martedì 4 ottobre 2005

Conspiracy Theories for Dummies.
TocqueVille tra mito e realtà

(Attenzione, post molto lungo!)
Ieri Enzo Reale, di 1972, ha toccato un nervo scoperto. Criticando uno psichedelico thread di commenti a questo post sul blog di Rolli, Enzo ha scritto: "Rolli è brava ma di TocqueVille non ha capito molto. Di solito lei si documenta ma stavolta ha deciso di fidarsi ad occhi chiusi. E ha preso una cantonata". Il post di 1972 ha provocato una reazione durissima da parte dell'interessata, che in pratica gli ha dato del mafioso ("baciamo le mani a vossia"), dell'appartenente a un "branco" e dell'intellettualmente disonesto. Ma cos'era accaduto prima? Cosa aveva scatenato questo botta-e-risposta tra due blog che a prima vista sembrano amici e che si scambiano i link in bella evidenza nei loro blogroll? Facciamo un passo indietro.

Una decina di giorni fa Dacia Valent, ex parlamentare europea e titolare di un interessante blog che ondeggia tra il fiancheggiamento del terrorismo islamico e il cabaret surrealista (il link ve lo trovate da soli, se proprio vi interessa), ha pubblicato alcuni stralci delle email che quotidianamente i volontari che si occupano dell'aggregazione dei post per TocqueVille si scambiano via mailing-list, per organizzare i turni di lavoro e chiacchierare (tra le giustificate proteste di chi odia lo spam) della vita, l'universo e tutto quanto. La suddetta ex parlamentare aveva avuto accesso alle mail grazie ad un fastidioso bug del nostro software di webmail, che le ha permesso di risalire al testo delle missive dai referral del proprio blog. La signora ha fatto un paio di copia&incolla, scegliendo le parti della conversazione che le sembravano più inquietanti (dal suo punto di vista, naturalmente) e concentrandosi su uno scambio di opinioni, con annessa votazione interna, che si occupava di una questione vecchia come TocqueVille e che è stata affrontata più volte, in pubblico e in privato, nella mailing-list e nei blog dei nostri cittadini: quali sono i confini della Città dei Liberi? O, per dirla più chiaramente: quali sono i criteri da utilizzare per stabilire se accettare (o meno) l'iscrizione di un blog a TocqueVille?

Ai cittadini della prima ora di TocqueVille non va certo spiegato niente. Questo speciale di Ideazione.com è online da più di sei mesi, segnalato sulla homepage di TV fin dal giorno della sua nascita ufficiale. TocqueVille è un progetto di lungo periodo, non legato a nessun partito o coalizione di partiti, che si propone di dare forza, massa critica e visibilità a blog politici e d'informazione che, a spanne, vanno dalla destra (esclusa quella neo(?)fascista) alla sinistra riformista, passando per tutto quello che c'è in mezzo: liberali, neocon, theocon, paleocon, liberisti, libertari, cat-lib, radicali, centristi e, appunto, un manipolo di riformisti che non ha paura del diavolo americano. Il riferimento culturale, esplicito, è al fusionismo statunitense post-Goldwater, che riuscì ad ospitare sotto la sua big-tent una varietà impressionante di posizioni (social conservatives, fiscal conservatives, libertarians, foreign-policy hawks, ecc.) apparentemente inconciliabili tra di loro. E il fatto che l'aggregazione sia stata promossa e realizzata da Ideazione, una "rivista di cultura politica di area liberale e conservatrice", non dovrebbe lasciare alcuno spazio per gli equivoci. Almeno a chi è in buona fede.

Con il passare del tempo, però, e la sempre maggiore visibilità ottenuta nella blogosfera, sono arrivati alle porte di TocqueVille anche blog che con questo progetto non avevano niente a che fare. Qualcuno in malafede, nel più lineare troll-style che contraddistingue sempre più spesso la blogosfera. Qualcun altro semplicemente per disattenzione, poca informazione o desiderio di aumentare la propria base di lettori. Per questo motivo, da un paio di settimane, sulla homepage di TocqueVille campeggia un disclaimer inequivocabile, che nessuno può far finta di ignorare. I nostri confini sono larghi ma non infiniti. Per chi predica l'odio razziale o chi pensa che l'11 settembre sia stata una montatura degli americani, nella nostra Città non c'è spazio.

Ora, le "intercettazioni" della signora Valent nella mailing list degli aggregatori sono arrivate proprio mentre si discuteva della necessità di inserire il disclaimer in homepage e di iniziare a rifiutare l'iscrizione di blog palesemente incompatibili con lo spirito che ha dato vita a TocqueVille. E magari iniziare a cancellare qualcuno degli iscritti più imbarazzanti, anche per rispondere alle numerose richieste arrivate in merito dai cittadini stessi. Immaginate un gruppo di amici che lavorano insieme da alcuni mesi, esplorando più di 400 blog ogni giorno per garantire (spesso con successo) una homepage all'altezza e una visibilità distribuita uniformemente a tutti gli iscritti. Immaginate che questa decina abbondante di "redattori" sia una sorta di riproduzione in scala della Città dei Liberi, con il liberale-e-basta, il filoamericano duro e puro, il destrorso law&order, il radicale anti-clericale schifato dalla CdL, il radicale che non vuole finire con Bertinotti, il cattolico liberale pro-life, l'attivista per l'esportazione della democrazia, il neocone, il teocone, il cone-a-tutti-i-costi e il riformista di sinistra che appoggia la war on terror. Immaginate il tenore delle mail che questi redattori possono scambiarsi e la miriade di doppi-sensi, battute e frecciatine che scivolano placidamente nel Cyberspazio, pur discutendo di un argomento serio, anzi serissimo, come quello dei confini di TocqueVille. Immaginate il cattolico che sfotte il radicale sugli ultimi referendum e per ritorsione viene tacciato di essere un chierichetto. Immaginate tutto questo e avrete una rappresentazione verosimile del tono con cui questo dibattito è stato condotto nella mailing-list dagli aggregatori.

Con uno sforzo ulteriore, immaginate una brigadiera della IADL (la signora Valent) che legge queste "intercettazioni" e si costruisce un mondo immaginario fatto di "epurazioni staliniste" e "angherie fasciste", in cui un "auto-eletto gruppo dirigente" si diverte a far "rotolare teste" a casaccio, tanto per ammazzare il tempo. Lo "scoop" dà vita ad un lunghissimo thread di commenti (il link cercatevelo da soli), in cui i diretti interessati, chiamati in causa con nome e cognome, cercano di ristabilire la realtà dei fatti in mezzo a tanta letteratura fantastica. Naturalmente la discussione degenera presto, anche se vengono alla luce bizzarre affinità elettive tra una parte degli aggregatori e la suddetta brigadiera. Misteri della Rete :)

Intanto, un soldato semplice della IADL, tra l'altro collaboratore del Nazifesto, si getta a capofitto sulla vicenda e, non essendo stato dotato dalla natura dello strampalato sense of humour della signora Valent, parla degli aggregatori di TocqueVille come dei componenti di una "setta", che si sono assegnati "titoli riconducibili alla tradizione religiosa o templare, che confidano nella magia bianca e nera" e che "stavano tramando per costituire dei Comitati di Epurazione degli Indesiderabili". All'improvviso, insomma, i "simpatici ed agghiaccianti rimbambiti" di cui parla la Valent si trasformano in una struttura segreta che si ispira "alla peggiore tradizione stalinista-kimilsunguista-polpotista, gettando di fatto le basi per un clima simile a quello che regnò in Francia negli anni del Terrore e a Saigon dopo l'ingresso dei Khmer Rossi". Un capolavoro di comicità dadaista che resterà per sempre nei nostri cuori.

Ma cosa c'entra Rolli, direte voi? E la sua risposta acida alle osservazioni di 1972? Qui le cose si fanno più complicate. Perché se certe cose uno se le aspetta, anzi quasi le pretende, da persone che vivono in un altro pianeta, quando le stesse incredibili accuse ti vengono rivolte dai tuoi "vicini", da chi spesso ha condotto le tue stesse battaglie, allora la faccenda diventa più triste. E l'incomprensione più dolorosa. Nei commenti di un post che dava del "talebano" a Giuliano Ferrara, Rolli ha risposto ad un suo lettore (cittadino di TocqueVille) che gli chiedeva come mai il nick di uno degli aggregatori di TocqueVille fosse considerato "questionable content" sul suo blog. Da quel momento in poi, con una dimostrazione feroce di "geometrica potenza", Rolli ha prima apostrofato l'aggregatore in questione con espressioni come "bifolco", "cafone" e "neocon asservito alla Chiesa e alla Cdl". Poi ha citato lo "scoop" della Valent come prova inequivocabile che "in TocqueVille si epurano le persone con sistemi da santa inquisizione", parlando di "magnifica attività maccartista" e compiacendosi di non aver aderito al progetto nei giorni della sua nascita, quando aveva - cortesemente ma fermamente - rifiutato di essere coinvolta in prima persona.

La fonte delle affermazioni di Rolli, è bene ricordarlo, era ed è unicamente il blog di Dacia Valent. Non c'è stato alcun tentativo di verifica, controllo o richiesta di spiegazioni, malgrado i nomi chiamati in causa fossero pubblici e riportati integralmente nello "scoop" della brigadiera. Eppure Rolli, di fronte alle rimostranze di chi (come il sottoscritto) cercava di riportare la discussione sul terreno della realtà, abbandonando quello della fiction da quattro soldi, ha proseguito imperterrita come un panzer tedesco davanti al Belgio. E ha tirato dritto. In rapida successione ha accusato TocqueVille (aggregatori, cittadini e semplici passanti, lei non fa troppe distinzioni) delle attività più nefande. Ecco una piccola selezione del Rolli-pensiero: "chi non contesta [questi metodi è da] assimilare al giudizio su chi li utilizza", "e quando avevano aggregato cani e porci senza nemmeno chiedere il permesso?", "roba da stalinisti-nazisti", "sottospecie di polizia maccartista", "sono stupita che nessuno abbia alzato la voce per protestare pubblicamente", "loro che sottobanco complottano su blog non abbastanza neoconi","sistemi illiberali e schifosetti", "manipolo di bugiardelli che giocano al piccolo massone", "nelle dittature [...] le critiche dell'avversario vengono sotterrate con la scusa che l'avversario è stronzo", "inquisizione sotterranea", "è inutile che io sprechi parole, il concetto vedo che vi è totalmente astruso", "avendo a mio tempo difeso TV mettendoci la mia faccia, intendo oggi prenderne le distanze, visti gli sviluppi summenzionati", "io continuo a fare l'educata, per l'ultima volta, poi ve ne filate affan...", "sono fiera di non aver aderito al progetto, vista la situazione", "consiglierei di lavare il cappuccio bianco per la prossima cerimonia", " i magnifici dieci giocano agli epuratori contro i loro stessi iscritti", "roba degna da ghenga del Circeo", "dimostrazione della falsità e della pretestuosità vile degli argomenti", "il picciotto del post qui sopra", "prassi censoria che io definirei anche un tantinello paranoica di una manciata di velleitari con manie di grandezza preoccupanti", "dieci piccoli indiani che vogliono imitare i massoni", "questi geni che hanno mentito pubblicamente", "'ste schifezze non le ho mai viste". Il tutto in rigoroso ordine cronologico, interrotto solamente dalle reazioni sdegnate di alcuni aggregatori di TocqueVille, dallo sbigottimento generale di cittadini e passanti e da una comparsata occasionale, ma gustosa, della brigadiera Valent (che intanto nel suo blog definisce Rolli "una con le ovaie"). A questa interminabile serie di insulti, basata sul nulla cosmico, Enzo ha risposto con educazione. E Rolli ha ribattuto come sappiamo.

Questo, né più né meno, è quello che è successo negli ultimi giorni. E questo post vuole essere un contributo, rivolto ai cittadini e ai lettori di TocqueVille, che non hanno il carattere, il tempo o la voglia di perdersi tra le interminabili guerre tra bande che pullulano nella blogosfera, leggendo milioni di parole inutili per scovare un brandello di verità. Guerre che a volte producono alleanze insospettabili e la fine di rapporti di amicizia (anche se virtuale). Ma questa è la vita, soprattutto su Internet, e tutti - prima o poi - dobbiamo farcene una ragione.

Passata la bufera, ma che dico... la fastidiosa pioggerellina, la Città dei Liberi si troverà - nei prossimi giorni - di fronte ad alcune novità formali e sostanziali. Disegnate per rispondere con più efficacia alle sfide che ci attendono. Un forum aperto a tutti gli iscritti verrà presto messo online, allo scopo di favorire, anche al di fuori dei commenti nei singoli blog, la discussione tra i cittadini per le scelte che riguardano l'intera comunità. Verranno anche rese pubbliche le esatte modalità di selezione ed aggregazione dei post (soprattutto nella homepage) e il nome dei volontari che cedono, a turno, una parte del loro tempo per dare vita alla nostra splendida Città. Si tratta di un lavoro oscuro, e non sempre gratificante (specialmente in giorni come questi), ma senza il quale TocqueVille si limiterebbe ad essere il solito aggregatore senz'anima destinato a durare lo spazio di uno starnuto. Saranno anche ampliati i suggerimenti già dati qui, per facilitare il compito degli aggregatori e ridurre i margini di errore umano. Infine, tanto per non farci mancare niente, la redazione di TocqueVille provvederà ad un necessario lavoro di sfoltimento della lista dei cittadini, eliminando i "non-blog" (la maggior parte di essi, almeno), i blog inesistenti o abbandonati e quelli che si richiamano a valori e metodi incompatibili con lo spirito del nostro progetto. Non c'è nessuna volontà di censurare alcunché, e la comunicazione della cancellazione dalla lista dei cittadini sarà pubblica e motivata. La blogosfera è grande e c'è spazio per tutti, ma TocqueVille ha una sua origine e una sua storia che vanno rispettate e difese.

La strada davanti a noi è ancora lunga. E non sarà qualche cacca pestata durante il tragitto a fermarci. Scusate per l'enormità del post. Un abbraccio sincero :)

Andrea Mancia
(mancia@ideazione.com)

8 commenti:

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