). Anche questa, naturalmente, è soltanto una previsione. E, soprattutto, è una previsione datata 16 marzo 2008, cioè a quasi un mese dal voto. Molto può ancora cambiare. L'ipotesi principale per l'assegnazione dei seggi al PdL riportata sulla cartina (ed effettuata in gran parte grazie allo spreadsheet di nFA) è che il PdL vinca le regioni incerte che "pendono" dalla sua parte (Liguria, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Sardegna) e che il Pd faccia altrettanto in Umbria e Marche. Abbiamo anche assegnato un seggio extra al PdL (rispetto alla previsione di nFA) nel voto degli italiani all'estero, ipotizzando (provate a smentirlo!) che il senatore Pallaro si schieri, in ogni caso, con la coalizione vincente.
La situazione nazionale su cui, ad oggi, abbiamo scommesso (situazione che influenza, non marginalmente, l'assegnazione dei seggi: provate a giocare un po' con il foglio di calcolo di nFA per rendervene conto) è la seguente: PdL 44%, Pd 36%, SA 7,5%, Udc 6%, Destra 2%. La previsione verrà aggiornata periodicamente, con il mutare di questo scenario di base (che somiglia, ma non è identico, alle medie della nostra tabella per la Camera). La previsione più azzardata è senza dubbio la vittoria (di misura) del PdL in Abruzzo, mentre per le altre regioni abbiamo seguito - più o meno - la maggioranza degli analisti. Anche sull'assegnazione della Calabria (come solid) al PdL, qualcuno potrebbe trovare da ridire. Personalmente, non abbiamo dubbi.
Dando per scontata una vittoria elettorale, più o meno larga, della coalizione tra PdL e Lega, il vero nodo della prossima legislatura sarà il numero di seggi su cui il fronte berlusconiano potrà contare al Senato (la maggioranza "pura", escludendo i senatori a vita, è di 158). Per i più curiosi, però, nello scenario ipotizzato dalla nostra previsione (oltre ai 167 seggi per il PdL) ne vengono assegnati 124 al Pd, 21 alla Sinistra Arcobaleno e 3 all'Udc (tutti in Sicilia). Se credete che l'Udc possa superare l'8% anche in Campania (De Mita, anyone?), togliete 2 seggi al Pd e aggiungetene altrettanti all'Udc. Se poi fate parte di quel manipolo di sconsiderati ottimisti che credono possibile la conquista delle Marche da parte del PdL, togliete 3 seggi al Pd e aggiungeteli al PdL (che arriverebbe a quota 170).
Segnalate senza pietà sviste, orrori ed omissioni (che senz'altro ci sono) nei commenti di questo blog o all'indirizzo mancia[at]tocque-ville.it. Oppure, se proprio avete tempo da perdere, organizzatevi per trascorrere qualche settimana in una delle regioni incerte, facendo campagna elettorale per il vostro partito preferito.
Nuovo sondaggio - Lorien [13-03]
Il sondaggio di Lorien prende il posto di quello Demos del 10 marzo, che aveva numeri migliori sia per il PdL (di poco) che per il Pd (di molto). Per questo motivo, la media del PdL scende dello 0,2% e quella del Pd dello 0,4%, portando il distacco tra le due coalizioni al 7,7%. Salgono dello 0,2% le medie di Sinistra Arcobaleno e Udc. Stabili Destra e Socialisti. Resta identico a ieri il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it.
Nota. Su suggerimento di Checco, abbiamo aggiunto alla tabella generale e al grafico generale di politiche2008.tocqueville.it anche i sondaggi Lorien effettuati precedentemente (che non erano mai stati riportati dal sito ufficiale della presidenza del Consiglio), di cui si trova traccia nel "trend delle intenzioni di voto" pubblicato dal Sole 24 Ore. Abbiamo anche spostato di un giorno indietro tutte le rilevazioni Lorien. Visto che quest'ultima - pubblicata il 14 marzo - è stata condotta dall'11 al 13 marzo, abbiamo dedotto lo stesso "slittamento" si sia verificato anche in passato. Malgrado l'inserimento di questi 6 sondaggi, condotti dal 27 gennaio al 2 marzo, il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it non sembra cambiare sensibilmente, se non nella prima parte delle curve di interpolazione, più ripide entrambe (verso l'alto per il Pd, verso il basso per il PdL). L'effetto contrario, anche se molto meno marcato, si ha nella seconda parte delle curve, che sembrano migliorare per il PdL e peggiorare per il Pd, ma in maniera quasi impercettibile.
sabato 15 marzo 2008
Il mistero del Senato
Ci convince molto di più, invece, il metodo utilizzato da Andrea Moro e Sandro Brusco di NoiseFromAmerika, che utilizza i dati dei sondaggi pubblicati su politiche2008.tocqueville.it per effettuare una previsione sull'attribuzione dei seggi al Senato. La metodologia è spiegata, in versione semplificata, qui (la versione dettagliata è qui). I risultati sono aggiornati in tempo reale su questa pagina di nFA. L'ottima iniziativa di Moro e Brusco mette anche a disposizione di tutti lo spreadsheet utilizzato per fare i calcoli. E noi ne approfitteremo, probabilmente domani, per effettuare la nostra prima previsione sul Senato a un mese dal voto.
venerdì 14 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Gipieffe [13-03]
Nella nostra tabella, abbiamo deciso di togliere il sondaggio Crespi del 10 marzo (anch'esso molto favorevole al PdL) per fare spazio a Gipieffe. Malgrado questa sostituzione "prudente", la media di PdL+Lega sale dello 0,4% e il vantaggio nei confronti di Pd+Idv torna al 7,5%. E bisogna segnalare che i prossimi due sondaggi a "sparire" saranno quelli di Demos e Swg, che tra gli ultimi 7 sondaggi sono i peggiori per il PdL. Cambia, in modo abbastanza sensibile, la forma delle curve di interpolazione nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: quella del PdL riprende a salire (anche se leggermente); quella del Pd accentua la sua tendenza a scendere.
Nota. Prima del consueto putiferio su "ma chi sono questi di Gipieffe, saranno sicuramente stipendiati da Berlusconi", ricordiamo che il sondaggio è stato commissionato da Sherpa Tv, la webtv di Claudio Velardi, già esponente del Pci-Pds-Ds, collaboratore di D'Alema ai tempi della "merchant bank" di Palazzo Chigi, creatore del Riformista, del Cannocchiale e attualmente assessore della giunta Bassolino.
Nuovo sondaggio - Ispo [11-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Dinamiche e quello Ispo prendono il posto dei sondaggi Lorien e Ipsos del 10 marzo, provocando un calo nelle medie sia di PdL+Lega (-0,2%) che di Pd+Idv (-0,1%), con il distacco che scende al 7,2%. Le variazioni più importanti nelle medie, però, riguardano i partiti minori, con il recupero della Sinistra Arcobaleno (+0,3%), il calo dell'Udc (-0,2%), e la crescita della Destra (+0,3%). Stabili i Socialisti all'1,1%. Non si muove troppo, invece, il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: la curva di interpolazione del PdL resta piatta, quella del Pd leggermente in discesa.
Nuovo sondaggio - Dinamiche [11-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Dinamiche e quello Ispo di cui ci occuperemo nel prossimo post prendono il posto dei sondaggi Lorien e Ipsos del 10 marzo (i due sondaggi "mediani" tra quelli effettuati lunedì), togliendoci dall'imbarazzo di dover effettuare una scelta casuale. Del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it scriveremo nel prossimo post.
Nuovo sondaggio - Lorien [10-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio Lorien prende il posto di quello Digis del 9 marzo, più favorevole al PdL. Per questo motivo, la media di PdL+Lega scende dello 0,3%, mentre quella del Pd+Idv cala soltanto dello 0,1%, riducendo lo svantaggio al 7,3%. Immobile, o quasi, il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it.
Nota. I prossimi sondaggi prenderanno il posto, nella tabella, di quelli realizzati il 10 marzo, che sono ben quattro. L'ordine di estromissione seguirà il criterio di sempre: prima quelli "mediani" (Ipsos e Lorien, in ordine casuale) e poi quelli "estremi" (Demos e Crespi, in ordine casuale). Questa sovrapposizione (insieme al criterio di casualità) potrebbe causare spostamenti anche sensibili nelle medie, che saranno però riassorbiti una volta che tutti i sondaggi del 10 marzo saranno scomparsi dalla tabella.
Gli altri: curve di tendenza

Tutte le curve di tendenza (polinomiali di ordine 3) di partiti e coalizioni minori nei sondaggi dal 22 gennaio ad oggi. Un paio di commenti in ordine sparso: il crollo di Sinistra Arcobaleno e Socialisti sembra essersi fermato (pessima notizia per il Pd); il recupero dell'Udc si è interrotto (buona notizia per il PdL); la crescita della Destra è costante (cattiva notizia per il PdL).
giovedì 13 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Demopolis [13-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Demopolis prende il posto di quello Ipr del 7 marzo, che registrava anch'esso un vantaggio del PdL al 7%. La media del distacco, dunque, resta invariata al 7,5%, con PdL+Lega, Pd+Idv e Destra che guadagnano un punto decimale. Migliorano, ma davvero di pochissimo, anche le curve di interpolazione di PdL e Pd nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it.
Nota: il sondaggio di Demopolis è l'unico condotto quasi interamente dopo l'esplosione del "caso Ciarrapico". Almeno a dare retta a questi numeri, l'elettorato del PdL non sembra essere stato influenzato negativamente dalla vicenda.
Senatomania
UPDATE. Nasce Politiche08.org, ottimo sito di analisi e previsioni per le elezioni politiche di aprile, dedicato soprattutto alla ripartizione dei seggi al Senato. La metodologia di base (incrociare i risultati del 2006 con le coalizioni del 2008) non mi convince troppo, ma finora nessuno ha trovato di meglio. Nel weekend proveremo anche noi a dedicarci all'argomento, ma vi avvertiamo fin d'ora: azzardare una previsione per il Senato ha più a che fare con la metafisica che con la matematica.
Nuovo sondaggio - Ipsos [10-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio Ipsos prende il posto di quello Lorien del 6 marzo, leggermente più favorevole al Pd. Per questo motivo, la media di PdL e Lega (+0,3%) cresce più di quella di Pd e Idv (+0,2%) e il distacco si assesta sul 7,5%. Calano invece le medie di Sinistra Arcobaleno (-0,2%) e Udc (-0,2%), mentre Destra e Socialisti restano stabili. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, migliorano leggermente sia la curva di interpolazione del PdL che quella del Pd.
Nuovo sondaggio - Demos [10-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Demos prende il posto di quello Ipsos del 3 marzo, che registrava un distacco simile tra le due coalizioni, anche se con percentuali leggermente più basse. Per questo motivo, la media di PdL+Lega e Pd+Idv cresce di un punto decimale e il vantaggio del centrodestra resta al 7,4%. Stabili tutte le altre coalizioni, ad eccezione dell'Udc che perde lo 0,1%. Migliorano, anche se quasi impercettibilmente, le due curve di interpolazione di PdL e Pd nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: un po' più in salita quella del PdL, un po' meno in discesa quella del Pd.
Nota: nel grafico di politiche2008.tocqueville.it, è stato inserito (per ora in data 10 marzo), anche l'ultimo sondaggio di Piepoli citato da Affari Italiani, che registra un distacco tra PdL e Pd dell'8%, con il centrodestra al 44% e il centrosinistra al 36%. I dati di Piepoli verranno inseriti nella tabella e calcolati nella media quando saranno pubblicati integralmente.
mercoledì 12 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Demoskopea [11-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Demoskopea prende il posto di quello effettuato il 3 marzo dallo stesso istituto di ricerca, lasciando inalterate le medie, che però cambiano con l'inserimento del sondaggio Swg. PdL e Lega perdono lo 0,2% arrivando al 44%, Pd e Idv guadagnano un punto decimale e si assestano al 36,6%. Rispetto a ieri, dunque, la media del distacco (7,4%) cala dello 0,3%. Scendono anche le medie di Sinistra Arcobaleno (-0,1%) e Udc (-0,2%), mentre la Destra guadagna lo 0,2% e i Socialisti restano stabili. Il recupero del Pd registrato da Swg altera lievemente anche la forma del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: la curva di interpolazione del PdL torna piatta, mentre quella del Pd attenua la sua tendenza verso il basso.
Nuovo sondaggio - Swg [11-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio Swg prende il posto di quello effettuato il 3 marzo dallo stesso istituto di ricerca, provocando un calo della media per il PdL e una riduzione della distanza tra le due coalizioni. Cambia anche, leggermente, il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, ma prenderemo in considerazione queste variazioni dopo l'inserimento del sondaggio Demoskopea di oggi.
martedì 11 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Crespi Ricerche [10-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio di Crespi prende il posto di quello relativo al 3 marzo dello stesso istituto di ricerca. Le medie, dunque, cambiano soltanto marginalmente, con il vantaggio del PdL sul Pd che scende di un paio di punti decimali e arriva al 7,7%. Più marcata, invece, la variazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: peggiorano sia la curva di interpolazione del PdL (ormai solo leggermente rivolta verso l'alto) che quella del Pd (ormai stabilmente in discesa).
UPDATE. I numeri di Crespi pubblicati su Clandestinoweb.
Occasione perduta
New Citizens
lunedì 10 marzo 2008
Dateci quei dati
UPDATE. “Sono convinto che il voto francese e quello spagnolo, come quello che sta accadendo negli Usa, ci dicano che sta cambiando aria”. Ah, ecco, l'arcano è svelato: Veltroni non parlava dell'Italia.
Nuovo sondaggio - Digis [09-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Digis prende il posto di quello effettuato il 2 marzo dallo stesso istituto di ricerca. Questa sostituzione, favorevole al PdL, annulla quasi del tutto l'effetto negativo causato dalla "scomparsa" del sondaggio Euromedia. La medie del distacco tra le coalizioni, dunque, cambia di un solo punto decimale a favore di Pd+Idv e si fissa al 7,9%. Cambiano più sensibilmente, invece, le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: mentre quella del Pd accentua soltanto lievemente la sua tendenza a scendere, adesso quella del PdL torna a puntare decisamente verso l'alto.
Nuovo sondaggio - Ipr Marketing [07-03]
Alla Camera, come dicevamo, il distacco tra le coalizioni guidate da Berlusconi e Veltroni rimane invariato al 7%, rispetto al sondaggio Ipr del 29 febbraio, con PdL+Lega al 43,5% (+0,5%) e Pd+Idv al 36,5% (+0,5%). Stabili la Sinistra Arcobaleno al 7,5% e l'Udc al 7%, mentre la Destra cala leggermente al 2% (-0,5%). Socialisti fermi all'1,5%.
Nella nostra tabella, il sondaggio Ipr prende il posto di quello Euromedia del 1 marzo, favorevole al PdL, provocando una leggera variazione delle medie e del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, di cui però ci occuperemo dopo l'inserimento di un altro sondaggio pubblicato oggi, quello di Digis.
sabato 8 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Ipsos [03-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Ipsos prende il posto di quello Ipr del 29 febbraio, provocando una risalita nelle medie di PdL (+0,2%) e Pd (+0,2%) che lascia invariato il distacco all'8%. Perdono qualcosa nella media, invece, tutti gli altri: Sinistra Arcobaleno (-0,2%); Udc+Rb (-0,1%); Destra (-0,1%) e Socialisti (-0,2%). Nessuna variazione sensibile per le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, sempre piatta quella del PdL e leggermente in discesa quella del Pd.
Nuovo sondaggio - Lorien [06-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Lorien prende il posto di quella strana rilevazione Swg che - con mille perplessità - avevamo piazzato al 28 febbraio. Con questa new entry, le medie di PdL e Pd calano dello 0,2%, lasciando il distacco inalterato all'8%. Migliorano invece le medie della Sinistra Arcobaleno (+0,3%) e Udc+Rb (+0,2%). Lieve flessione per la Destra (-0,1%). Cambiano anche le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, che peggiorano leggermente sia per il PdL che per il Pd: la prima adesso è quasi piatta, mentre la seconda aumenta la sua inclinazione verso il basso.
UPDATE. Grazie a Checco, sul sito del Sole 24 Ore è disponibile un file powerpoint con i dati del sondaggio. Potete scaricarlo anche qui.
venerdì 7 marzo 2008
Il Porcellum spiegato alle masse
UPDATE. Un lettore che si firma Adam Hayek (bellissimo il nome, ancora meglio il cognome) commenta sul nostro blog l'analisi di Brusco per NoA. Riportiamo nel post il suo interessante commento per dargli maggiore evidenza. “Alla luce di questa nuova analisi di Sandro Brusco
non sono più tanto sicuro che la mossa di correre separati dalla Lega in Lombardia e Veneto, di cui si parla su Italia Oggi e che io stesso avevo perorato giorni addietro, sia positiva per il PdL. Ciò che Brusco dice, in sintesi, è che se, come probabile, in regioni come la Lombardia o il Veneto né UDC né SA supereranno l’8%, i due partiti maggiori si ripartiranno il 100% dei seggi e per il PdL + Lega scatterà un vero superpremio. Infatti PdL + Lega uniti otterranno un numero di seggi pari al rapporto tra i loro voti e il totale PdL + Lega + PD: si parla di circa il 66% dei seggi! E così in Veneto e nelle altre regioni dove PdL + Lega hanno una maggioranza netta. Non sono certo che mandando invece la Lega a correre (tatticamente) per conto suo e prendendo come PdL “solo” il 55% si otterrebbero più seggi. Dai dati della simulazione di Brusco sembrerebbe comunque di sì: se la Lega da sola in Lombardia ottiene circa il 10-11%, PdL + Lega ottengono 30 seggi se corrono separati e 29 se corrono uniti con il superpremio.
Occore però testare con attenzione le due simulazioni, ovviamente tenendo conto che nel secondo caso (PdL e Lega separati) i seggi sarebbero pressoché CERTI (55% per PdL + quelli della Lega da sola), mentre nel primo caso (superpremio per PdL + Lega uniti) i seggi sarebbero INCERTI e legati al probabile, ma non certo, cattivo risultato in tali regioni di UdC e SA. Più in generale, il meccanismo del superpremio prefigurato da Brusco varrà per tutte le regioni in cui solo PdL e PD supereranno l'8%”.
Nuovo sondaggio - Swg [03-03]
Nella nostra tabella, l'ultimo sondaggio Swg prende il posto di quello Demopolis del 27 febbraio, che aveva numeri più favorevoli al PdL. Per questo motivo, la media del distacco tra PdL e Pd scende leggermente, tornando all'8%. Nelle medie delle altre coalizioni, la Sinistra Arcobaleno perde un punto decimale, mentre Udc+Rb guadagnano altrettanto. Destra e Socialisti non si muovono, proprio come le curve di interpolazione del grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, rimaste sostanzialmente invariate per tutta la settimana.
UPDATE. Corretto nella tabella il dato dei Socialisti relativo al sondaggio Euromedia del 1 marzo. Il partito di Boselli sale dallo 0,8% all'1,5% (la media resta 0,9% ma è molto vicina all'1%).
giovedì 6 marzo 2008
Faccia di bronzo
Nuovo sondaggio - Ispo [20-02/04-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio di Mannheimer prende il posto di quello Swg del 27 febbraio, particolarmente sfavorevole al PdL. Per questo motivo la media di PdL e Lega sale dello 0,3% e i distacco tra le coalizioni di PdL e Pd arriva all'8,3%. Calano dello 0,1% le medie di Sinistra Arcobaleno e Udc, mentre la Destra guadagna un punto decimale. Malgrado l'aggiunta anomala, il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it resta praticamente immobile (e sarebbe rimasto immutato anche inserendo i dati Ispo con la data del 4 marzo).
Nota. Gli scarti, a volte anche vistosi, tra i numeri contenuti in questo sondaggio (20 febbraio - 4 marzo) e quest'altro (20 febbraio - 3 marzo) ci fanno dubitare fortemente della solidità dei dati a disposizione di Mannheimer.
mercoledì 5 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Euromedia Research [01-03]
Nella nostra tabella, il sondaggio Euromedia prende il posto di quello Ipsos del 25 febbraio, in cui il Pd aveva raggiunto la quota massima di tutto il 2008 (39,4%). Per questo motivo, anche se il PdL perde lo 0,1% nella media degli ultimi sette sondaggi, il suo vantaggio nei confronti del Pd (che perde addirittura lo 0,6%) cresce sensibilmente e torna all'8%. Non cambia invece la forma delle curve di interpolazione nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it.
UPDATE. Nei dati ufficiali di sondaggipoliticoelettorali.it, compare finalmente il dato dei Socialisti, in crescita dallo 0,8% all'1,5%.
Nuovo sondaggio - Demoskopea [03-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio di Demoskopea prende il posto di quello effettuato il 25 febbraio dallo stesso istituto di ricerca. Le medie, dunque, non cambiano granché, con il PdL e l'Udc che guadagnano lo 0,1%, mentre la Sinistra Arcobaleno perde altrettanto. Stabili Pd, Destra e Socialisti. Non cambia neppure il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, che continua a mostrare la curva di interpolazione del PdL leggermente col naso all'insù e quella del Pd che guarda sempre, decisamente, verso il basso.
Obama-Hillary. E il terzo gode
La conseguenza diretta di questa possibile guerra di trincea è che John McCain, che ieri si è sbarazzato anche dell'ultimo ostacolo che lo separava dalla nomination repubblicana, potrebbe avere sei mesi di vantaggio per far decollare la sua campagna elettorale nazionale. Con effetti potenzialmente devastanti per il partito democratico. Già oggi il senatore dell'Arizona è, secondo i sondaggi, in una posizione discreta sia nei testa-a-testa con Hillary (meglio) che con Obama (peggio). Da qui all'estate, per il GOP la prospettiva di mantenere il controllo della Casa Bianca potrebbe diventare assai più concreta di quanto molti si aspettavano.
p.s. Da oggi questo blog sostiene ufficialmente la candidatura di John McCain alla Presidenza degli Stati Uniti d'America.
martedì 4 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Crespi Ricerche [03-03]
Nella nostra tabella, il nuovo sondaggio Crespi prende il posto di quello effettuato dallo stesso istituto di ricerca il 25 febbraio. Le medie, quindi, non cambiano di molto: +0,1% per il PdL; -0,1% per Pd, Udc+Rb e Socialisti; stabili Destra e Sinistra Arcobaleno. Si accentua visibilmente, invece, la divaricazione tra le due curve di interpolazione nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: quella del PdL punta leggermente verso l'alto, mentre quella del Pd aumenta decisamente la sua tendenza a scendere.
UPDATE. Intervistato da Affari Italiani, Luigi Crespi parla di "un vero e proprio smottamento". "Siamo di fronte - dice il sondaggista - a una clamorosa perdita di consistenza del centrosinistra e della sinistra. Il prezzo dei Radicali è carissimo per il Partito Democratico, quasi un suicidio. Hanno fatto un grave errore, compresa anche l'alleanza con Di Pietro. Ci sono state due settimane in cui Veltroni ha recuperato cinque punti all'inizio della campagna elettorale, poi è rimasto inchiodato a 8-9 punti di distacco per altre due settimane. E ora la doccia fredda: è ripresa la rimonta di Berlusconi. La distanza tra i due schieramenti, sia premier sia partiti, quindi dati omogenei, è di 10,1 punti percentuali. C'è stata un'inversione di tendenza, che, a 35-40 giorni dal voto, è molto preoccupante per Veltroni". "Con questi numeri - conclude Crespi - Berlusconi ha la maggioranza anche al Senato, non ci sono dubbi. Bisogna conteggiare bene i vari decrementi e incrementi e come impattano sulle singole regioni. Però, allo stato attuale, il Popolo della Libertà con Lega e Mpa dovrebbe avere una maggioranza tra un minimo di 15 e un massimo di 30 senatori. Una maggioranza netta. Con questi dati la vittoria di Berlusconi è totale".
L'uomo sbagliato
Con le elezioni primarie di oggi, soprattutto quelle in Texas e Ohio, gli elettori americani potrebbero chiudere definitivamente la lunga storia delle aspirazioni presidenziali di Hillary Rodham Clinton. Dopo l’ultima, interminabile, serie di vittorie di Barack Obama, l’ex First Lady avrebbe l’assoluta necessità di invertire il momentum che sta spingendo il senatore junior dell’Illinois verso la nomination democratica. Texas e Ohio, nei piani dei suoi strateghi, erano due must-win. E il fatto che, sull’onda dei sondaggi più recenti, Hillary possa essere costretta ad accontentarsi di un risicato successo in Ohio, la dice lunga sullo stato - ormai comatoso - della sua campagna presidenziale. Eppure, fino a qualche mese fa, nessun analista avrebbe scommesso sulla sconfitta della Clinton. Merito delle messianiche capacità di Obama? O forse il nodo del problema va ricercato proprio in Hillary e nel suo flawed character?Il sottoscritto, Peggy Noonan e Michael Novak, su Liberal quotidiano.
Ideazione.com
lunedì 3 marzo 2008
Nuovo sondaggio - Digis [02-03]
Nella nostra tabella, Digis prende il posto del sondaggio Euromedia del 23 febbraio, particolarmente favorevole al PdL. Per questo motivo, la media del distacco tra PdL e Pd torna al 7,2% e la coalizione di Veltroni si riaffaccia oltre il 37%. Nel grafico generale di politiche2008.tocqueville.it, invece, si accentua una divaricazione tra le due curve di interpolazione: quella del PdL prova timidamente una risalita; quella del Pd, invece, continua a puntare leggermente verso il basso.
Nuovo sondaggio - Ipr Marketing [29-02]
Il sondaggio Ipr prende il posto, nella nostra tabella, di quello Digis del 23 febbraio, particolarmente favorevole al Pd. Per questo motivo, il vantaggio medio del PdL sale al 7,5%. Cambia, pur se quasi impercettibilmente, anche il grafico generale di politiche2008.tocqueville.it: la curva di interpolazione del PdL resta piatta (anche se in discesa), mentre quella del Pd sembra aver sorpassato il suo picco per iniziare a declinare. Vedremo nei prossimi giorni.
Una nota a parte, la merita la scelta giornalistica di Repubblica.it che, nel pubblicare i dati relativi al sondaggio, titola: "Pdl ancora il testa: Pd a meno sette. Ma il 13 aprile il pareggio è possibile", che suona un po' come: "Nessuna prova dell'esistenza degli Ufo. Ma la vita aliena nel sistema solare non è matematicamente esclusa". Repubblica.it - ripresa immediatamente da Clandestinoweb - costruisce questo suo wishful thinking sui dati contenuti in questa tabella, che quantificherebbero il "massimo potenziale elettorale" del Pd intorno al 43% (come le intenzioni di voto per il PdL). Quello che Repubblica non spiega, però, è che questo fantomatico "potenziale", per il PdL, è uguale al 50%. Facciamo un po' d'ordine. Distacco nelle intenzioni di voto: +7 per il PdL. Distacco nel "potenziale elettorale": +7 per il PdL. Il più classico dei pareggi, insomma.





































