Uno dopo l'altro, tutti gli autori dei "blog di Ideazione" hanno fatto il loro esordio sulla versione online della rivista. Ha iniziato, giusto un mese fa, Antonio Scalari di Neoliberal con un articolo sulla supremazia dei repubblicani nel Sud degli Stati Uniti. Poi Paolo Bonafini di I love America ha sfatato una lunga serie di luoghi comuni sul "mito del deficit americano". Una settimana fa, Enzo Reale di 1972 ha analizzato i rischi di balcanizzazione nella Spagna zapateriana. Oggi, infine, Paolo Della Sala di Le guerre civili prende di mira Chirac e Putin (tra gli altri), interpreti principali di un nuovo modello di "intreccio tra capitalismo e stati nazionali". E Christian Rocca, inviato de Il Foglio e papà di Camillo, sbarca per la prima volta su Ideazione.com - direttamente dalle pagine della rivista bimestrale - con il suo editoriale su "George W. Bush il rivoluzionario". Chi non legge è un Michael Moore.
RightNation
martedì 25 gennaio 2005
Diario americano/3.
National Endowment for Democracy
Washington, martedì 11 gennaio (ore 9.00). Dopo la sveglia all'alba, comincia uno dei giorni più stressanti della nostra trasferta americana. La prima tappa del tour è nella 15a strada, dove ci aspetta Laith Kubba, senior program officer per il Medio Oriente e il Nord Africa del National Endowment for Democracy. Secondo Kubba, che è nato in Iraq ma ha studiato a Londra, nella strategia post-bellica dell'amministrazione Bush sono stati commessi almeno due errori. Del primo, cioè smantellare l'esercito e il partito baathista subito dopo la liberazione del paese, si è letto e scritto molto. Il secondo rilievo, invece, ci colpisce di più: invece di iniziare a preparare le elezioni politiche nazionali, le forze della coalizione avrebbero dovuto spingere per organizzare una tornata di elezioni locali il prima possibile; per dare un assaggio di democrazia "reale" al popolo iracheno e creare un rapporto fiduciario diretto tra i cittadini e il governo provvisorio. Per Kubba, immediatamente dopo la caduta del regime di Saddam c'erano le condizioni politiche e strategiche sufficienti per tentare questa strada. Mentre ora la situazione si è complicata terribilmente. Tra le tante critiche ex-post rivolte alla strategia Usa in Iraq, questa è probabilmente una delle più sensate.
lunedì 24 gennaio 2005
Diario americano/2.
Meridian International Center
Washington, lunedì 10 gennaio (ore 15.00). Ancora eccitati dalla visita alla Heritage Foundation, un modello organizzativo per tutti i think-tank del pianeta (di qualsiasi colore politico), ci spostiamo in Crescent Place per il nostro appuntamento del pomeriggio. I locali del Meridian International Center sono molto belli, soprattutto il grande giardino dove i fumatori-ribelli (come chi scrive) si ostinano ad esercitare la propria libertà di auto-distruzione. La conferenza sul "federalismo americano" del professor Clyde Wilcox, della Georgetown University, è però una mezza delusione. Non è tanto colpa di Wilcox, quanto del format stesso dell'incontro a cui, oltre a noi di Ideazione, partecipano anche funzionari del parlamento turco, lo staff di un non meglio precisato partito politico indiano ed altri osservatori di nazionalità incerta. L'incessante brusio degli interpreti non riesce comunque a nascondere la realtà, visto che la conferenza si rivela una sorta di federalism for dummies che non ci regala emozioni o sorprese. All'ennesima frecciatina anti-Bush del relatore, il nostro pacchetto di Marlboro prende improvvisamente vita e ci costringe, ancora una volta, ad uscire in giardino. Il capo della delegazione turca, naturalmente, stava già fumando.
domenica 23 gennaio 2005
Diario americano/1.
Heritage Foundation
Washington, lunedì 10 gennaio (ore 11.00). Dopo una breve visita al Dipartimento di Stato, dove la gentilissima Janet Donaghy ci illustra i dettagli del programma della nostra visita negli Stati Uniti, partiamo per Massachussetts Avenue, dove ci aspetta John C. Hulsman, senior research fellow della Heritage Foundation, il think-tank più autorevole ed influente della destra a stelle e strisce. I locali della fondazione sono splendidi: l'arredamento è conservative ma funzionale e moderno. Scattiamo un paio di foto, posando con sguardo severo sotto i ritratti di Friedrich August von Hayek ed Edwin J. Feulner. Dopo un caffè e qualche chiacchiera di circostanza, Hulsman si scioglie e si trasforma in un fiume in piena. L'eccitazione per la rielezione di George W. Bush alla Casa Bianca è ancora palpabile. Ed è subito chiaro che il secondo mandato del presidente è visto dalla Heritage come un'occasione irripetibile per rendere il movimento conservatore maggioranza "permanente" nel paese e lasciare un'impronta indelebile nella storia degli Stati Uniti d'America. Secondo Hulsman - a parte Iraq e Iran - il 2005 di Bush e dei repubblicani sarà scandito da due semplici parole, pesanti come pietre: Social Security. La riforma in senso liberista del sistema di sicurezza sociale non sarà facile né indolore, tanto che qualche segnale di incertezza è già cominciato ad arrivare dall'interno del GOP, ma Bush e la sua amministrazione (con l'appoggio incondizionato della Heritage Foundation) hanno intenzione di investire in questo progetto una parte non irrisoria del capitale politico guadagnato dal presidente alle elezioni dello scorso novembre. Hulsman ci conferma anche la sensazione che tra conservatori "classici" e neo-conservatori si stia avvicinando, sui temi della politica estera, il momento della "resa dei conti". E non sarà facile, per Bush, rappresentare un punto di incontro equilibrato tra l'idealismo neocon e il realismo tradizionale della destra Usa. Se i conservatori potrebbero trovarsi presto a litigare sulla strategia da seguire in Medio Oriente, però, si tratta di bazzecole rispetto alle squassanti divisioni che stanno lacerando la sinistra americana. Sempre più distanti dalla gestione del potere, dopo decenni di vacche grasse, i democratici sono sull'orlo di una guerra civile tra loro anima centrista e una sempre più accentuata deriva mooriana. Anche per questo, ci spiega, Hulsman, "i miei amici-avversari della Brookings Institution continuano ad avere la faccia lunga anche a più di due mesi dalle elezioni". Quanto il nostro John avesse ragione, però, lo avremmo scoperto soltanto il giorno dopo.
domenica 16 gennaio 2005
New York, New York.
Dopo cinque intensi giorni nella capitale, lo staff di Ideazione si è spostato a New York per l'ultima parte di questo viaggio di lavoro negli Stati Uniti. Dopo un weekend di libertà, ci aspettano gli incontri con i responsabili di Fox News, Newsweek e National Review. A Washington, invece, abbiamo finalmente incontrato di persona gli uomini della Heritage Foundation (ancora eccitati per la vittoria elettorale e determinatissimi in vista dei prossimi quattro anni di amministrazione Bush), dell'American Enterprise Institute (un po' preoccupati per la situazione in Iraq) e della Brookings Institution (se pensavate che John F. Kerry avesse una "long face" non avete ancora visto niente). I dettagli, il gossip e tutti i retroscena, al nostro ritorno, sui blog di Ideazione.com.
sabato 8 gennaio 2005
Ideazione Goes to Washington.
La redazione di Ideazione, o almeno una buona parte di essa, parte per gli States. Staremo via una decina di giorni, divisi tra Washington e New York, per incontrare le fondazioni, le riviste e gli uomini che hanno costruito la Right Nation. Quella vera. In questo periodo di tempo, naturalmente, i blog interni alla rivista (questo che state leggendo e Walking Class) resteranno in animazione sospesa (a meno di clamorose sorprese). Proseguono, invece, più in forma che mai, Le guerre civili, 1972 e I love America. Verso la metà della prossima settimana uscirà nelle edicole e nelle librerie la rivista bimestrale, dedicata in larga parte alla riscossa mediatica e culturale della destra a stelle strisce contro il monopolio della sinistra liberal e politically correct. Un numero da non perdere. [Link]
Chi ha bisogno del New York Times?
Il New York Times sta meditando di abbandonare la versione online (e gratuita) del quotidiano per introdurre un servizio a pagamento. [Link] Dollaro per dollaro, a questo punto è meglio comprarsi l'illuminante "Journalistic Frauds" di Bob Kohn. Sottotitolo: "Come il NYT distorce le notizie e perché non è più affidabile". [Link] Poi, magari, si può provare con "Bias" e "Arrogance" di Bernard Goldberg, l'ex giornalista della CBS che racconta dall'interno i pregiudizi e le ipocrisie politically correct dei media americani. [Link] In fin dei conti... Bill Safire è andato in pensione, David Brooks si può leggere sul Weekly Standard e se avete bisogno di Maureen Dowd e Paul Krugman, potete sempre provare con il crack. E' meno dannoso. [Link]
giovedì 6 gennaio 2005
Il saluto di Kerry alle truppe.
Da Newsmax.com (via LGF): "Giovedì, durante una visita alle truppe statunitensi a Baghdad, il candidato sconfitto alle elezioni presidenziali John Kerry ha criticato duramente il Commander-in-chief George Bush per le 'orrende scelte' e gli 'incredibili errori' che hanno minato lo sforzo bellico". Dedicato a chi è ancora convinto che la vittoria di Kerry non avrebbe significato un cambio di rotta per la politica estera americana. E a chi si è dimenticato il "compagno Kerry" degli anni Settanta. [Link] P.S. Da oggi The Right Nation si apre ai commenti dei suoi lettori. Libertà assoluta, nei limiti della civiltà e del buon gusto.
RadioRai a stelle e strisce.
Da Le guerre civili: “Il 3 gennaio è iniziato un ciclo di venti interventi di Massimo Teodori su Rai Radio 3, dalle 18 alle 18,45 per 'Il terzo anello'. Altri dati su New Blog New Blog. E' bene augurante che Radio Tre, di solito completamente unilaterale in politica estera, si apra all'americanista Massimo Teodori”. Speriamo che l'ottimismo dell'amico Paolo sulla linea editoriale di RadioRai 3 sia giustificato. In ogni caso, è sempre un piacere ascoltare Teodori che parla degli Stati Uniti. [Link]
Ann Coulter for President.
Christian Rocca, su Camillo, segnala una "stre-pi-to-sa" intervista del New York Observer ad Ann Coulter. Rocca dice di non essere in grado di riassumerla. Figuriamoci noi. Ma leggete la risposta della Coulter all'apparentemente innocua domanda "come ha passato il Natale a New York?". "Oh, mi sono divertita tantissimo quest'anno - replica l'autrice di Slander, Treason e How to talk to a liberal (if you must) - perché dire 'Buon Natale' è come dire 'Fuck You!' E l'io l'ho detto a tutti quanti. Tassisti, passanti incrociati per strada. A chiunque. E tutti mi rispondevano 'Buone Feste'. Perché vede, a New York dire a qualcuno 'Buon Natale' è davvero un comportamento aggressivo". Ann Coulter for President! [Link] P.S. Un grazie di cuore a Rocca per aver segnalato la recente "campagna acquisti" di Ideazione.com nella blogosphere. E per aver speso parole tanto gentili (da essere quasi imbarazzanti) su questo blog e su "South Park. Un manuale politico", pubblicato sul numero di settembre-ottobre di Ideazione e disponibile on-line da qualche settimana su Ideazione.com. Siamo onorati. [Link]
martedì 4 gennaio 2005
Mezzo secolo di National Review!
Neoliberal ci ricorda che quest'anno National Review festeggia il mezzo secolo di vita. E segnala che per l'occasione è disponibile su NROnline "Standing Athwart History, Yelling Stop", l'articolo-manifesto scritto da William F. Buckley Jr. il 19 novembre del 1955 sul primo numero della rivista che, nel corso dei decenni, ha saputo trasformare il conservatorismo statunitense da un coacervo di dottrine locali (del Sud, del Midwest, dell’Ovest) a un vero movimento culturale nazionale. [Link]
Salvate il segretario Kofi.
L'America dei "buoni" si mobilità per salvare la poltrona del segretario generale dell'Onu, Kofi Annan. Speriamo che Bush, anche nel 2005, sia rimasto dalla parte dei "cattivi". [Link]
lunedì 3 gennaio 2005
"I love America" & "1972": benvenuti a bordo.
Grande "campagna acquisti" di inizio anno per Ideazione. Due dei migliori blog politici italiani, I love America e 1972, entrano a far parte ufficialmente della famiglia dei blog di Ideazione.com, insieme a The Right Nation, Walking Class e Le guerre civili. Benvenuti a bordo.
La Right Nation non abita a Segrate.
Da Walking Class, il nostro blog gemello, copiamo & incolliamo: "Il fenomeno della Right Nation anima i commenti politici sull'America di Bush. Noi di Ideazione abbiamo preparato un numero coi fiocchi che uscirà in edicola fra qualche giorno. Il nostro blog americano si chiama proprio The Right Nation. Tutto nasce da un bel libro scritto da John Micklethwait e Adrian Wooldridge, due giornalisti inglesi dell'Economist, corrispondenti dagli Usa, un po' liberal anzichenò, i quali raccontano come l'America conservatrice abbia saputo interpretare in questi ultimi anni il sentimento prevalente della società statunitense. Un'analisi sociologica e politica assai approfondita, che ha entusiasmato gli esperti di Usa nostrani che hanno avuto modo di leggerla in inglese. I due autori spiegano anche perché George Bush ha vinto e perché John Kerry non avrebbe potuto vincere. Insomma, un libro da stampare subito, approfittando del battage pubblicitario che fanno giornali come Il Foglio e riviste come Ideazione. I diritti per l'Italia sono stati acquistati da Mondadori. Era trapelata la notizia che a Segrate s'erano messi febbrilmente al lavoro per tradurre il volume e presentarlo in libreria tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio. E invece, adesso, la gentile impiegata dell'ufficio stampa ci comunica che il libro uscirà tra aprile e maggio. Il titolo provvisorio è: "O con noi o contro di noi" (aaaaaaaaaargh!!!). In attesa di gradite smentite, pensiamo che alla Mondadori, "o sono scemi o ci fanno". Il libro compratevelo da Amazon, che fate prima". [Link] Sempre Walking Class ci segnala un articolo di Terry Eastland per il Weekly Standard su una conferenza organizzata dall'Ethics and Public Policy Center di Washington in cui Michael Gerson, uno degli speechwriter principali di George W. Bush, ha analizzato l'impatto delle tematiche religiose nei discorsi del presidente. [Link]
martedì 28 dicembre 2004
Letture di fine anno.
Coddling Kofi Annan
Robert Novak, Chicago Sun-Times
A Chance to Fix the UN Security Council?
Jon Kyl, Realclear Politics
From America With Love
John Fund, Wall Street Journal
Humbly Welcome This New Citizen
Bill O'Reilly, New York Daily News
Stop Doubting Thomas
Jonathan Turley, Los Angeles Times
GOP Weighs Next Step After Recount
Keith Ervin, Seattle Times
The Millennium War
Austin Bay, Weekly Standard
Blame The New Yorker
Walter Kirn, New York Times
Catastrophes and Their Cures
Glenn Harlan Reynolds, Tech Central Station
The Long Tail
Chris Anderson, Wired
The Year Of Blogging Dangerously
Edward B. Driscoll Jr., Tech Central Station
Statesmen for these Times
Martin Gilbert, The Observer
Plenty of Work Ahead
Rich Tucker, Townhall.com
The McGovern Syndrome: A Surrender is not a Peace
David Horowitz, Townhall.com
A Dominant GOP? How So?
Scott Turow, Washington Post
Presumed Ignorant
Patrick Ruffini
The New Status Quo
Michael Barone, Townhall.com
Polygamy? It makes good tax sense
Mark Steyn, Daily Telegraph
Holiday Reading 2004
Weekly Standard
Robert Novak, Chicago Sun-Times
A Chance to Fix the UN Security Council?
Jon Kyl, Realclear Politics
From America With Love
John Fund, Wall Street Journal
Humbly Welcome This New Citizen
Bill O'Reilly, New York Daily News
Stop Doubting Thomas
Jonathan Turley, Los Angeles Times
GOP Weighs Next Step After Recount
Keith Ervin, Seattle Times
The Millennium War
Austin Bay, Weekly Standard
Blame The New Yorker
Walter Kirn, New York Times
Catastrophes and Their Cures
Glenn Harlan Reynolds, Tech Central Station
The Long Tail
Chris Anderson, Wired
The Year Of Blogging Dangerously
Edward B. Driscoll Jr., Tech Central Station
Statesmen for these Times
Martin Gilbert, The Observer
Plenty of Work Ahead
Rich Tucker, Townhall.com
The McGovern Syndrome: A Surrender is not a Peace
David Horowitz, Townhall.com
A Dominant GOP? How So?
Scott Turow, Washington Post
Presumed Ignorant
Patrick Ruffini
The New Status Quo
Michael Barone, Townhall.com
Polygamy? It makes good tax sense
Mark Steyn, Daily Telegraph
Holiday Reading 2004
Weekly Standard
domenica 26 dicembre 2004
Uncommon Knowledge.
Una decina di giorni fa, uno dei nostri blog italiani preferiti - "I love America" - ha segnalato una serie di interessanti link a "programmi audio in inglese che offrono contemporaneamente la trascrizione dei testi". [Link] Non è soltanto un eccellente metodo per imparare l'inglese (o migliorarlo), ma anche un'occasione per ascoltare (e leggere) alcune interessanti trasmissioni del tutto sconosciute in Italia, come quelle di "Uncommon Knowledge", un programma televisivo della Hoover Institution in cui "massimi esperti dibattono temi di attualità e il tutto è accompagnato dalla trascrizione parola per parola da leggere mentre si ascolta". [Link] Tutto l'archivio di Uncommon Knowledge è imperdibile, ma tra i programmi più recenti segnaliamo la doppia intervista di Peter Robinson a Clark Judge (speechwriter di Ronald Reagan e direttore del "writers group" della Casa Bianca) e John Micklethwait (giornalista dell'Economist e co-autore di "The Right Nation: Conservative Power in America", di prossima pubblicazione anche in Italia per Mondadori). [Link] Non presente tra i link segnalati da "I love America", ma altrettanto irrinunciabile, è il sito di Rush Limbaugh - il conduttore radiofonico più odiato dai liberal - che ogni giorno pubblica on-line qualche gustoso stralcio (audio e testo) della trasmissione che ha rivoluzionato i talk-show politici statunitensi. [Link]
sabato 25 dicembre 2004
Letture di Santo Stefano.
The Struggle for the Middle East
Reuel Marc Gerecht, Weekly Standard
Grand Strategy in the Second Term
John Lewis Gaddis, Foreign Affairs
Nation-Building 101
Francis Fukuyama, The Atlantic Monthly
Just Another Unjust War
David Limbaugh, Townhall.com
$plit from PLO
Todd Venezia, New York Post
Bowling for Terror
Gary Fitleberg, Israel Insider
We Are Committing Cultural Suicide
Anthony Browne, The Times
Sex Scandal in Congo Threatens to Engulf UN's Peacekeepers
Jonathan Clayton e James Bone, The Times
Neocons pin Iraq on Rumsfeld
Robert Novak, Chicago Sun-Times
Rummy's Bum Rap
Frank J. Gaffney Jr., Washington Times
From Fetus to Baby
Rich Lowry, Washington Times
Exposing the Villains of Environmental Hysterics
George F. Will, Pittsburgh Tribune-Review
The Associated Press Twists the Truth
Powerline
Living in the Post-Rather Universe
Roger L. Simon
Snus Ruse
Jacob Sullum, Reason
The Hookie Awards
David Brooks, New York Times
Reuel Marc Gerecht, Weekly Standard
Grand Strategy in the Second Term
John Lewis Gaddis, Foreign Affairs
Nation-Building 101
Francis Fukuyama, The Atlantic Monthly
Just Another Unjust War
David Limbaugh, Townhall.com
$plit from PLO
Todd Venezia, New York Post
Bowling for Terror
Gary Fitleberg, Israel Insider
We Are Committing Cultural Suicide
Anthony Browne, The Times
Sex Scandal in Congo Threatens to Engulf UN's Peacekeepers
Jonathan Clayton e James Bone, The Times
Neocons pin Iraq on Rumsfeld
Robert Novak, Chicago Sun-Times
Rummy's Bum Rap
Frank J. Gaffney Jr., Washington Times
From Fetus to Baby
Rich Lowry, Washington Times
Exposing the Villains of Environmental Hysterics
George F. Will, Pittsburgh Tribune-Review
The Associated Press Twists the Truth
Powerline
Living in the Post-Rather Universe
Roger L. Simon
Snus Ruse
Jacob Sullum, Reason
The Hookie Awards
David Brooks, New York Times
giovedì 23 dicembre 2004
Letture sotto l'albero.
Shifts on the Power Curve
Newt Gingrich, United Press International
Gallup: Online News Hasn't Beaten Old Media. Yet
Greg Mitchell, Editor&Publisher
Failing Conservatism
Anthony Gancarski, FrontPageMagazine.com
Anti-Semitism? Passion vs. Fahrenheit, for starters
William F. Buckley Jr., National Review
All the Votes Fit to Count
John Fund, Wall Street Journal
The Once and Future Supreme Court
David J. Garrow, American History Magazine
Defending the Defense Secretrary
Debra Saunders, San Francisco Chronicle
When Harry Met Roe
Fred Barnes, Weekly Standard
Red-State Sneer
Michael Lind, Prospect Magazine
The Myth of the Working Poor
Steven Malanga, City Journal
A Revolutionary Christmas Story
Lynne Cheney, New York Times
Is Santa a Republican?
Douglas Kern, Tech Central Station
Newt Gingrich, United Press International
Gallup: Online News Hasn't Beaten Old Media. Yet
Greg Mitchell, Editor&Publisher
Failing Conservatism
Anthony Gancarski, FrontPageMagazine.com
Anti-Semitism? Passion vs. Fahrenheit, for starters
William F. Buckley Jr., National Review
All the Votes Fit to Count
John Fund, Wall Street Journal
The Once and Future Supreme Court
David J. Garrow, American History Magazine
Defending the Defense Secretrary
Debra Saunders, San Francisco Chronicle
When Harry Met Roe
Fred Barnes, Weekly Standard
Red-State Sneer
Michael Lind, Prospect Magazine
The Myth of the Working Poor
Steven Malanga, City Journal
A Revolutionary Christmas Story
Lynne Cheney, New York Times
Is Santa a Republican?
Douglas Kern, Tech Central Station
I 20 liberal più fastidiosi del 2004.
Per il terzo anno consecutivo, Right Wing News ha scelto i 20 liberal più fastidiosi ed irritanti degli Stati Uniti. Michael Moore vince a mani basse. E John F. Kerry è riuscito a perdere anche questa competizione, piazzandosi mestamente quinto. Dan Rather sfiora il podio, ma si mormora che abbia presentato delle false credenziali. Ecco la classifica:
1. Michael Moore
2. Ted Rall
3. Gavin Newsom
4. Dan Rather
5. John Kerry
6. Chris Matthews
7. Teresa Heinz Kerry
8. The Mainstream Media
9. MoveON
10. Maureen Dowd
11. MTV's Rock The Vote
12. The Democratic Underground
13. Al Gore
14. Andrew Sullivan
15. Bill Moyers
16. Kitty Kelley
17. Jimmy Carter
18. John Edwards
19. John Zogby
20. Linda Ronstadt
Menzione d'onore per: ACLU, Max Cleland, Chevy Chase, Susan Estrich, Al Franken, Whoopi Goldberg, Bev Harris, Jesse Jackson, Ted Kennedy, Terry McAuliffe, Bill Maher, The New York Times, Lawrence O'Donnell, Keith Olberman, Sean Penn, Charles Rangel, Ron Reagan Jr., Randi Rhodes, George Soros, Bruce Springsteen, Jon Stewart, Barbra Streisand, Henry Waxman, Markos Moulitsas Zúniga. [Link]
1. Michael Moore
2. Ted Rall
3. Gavin Newsom
4. Dan Rather
5. John Kerry
6. Chris Matthews
7. Teresa Heinz Kerry
8. The Mainstream Media
9. MoveON
10. Maureen Dowd
11. MTV's Rock The Vote
12. The Democratic Underground
13. Al Gore
14. Andrew Sullivan
15. Bill Moyers
16. Kitty Kelley
17. Jimmy Carter
18. John Edwards
19. John Zogby
20. Linda Ronstadt
Menzione d'onore per: ACLU, Max Cleland, Chevy Chase, Susan Estrich, Al Franken, Whoopi Goldberg, Bev Harris, Jesse Jackson, Ted Kennedy, Terry McAuliffe, Bill Maher, The New York Times, Lawrence O'Donnell, Keith Olberman, Sean Penn, Charles Rangel, Ron Reagan Jr., Randi Rhodes, George Soros, Bruce Springsteen, Jon Stewart, Barbra Streisand, Henry Waxman, Markos Moulitsas Zúniga. [Link]
mercoledì 22 dicembre 2004
Tutta colpa di Bush.
I terroristi di Ansar al Sunna massacrano decine di soldati americani e iracheni a Mosul? Per Markos Zuniga di Daily Kos è tutta colpa di Bush. [Link] I lettori di Little Green Footballs (noi compresi) sono infuriati. [Link] Per fortuna Arthur Chrenkoff, dalla pagina degli editoriali del Wall Street Journal, ci ricorda che dall'Iraq arrivano anche buone notizie. [Link]
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