RightNation
venerdì 4 settembre 2009
Obama's Truthers
Round-Up. Gateway Pundit, The Jawa Report, National Review Online, Green Sheet, Stop The ACLU, Hot Air, TBogg, Political Punch, NewsReal Blog, Scared Monkeys, Power Line, The TrogloPundit, Michelle Malkin, The Corner, The Foundry, Don Surber, Washington Times, QandO, Blue Crab Boulevard, Commentary, Another Black Conservative, Scared Monkeys, Jules Crittenden, Wizbang, The Sundries Shack, Stop The ACLU, Hot Air
Double Misunderstanding
mercoledì 2 settembre 2009
Sorpasso/2
«È troppo presto perché i repubblicani possano festeggiare - avverte però Scott Rasmussen - Questi numeri rappresentano sicuramente una debolezza per i democratici, ma è importante ricordare che alle elezioni di mid-term mancano ancora 14 mesi. C'è tutto il tempo perché il partito del presidente possa trovare una forma efficace di damage control e raccogliere i pezzi di quello che è stato un agosto difficilissimo».
martedì 1 settembre 2009
Sorpasso
UPDATE. Se nel grafico (che si aggiorna automaticamente) le due linee non si toccano, è perché in soccorso di The One è arrivata la cavalleria.
lunedì 31 agosto 2009
sabato 29 agosto 2009
Shit Hits the Fan
venerdì 28 agosto 2009
Good News for Obama
giovedì 27 agosto 2009
Racial Profiling
mercoledì 26 agosto 2009
martedì 25 agosto 2009
Swingin'
lunedì 24 agosto 2009
The Meaning of Life
Adesso la mia vita ha finalmente un senso. Domani, nel numero in edicola del mensile CQ, la storia di copertina sarà una «lunghissima chiacchierata» di Jovanotti con Lapo Elkann. L'attesa potrebbe uccidermi.
Obamadinejad
E poi dicono che in Iran non c'è la democrazia! Niente di più falso: a Teheran il governo e il parlamento funzionano benissimo. Tanto che fanno concorrenza all'amministrazione Obama.
It's the Big Government, Stupid!

La vera ragione per cui gli americani sono arrabbiati con Obama (che intanto precipita a -14 nel presidential approval index di Rasmussen): Matt Welch nella pagina degli editoriali del New York Post.
venerdì 21 agosto 2009
Suspension of Disbelief
giovedì 20 agosto 2009
mercoledì 19 agosto 2009
Bias
Obama scivola al 51% di job approval nell'ultimo sondaggio di NBC News. Titolo dell'articolo relativo, nel sito di Msnbc: «Americans still skeptical about Obama's plans. Misperceptions abound on president's health overhaul initiative» («Americani ancora scettici sui piani di Obama, abbondano gli errori di percezione sull'iniziativa di riforma sanitaria del presidente»). La notizia, prima di tutto!
martedì 18 agosto 2009
Midnight Summer Dream
Nota. A scanso di equivoci, il titolo del post è ispirato da questo, non da questo.
lunedì 17 agosto 2009
Virginia on my Mind
Anche il Washington Post (dopo Survey USA) vede il repubblicano Bob McDonnell in vantaggio di 15 punti percentuali sul democratico Creigh Deeds nella corsa per la poltrona di governatore della Virginia. Un distacco simile a quello registrato qualche giorni fa dal sondaggista democratico Public Policy Polling (+14%), mentre Rasmussen Reports e Research 2000 (per Daily Kos) vedono una gara più equilibrata, ma con McDonnell comunque vicino alla doppia cifra (+8%). Novembre è ancora lontano, ma non c'è dubbio che - come scrive Charlie Cook sul National Journal - il partito democratico sia in seria difficoltà in un red state strappato da Obama al GOP meno di un anno fa.
giovedì 13 agosto 2009
Alla canna del gas
mercoledì 12 agosto 2009
Fringes
martedì 11 agosto 2009
N-Word
UPDATE. The Ugly Face of Racism: Tom Bevan su RCP.
venerdì 7 agosto 2009
Meet the Mob!

Spassosissima fotogallery di estremisti repubblicani sul blog di Dana Loesch. La “tattica della paura” utilizzata dai democratici (e dai loro alleati dei mainstream media) per descrivere i townhall meeting di questi giorni sulla riforma sanitaria è - per adoperare un eufemismo - semplicemente disgustosa.
John Hughes (1950-2009)
Writer:
- Drillbit Taylor (2008) (story)
- Beethoven's 5th (2003) (characters)
- Maid in Manhattan (2002) (story)
- Home Alone 4 (2002) (characters)
- Beethoven's 4th (2001) (characters)
- Just Visiting (2001) (screenplay)
- Beethoven's 3rd (2000) (characters)
- National Lampoon's American Adventure (2000) (characters)
- Reach the Rock (1998) (written by)
- Home Alone 3 (1997) (written by)
- Flubber (1997)
- 101 Dalmatians (1996) (screenplay)
- Miracle on 34th Street (1994) (screenplay)
- Baby's Day Out (1994) (written by)
- Beethoven's 2nd (1993) (characters)
- Dennis the Menace (1993) (written by)
- Home Alone 2: Lost in New York (1992) (characters) (written by)
- Beethoven (1992) (written by)
- Curly Sue (1991) (written by)
- Dutch (1991) (written by)
- Career Opportunities (1991) (written by)
- Home Alone (1990) (written by)
- National Lampoon's Christmas Vacation (1989) (written by)
- Uncle Buck (1989) (written by)
- The Great Outdoors (1988) (written by)
- She's Having a Baby (1988) (written by)
- Planes, Trains & Automobiles (1987) (written by)
- Some Kind of Wonderful (1987) (written by)
- Ferris Bueller's Day Off (1986) (written by)
- Pretty in Pink (1986) (written by)
- Weird Science (1985) (written by)
- National Lampoon's European Vacation (1985) (screenplay)
- The Breakfast Club (1985) (written by)
- Sixteen Candles (1984) (written by)
- Nate and Hayes (1983) (written by)
- National Lampoon's Vacation (1983) (screenplay)
- Mr. Mom (1983) (written by)
- Class Reunion (1982) (written by)
- "Delta House" (5 episodes, 1979)
- New Port South (2001) (executive producer)
- Reach the Rock (1998) (producer)
- Home Alone 3 (1997) (producer)
- Flubber (1997) (producer)
- 101 Dalmatians (1996) (producer)
- Miracle on 34th Street (1994) (producer)
- Baby's Day Out (1994) (producer)
- Dennis the Menace (1993) (producer)
- Home Alone 2: Lost in New York (1992) (producer)
- Curly Sue (1991) (producer)
- Dutch (1991) (producer)
- Only the Lonely (1991) (producer)
- Career Opportunities (1991) (producer)
- Home Alone (1990) (producer)
- National Lampoon's Christmas Vacation (1989) (producer)
- Uncle Buck (1989) (producer)
- The Great Outdoors (1988) (executive producer)
- She's Having a Baby (1988) (producer)
- Planes, Trains & Automobiles (1987) (producer)
- Some Kind of Wonderful (1987) (producer)
- Ferris Bueller's Day Off (1986) (producer)
- Pretty in Pink (1986) (executive producer)
- The Breakfast Club (1985) (producer)
- Curly Sue (1991)
- Uncle Buck (1989)
- She's Having a Baby (1988)
- Planes, Trains & Automobiles (1987)
- Ferris Bueller's Day Off (1986)
- Weird Science (1985)
- The Breakfast Club (1985)
- Sixteen Candles (1984)
mercoledì 5 agosto 2009
Giro d'Italia
lunedì 3 agosto 2009
The Blue-State Meltdown
Ross Douthat, sul New York Times, riprende (e ammorbidisce) la tesi sostenuta qualche settimana fa su The American da Joel Kotkin (fellow alla Chapman University e direttore esecutivo di newgeography.com) sul collasso economico dei blue states e del “modello Chicago”. Lettura istruttiva - almeno in teoria - per i nostri amici liberal.
A Firm Pledge
Barack H. Obama, 12 settembre 2008, Dover (New Hampshire).
Siamo sicuri che Timothy “Timmaaaay” Geithner e il suo tutor Larry Summers siano del tutto consapevoli di questa «risoluta» promessa elettorale di The One? A dare retta all'Associated Press, non sembrerebbe proprio.
venerdì 24 luglio 2009
Forty-Nine
martedì 21 luglio 2009
Il fantasma del '94
UPDATE. Qualche minuto fa ho parlato dell'argomento (e non solo) a Radio24, insieme a Stefano Pistolini (che conduce l'ottima trasmissione “Jefferson 2, l'arte della svolta”). L'archivio mp3 della radio è qui (la fascia oraria è quella 16.00-17.00), ma io preferisco il podcast, che tra non molto dovrebbe essere online.
mercoledì 15 luglio 2009
Hint
martedì 14 luglio 2009
Low-Fifties

Torniamo dalle vacanze accolti da un fragoroso -8 nel Presidential Approval Index di Rasmussen Reports (che calcola la differenza tra le percentuali di “strong approve” e “strong disapprove”). A gennaio, Obama era a +30. L'inquilino della Casa Bianca è inchiodato nei “low fifties” nel job approval classico: ieri era al 53% ma è arrivato anche al 51%. E la flessione negli indici di gradimento del presidente non riguarda soltanto Rasmussen. Nella media di Real Clear Politics, lo spread di Obama è passato dal +44,2% di fine gennaio al +21.2% di oggi (il punto più basso è stato giovedì scorso con +18.2%). Da febbraio, insomma, il presidente ha perso il 15% per Gallup, il 16% per CNN/Opinion Research e il 6% per CBS News, mentre resta nei “mid-fifties” anche per un sondaggista amico come Democracy Corps.
domenica 28 giugno 2009
Vacation
venerdì 19 giugno 2009
The Lessons of 2009

«I have the sense that the Obama administration's economic policymakers have forgotten one of the most basic lessons taught by Robert Rubin during his stewardship of economic policy during the 1990s. The lesson is to think probabilistically: to project yourself forward into the possible futures, to ask in each one what would be the actions that you would then wish you had undertaken today, and then to actually take the appropriate action today».
J. Bradford DeLong risponde all'articolo scritto da Cristina Romer (chairwoman del Council of Economic Advisers di Obama) per l'ultimo numero dell'Economist.
giovedì 18 giugno 2009
Treachery
Ralph Peters, New York Post
giovedì 11 giugno 2009
Quando l'abito fa il monaco
Stefano Magni, su L'Oggettivista, in splendida forma.
martedì 9 giugno 2009
sabato 6 giugno 2009
Liveblogging - Europee 2009

Dalle 18.00 di oggi, fino a quando l'ultima scheda dell'ultima comunità montana non sarà contata, liveblogging ippico-elettorale su Notapolitica.it. Stasera parte Simone, poi arrivo io, poi chissà. Vi ricordo che, durante il liveblogging, saranno trasmesse le telecronache di 4 nuove corse clandestine arrivate all'ultimo minuto. Aspettatevi sorprese ;)
venerdì 5 giugno 2009
giovedì 4 giugno 2009
mercoledì 3 giugno 2009
martedì 2 giugno 2009
lunedì 1 giugno 2009
domenica 31 maggio 2009
venerdì 29 maggio 2009
giovedì 28 maggio 2009
mercoledì 27 maggio 2009
martedì 26 maggio 2009
Obama e gli gnomi-rubamutande
Fase 2. Leggere questo editoriale del Wall Street Journal.
Fase 3. Se avanza tempo, leggere questa vecchia cosa che ho scritto tanti anni fa per Ideazione in due puntate (qui la seconda puntata).
Dieci domande

L'Italia deve sapere. Leo Bloom, su Notapolitica.it, scoperchia il vaso di Pandora dell'ipocrisia nazionale.
lunedì 25 maggio 2009
domenica 24 maggio 2009
sabato 23 maggio 2009
Dick
mercoledì 20 maggio 2009
Notapolitica.it

Il cuore del progetto è una rassegna stampa quotidiana, dall’Italia e dall’Estero, divisa in tre aggiornamenti che scandiscono l’intera giornata già dalla mattina, così da potersela gustare con cappuccino e brioche. Poi sono i sondaggi sulle intenzioni di voto italiane, con le cartine che descrivono le tendenze nazionali, regionali e provinciali e con uno spazio dedicato ai sondaggi provenienti dall’estero. Poi ci sono cinque blog tematici: “Memo”, che parlerà di politica a 360 gradi; “Insider”, una vera e propria rubrica di gossip politico; “Global”, il nostro occhio critico sulla politica internazionale; “Business” con i rumors e le analisi sul mondo economico e infine “Leadership”, che racconterà le storie dei leader di oggi e di domani.
Notapolitica.it apre oggi i battenti ma affonda le sue radici nell’idea di un gruppo di amici che hanno provato ad immaginare un modo nuovo di fare informazione su internet in Italia. Prima è stato soltanto una bozza scarabocchiata sul un bloc. Poi, poco alla volta, ha preso forma ed è diventato quello che tutti voi potete sfogliare online.
Il modello a cui ci ispiriamo è l’americanissimo RealClearPolitics. L’obiettivo è quello di diventare il punto di riferimento per i tanti che esplorano la Rete alla ricerca di informazioni sulla politica italiana e mondiale. Il metodo che abbiamo scelto è il solito: buona volontà e tante idee da tradurre in azione.
cross-posted @ FreedomLand, Il Liberale
martedì 19 maggio 2009
Non chiamatelo disagio sociale
Niente di più falso. E non perché la crisi non ci sia, come suggerisce qualcuno, o sia già passata, come azzarda qualcun altro. Si tratta di un falso perché queste esplosioni di violenza non hanno niente a che vedere con la crisi, o con il malessere sociale che ne consegue. I black block devastavano le capitali d’Europa anche quando il pil del Vecchio Continente cresceva a ritmi sostenuti. E i Cobas di Pomigliano d’Arco si scontravano con la polizia anche quando Fiat non minacciava di chiudere le fabbriche.
La crisi, quella vera, non c’entra con questi gruppi di esagitati che fanno della violenza il proprio modo d’essere e la propria strada verso la visibilità mediatica. La crisi è quella delle famiglie che faticano a pagare il mutuo o che stentano ad arrivare alla fine del mese. È quella delle piccole e medie imprese strangolate da un sistema creditizio obsoleto. Quella dei giovani che non riescono a trovare lavoro o che sono costretti ad accettarne uno sottopagato. Quella dei lavoratori dipendenti con gli stipendi più bassi d’Europa. Utilizzare questa crisi per “spiegare” le violenze di sindacalisti estremisti o studenti anomali non è solo scorretto: è un modo, neppure troppo raffinato, per dipingere queste violenze con una sfumatura di dignità “sociale” che non possiedono e non hanno mai posseduto.
(domani in edicola su Liberal quotidiano)
venerdì 15 maggio 2009
U-Turn/2
U-Turn
(Larry Silverbud su L'Occidentale)
mercoledì 13 maggio 2009
L'ultimo complotto della CIA
Tutto questo, perché il 20 aprile - su richiesta del repubblicano Peter Hoekstra - la CIA (a capo della quale Obama ha da poco nominato Leon Panetta, noto reazionario della right-wing conspiracy...) ha pubblicato un documento di 10 pagine in cui venivano elencati i briefing dal settembre 2002 al marzo 2009 per i membri del Congresso sulle enhanced interrogation techniques. La “prova provata”, insomma, che personaggi come Nancy Pelosi - allora leader della minoranza alla Camera - avevano clamorosamente mentito affermando di essere venuti a conoscenza solo recentemente dell'esistenza del waterboarding.
La CIA è sempre stata all'avanguardia nell'elaborazione di complicate macchinazioni a danno della sinistra, ma adesso ha davvero oltrepassato il limite: pur di mettere in imbarazzo i leader democratici del Congresso, si è azzardata a dire la verità.
giovedì 7 maggio 2009
Thanks Maggie
lunedì 4 maggio 2009
The (Leftist) Case Against Sotomayor
sabato 2 maggio 2009
giovedì 30 aprile 2009
Honey, I Shrunk the Car
mercoledì 29 aprile 2009
I Mastella d’America
Nella conferenza stampa con cui ha annunciato il “ribaltone”, Specter ha parlato di un Gop scivolato troppo a destra per un moderato come lui. La realtà, invece, è più prosaica. Specter è sempre stato considerato un “rino” (republican in name only) dalla base del partito. Già sfidato - e quasi battuto - alle primarie nel 2004, nel 2010 Specter avrebbe dovuto nuovamente raccogliere la sfida di Pat Toomey, presidente del Club for Growth (un influente think tank dell’ala “liberista” del partito). Con una significativa differenza rispetto al passato: nei sondaggi Toomey viaggiava con più di 20 punti percentuali di vantaggio rispetto a Specter. Odiato dalla base, mal sopportato dalla leadership del Gop (soprattutto dopo il voto favorevole allo stimulus di Obama) e indietro nei sondaggi, Specter ha deciso che i suoi giorni nella “big tent” reaganiana erano terminati, scegliendo il cambio di casacca per evitare la fine di una lunga carriera politica. A meno che, naturalmente, qualche democratico non si metta di traverso nelle primarie.
La reazione del partito repubblicano all’abbandono di Specter è stata piuttosto dura, con l’eccezione di qualche altro esponente dell’ala moderata, soprattutto alla luce di un precedente che risale al 2001. Quando Jim Jeffords, repubblicano moderato del Vermont, abbandonò il partito regalando la maggioranza del Senato ai democratici, Specter propose «una regola per impedire ogni futuro cambio di partito ai senatori in carica». Una regola che, se applicata, gli avrebbe oggi impedito il party-switch. Ripercorrendo la storia recente degli Stati Uniti non si trovano molti episodi del genere.
Partiamo dal Senato. Il caso più recente è quello di Joe Lieberman (Connecticut): eletto al senato nel 1988 come democratico; rieletto nel 1994 e nel 2000; candidato (sconfitto) alla vicepresidenza nel 2000 in ticket con Al Gore; dopo la sconfitta alle primarie democratiche nel 2006 decide di correre come indipendente e vince le elezioni. Oggi resta “indipendente” anche se è associato al caucus democratico, malgrado il sostegno a McCain alle ultime presidenziali.
Il caso di James Jeffords (Vermont) è senza dubbio quello più eclatante. Repubblicano dal 1989 al 2001, il suo cambio di casacca porta i democratici a controllare il Senato - che in quel momento è diviso 50-50 con il voto decisivo del vicepresidente Dick Cheney - fino alla vittoria del Gop alle elezioni di mid-term del 2002. Uno switch rilevante, al contrario di quello brevissimo (dal 13 luglio al 1 novembre del 1999) che coinvolge Robert Smith (New Hampshire), passato dai repubblicani agli indipendenti per poi tornare quasi immediatamente al Gop, in cambio della succulenta presidenza della commissione ambiente, lasciata libera dalla morte del senatore repubblicano del Rhode Island, John Chafee.
Tornando indietro nel tempo, dal 1995 al 1964 troviamo soltanto qualche democratico passato ai repubblicani. Nel 1995, Ben Nighthorse Campbell (eletto appena due anni prima), rimasto in carica fino al 2005. Nel 1994, Richard Shelby (Alabama), eletto con i democratici nel 1987 e ancora oggi esponente di rilievo del Gop. Entrambi erano classici prototipi di Reagan Democrats, tornati a casa dopo la “rivoluzione conservatrice” del 1994. Poi niente, fino al caso di Harry F. Byrd, Jr. (Virginia), che nel 1971 abbandona il partito democratico che lo aveva fatto eleggere nel 1965, in polemica con la leadership del partito in Virginia. Byrd, figlio d’arte, non entra nel Gop ma resta indipendente fino al 1983 e continua a votare - più o meno - in linea con in resto dei democratici.
Più clamoroso fu l’addio di J. Strom Thurmond (South Carolina), democratico dal 1954 al 1964 e poi repubblicano fino al 2003. Thurmond è stato il terzo senatore statunitense a superare i cent’anni d’età e l’unico a festeggiare il secolo di vita ancora in carica. Spirito irrequieto fin dagli esordi, Thurmond (eletto governatore della South Carolina nel 1946), partecipa alle presidenziali del 1948 - fondando di fatto i Dixiecrat sudisti - in polemica con la decisione di Harry Truman di abolire la segregazione razziale nell’esercito. Supera il milione di voti, ottiene il 2,4% dei consensi e conquista 39 grandi elettori, tutti negli stati del Sud. Nel 1950 si candida al Senato ma viene sconfitto dal democratico Olin D. Johnston. È la sua unica sconfitta in un’elezione locale. Alle presidenziali del 1952 appoggia il repubblicano Dwight D. Eisenhower. Due anni dopo viene eletto al Senato con il 63% dei voti, battendo un altro record: è il primo candidato write-in (non presente nella scheda elettorale, ma il cui nome deve essere scritto manualmente dall’elettore) a vincere una consultazione elettorale negli Usa. Con l’inizio della “southern strategy” repubblicana, Thurmond decide di abbandonare il partito d’origine e il 16 settembre del 1964 entra nel partito repubblicano di Barry Goldwater, in cui resta fino alla morte. Trovando il tempo di sconfessare gran parte delle politiche segregazioniste che aveva appoggiato negli anni precedenti.
Per trovare altri “Mastella d’America” al Senato bisogna spingersi ancora più in là. Wayne Morse (Oregon) parte repubblicano (1945-1953), diventa indipendente (1953-1955) e finisce democratico (1955-1969). Henrik Shipstead (Minnesota) inizia la sua carriera nel Farmer-Labor (1923-1941) e la prosegue nel partito democratico (1941-1947). All’inizio del ’900, infine, fa storia la dinastia La Follette in Wisconsin, Robert M. e il figlio Robert Jr., che lasciano il partito repubblicano - rispettivamente nel 1925 e nel 1935 - per correre sotto le insegne Progressive.
Ripercorrere la storia della Camera è molto meno interessante, soprattutto perché mai il passaggio di un congressman da un partito all’altro ha provocato cambi di maggioranza o scossoni politici. Ricordiamo, per amor di cronaca, il caso di Nathan Deal (Georgia), passato ai repubblicani nel 1996 e diventato uno dei membri più conservatori del partito. E quello di Bill Tauzin (Louisiana), co-fondatore dei Blue Dog Democrats (il caucus dei democratici moderati), approdato al Gop nel 1995. Più recente, infine, il “ribaltone” di Rodney McKinnie Alexander (Lousiana), che aderisce al partito repubblicano appena prima della deadline elettorale del 2004, in polemica con la vittoria di Kerry alle primarie. Uno switch che fa infuriare i democratici e provoca la reazione entusiasta del Gop e del presidente Bush. Sembra trascorso un secolo.
(domani in edicola su Liberal quotidiano)
100 di questi giorni
2) «Non c'è dubbio che stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi e che dovremo fare qualche aggiustamento». Obama durante la campagna.
3) Il deficit di quest'anno: 1.5 trilioni di dollari.
4) Ha chiesto al suo governo di tagliare i costi dei ministeri di 100 milioni di dollari: uno strabiliante 0,0027%!
5) «La Casa Bianca dice che il presidente non è a conoscenza di alcun tea party». Abc News, 15 aprile.
6) «Mr. Obama è un eccellente oratore, ma sta diventando famoso in America come il "presidente teleprompt". Sky News, 18 marzo.
7) All'inizio di febbraio, ha tolto al dipartimento del commercio la responsabilità del censimento previsto nel 2010, politicizzando in un colpo solo sia la distribuzione degli aiuti federali che la definizione dei collegi elettorali.
8) Obama ha scelto Nancy Killefer come First Chief Performance Officer, per controllare le spese governative. Ma si è dovuta ritirare per problemi con il fisco.
9) La Turchia tenta di bloccare la nomina del danese Anders Fogh Rasmussen a segretario generale della Nato (per la polemica relativa alle vignette su Maometto). Sarkozy e la Merkel si indignano. Obama raddoppia il suo appoggio all'entrata della Turchia nella Ue.
10) ... senza mai menzionare il genocidio degli armeni.
11) L'immagine di Obama che stringe la mano a Hugo Chávez.
12) Hugo Chávez gli regala il pamphlet anti-americano Le vene aperte dell'America Latina. Obama non si lamenta. Almeno non sono dvd.
13) Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, si lancia in una invettiva di 50 minuti contro gli Stati Uniti chiamandolo «presidente di un impero». Obama resta ad ascoltare in silenzio.
14) I manager di Aig ricevono 165 milioni di dollari in bonus, malgrado i 173 miliardi di bailout a spese dei contribuenti.
15) «Per mesi, l'amministrazione Obama e i membri del Congresso sono stati a conoscenza dei bonus Aig, ma nessuno ha protestato prima che la notizia diventasse pubblica». Associated Press, 18 marzo.
16) «Dopo aver fatto pressioni sul Congresso per approvare in fretta lo stimulus da 787 miliardi di dollari, Obama si è preso una vacanza di tre giorni». NewYork Post, 15 febbraio.
17) La sua promessa di inaugurare una nuova era bipartisan si è rivelata clamorosamente falsa.
18) «Negli anni '90 una piccola percentuale di militari ha aderito a formazioni estremiste perché disillusi o colpiti dagli effetti psicologici della guerra. Oggi si sta assistendo allo stesso fenomeno». Rapporto di intelligence del dipartimento della homeland security.
19) Infila una disposizione "buy american"nello stimulus.
20) «Il Canada non è il Messico, ma i problemi alla frontiera ci sono, tanto che i terroristi che sono entrati nel nostro Paese arrivavano proprio da lì». Janet Napolitano, segretario della homeland security (gli attentatori dell'11 settembre non arrivavano dal Canada).
21) «Obama sostiene un aumento della pressione fiscale per pagare la riforma del sistema sanitario. Ma si tratta proprio della stessa idea da lui bollata, in campagna elettorale, come "il più grande aumento delle tasse a sfavore della classe media della storia"». New York Times, 14 marzo.
22) «Obama nel suo discorso d'inaugurazione invocava la "politica della speranza" contro la "politica della paura". Poi ha dichiarato che l'economia americana sarebbe stata distrutta per sempre, se il Congresso non avesse approvato lo stimulus». Joe Scarborough, nel libro The Last Best Hope.
23) Sanjay Gupta doveva diventare surgeon general, ma si è ritirato quando è stato sottolineato il suo inesistente curriculum politico.
24) Secondo il 58% degli americani, la pubblicazione dei memorandum Cia mette a rischio la sicurezza nazionale. Rasmussen Reports.
25) Solo il 28% (sempre secondo Rasmussen) è favorevole a ulteriori inchieste sul trattamento dei sospetti terroristi da parte dell'amministrazione Bush.
26) «Obama ha ringraziato i funzionari della Cia per il loro lavoro, ha spiegato la sua decisione di rendere pubblici i memo e poi li ha invitati a non sentirsi in colpa per i loro errori passati. "È così che si impara", ha detto Obama, trattandoli come bambini delle scuole elementari». The Oklahoman, 23 aprile.
27) Rendendo pubblici i memo della Cia, Obama ha aperto le porte alle azioni dei tribunali internazionali contro cittadini americani.
28) I 25 dvd (non funzionanti in Europa) regalati a Gordon Brown.
29) «L'errore nella scelta di Bill Richardson è stato il primo ed è stato emblematico della sua visione egocentrica del governo». Washington Examiner.
30) La nomina di Timothy Geithner al Tesoro è stata quasi silurata dopo la scoperta dei suoi problemi con il fisco.
31) ...Annette Nazareth (scelta come vice di Geithner) non è stata altrettanto fortunata. E sempre per lo stesso motivo.
32) ...o Caroline Atkinson, costretta a ritirarsi dalla carica di sottosegretario. Sempre al Tesoro, sempre per lo stesso motivo.
33) «La scelta come ambasciatore a Londra di Louis Susman, avvocato e banchiere della sua Chicago, al posto di un diplomatico esperto, mette in dubbio l'impegno di Obama a mantenere la special relationship con la Gran Bretagna». Daily Telegraph, 22 febbraio.
34) I commenti allarmisti di Obama sul budget sono riusciti a trascinare il Dow Jones al di sotto di quota 7.000.
35) «Come si fa a ridere quando si parla della crisi economica? Bisogna essere ubriachi». Steve Kroft, 60 Minutes, 22 marzo.
36) «Stiamo dando fondi agli stati che aiutano i cittadini a proteggere le case dal freddo. Questo farà risparmiare alle famiglie circa 350 dollari all'anno. È come un taglio fiscale di 350 dollari». Obama, parlando di qualcosa che non è affatto un taglio fiscale.
37) «L'amministrazione Obama ha fatto firmare ai suoi funzionari un documento che li obbliga a non condividere i dati del budget 2010 con persone esterne all'amministrazione ». Defense News, 19 febbraio.
38) «Non riesco a capire perché non vuole firmare una legge per cui si è battuto quando era senatore. Ha tradito le promesse fatte agli agricoltori neri». John Boyd, capo della National Black Farmers Association.
39) «Mi sono allenato con il bowling. Ho fatto 129 punti, una volta. Una roba da special olympics...». Obama al Tonight Show di Jay Leno.
40) Obama alleggerisce le restrizioni sui viaggi e le rimesse a Cuba.
41) Obama pensa di sospendere l'embargo per Cuba.
42) Dopo i segnali positivi da parte di Raul Castro, Fidel dice che Obama ha «male interpretato» le parole di suo fratello e che Cuba non ha alcuna intenzione di negoziare sui diritti umani.
43) Obama sta considerando l'opzione di far proseguire il programma nucleare all'Iran durante i negoziati.
44) In una lettera a Medvedev, Obama si offre di lasciar perdere lo scudo missilistico europeo in cambio dell'aiuto russo a risolvere il "problema nucleare"iraniano.
45) Medvedev dichiara che non accetterà "contrattazioni" sullo scudo missilistico e l'Iran.
46) Obama chiede al Congresso un aumento di 83,4 miliardi di dollari per le spese militari in Iraq e Afghanistan. Una misura a cui si era opposto da senatore e che aveva contrastato in campagna elettorale.
47) Dopo aver corteggiato l'Europa come "anti-Bush",Obama implora più truppe per l'Afghanistan. Quasi tutti rifiutano.
48) Per fare domande alla prima "conferenza stampa online"sceglie soltanto attivisti del partito democratico.
49) Obama si inchina davanti al re saudita Abdullah al meeting del G20 di Londra.
50) «Non era un inchino. È che è più alto di re Abdullah». Un assistente di Obama.
51)«Sono passati solo 100 giorni? Sembrano molti, molti di più». Dana Perino, capo dell'ufficio stampa nell'amministrazione Bush.
52) «Non ci posiamo permettere di rendere la "perfezione" nemica del "necessario"». Obama, parlando dello stimulus.
53) Tre candidati a diventare ambasciatori presso la Santa Sede respinti dal Vaticano perché favorevoli all'aborto.
54) Dopo aver promesso l'assenza totale di lobbisti nella sua amministrazione, Obama fa 17 eccezioni nelle prime due settimane di governo.
55) ...compreso Tom Daschle, prima di essere costretto a rinunciare per guai con il fisco.
56) Per un discorso del 14 aprile a Georgetown, l'amministrazione chiede aall'università di coprire tutti i simboli religiosi.
57) Samantha Power, che si era dimessa dalla campagna di Obama dopo aver definito Hillary Clinton «un mostro», viene assunta al National Security Council.
58) «Chicago deve ancora recuperare gli 1,74 milioni di dollari della festa per la vittoria di Obama, malgrado un deficit di oltre 50 milioni». Chicago Sun- Times, 20 febbraio.
59) Ha licenziato Rick Wagoner dalla General Motors.
60) Minaccia di licenziare Vikram Pandit da Citigroup.
61) Minaccia di licenziare chiunque non piaccia alla sua amministrazione.
62) Non ha adottato il cucciolo in un canile.
63) «Uno studio afferma che i funzionari della maggior parte degli Stati sono preoccupati dalla totale assenza di responsabilità e controlli nel Recovery Act». Abc News, 23 aprile.
64) «Obama è stato nominato "newsmaker of the year" dall'associazione degli editori americani e sarà premiato questo pomeriggio. Alla cerimonia non è ammessa la stampa». Los Angeles Times, 20 marzo.
65) «Sulla razza siamo sempre stati - e continueremo ad essere - una nazione di vigliacchi». Eric Holder, attorney general.
66) «Non voglio fare sedute spiritiche come Nancy Reagan». Obama, parlando delle consultazioni con presidenti "viventi".
67) Obama ha annunciato che non farà pressioni per nuove regole ambientali e sindacali nel Nafta, malgrado abbia promesso il contrario durante la campagna elettorale.
68) «Lo stimulus era una possibilità che capita una sola volta in una generazione. E invece ha solo peggiorato la situazione». Nicole Gelinas, City Journal.
69) «Il dipartimento della giustizia ha chiesto alla Corte Suprema di capovolgere la sua decisione sul caso Michigan v. Jackson del 1986. Non è la prima volta che l'amministrazione Obama cerca di limitare il diritto alla difesa».TalkLeft, blog di sinistra.
70) «La mia amministrazione ha ereditato un disastro fiscale». Obama.
71) «Non posso finire venendo a salutarvi e a stringervi la mano, se ogni volta mi fate domande scomode ».Obama durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.
72) Il giorno dell'Earth Day, Obama ha volato due volte con l'Air Force One e quattro volte sul Marine One, bruciando 9.000 galloni di carburante.
73) Il suo piano per privatizzare le assicurazioni sanitarie per i veterani di guerra.
74) «Io credo che la nazione che ha inventato l'automobile non possa abbandonarne la produzione ».Obama durante il primo State of the Union (l'automobile è stata inventata da un tedesco).
75) «La ricetta di Obama per il Pakistan? Dare più soldi a un governo di ladri che fa sembrare la Nigeria una riunione di Quaccheri». Ralph Peters, New York Post.
76) «Obama ha ragione quando dice che l'Afghanistan non è l'Iraq. Ma non è neanche il Vietnam». Ralph Peters, New York Post.
77) La sua mancanza di comunicazione con il Congresso prima della firma dell'omnibus spending bill.
78) La scelta di Adolfo Carrion come direttore dell'ufficio per l'urbanistica, malgrado Carrion avesse accettato migliaia di dollari dai costruttori a cui aveva approvato i progetti.
79) La tattica "un nome, un verbo e Rush Limbaugh".
80) Ha costretto le banche che non volevano i soldi del Tarp (Troubled Asset Rescue Plan) a prenderli. Ha costretto Bank of America ha comprare Merrill Lynch. E poi si è lamentato per il prezzo.
81) «Più del 90% delle armi messicane arriva dagli Stati Uniti». Obama (dicendo il falso).
82) Obama: «Jim Owens (ceo della Caterpillar) mi ha detto che, se passa lo stimulus, la sua compagnia potrà assumere di nuovo». Owens: «No, in realtà saremo costretti a licenziare ancora».
83) «Ci sono stati momenti in cui l'America ha dimostrato di essere arrogante». Obama a Strasburgo.
84) Joe Biden: «Se facciamo tutto nella maniera giusta, se ne siamo assolutamente certi, se abbiamo il coraggio di prendere decisioni scomode, c'è sempre il 30% di possibilità che ci sbaglieremo».
85) Joe Biden: «Avete lavorato tutti per il cambiamento, volevate vedere un cambiamento. E questo non è stato difficile da comunicare agli americani. Naturalmente, avevamo bisogno di un cambiamento, chiunque fosse il candidato alla presidenza».
86) Joe Biden: «Sono imbarazzato, non mi ricordo più il numero del sito web».
87) «Ci sono 6,5 milioni di camion negli Usa. E il Congresso ha deciso di impedire a 97 camion messicani di aggirarsi tra di loro. Uno schiaffo al Nafta per 97 camion!». Charles Krauthammer, 20 marzo.
88) «Malgrado il suo enorme capitale politico, il presidente è schiavo del Congresso. Si tratta di un segno di debolezza inquietante, per i tempi in cui viviamo». David M. Drucker, Roll Call.
89) Judd Gregg: «È diventato chiaro che su argomenti come lo stimulus e il census il mio conflitto con l'amministrazione è ormai diventato irrisolvibile.
90) Nella prima frase del suo primo discorso da presidente, Obama ha detto: «44 americani hanno pronunciato questo giuramento ». Il numero corretto è 43, visto che Grover Cleveland ha governato per due mandati (non consecutivi).
91) La sua inaugurazione è costata 49 milioni di dollari (il triplo della prima di Bush).
92) Ha regalato alla Regina d'Inghilterra un iPod con i suoi discorsi.
93) Tre discorsi televisivi in prime-time nei primi 100 giorni. Stile American Idol.
94) «Gli Stati Uniti non hanno interesse ad amministrare General Motors (...) e da oggi il governo sarà la vostra garanzia per le azioni Gm». Obama.
95) Il governo presta a Gm 15,4 miliardi di dollari.
96) L'amministrazione sta cercando di affondare la causa intentata all'Iran dagli ex ostaggi dell'ambasciata a Teheran. Nella causa, veniva ipotizzato che Ahmadinejad fosse uno dei sequestratori ».
97) «Dieci giorni prima dell'inaugurazione, il capo dei consiglieri economici di Obama, Christina Rohmer, ha detto che il tasso di disoccupazione non sarebbe mai andato oltre l'8%, almeno prima del 2014. Oggi è all'8,5%». Glenn Beck, Fox News.
98) Il segretario all'Educazione, Anne Duncan, ha deciso di non ammettere nuovi studenti al programma di "buono scuola" di Washington.
99) Obama ha iscritto le sue due figlie in una scuola privata di Washington.
100) «Non pensare che ce lo scorderemo, fratello». Obama al deputato democratico Peter DeFazio, dopo il suo voto contrario allo stimulus.
(liberamente tradotto da “100 Days, 100 Mistakes for Barack Obama”, New York Post)
martedì 28 aprile 2009
The Tide is Turning
Secondo Rasmussen Reports, il 77% dei cittadini americani preferisce il libero mercato all'economia pianificata (11%). Si tratta di una crescita di sette punti percentuali rispetto a dicembre, trainata da una quasi unanimità tra i repubblicani (94%) e gli indipendenti (78%) ma anche dal discreto risultato tra i democratici (64%).



