lunedì 13 marzo 2006

Tradisci il Corrierino! /3

Continua a crescere la lista dei blog che aderiscono alla campagna lanciata da The Right Nation e Il Megafono. Siamo ormai 36, promotori inclusi. Ecco la lista, in rigoroso ordine alfabetico: Arca, Blogs for CdL, Born to Be Free, Calamity Jane, Che ci devi fare, Civiltà, Daw, Dietro le linee nemiche, Freedomland, Gino, IdeaLibertà, Il Camper, Il Giulivo, Il Sorvegliato Speciale, Krillix, Liberal_mente, Mariniello.org, Matteo10.com, Mithrandir, Neocon Italiani, Otimaster, Parolibero, Passaggioalbosco, Robinik, SGS, StarSailor, Stefano "Free.9" Scardovi, The Mote in God's Eye, Ultima Thule, Unione per le Libertà, Walking Class, Yet Another Pajamas Blog, Zanzara. Per festeggiare, ecco un banner nuovo di zecca.

Il codice html per la visualizzazione di questo banner è: img border="1" src=http://www.ideazione.com/blog/bc5.gif width="200" height="95". (Aprire e chiudere con i tag <...>). p.s. Se il vostro blog ha aderito e non è presente nella lista, scrivetelo nei commenti di questo post.

Ideazione e dintorni

Segnalazioni sparse dal mondo di Ideazione. Su Walking Class, uno stralcio della bella pagina dedicata sabato da Il Giornale al nuovo numero della rivista. Oggi su Ideazione.com, un articolo di Marta Brachini sull'endorsement unionista di Paolo Mieli (a proposito: Tradisci il Corrierino!) e un articolo di Andrea Gilli e Francesco Giumelli (rispettivamente, dei blog 2twins e Tucidide) sulle prospettive del riavvicinamento tra Stati Uniti e India. Aspettando l'uscita di Ideazione, che dovrebbe essere in edicola già in queste ore, vi consigliamo la lettura on-line di alcuni articoli tratti dal numero di gennaio-febbraio: La vendetta del proporzionale (di Giovanni Orsina); CdL, consigli per il voto (di Mario Sechi): Radicali a sinistra e l’Unione zapateriana (di Eugenia Roccella); Tremonti o Giavazzi, come reagire al declino? (di Alessandro Carpinella). Un po' in ritardo, segnaliamo anche un ricco numero di Emporion dedicato all'Indocina. Buona lettura.

domenica 12 marzo 2006

Sunday Round-Up

Victor Davis Hanson, sulla National Review, ci spiega perché siamo sul punto di vincere la guerra in Iraq (e di perderla in casa nostra). Un gruppo di insurgents della provincia orientale irachena di Anbar ha ucciso (o scacciato) i tre quarti dei terroristi di al Qaeda presenti nella regione. Vatti a fidare degli amici. La notizia sul Daily Telegraph, i commenti su TigerHawk e Iraq the Model. Altre notizie da Bill Roggio. Come si trucca un'intervista per attaccare Bush. Da Newsbuster.org. Come si trucca un sondaggio per attaccare Bush. Da RealClear Politics (commenti su Mystery Pollster, Austin Bay Blog, MacStansbury, Ace of Spades HQ, Neocon Express). Secondo il Boston Globe, John Kerry sta seriamente pensando alla possibilità di partecipare alle presidenziali 2008. Aumentano i suicidi tra i democratici. Commenti su The Moderate Voice, The Heretik, The Democratic Daily Blog, Decision '08 e Hotline On Call. Matt Labash, per il Weekly Standard, è tornato a New Orleans dopo l'uragano Katrina. Il sondaggista Scott Rasmussen spiega, numeri alla mano, perché il parrito repubblicano deve stare molto attento alle prossime elezioni di mid-term. Si allunga la lista dei blog che partecipano alla campagna Tradisci il Corrierino! lanciata da The Right Nation e Il Megafono. Ecco la lista (in ordine alfabetico): Arca, Blogs for CdL, Born to Be Free, Calamity Jane, Che ci devi fare, Civiltà, Daw, Dietro le linee nemiche, Freedomland, IdeaLibertà, Il Camper, Il Giulivo, Krillix, Liberal_mente, Mariniello.org, Mithrandir, Neocon Italiani, Otimaster, Parolibero, Passaggioalbosco, Robinik, SGS, StarSailor, Stefano "Free.9" Scardovi, The Mote in God's Eye, Ultima Thule, Unione per le Libertà, Walking Class, Yet Another Pajamas Blog, Zanzara. Se ci siamo scordati qualcuno, fatecelo sapere! A proposito dello scontro televisivo Berlusconi-Diliberto, per Watergate (aggiornate i vostri link, ha cambiato di nuovo indirizzo!) ha vinto Diliberto, per Mariniello.org è stato un pareggio, mentre qui la pensiamo come Rabbì a Barcellona. Robinik e Passaggioalblosco sulla guerriglia "antifascista" di Milano (e non solo). Da leggere.

Victor Davis Hanson, on the National Review, explains why we're "close to victory abroad" (and "closer to concession at home"). Insurgent groups in West Iraq province of Anbar claim that they have "purged the region of three quarters of al-Qa'eda's supporters". You can't even trust your closest friends, nowadays. The news on the Daily Telegraph, commentary at TigerHawk and Iraq the Model. Other news by Bill Roggio. ►How to fake an interview, just to attack Bush: Newsbuster.org. How to fake a poll, just to attack Bush: RealClear Politics (commentary at Mystery Pollster, Austin Bay Blog, MacStansbury, Ace of Spades HQ, Neocon Express). According to the Boston Globe, John Kerry is considering the option to run for president in 2008. Vertical growth of suicides among democrats. Commentary at The Moderate Voice, The Heretik, The Democratic Daily Blog, Decision '08 and Hotline On Call. Matt Labash, for the Weekly Standard, is back in New Orleans after Hurricane Katrina. Pollster Scott Rasmussen explains why the Republican Party should be very careful on next mid-term elections. The list of blogs supporting the Tradisci il Corrierino! campaign, launched by The Right Nation and Il Megafono, is growing. Here is the list (in alphabetical order): Arca, Blogs for CdL, Born to Be Free, Calamity Jane, Che ci devi fare, Civiltà, Daw, Dietro le linee nemiche, Freedomland, IdeaLibertà, Il Camper, Il Giulivo, Krillix, Liberal_mente, Mariniello.org, Mithrandir, Neocon Italiani, Otimaster, Passaggioalbosco, Robinik, SGS, StarSailor, Stefano "Free.9" Scardovi, The Mote in God's Eye, Ultima Thule, Unione per le Libertà, Walking Class, Yet Another Pajamas Blog, Zanzara. If we forgot someone, let us know! (Note for the American readers: this campaign was launched to boycott the "Corriere della Sera", a major italian newspaper, who endorsed the leftist coalition one month before the general elections). Talking about the television debate Berlusconi-Diliberto, according to Watergate (update your links, he changed address once again!) Diliberto won, according to Mariniello.org it was a draw, while we agree with Rabbì a Barcellona. Robinik and Passaggioalblosco on "antifascist" guerrilla in Milan (and not only). Two must-read posts.

Indymedia, the Best of

Qualche copia&incolla dalle discussioni in corso sull'orrido sito. Per godersi un po' di umorismo sinistro senza neppure regalare un click ai nipotini di Stalin. Buon divertimento (si fa per dire).

by n.d.c. 1892 Saturday, Mar. 11, 2006 at 5:29 PM
(...) i fascisti scorrazzano per le città. solidarietà ai compagni presi. morte agli infami. piazzale loreto vi aspetta.

by covo Saturday, Mar. 11, 2006 at 5:36 PM
(...) ricordiamo a lor signor che la costituzione italiana vieta l'apologia del fascismo...ma pare che sia tempo che i fasci si candidino alla guida del paese e che quei quattro dementi dell'unione Fassino e Bertinotti(amcor più quest'ultimo) si rendano conto che non rappresentano nemmeno la parte più siugnificativa di loro stessi; il culo che sono abituati a dare a polizia, CC, e padroncini di turno per un pugno di voti....Eh bravo il nostro fassino che invece di difendere la resistenza o quanto meno "indignarsi" (ognuno in base al base al proprio fisico e fegato)va a leccare le ferite degli sbirri in caserma....!!! vabbè ora basta!!!

by contatti@paolodorigo.it Saturday, Mar. 11, 2006 at 5:49 PM
oltre a torturare le persone via radio fanno anche i rastrellamenti adesso ? che si pensano di giocare a pinochet ? che si credono che non la pagheranno ? che in italia possono fare quel cazzo che vogliono ? tanto scopano con le fascistone ?

by n.d.c.1892 Saturday, Mar. 11, 2006 at 6:32 PM
do ragione a chi dice che non c'e' spazio pwr chi difende queste merde e vuol far passare la resistenza come una cosa abominevole, ora più che mai dal nord al sud si deve rialzare le bandiere e le barricate contro questi stronzi. ne ho piene le palle di sentire parlare male dei partigiani. va detto a tutta italia che i partigiani ci sono sempre, ora è il momento di non abbassare la guardia visto che chi si definisce comunista sta con i guerrafondai e spara merda sulla resistenza irakena e intifada palestinese. RESISTENZA E' DOVERE.

by Gabriele Attilio Turci Saturday, Mar. 11, 2006 at 7:23 PM
Qualcuno, forse, avrà anche perduto le staffe. Qualcuno, forse, doveva far più attenzione a non cascare in precofenzionate provocazioni, tuttavia... Tuttavia non è semplice resistere alle cariche di una polizia o caramba che si voglia, che invece usa le mani di velluto quando sfilano i fasci con gagliardetti, mani tese, camice nere e ruggendo grida fasciste...

by truman Saturday, Mar. 11, 2006 at 9:59 PM
(...) poi quando un centro sociale brucia nessuno dice una ceppa xke tanto chissenefrega di quei puzzolenti sovversivi... sticazzi, fa tutto schifo

by liberale Saturday, Mar. 11, 2006 at 10:35 PM
Ha ragione U. Eco quando sostiene che i nostri governanti hanno lavorato per ipotecare la fragile democrazia italiana. Le prove risiedono nella diffusa condanna dei fatti di oggi a Milano: i passanti avrebbero linciato i ragazzi che manifestavano la loro rabbia contro le autorità che vergognosamente hanno concesso diritto di cittadinanza ai coglioni fascisti ! Se l'Italia fosse un Paese democratico non dovrebbero esserci "autorità" (pagate dai lavoratori) che favoriscono manifestazioni di pazzi fascisti che professano l'abbattimento della democrazia. I giovani antifascisti hanno sbagliato a reagire con la violenza ma la Procura dovrebbe perseguire chi ha proditoriamente autorizzato la sfilata dei neri.

by CPO GRAMIGNA PADOVA Sunday, Mar. 12, 2006 at 12:34 AM
(...) NON TARDA AD ARRIVARE L'ARTIGLIO REPRESSIVO, CHE OGGI HA COLPITO BEN 43 COMPAGNI CHE HANNO CONCRETAMENTE MANIFESTATO IL LORO SENTIMENTO ANTIFASCISTA E ANTIMPERIALISTA. LA REPRESSIONE NON DEVE FERMARE LA NOSTRA LOTTA, PERCHE' SINTOMO DELLA LORO DEBOLEZZA. DOBBIAMO CONTINUARE AD ORGANIZZARCI E MOBILITARCI SU OGNI FRONTE CONTRO QUESTA POLITICA FASCITA DI GUERRA E PRECARIETA' SOLIDARIETA' MILITANTE AI 43 COMPAGNI ARRESTATI! ANTIFASCISMO MILITANTE, PAROLE POCHE MAZZATE TANTE! SOLIDARIETA' A TUTTI I COMPAGNI COLPITI DALLA REPRESSIONE! ORA E SEMPRE RESISTENZA! LE COMPAGNE E I COMPAGNI DEL CPO GRAMIGNA PADOVA

by l'unico fascista buono è IL FASCISTA MORTO! Sunday, Mar. 12, 2006 at 12:51 AM
LODE E GLORIA... W I PARTIGIANI!

by ESC Roma Sunday, Mar. 12, 2006 at 12:58 AM
L'antifascismo non si processa. Libertà per i compagni e le compagne fermati e arrestati. Libertà subito.

by Compagni palermitani Sunday, Mar. 12, 2006 at 1:36 AM
solidarietà ai compagni arrestati. Quanto accaduto oggi deve essere da esempio; ovunque in Italia quando un fascio mette piede per strada la reazione dovrebbe essere questa.

sabato 11 marzo 2006

Betrayal Open Trackback

Questo weekend, invece di leggere il Corrierino, scrivete qualcosa di interessante sul vostro blog. Poi fate un link a questo post e un trackback a questa URL. Prima o poi il link al vostro post verrà aggiunto qui sotto. Se non potete fare un trackback, provate Simpletrack di Adam Kalsey o Wizbang Standalone Trackback Pinger. Se non avete idea di che cosa sia un trackback, segnalate il vostro post a questo indirizzo e-mail (con url, titolo del post, nome del blog e nell'object: "Betrayal Open Trackback"). Altre informazioni qui e qui. Buon libero weekend a tutti.

This weekend, instead of reading biased newspapers, write something interesting on your blog, make a link to this post, then trackback this URL and - sooner or later - a link to your post will be added at the end of this one. If you can't make a trackback, use Simpletrack di Adam Kalsey or Wizbang Standalone Trackback Pinger. If you have no idea of what a trackback is, mail url, title and name of blog to this address, writing in the subject: "Betrayal Open Trackback". Other infos: here e here. Have a nice (and free) weekend you all.

Trackbacks:
Peakah's Provocations - America's Hope
Blue Star Chronicles - Jay Bennish: Flower Child or Neo-Nazi?
Passaggioalbosco - Terroristi di sinistra incendiano Milano
Blue Star Chronicles - On Whose Side Were You When It Mattered?
StarSailor - Ben venga un altro ‘68 e ‘77

Robinik - Destra e Sinistra: una trappola per topi
Freedom Folks - Here's Your Sign
Right Truth - Al-Qaeda issues "final warning" before bringing...
Zanzara - Tu chiamala se vuoi... Unione

Other Open Trackbacks: Basil's Blog, Wizbang!, The Uncooperative Blogger, The Crazy Rants of Samantha Burns, Rhymes with Right, The Real Ugly American, Adam's Blog, The Conservative Cat, The Liberal Wrong-Wing, Blue Star Chronicles, Stuck on Stupid, TMH's Bacon Bits, The Median Sib, Third World Country, Voteswagon, Jo's Cafe, Don Surber, Linkfest Heaven, Open Trackback Alliance, Open Trackback Provider Blogroll.

Hanno aderito alla campagna (in rigoroso ordine d'apparizione): Walking Class, Krillix, Freedomland, Daw, Calamity Jane, Otimaster, StarSailor, Yet Another Pajamas Blog, Liberal_mente, Il Camper, SGS, Mariniello.org, Che ci devi fare, Civiltà, Neocon Italiani, Passaggioalbosco, Unione per le Libertà, Robinik, The Mote in God's Eye, Blogs for CdL, Mithrandir, Born to Be Free, Ultima Thule, Stefano "Free.9" Scardovi, Dietro le linee nemiche, IdeaLibertà, Zanzara, Il Giulivo, Arca, Parolibero.

Neanche-di-fronte-ai-bambini

Daw li ha visti da vicino. Ed è come se ci fossimo stati anche noi.

Tradisci il Corrierino! /2

A forza di non sentirlo dire da nessuno (a parte noi), avevamo quasi il sospetto di aver avuto le traveggole. Ma dopo l'editoriale di ieri scritto da Salvatore Carrubba per Il Sole 24 Ore (non esattamente un tempio del berlusconismo, in tempi come questi), ci sentiamo finalmente in ottima compagnia. Nella stampa anglosassone, spiega l'ex direttore Carrubba (un liberale vero, senza se e senza ma), l'endorsement «avviene normalmente nell'ultimo giorno o nell'ultima settimana della campagna elettorale, mentre il Corriere l'ha fatto all'inizio». Schierarsi all'inizio della campagna, scrive l'editorialista del Sole, «significa non seguire la campagna elettorale, bensì indirizzarla; e rischiare di trasformarsi da strumento informativo a protagonista diretto del dibattito politico, da testimone a comprimario». Una tesi molto simile a quella del diessino Emanuele Macaluso, che ha dichiarato a Il Giornale: «(...) l'uscita allo scoperto con un mese d'anticipo rispetto alla data del voto, espone il direttore del Corriere al rischio di passare per un soggetto attivo della campagna elettorale». Ecco, noi la pensiamo esattamente come Carrubba e Macaluso. Ed è (anche) per questo che invitiamo i simpatizzanti del centrodestra a diventare ex-lettori del Corrierino, assaporando il dolce gusto del libero tradimento.

Hanno aderito alla campagna (in rigoroso ordine d'apparizione): Walking Class, Krillix, Freedomland, Daw, Calamity Jane, Otimaster, StarSailor, Yet Another Pajamas Blog, Liberal_mente, Il Camper, SGS, Mariniello.org, Che ci devi fare, Civiltà, Neocon Italiani, Parolibero, Passaggioalbosco, Unione per le Libertà, Robinik, The Mote in God's Eye, Blogs for CdL, Mithrandir, Born to Be Free, Ultima Thule, Stefano "Free.9" Scardovi, Dietro le linee nemiche, IdeaLibertà, Zanzara, Il Giulivo.

Il codice html per la visualizzazione di questo banner è: img border="1" src=http://www.ideazione.com/blog/bc4.gif width="200" height="95". Per visualizzare il banner orizzontale: img border="1" src="http://www.ideazione.com/blog/bc3.gif" width="400" height="58". (Aprire e chiudere con i tag <...>). p.s. Se il vostro blog ha aderito e non è presente nella lista, scrivetelo nei commenti di questo post.

Senza ombra di dubbio

Una risposta a Otimaster.

venerdì 10 marzo 2006

Anche oggi, Libero dedica spazio alla campagna anti-Corrierino lanciata da The Right Nation e Il Megafono (e alla quale hanno aderito, per puro spirito d'amicizia, Walking Class, Krillix, Freedomland, Daw, Calamity Jane, Otimaster, StarSailor, Yet Another Pajamas Blog e Liberal_mente - se mi sono dimenticato qualcuno, segnalatelo nei commenti). Chi ci conosce appena un po' ha perfettamente compreso lo spirito goliardico dell'iniziativa. Ed è proprio in ossequio a questo spirito che oggi lanciamo il nostro banner 3.0, modificato grazie alle critiche e ai suggerimenti dei nostri lettori. Tradisci anche tu il Corrierino! Perché, come scriveva Arthur Miller, “Betrayal is the only truth that sticks”.

Il fiato sul collo

Non bastavano i sondaggi (falsi, naturalmente) di Euromedia Research e Penn, Schoen & Berland Associated che vedono la CdL in testa, rispettivamente, dello 0,7% e dello 0,5%. Adesso, ad aumentare l'ansia degli unionisti per una possibile rimonta del centrodestra ci si mettono anche i sondaggisti "perbene", quelli che non si sono mai permessi di mettere in dubbio le magnifiche sorti statistiche della sinistra prodinottiana. Prima è arrivata Abacus, che conduce ormai da mesi per Sky Tg24 un tracking-poll settimanale sulle intenzioni di voto, secondo cui il vantaggio dell'Unione si è ridotto dell'1% in una sola settimana, passando dal 4,5% al 3,5% (con le due coalizioni vicinissime nella ripartizione dei seggi al Senato). E adesso anche secondo Lorien il distacco del centrosinistra è passato nell'ultimo mese dal 5,6% al 3%, con l'Unione al 51,1% e la CdL al 48,1%. Da segnalare, nella rilevazione di Lorien, il pessimo risultato del listone ulivista, che riesce a stento a superare il 30% (con la Margherita sotto al 10%). Sono sempre di più, insomma, gli istituti di ricerca che registrano un sensibile avvicinamento tra le due coalizioni ad un mese esatto dal voto. La sinistra sente il fiato del centrodestra sul collo. Speriamo che Berlusconi abbia mangiato pesante.

giovedì 9 marzo 2006

Hollywood's Bubble

Una strepitosa Peggy Noonan sul Wall Street Journal scrive di Hollywood, George Clooney ("Boy in a Bubble") e vita reale di persone normali. Da leggere assolutamente.

"(...) La maggior parte degli americani non si occupa dei media, si occupa della proprie vite. E sarebbe bello vedere un rinnovato rispetto, a Hollywood, per le vite che essi conducono. Sarebbe bello vedere che Hollywood inizia a comprendere che la riscoperta delle opere, per fare un esempio, di C.S. Lewis, non è un un cedimento nei confronti dell'audience, ma un modo per mettersi al servizio di essa. Non è sempre negativo cercare e presentare del buon materiale letterario che ha già un suo seguito. Si tratta di qualcosa di intelligente da fare. E' per questo che David O. Selznick comprò "Via col vento": perché la gente già leggeva il libro. Fu la sua decisione di farne un film per trarne profitto che diede a Hattie McDaniel (la "Mammy" di colore del film, ndr) il suo grande ruolo. I tabù sono spezzati dai mercati, non dalle pose dei divi".

UPDATE. Forse Spitbull non ha tutti i torti: Mark Steyn è ancora meglio.

An amazing Peggy Noonan on the Wall Street Journal. She writes about Hollywood, George Clooney ("Boy in a Bubbble") and normal people leading real lives. A must-read. "(...) Most Americans aren't leading media, they're leading lives. It would be nice to see a new respect in Hollywood for the lives they live. It would be nice to see them start to understand that rediscovering the work of, say, C.S. Lewis, and making a Narnia film, is not "giving in" to the audience but serving it. It isn't bad to look for and present good material that is known to have a following. It's a smart thing to do. It's why David O. Selznick bought "Gone With the Wind": People were reading it. It was his decision to make it into a movie from which he would profit that gave Hattie McDaniel her great role. Taboos are broken by markets, not poses". UPDATE. Maybe Spitbull is right: Mark Steyn's article is even better.

Round-Up: The Corner (NRO), Dr. Sanity, The Astute Blogger, Clive Davies, Shot In The Dark, SCSU Scholars, Neptunus Lex, Relapsed Catholic, To the Point, The Bullwinkle Blog, Carry On America, ShrinkWrapped.

Boicotta il boicottaggio

Prendiamo spunto da questo post dell'ottimo Céline per rispondere a chi ha criticato il nostro appello a boicottare il Corrierino dopo l'endorsement unionista del direttore Paolo Mieli. Appello segnalato oggi dal quotidiano Libero (che sembra essere sempre più attento al mondo dei blog). Scrive Céline che boicottare "il quotidiano di via Solferino (...) perché finanzierebbe la campagna di Diliberto" è una "forzatura un po' infantile. Si potrebbe obiettare che Libero o il Giornale finanziano Fiore e Tilgher". A parte il fatto che noi abbiamo parlato di finanziamento della "campagna elettorale degli alleati di Diliberto" (che è qualcosa di diverso), a Céline non può certo sfuggire la differenza strutturale tra il "grande quotidiano indipendente della borghesia italiana" e due giornali da battaglia (di cui uno di proprietà quasi diretta del leader del centrodestra) che non hanno mai fatto mistero delle proprie inclinazioni politiche. Come ha scritto Babs nei commenti al post precedente, "la cosa strabiliante non è che Mieli si schieri, ma che un giornale e un cdr che a ogni alito di vento cominciava a inalberarsi contro gli attentati alla sua suprema imparzialità e indipendenza (...), si schieri non tre giorni prima del voto, ma un mese prima". Il punto è esattamente questo. Anche se sfugge perfino ad osservatori attenti come Christian Rocca, che su Camillo scrive: "W Paolo Mieli che schiera apertamente il suo giornale (anche se non c'erano dubbi), esattamente come fanno tutti i giornali anglosassoni (ma solo nella parte degli editoriali)". Eppure Christian sa benissimo che negli Stati Uniti i maggiori quotidiani pubblicano i loro endorsement alla fine della campagna elettorale, non all'inizio. Nel 2004, il New York Times ha pubblicato il suo endorsement per Kerry il 17 ottobre, a meno di due settimane dal voto. Non più di un mese prima, alla vigilia dei confronti televisivi tra i due candidati. Si tratta di una differenza non soltanto formale, che emerge ancora più prepotentemente dopo la pubblicazione di questo incredibile comunicato del cdr del Corrierino (segnalato sempre da Camillo), in cui i redattori di via Solferino intimano a Mieli di portare "avanti con coerenza e continuità negli editoriali" questa scelta di campo. Questo giornalismo militante, mascherato da virginale indipendenza, con il giornalismo anglosassone non ha niente a che fare. Proprio come l'endorsement raffazzonato che Mieli ha propinato ieri ai suoi lettori.

Un'altra critica di Céline è che la sola parola "boicottaggio è da rigettare per chi si definisce liberale e che fa tornare alla memoria i tempi in cui il Giornale di Montanelli veniva sì osteggiato in maniera militante". In questo caso si tratta, semplicemente, di un fraintendimento. Noi abbiamo volutamente scimmiottato i modi rudi e un po' farneticanti della 'ggente di sinistra quando invita al boicottaggio della CocaCola o di McDonald's, strumenti diabolici del sanguinario imperialismo amerikano. Ma basta essere dotati di un pizzico di sense of humour (o essere lettori abituali di The Right Nation) per rendersi conto che l'unico "boicottaggio" a cui ci riferiamo è quello, individuale, dei consumatori sovrani sul mercato. Se un compratore, in qualsiasi settore merceologico, si rende conto che un prodotto è avariato, non risponde più alle sue esigenze o non mantiene le promesse con cui viene pubblicizzato (un giornale di parte che si spaccia per indipendente, tanto per fare un esempio a caso), ebbene questo consumatore ha il sacrosanto diritto di cambiare la sua scelta e passare alla concorrenza. Questo, e soltanto questo, è lo spirito del nostro appello.

Come scrive Arturo Diaconale su L'opinione di oggi, Mieli è come "uno di quei magistrati politicizzati che alla vigilia delle elezioni getta la maschera e si candida con il partito del cuore", buttando alle ortiche "la sua presunta imparzialità per diventare un organo d’informazione parziale, schierato, fazioso". A chi - come noi - lo considerava già fazioso, la faccenda non fa alcun effetto. "Ma chi continuava ad illudersi del contrario ha tutto il diritto di sentirsi deluso (...) Mieli non porta in dote il peso della vecchia autorevolezza del quotidiano più letto dagli italiani. Solo la delusione di quelli che d’ora in avanti o non lo leggeranno più o lo continueranno a leggere con l’irritazione di chi si sente imbrogliato e manipolato". Malgrado tutto, comunque, noi ci troviamo in sintonia assoluta con Krillix, secondo cui l'editoriale di Paolo Mieli ha almeno due meriti: "Primo: fa chiarezza. Secondo: fa cadere il tabù dell’intangibilità del Corriere come 'baluardo della libera informazione'. Che sollievo, a via Solferino si confeziona un giornale normale, criticabile, scalabile, insultabile, boicottabile". E sottolineiamo scalabile.

p.s. Domiziano di Fratelli d'Italia, sempre nei commenti al post precendente, scrive: "disinfestazione mi sembra una parola un po' troppo forte". Vuol dire che la prossima volta ci toccherà abusare di "faccine" e "sorrisetti" ;)

Round-up: NeOquidnimis, 2twins, Otimaster, Paro Libero, Freedomland, A Conservative Mind, MarioSechi.net, Daw, Le guerre civili, StarSailor, Orso di Pietra, Calimero, Cèline, JimMomo, Face the Truth, Inoz, Sandrino, Steppenwolf, Libero Pensiero, Il Circolo Giovani, 75. Hasta la Libertad!, L'Ineffabile, Nullo, Kattolico Pensiero, Circolo La Pira, Bottomline, Associazione Libertà Pensiero e Azione, Il miscredente.

mercoledì 8 marzo 2006

Paolo Mieli rompe ogni indugio e schiera apertamente le truppe del Corriere della Sera con l'Unione. Non è una novità, soprattutto per i lettori abituali di questo giornale, che ormai sembra diventato un supplemento (assai più noioso) di Repubblica. Ma ad essere ridicoli sono i tempi e i modi con cui è arrivato questo endorsement. A un mese dalle elezioni, e con motivazioni psichedeliche, il direttore ex-sessantottino di via Solferino ci avrebbe potuto risparmiare questo strazio, per comunicarci direttamente quello che già sapevamo: cioè che il "terzismo" era soltanto un acciaccato cavallo di Troia per riportare la sinistra a Palazzo Chigi. Il resto è fuffa. Romano Prodi sarebbe titolato a governare l'Italia "anche per il modo con il quale (...) ha affrontato le numerose contraddizioni interne al proprio schieramento"? Francesco Rutelli sarebbe il leader di "un moderno partito liberaldemocratico"? Fausto Bertinotti è diventato presentabile perché si è schierato con il Corrierino "al tempo della battaglia sulle scalate bancarie (ed editoriali) del 2005"? Marco Pannella e Enrico Boselli avrebbero dato vita ad un "mix di laicismo temperato e istanze liberali"? Dottor Mieli, ci faccia il piacere... E che dire del fatto che il direttore non si limita a consigliare ai suoi lettori di scegliere l'Unione (scordandosi, chissà perché, di annoverare Massimo D'Alema tra i suoi leader), ma arriva addirittura al punto di consigliare agli elettori della CdL di mollare il Cavalier Perdente per far crescere i suoi competitor diretti nella coalizione di centrodestra? Avere un cavallo preferito all'ippodromo non è un dramma, perfino se si dirige un quotidiano presunto indipendente. Ma drogare il proprio purosangue (?) per truccare la corsa elettorale è un simbolo perfetto della faziosità posticcia e un po' meschina che ormai da mesi sbrodola dalle pagine del Corriere dell'Unione. Da oggi, chi compra il Corrierino ha una certezza in più: sta finanziando la campagna elettorale degli alleati di Diliberto. Digli di smettere!

cross-posted su Il Megafono e Walking Class

Quartiere Libertarian

Nel nuovo Quartiere Libertarian c'è un angolino anche per noi NeoLibertarian (o big-tent libertarian, chiamateci come volete). Ed è una vera fortuna, perché in compagnia di Astrolabio, Pinocchio, Italian Libertarians, Ventinove Settembre, Passaggio al bosco, Il Megafono, Salento Libero e Squittolandia ci troviamo veramente a nostro agio. Cosa aspettano Happy Trails, Oggettivista, Quando Due Mondi Collidono e Mises a chiedere asilo politico? :)

Riso amaro

Spendido Harry (per ridere), splendido Max (per piangere).

Domani in edicola con Libero


Domani in edicola con Libero, a un prezzo stracciato (meno di 2 euro), il libro che vi permetterà di fare bella figura al bar con i vostri amici (?) unionisti. Chi non lo compra è un alleato di Diliberto.

Mortadella soporifera

Sinceramente, dopo la soporifera comparsata di Romano Prodi a Porta a Porta, qualcuno crede ancora che il Mortadella voglia evitare il confronto con Berlusconi perché il Cavaliere non ha intenzione di rinunciare alla conferenza stampa di fine legislatura? Ma per favore...

martedì 7 marzo 2006

Soft Europe

Leon de Winter, sul Wall Street Journal. Un olandese contro la Vecchia Europa.

Is the Continent willing to fight for anything, besides a welfare check?

(...) After the horrors of World War II, Western Europe turned to new ideals of radical pacifism and post-nationalism. The Continent had been devastated by war twice in three decades. In the 1950s, the desire to avoid more war led it to a new ideology, permeating society and politics, that viewed national interests and cultural traditions as relative. As a result, people started to believe that peaceful coexistence with communist Eastern Europe was better than emphasizing the differences between East and West.

(...) Little has changed in recent decades. Europe became wealthier and more convinced of its idea that world peace can be achieved by talk alone. Even the West European countries in the American-led coalition in Iraq, apart from the British, are only participating symbolically in order not to offend their main ally. In the Netherlands, the authorities speak of "peace missions" when discussing Dutch military involvement in Iraq and Afghanistan, avoiding terms like "war" and "violence."

(...) But what does Western civilization mean in and to Europe? In the European welfare state, the system ensures that each individual can rely on maximum social security. Without doubt, the welfare state is the ultimate achievement of European civilization. But it did not come without a philosophy: the welfare state gave birth to a postmodern cultural relativism that underpins the tolerant, liberal, pacifistic and secular European societies of today. Only the Earth is still a planet on which opposing forces collide. The welfare state, based on its provision of social services and the participation of reasonably acting civilians, is unable to respond to globalization or mass immigration. Its structures work as long as the system is closed. But because of vast changes in demographics and economics, the welfare state has become too expensive. All over Europe its fundaments are cracking.

(...) Europe could have suppressed the Iranian threat if it had convinced the mullahs two years ago that it was willing to contemplate military options. Only Europe lacks core values that it holds sacrosanct and that it's willing to defend at the highest cost. It will continue to operate on the diplomatic field and cling to soft power even though this is the path of certain defeat when confronted with power players burning with geopolitical and religious ambitions. Thanks to European illusions about soft power, the free world has two options left on Iran: disaster or catastrophe. America and Israel will bleed for Europe's lack of conviction.

Salmone impazzito

Della Vedova sicuro. Calderisi chissà. Alla fine l'accordo dei Riformatori Liberali con Forza Italia alla Camera si è ridotto a questo. Troppo poco. Senza contare le promesse, non mantenute, al Senato. Con un ottimo round-up Jinzo, su Italian Libertarians, registra l'umore incazzato (ma realista) dei salmoni. Qui, ancora sotto shock, abbiamo soltanto tre cose da dire: 1) Partito, vero, subito; 2) Obiettivo 3% al Senato (memo: attaccare gli alleati di Diliberto non è reato); 3) Taradash sindaco di Roma. UPDATE. A mente fredda, Freedomland non ha tutti i torti.

Lapsus freudiano

"Nell'album di sinistra della destra c'è il nazismo". Massimo D'Alema, 6 marzo 2006, ore 23.57, Porta a Porta.

lunedì 6 marzo 2006

Dude, Where's My Civil War?

"Ci sto provando. Ci sto provando da tutta la settimana. L'altro giorno ho guidato per una trentina di miglia sulle strade e nei vicoli di Baghdad. Sto cercando la guerra civile di cui parla il New York Times. E proprio non riesco a trovarla". Ralph Peters sul New York Post.

"I'm trying. I've been trying all week. The other day, I drove another 30 miles or so on the streets and alleys of Baghdad. I'm looking for the civil war that The New York Times declared. And I just can't find it. Maybe actually being on the ground in Iraq prevents me from seeing it. Perhaps the view's clearer from Manhattan. It could be that my background as an intelligence officer didn't give me the right skills. And riding around with the U.S. Army, looking at things first-hand, is certainly a technique to which The New York Times wouldn't stoop in such an hour of crisis.
Let me tell you what I saw anyway. Rolling with the "instant Infantry" gunners of the 1st Platoon of Bravo Battery, 4-320 Field Artillery, I saw children and teenagers in a Shia slum jumping up and down and cheering our troops as they drove by. Cheering our troops". Ralph Peters, on the New York Post.

Round-Up: California Conservative, Austin Bay Blog, Flopping Aces, PunditGuy, Anti-Idiotarian Rottweiler, Don Surber, The Jawa Report, Riehl World View, TigerHawk.

venerdì 3 marzo 2006

Fusione fredda e salmoni flambè

E' già qualche settimana che Robinik e Il Megafono se la danno di santa ragione, sul forum di TocqueVille e sui loro blog. Io, che li conosco bene entrambi, ho sempre cercato di spiegare loro che le cose che li dividono (poche) sono assai meno importanti delle cose che li uniscono (molte). Ma i due ragazzacci (e per Rob è un complimento...) non mi hanno mai voluto dare retta. E giù a darsi mazzate senza pietà. Illiberale di qua, rosapugnante di là, teocon di su, fascistello di giù. Poi, all'improvviso, si scopre che i due soggetti (sic!) in questione voteranno, alle prossime elezioni politiche, in maniera i-d-e-n-t-i-c-a: Forza Italia alla Camera e Riformatori Liberali al Senato. Non solo la stessa coalizione, dunque, ma le stesse liste. Una coincidenza quasi sospetta, che rischia di mettere a dura prova gli schemini precostituiti di tanti blogger al di qua e al di là delle mura tocquevilliane. Ma anche la dimostrazione che - quando il carattere degli individui non gioca brutti scherzi - il fusionismo all'italiana è possibile, anzi necessario.

p.s. A proposito, se mi chiedete un parere esplicito, vi dico che tra i due - sotto il profilo puramente ideologico - Robinik è quello più liberale e Il Megafono è quello più a destra :)

domenica 26 febbraio 2006

Plotone di esecuzione

"Hanno pronunciato una sentenza in nome del popolo italiano, ma siamo proprio sicuri che sia questo quello che il popolo italiano vuole e pensa? A me non risulta. Questo è quello che vuole la magistratura. Perciò non ho più fiducia in loro. E tantomeno ho fiducia di quelli che stanno in Cassazione. E' stato un plotone di esecuzione. Ma io ormai resto davanti a loro, mi accendo una sigaretta e dico: fate di me quello che volete".
(Bruno Contrada, 25 febbraio 2006)

Forse qualcuno aveva ancora dei dubbi sullo stato pietoso in cui versa l'amministrazione della giustizia in Italia. Ebbene, la scandalosa sentenza di condanna emessa ieri contro Bruno Contrada dalla prima sezione della corte d'appello del Tribunale di Palermo rappresenta un "punto di non ritorno" che fa precipitare l'Italia negli abissi dell'inciviltà giuridica. Da giovani cronisti, negli anni tra il 1993 e il 1996, avevamo seguito con attenzione le prime schermaglie processuali di questa vicenda, guidati nei meandri di questa incredibile storia dalla mano affettuosa e paziente dell'avvocato Piero Milio, difensore di Contrada fin dai giorni del suo infame arresto, avvenuto alla vigilia del Natale 1992. Avete capito bene: dopo 36 anni di carriera al servizio dello Stato, Contrada fu strappato alla sua famiglia alla vigilia di Natale, per essere rinchiuso nel carcere militare di Forte Boccea, a Roma, dove restò 31 mesi e 9 giorni. Nei 36 anni precedenti, Contrada era stato un uomo di punta della Polizia di Stato e dei reparti dei servizi segreti preposti alla lotta contro la mafia, ricevendo 65 diversi riconoscimenti, tra cui un attestato di merito speciale, 14 encomi e 7 elogi da parte della magistratura. Ma tutto questo non impedì alla procura di Palermo di indagarlo per concorso esterno in associazione mafiosa, unicamente sulla base delle dichiarazioni di criminali che lui stesso aveva contribuito ad arrestare.

Dell'iter processuale che ha coinvolto Contrada negli ultimi 14 anni non abbiamo intenzione di parlare. Perché di serio non c'è niente, non c'è mai stato niente. A parte la volontà pervicace di uno spezzone deviato della magistratura di dimostrare un teorema non dimostrabile, per preparare il background investigativo e mediatico che avrebbe portato al grande bluff del processo Andreotti. La prima condanna del 1996, l'assoluzione in appello nel 2001 (annullata in Cassazione l'anno dopo), quest'ultima vergognosa condanna: Contrada continua a vedere il suo nome infangato da un manipolo di golpisti in toga che non pagheranno mai per i propri errori, protetti da un'omertà di casta che ha condotto la giustizia italiana allo sfascio. "Questa non è una tragedia per Contrada, ma per le istituzioni", ha dichiarato ieri Milio al Corriere della Sera, "non si può dopo 14 anni non avere ancora giustizia e tornare a dare ancora credito alle calunnie dei pentiti. La verità è che la questione è politica: bisogna introdurre la mobilità dei magistrati. Non possono stare sempre nella stessa città, a fare sempre gli stessi processi. Devono girare in altre sedi, come avviene per gli altri funzionari dello Stato".

Si tratta di una battaglia fondamentale che, insieme alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, dovrebbe rappresentare un vessillo irrinunciabile per la campagna elettorale della Casa delle Libertà (e non solo). Perché il rischio è quello di consegnare il paese, senza combattere, ad un esercito di magistrati spietati, irresponsabili e politicizzati che tengono praticamente in ostaggio la metà abbondante del sistema politico italiano. Questo è diventato un paese in cui si processano e si condannano i poliziotti che reagiscono per legittima difesa. E in cui i criminali che attentano alla vita dei servitori dello Stato vengono accolti con tutti gli onori in Parlamento. Questo è un paese in cui il pm palermitano Antonino Ingroia, come ha svelato recentemente Il Foglio, diventa il "consulente giuridico" di Nanni Moretti per un film anti-Berlusconi che uscirà nelle sale a due settimane dalle elezioni. Lo stesso pm con il quale Giancarlo Caselli ha istruito il processo per mafia contro Marcello Dell’Utri. Lo stesso pm che interrogò Contrada a Forte Boccea, il 26 dicembre 1992. E che invece di credere a Contrada, credette alle menzogne dei criminali che Contrada aveva arrestato.

sabato 25 febbraio 2006

Quando Due Mondi Collidono

In bocca al lupo al nostro amico rothbardiano Tiziano Buzzacchera per il suo nuovo blog "Quando Due Mondi Collidono". Da leggere, assolutamente, il suo ultimo articolo pubblicato da Tech Central Station, dedicato alla persecuzione anti-Microsoft da parte della UE.

Saggezza in pigiama

"Oggi poco mi importa se le mie parole sono quelle di Marcello Pera o di Oriana Fallaci, mi importa che ci siano. E se qualche liberale queste parole non le sa o non le vuole più pronunciare, allora peggio per lui". Letto e sottoscritto, da Yet Another Pajamas Blog. UPDATE: da leggere anche Freedomland.

venerdì 24 febbraio 2006

La carica dei teocon

Sergio Ricossa, Oscar Giannino e Raffaele Perna firmano l'appello "Per l'Occidente". Questi teocon sono davvero astuti.

giovedì 23 febbraio 2006

Per l'Occidente

"There are no easy answers, but there are simple answers. We must have the courage to do what we know is morally right".
(Ronald Reagan)

Ideazione e The Right Nation (come Walking Class) aderiscono all'appello "Per l'Occidente" promosso dalla Fondazione Magna Carta. Questo è il sito ufficiale dove è possibile leggere il testo completo dell'appello ed aderire all'iniziativa. Qui sotto, pubblichiamo il preambolo.

L'Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera.L'Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell'antiamericanismo una bandiera.Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati. Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà". (il testo completo dell'appello)

For the West
Ideazione and The Right Nation subscribe the call "For the West, Bearer of Civilization" promoted by Fondazione Magna Carta. This is the official site where it's possible to read the full text and subscribe it. Hereafter, we publish the preamble of the call.

"The West is in crisis. Attacked externally by fundamentalism and Islamic terrorism, it is not able to rise to the challenge. Undermined internally by a moral and spiritual crisis, it can't seem to find the courage to react. Our affluence makes us feel guilty and we are ashamed of our traditions. Terrorism is seen as a reaction to our errors, whereas it is nothing less than an act of aggression against our civilization and against all human kind. Europe is at a standstill. Its foreign policy lacks unity, its birth rate is declining and so is its competitive edge in the world market. Europe hides and denies its own identity, and so fails to gain popular support when called to adopt a constitution. It hops on the anti-American bandwagon and drives a wedge between itself and the United States.Our traditions are questioned. Our heritage, dating back thousands of years, is denied in the name of secularism and progressivism, thus impoverishing the values of life, of the person, of marriage and of the family. It is affirmed that all cultures are equally valid. The integration of immigrants has been left rudderless and without rules.As Benedict XVI said, nowadays "The West doesn't love itself any longer". To overcome this crisis, we need to increase our commitment and show more courage when dealing with issues regarding our civilization". (click here to read the full text in english)

mercoledì 15 febbraio 2006

Sondaggi: l'incubo della sinistra

Il sorpasso (forse) no, ma la rimonta del centrodestra nelle ultime settimane è un dato di fatto indiscutibile. Almeno secondo i dati diffusi dai sondaggisti preferiti dalla sinistra, gli stessi accusati da Berlusconi di aver costituito un "cartello" per influenzare la percezione della campagna elettorale nell'opinione pubblica. Il Cavaliere, da parte sua, ha commissionato un sondaggio all'americana PBS (Penn, Schoen & Berland Associated) che vede il centrodestra addirittura in vantaggio (48,4% contro 48,2%). E si tratta di un sondaggio che, almeno in teoria, utilizza un campione più ampio rispetto a quelli degli istituti di ricerca italiani e vanta dunque un margine di errore statistico inferiore (circa il 2% contro il 4%).

Ma anche se vogliamo ignorare completamente il sondaggio PBS, basta osservare il trend delle ultime settimane nei sondaggi di Ekma, Abacus, Ispo, SWG e IPR per rendersi conto che esiste un recupero, lento ma costante, della coalizione di centrodestra. Rispetto alla nostra analisi di un mese fa, non sono disponibili sondaggi recenti da parte di Euromedia Research (che ha sempre registrato un distacco molto ridotto tra le due coalizioni) ed Ipsos. Ma tutti gli altri sondaggisti, senza nessuna eccezione, hanno registrato un recupero della CdL ai danni dell'Unione. Nel grafico, abbiamo considerato gli ultimi 3 sondaggi pubblicati da ciascun istituto di ricerca. Qui sotto, invece, mettiamo a confronto i sondaggi dell'ultima settimana con quelli di un mese fa.

Ekma (per il settimanale News): il 16 gennaio L'Unione aveva un vantaggio del 5,1%, mentre il 13 febbraio questo vantaggio era sceso al 4%.

Abacus (per Sky Tg24): il 18 gennaio il centrosinistra aveva un distacco del 4,5%, che è sceso al 4% il 15 febbraio.

Ispo (per il Corriere della Sera): il distacco di 6 punti registrato dalla CdL l'11 gennaio si è ridotto al 4% il 10 febbraio.

SWG (per L'Espresso): il 5,4% di vantaggio che l'Unione aveva il 16 gennaio si è ridotto al 4,6% del 4 febbraio.

IPR (per Repubblica): la CdL recupera l'1,5%, passando da uno svantaggio del 6% il 17 gennaio ad uno del 4,5% il 17 febbraio.

La prima cosa che salta all'occhio, naturalmente, è l'impressionante somiglianza tra i dati totali elaborati dai cinque istituti di ricerca. Metodi diversi, campioni diversi, margini d'errore statistico diversi... eppure tutti i sondaggisti registrano un vantaggio del 4% a favore dell'Unione. Berlusconi sicuramente esagera quando, più o meno esplicitamente, parla di un sindacato rosso che controlla i sondaggi in Italia. Ma le probabilità che 5 sondaggi diversi (ognuno con un margine d'errore intorno al 4%) diano risultati identici, sono oggettivamente infinitesimali. Vedremo nelle prossime settimane se questa tendenza all'appiattimento continuerà oppure no. Il sospetto, per ora, resta.

Se vogliamo invece considerare attendibili questi dati, il trend reale che emerge dall'analisi dei sondaggi è proprio l'indiscutibile recupero della coalizione di centrodestra. Trend che trova una conferma indiretta anche negli ultimo lavoro diffuso dall'Osservatorio sulla leadership politica di IPSOS. Il sondaggio di IPSOS, che non misura le intenzioni di voto ma l'indice di fiducia dei leader e l'attrazione elettorale di partiti e coalizioni, vede negli ultimi mesi crescere uniformemente i numeri della CdL e calare quelli dell'Unione. Ecco qualche esempio in ordine sparso.

Indice di fiducia: nel centrosinistra salgono Veltroni, Bertinotti, Rutelli e Bonino mentre calano (in qualche caso vistosamente) Prodi, Fassino, D'Alema, Pecoraro Scanio e Amato; nel centrodestra perdono qualche punto soltanto Pera e Alemanno, mentre Casini e Follini restano stabili e crescono Berlusconi (che con il +8% è il leader più in rialzo), Fini, Tremonti e Bossi.

Indice di attrazione elettorale nelle coalizioni: l'Unione resta in vantaggio, ma scende dal 64% di dicembre al 56% di gennaio, mentre nello stesso periodo la CdL è salita dal 36% al 44%.

Indice di attrazione elettorale nei partiti: in calo DS e Rifondazione comunista; stabili Margherita, UDC, Lega e Alleanza Nazionale; in forte crescita Forza Italia.

Indice di fedeltà elettorale nelle coalizioni: l'Unione perde 5 punti (dall'88% all'83%), mentre la CdL ne guadagna 7 (dal 71% al 78%).

Indice di fedeltà elettorale nei partiti: in calo DS, Rifondazione comunista e Lega; in crescita Forza Italia, UDC e Margherita; stabile Alleanza Nazionale.

Appeal elettorale delle coalizioni: l'Unione scende dal 76% al 70%, la CdL passa dal 53% al 61%.

Appeal elettorale dei partiti: in calo DS, Rifondazione comunista e Lega; stabile Alleanza Nazionale; in lieve crescita la Margherita; in forte crescita Forza Italia e UDC.

Si tratta, insomma, di un quadro che descrive un trend pericolosissimo per il centrosinistra. Aggravato dal fatto che la IPSOS di Nando Pagnoncelli, sondaggista di fiducia dei DS (e della trasmissione televisiva "Ballarò"), non può certo essere considerato un istituto di ricerca vicino agli avversari politici dell'Unione. La sinistra italiana, soltanto pochi mesi fa, era convinta di aver già vinto le elezioni politiche del 2006. Oggi questa certezza sta iniziando a crollare.

Round-Up: Watergate, Atrocepensiero, Pensiero Conservatore, Il Paroliere, The Brugnols, Daw, Mariosechi.net.

martedì 14 febbraio 2006

L'invasione degli ultra-neocon

Ennio Caretto è sempre più imbarazzante. Nel suo articolo di oggi sul CPAC 2006, riesce a definire Ann Coulter una "vestale neocon" e Newt Gingrich un "apostolo neocon". A chi non vuole morire ignorante, Creez Dogg in tha Houze consiglia di leggere Christian Rocca sul Foglio. UPDATE. Camillo spara sulla croce rossa.

domenica 12 febbraio 2006

Spie come noi

Prima Carter usa il funerale della vedova King per fare la morale a Bush, lo spione. Poi il Washington Times ci ricorda che nel '77 lo spione era proprio Carter. Il tempo passa, ma Carter resta il peggior presidente del secolo.

Spies Like Us
At first, Carter uses Coretta Scott King 's funeral to blast Bush's eavesdropping program. Then, the Washington Times remembers that in '77 Carter did exactly the same. Time goes on, but Carter is always the worst president of the century.

Round-Up: Captain's Quarters, All Things Beautiful, QandO, Gateway Pundit, Power Line, California Conservative, PJ NSA Files, Newsbusters, Stop The ACLU, Iowa Voice, The Anchoress, Ace of Spades HQ, Powerline, Don Surber.

sabato 11 febbraio 2006

Hurricane Ann

Anche quest'anno (come nel 2005), Ann Coulter ha provocato un terremoto con il suo intervento alla Conservative Political Action Conference (CPAC). La polemista conservatrice ha definito ragheads i fondamentalisti islamici e scherzato sulla necessità di avvelenare i componenti liberal della Corte Suprema. Le sue parole hanno provocato un'ondata di sdegno trasversale nella blogosfera, sia a destra che a sinistra. Ma non c'è dubbio che la signorina abbia le palle. E grosse.

Also this year (like in 2005), Ann Coulter unleashed an earthquake with her speech at the Conservative Political Action Conference (CPAC). She referred to Islamists by the epithet "ragheads" and joked about the poisoning of liberal Supreme Court justices. Her words were dismissed both on the Right and the Left side of the blogosphere. But there's no doubt that she has guts. Huge guts.

Round-Up: The American Mind, Miscellaneous Objections, Outside The Beltway, North American Patriot, Right Wing News, Ed Driscoll.com, Riehl World View, The Moderate Voice.

venerdì 10 febbraio 2006

Parenti serpenti

Oliviero Diliberto: "Io i Radicali non li volevo. Li conosciamo tutti. Ora chi li ha portati nella coalizione si gratta la rogna". (via Daw)

giovedì 9 febbraio 2006

Behind the Enemy Lines

The Right Nation al gran completo (il sottoscritto e Babs) "contro" Mario Adinolfi e Aldo Torchiaro nella trasmissione Blog TV, in onda su Nessuno TV sabato alle 21.00 (bouquet satellitare Sky, canale 890). Durante la registrazione della puntata "Bloggare è di sinistra o di destra?" - che sarà effettuata oggi dalle 17.30 alle 18.30 - sarà possibile intervenire nel dibattito via webcam collegandosi a questo link.

State of the Blogosphere

Erano passati quattro mesi dalla pubblicazione del rapporto “State of the Blogosphere” di David Sifry, fondatore di Technorati e analista d’eccezione del mondo dei new media. E in questi quattro mesi, secondo le ultime rilevazioni statistiche, il ritmo di crescita della cosiddetta blogosfera non ha accennato a diminuire. Alla fine di gennaio, i blog registrati da Technorati hanno superato la soglia dei 27 milioni e il loro numero complessivo continua a raddoppiare ogni 5 mesi e mezzo (oggi è 60 volte più grande di quanto non fosse tre anni fa). Ogni secondo un nuovo blog viene creato in qualche parte del mondo, per un totale di 75mila nuovi blog al giorno. Di questa enorme massa di blog, circa la metà (per la precisione: 13,7 milioni) vengono ancora aggiornati dopo tre mesi dalla loro creazione. Anche se il fenomeno dell’abbandono continua a rimanere piuttosto elevato, dunque, il blogging sta diventando sempre di più un’attività costante per chi decide di entrare nella big conversation: quasi tre milioni di blog vengono aggiornati almeno una volta alla settimana. (continua su Emporion)

mercoledì 1 febbraio 2006

Memo

1972 sulla Spagna. Walking Class sulla Germania. A Conservative Mind sulla caccia al voto cattolico. Astrolabio sulla cannabis. NeOquidnimis sulla leadership. Robinik, Otimaster, Freedomland e Il Megafono su TocqueVille. Il blog dell'Anarca sul razzismo. Blogs for CdL sulle coop rosse. Watergate su Michele Santoro. Phastidio su Romano Prodi. 5moreyears su Silvio Berlusconi. Camillo su George W. Bush. Ventinove Settembre sulla scuola austriaca dell'economia (da leggere anche le puntate precedenti). The Mote in God's Eye sull'amnesia economica. Happy Trails sulla legittima difesa. Purtroppo Heraklitos lascia TocqueVille.

Watergate (e basta)

Watergate cambia indirizzo (e nome). Chi non aggiorna il suo blogroll è un piccolo malvino.

Blogs per Fini Premier

Sono già 27 (tra cui molti cittadini di TocqueVille), i blogger che "tifano per Fini leader del centrodestra e futuro Presidente del Consiglio". Qui a The Right Nation ancora non abbiamo deciso per quale partito della CdL votare alle prossime elezioni - anche se il "titolare" ha una spiccata predilezione per i salmoni che risalgono la corrente - ma ad amici come Mariniello, Sciopenàuer, Otimaster, Zigurrat e Deeario (in rigoroso ordine di blogroll) non possiamo che augurare un fortissimo "in bocca al lupo" per la loro iniziativa. Cogliamo anche l'occasione per dare il benvenuto nella Città dei Liberi a Bisquì de I diavoli neri, un blogger che abbiamo imparato ad apprezzare durante il debunking collettivo delle bufale rosse sul fosforo bianco e che, da allora, è diventato una delle nostre letture quotidiane preferite. Anche lui fa parte dei Blogs per Fini Premier.

Vergogna

"Il comune di Genova ha respinto definitivamente la proposta di intitolare una strada a Fabrizio Quattrocchi". I dettagli su Le guerre civili.