mercoledì 16 febbraio 2005

The Left Side of Google News.

Due inquietanti post, di Little Green Footballs e JackLewis.net, sollevano dubbi sulla "neutralità politica" degli algoritmi di ricerca alla base di Google News. Sarà soltanto paranoia, ma abbiamo notato che anche la versione italiana di Google News tende a segnalare con maggiore frequenza le notizie diffuse da giornali e blog di sinistra.

martedì 15 febbraio 2005

Altrimenti ci arrabbiamo.

Un lettore ci scrive per invitarci a segnalare la candidatura di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, alle prossime elezioni regionali nelle liste di Forza Italia. Raccogliamo volentieri il suo invito di fare un po' di pubblicità al "nostro Terminator". E ricordiamo che, prima di iniziare la sua carriera di attore, Pedersoli era un nuotatore straordinario, oro olimpico ad Helsinki nel '52 e primo italiano a scendere sotto la barriera del minuto nei 100 stile libero. Poi, come gli angeli nel suo celebre film del '73, ha iniziato a mangiare fagioli.

Da Beirut ad Ascoli Piceno.

Due segnalazioni. La prima è per lo splendido post (ma sarebbe meglio definirlo articolo) di Federico Punzi su JimMomo che analizza le conseguenze dell'attentato in cui ha perso la vita l'ex primo ministro libanese Rafiq Hariri (ripreso anche da Ideazione.com). La seconda, invece, riguarda un gruppo di "ascolani assaliti dalla realtà" che hanno dato vita, sotto la guida di Fabrizio Zigurrat, ai Neoconservatori ascolani. Non sappiamo se Fabrizio abbia ricevuto qualche decina di milioni di dollari dai finanziatori occulti dall'American Enterprise Institute (se è così, anche The Right Nation pretende la sua parte del bottino), ma una cosa è certa: il logo dei neocon ascolani, con quell'elefantino sghignazzante su sfondo blu e arancio, è semplicemente fantastico.

lunedì 14 febbraio 2005

Easongate: la storia vera.

Michelle Malkin, sul suo blog, ci regala la migliore ricostruzione dello scandalo che ha portato alle dimissioni di Eason Jordan dalla carica di chief news executive della CNN.

domenica 13 febbraio 2005

Resa dei conti a Washington State.

Nel numero della scorsa settimana di National Review (la versione integrale dell'articolo è disponibile anche online agli abbonati di NR Digital, al ridicolo prezzo di 22 dollari all'anno), Byron York ha raccontato in modo esemplare l'estenuante battaglia legale tra repubblicani e democratici per la poltrona di governatore nello stato di Washington. A più di tre mesi dalle elezioni, e dopo tre "recount" (i primi due vinti dal repubblicano Dino Rossi e l'ultimo vinto dalla democratica Christine Gregoire), adesso è tutto nelle mani di John Bridges, il giudice della superior court a cui Rossi e il GOP si sono rivolti per ottenere giustizia dopo lo scippo democratico organizzato a King County. Gli ultimi sviluppi del caso da Soundpolitics, un blog filo-repubblicano di Seattle che segue la vicenda come nessun altro.

Iraq: cresce il sostegno degli italiani.

La maggioranza dei cittadini italiani è favorevole alla permanenza delle nostre truppe in Iraq. Secondo un sondaggio Ispo per il Corriere della Sera (pubblicato dal quotidiano di via Solferino lo scorso 7 febbraio), il 54% degli italiani vede con favore la partecipazione delle nostre forze militari alla ricostruzione irachena. Mentre il 40% vorrebbe che i soldati italiani tornassero a casa subito. Di questa maggioranza favorevole alla permanenza italiana in Iraq fanno parte anche il 44% dell'elettorato diessino e il 39% di quello totale del centrosinistra. Un sondaggio analogo, effettuato lo scorso settembre da SWG per l'Unità, registrava un orientamento opposto, con il 36% degli intervistati che si dichiarava favorevole alla missione e il 51% contrario. Questo deciso cambiamento di tendenza all'interno dell'opinione pubblica italiana, naturalmente, è stato accuratamente occultato dalla quasi totalità dei mezzi d'informazione.

sabato 12 febbraio 2005

Tail-Gunner Joe va alla guerra.

Su Il Foglio in edicola oggi, la terza puntata (su 4) di un mio articolo su Joe McCarthy e l'infiltrazione di spie sovietiche nelle amministrazioni statunitensi del dopoguerra. Il pezzo è disponibile online in formato pdf (registrazione gratuita), cliccando su "inserto 3". Nella puntata di oggi: il comitato Tydings, i casi Lattimore e Jessup, la condanna per spionaggio dei coniugi Rosenberg, le elezioni di mid-term del 1950 e l'attacco di McCarthy a George C. Marshall. Sabato prossimo, 14 febbraio, l'ultima puntata.

venerdì 11 febbraio 2005

Thanks Jay!

Perdonateci questi 30 secondi di autocelebrazione, ma Jay Nordlinger, il caporedattore della National Review, ha citato nel suo ultimo Impromptus la recente visita dello staff di Ideazione agli uffici newyorkesi della rivista fondata da William F. Buckley nel 1955. Visita di cui ci occuperemo nei prossimi giorni nell'ultima puntata del nostro "diario americano". Inutile dire che nelle ultime ore i contatti di ideazione.com sono aumentati del 300%. A dimostrazione che la potenza di fuoco nel cyberspazio della National Review Online è oggettivamente impressionante. Copio&Incollo: "Not long ago, I met with a group of very impressive people in NR's offices. They were the gang from Ideazione, an Italian magazine and think tank. (They are a one-stop-shopping bunch.) These are the "American-style conservatives" of Italy, a fairly lonely group, despised by the Left, of course, and also by much of the Right, which is fascistic and vile. I urge anyone who can read Italian to avail himself of Ideazione: www.ideazione.com. And I urge everyone else to remember, somehow, this inspired and inspiring group in Italy. One more thing about them: They remind me of NR, circa 1960. Go get 'em, fellas". Thanks Jay!

Si scrive CNN, si legge CBS.

Enzo Reale, di 1972, anticipa Christian Rocca (e chiunque altro in Italia) segnalando l'ultimo scandalo dei mainstream media scoperto dai blog americani. Hugh Hewitt, in un articolo scritto per l'edizione online del Weekly Standard, spiega come il caso di Eason Jordan (chief news executive della CNN) sia molto più grave del Rathergate che ha definitivamente affossato la credibilità della CBS. Era solo questione di tempo, prima che qualcuno smascherasse la presunta imparzialità del Clinton News Network. Hewitt, conduttore radiofonico e blogger d'assalto, è anche l'autore dello straordinario libro "Blog: Understanding the Information Reformation That's Changing Your World", una lettura indispensabile per chiunque voglia orientarsi nel labirinto della nuova rivoluzione digitale. UPDATE. 1972 segnala che Jordan si è dimesso.

Diario americano/7.
American University

Washington, martedì 12 gennaio (ore 10.30). Il primo appuntamento di martedì è a Massachusetts Avenue, all'American University, dove ci aspetta la professoressa Shalini Venturelli della School of International Service. Mentre entriamo nel campus siamo perplessi, perché - a differenza della Georgetown - l'American University ha la fama di essere un ateneo molto schierato sul fronte liberal. La docente ci conferma la nostra impressione generale, ma chiarisce subito di appartenere alla rive droite del fiume. E si rivela essere uno degli incontri più interessanti di tutto il nostro viaggio americano. Straussiana di ferro, laureata all'università di Chicago (patria spirituale dei liberisti di tutto il pianeta), la Venturelli ci illustra senza giri di parole il futuro della strategia statunitense in Medio Oriente, con una forza espositiva ed una chiarezza intellettuale che ci lasciano senza parole. Poi ci racconta come, nella veste di responsabile del programma internazionale di "scambio di studenti" organizzato dalla sua università, sia rimasta molto delusa dal livello di preparazione dei laureandi italiani. "Molta ideologia e poca sostanza", ci spiega. Non siamo certamente noi a darle torto.

mercoledì 9 febbraio 2005

The Right (Italian) Nation. Parte prima.



Finalmente online, direttamente dal numero di gennaio-febbraio di Ideazione bimestrale, la prima parte della sezione "The Right (Italian) Nation", analisi della rimonta culturale e mediatica della destra americana nei confronti della tradizionale supremazia liberal. Copio&Incollo dall'introduzione: "Con la traduzione italiana di The Right Nation: Conservative Power in America, John Micklethwait e Adrian Woolridge porteranno anche nel nostro paese il dibattito sull’emergere della destra come maggioranza strutturale nel sistema politico statunitense. Micklethwait e Woolridge sottolineano più volte l’eccezionalità del caso americano, esprimendo forti dubbi sulla possibile esportazione di questo modello. Pur condividendo molte delle perplessità degli autori, Ideazione pensa invece che la nascita e la crescita del movimento conservatore Usa possano insegnare qualcosa anche alla destra italiana, soprattutto in termini di impatto mediatico, organizzazione sul territorio e visione strategica. Con uno sforzo comparativo, proviamo a misurare le distanze che separano queste due realtà. [...] Apre la parte americana della sezione Andrea Mancia, che ricostruisce gli anni che hanno scandito la rimonta della destra nella guerra per l’egemonia culturale e mediatica contro la sinistra. Marco Respinti ci regala un ritratto di Barry Goldwater. Alessandro Gisotti intervista Brian C. Anderson, della rivista City Journal, che lo scorso anno ha raccontato la riscossa dei conservatori. Gli articoli successivi entrano nel dettaglio. Cristina Missiroli racconta l’ascesa delle piccole case editrici. Stefano Magni ci accompagna in un viaggio attraverso riviste e quotidiani. Paola Liberace analizza il fenomeno Fox News. Giuseppe De Bellis ripercorre l’ascesa della destra nelle radio. Francesca Oliva scava tra le pieghe del sistema dell’entertainment. Barbara Mennitti, infine, si occupa di Internet, tra blog e realtà editoriali consolidate". Tra un paio di settimane, sarà pubblicata su Ideazione.com anche la seconda parte della sezione, dedicata all'Italia, con gli interventi di Alessandro Campi, Eugenia Roccella, Vittorio Macioce, Stefano Caliciuri, Barbara Mennitti, Cristiana Vivenzio e Giovanni Orsina.

domenica 6 febbraio 2005

Analyze This.


Sorvegliati speciali.

Da oggi Il sorvegliato speciale entra a far parte della lista dei nostri link. Per questo e quest'altro motivo. In più, segnaliamo in anteprima la prossima new entry nei "blog di Ideazione": si tratta di Regime Change (ex Neoliberal) di Antonio Scalari, che aveva già debuttato qualche settimana fa sulle colonne di Ideazione.com. Un altro ristretto gruppo di blog è già sotto strettissima osservazione, ma se avete segnalazioni da fare vi invitiamo a scriverci.

sabato 5 febbraio 2005

La prima mossa del senatore.

Su Il Foglio in edicola oggi, la seconda puntata (su 4) di un mio articolo su Joe McCarthy e l'infiltrazione di spie sovietiche nelle amministrazioni statunitensi del dopoguerra. Il pezzo è disponibile online in formato pdf (registrazione gratuita), cliccando su "inserto 5". Nella puntata di oggi: la "rivolta anticomunista" dei repubblicani dopo le elezioni del '46, Whittaker Chambers contro Alger Hiss, la HUAC di Richard Nixon, il discorso pronunciato a Wheeling da McCarthy con cui il senatore del Wisconsin diventa il red hunter ufficiale di Capitol Hill.

Letture per il weekend.

Normal Service Resumed
Peggy Noonan, Wall Street Journal
George Bush Talks Big, and He Delivers
Max Boot, Los Angeles Times
Shut Up, al-Jazeera
William F. Buckley Jr., National Review
Symposium: The Case for Democracy
Jamie Glazonv, Frontpage Magazine
Reform at Home
Wall Street Journal
Social Security’s Fictitious Trust Fund
Brian Riedl e David John, Heritage Foundation
Take Ownership
Karl Zinsmeister, The American Enterprise
Finessing Social Security
Dick Morris, New York Post
Exit Strategy Chorus
Arnold Beichman, Washington Times
The Global Throng.
Why the World’s Elites Gnash their Teeth

Victor Davis Hanson, National Review
The Quiet Spectacle
Paul Geary, The New Editor
America the Incredible
Douglas Kern, Tech Central Station
Bias in Ivory Towers
David Cowan, Washington Times

venerdì 4 febbraio 2005

Suicidal Tendencies.

Secondo il New York Times, sarà Howard Dean il prossimo leader del Democratic National Committee. Dopo il ritiro dalla competizione del texano Martin Frost, "Angry Howie" sembra avere la strada spianata verso la conquista del controllo del partito democratico. Per Jonathan Chait del Los Angeles Times, che Camillo definisce un "iper liberal", si tratta di un suicidio. Per i repubblicani, è un'occasione per conservare la maggioranza al Congresso almeno fino al 2012, anno del prossimo redistricting.


giovedì 3 febbraio 2005

Diario americano/6.
Center for American Progress

Washington, martedì 11 gennaio (ore 17.00). Ancora sotto shock per l'incontro alla Brookings Institution, passeggiamo mestamente verso H Street, dove ci aspettano Dan Restrepo e Philip J. Crowley del Center for American Progress. Se la Brookings è considerato il think-tank più prestigioso del mondo liberal statunitense, il Center for American Progress - fondato e presieduto da John Podesta (chief of staff di Bill Clinton dal 1998 al 2000) - è considerato la fondazione emergente del movimento progressive. Il pensatoio della sinistra deaniana, insomma, con qualche innesto radical-clintoniano. Dopo l'esperienza precedente, abbiamo il terrore di trovarci di fronte ad una versione più estremista del partito comunista cubano. Ma anche stavolta abbiamo torto. Restrepo e Crowley sono disponibili e (quasi) simpatici. Restrepo è molto più a sinistra dei classici centristi clintoniani, è vero. Ma almeno la sconfitta elettorale non lo ha gettato nel più cupo sconforto. Anzi. Riconosce ai repubblicani di aver lavorato meglio sul territorio e di aver sconfitto i democratici sul loro terreno preferito; ci dice con onestà che il modello a cui il Center for American Progress vuole ispirarsi per il futuro è quello di Townhall.com, il portale creato nel 1995 dalla Heritage Foundation per dare un punto di riferimento su Internet alle varie anime della destra a stelle e strisce. Restrepo è battagliero, preparato e intelligente: segnatevi questo nome, perché potrebbe fare una carriera fulminante. Aiutati anche dagli splendidi locali della fondazione, insomma, nella tana del progressismo statunitense troviamo un'atmosfera distante anni-luce da quella del cimitero dell'establishment liberal che abbiamo lasciato qualche ora prima. Se al Center saranno capaci di mantenere i nervi saldi anche dopo le prossime 4 o 5 sconfitte elettorali, la sinistra americana potrebbe ancora avere un futuro.

mercoledì 2 febbraio 2005

I fantastici quattro.

Quattro segnalazioni quattro, da Ideazione.com. Partiamo con lo splendido articolo di Paola Liberace (una nostra collaboratrice storica dai tempi di Interazione) sul futuro, e il presente, del mezzo televisivo. Da non perdere assolutamente. Chi abita nei dintorni di Reggiolo (in provincia di Reggio Emilia), poi, non può mancare all'incontro organizzato sabato (alle 18.00) dai nostri amici de Il Federalista con il giornalista dell'Avvenire, Alberto Simoni (autore del libro"George W. Bush e i falchi della democrazia"). Un'iniziativa del genere, nella più rossa delle regioni rosse, va sostenuta ad ogni costo. Enzo Reale - del blog 1972 - ci racconta invece che forse sta "davvero succedendo qualcosa all'interno del regime più isolato e repressivo del pianeta: la Corea del Nord". E Stefano Magni apre un piccolo "speciale" di Ideazione.com dedicato ad Ayn Rand nel giorno del centesimo anniversario della sua nascita, in cui compaiono anche gli articoli scritti da Nicola Iannello e Marco Faraci per la rivista bimestrale di novembre-dicembre 2004. Chiude lo speciale un'intervista rilasciata dalla fondatrice della filosofia oggettivista a Playboy, nel 1964. Intervistatore d'eccezione: il futurologo statunitense Alvin Toffler, teorico della "Third Wave".

martedì 1 febbraio 2005

Servizio pubblico.

Su La7, a "Otto e Mezzo", parlano di elezioni in Iraq con David Frum, Maurizio Molinari, Lorenzo Cremonesi e Khaled Fouad Allam. Su Rai3, a "Ballarò", parlano del gioco del lotto.