Nazionali
Rasmussen Tracking (10-12 ott.) Obama +5 (+1)
Gallup Tracking (10-12 ott.) Obama +8.5 (-3.5)
Reuters/Zogby Tracking (10-12 ott.) Obama +4 (+2)
Battleground Tracking (7-12 ott.) Obama +8 (=)
Hotline Tracking (10-12 ott.) Obama +6 (+2)
ABC News/WaPo (8-11 ott.) Obama +10 (-6)
Media RCP Obama +7.4%
Statali
Florida (Rasmussen) Obama +5 (-2)
Georgia (Survey USA) McCain +8 (-3)
Missouri (Survey USA) Obama +8 (-10)
Missouri (Rasmussen) Obama +3 (=)
New Jersey (Survey USA) Obama +15 (-5)
New York (Survey USA) Obama +33 (-14)
North Carolina (Rasmussen) Tie (+1)
North Dakota (Forum Poll) Obama +2 (-)
Ohio (Marist) Obama +4 (-2)
Ohio (Rasmussen) Obama +2 (-3)
Pennsylvania (Marist) Obama +12 (-7)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +13 (-1)
Virginia (Rasmussen) Obama +3 (-1)
RightNation
lunedì 13 ottobre 2008
domenica 12 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (9-11 ott.) Obama +6 (+1)
Gallup Tracking (9-11 ott.) Obama +5 (+4)
Reuters/Zogby (9-11 ott.) Obama +6 (-2)
Hotline Tracking (9-11 ott.) Obama +8 (+2)
Media RCP Obama +7.1%
Statali
California (Rasmussen) Obama +16 (+1)
Colorado (PPP) Obama +10 (-3)
Delaware (West Chester Univ.) Obama +18 (-)
Nevada (Mason-Dixon) Obama +2 (-9)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +12 (=)
Nota: I 7 punti percentuali di vantaggio per Obama registrati da Gallup scendono a 4 se, invece dei "registered voters", vengono contati i "likely voters" con il "filtro" standard utilizzato da questo istituto di ricerca. Il distacco è invece del 6% con un modello che è una "variazione di quello tradizionale", elaborato per tenere maggiormente conto di un "possibile alto turnout tra gli elettori più giovani e le minoranze razziali". Interessante.
UPDATE. Nella media RCP (che, quando è possibile, tiene conto dei "likely voters"), il nuovo dato di Gallup è "Obama +5" (ottenuto facendo una media tra i due modelli utilizzati dall'istituto di ricerca). Abbiamo modificato la nostra tabella quotidiana seguendo lo stesso criterio.
Rasmussen Tracking (9-11 ott.) Obama +6 (+1)
Gallup Tracking (9-11 ott.) Obama +5 (+4)
Reuters/Zogby (9-11 ott.) Obama +6 (-2)
Hotline Tracking (9-11 ott.) Obama +8 (+2)
Media RCP Obama +7.1%
Statali
California (Rasmussen) Obama +16 (+1)
Colorado (PPP) Obama +10 (-3)
Delaware (West Chester Univ.) Obama +18 (-)
Nevada (Mason-Dixon) Obama +2 (-9)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +12 (=)
Nota: I 7 punti percentuali di vantaggio per Obama registrati da Gallup scendono a 4 se, invece dei "registered voters", vengono contati i "likely voters" con il "filtro" standard utilizzato da questo istituto di ricerca. Il distacco è invece del 6% con un modello che è una "variazione di quello tradizionale", elaborato per tenere maggiormente conto di un "possibile alto turnout tra gli elettori più giovani e le minoranze razziali". Interessante.
UPDATE. Nella media RCP (che, quando è possibile, tiene conto dei "likely voters"), il nuovo dato di Gallup è "Obama +5" (ottenuto facendo una media tra i due modelli utilizzati dall'istituto di ricerca). Abbiamo modificato la nostra tabella quotidiana seguendo lo stesso criterio.
sabato 11 ottobre 2008
Game Changer?
Thomas Lifson di The American Thinker è convinto che, se un numero sufficiente di cittadini americani vedesse il video qui sopra, la dinamica della campagna elettorale potrebbe cambiare precipitosamente. Noi non ne siamo così convinti, ma non c'è dubbio che siamo di fronte a qualcosa in grado di sollevare più di una domanda.
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (8-10 ott.) Obama +7 (-2)
Gallup Tracking (8-10 ott.) Obama +9 (+1)
Reuters/Zogby Tracking (8-10 ott.) Obama +4 (+1)
Hotline Tracking (8-10 ott.) Obama +10 (-3)
Media RCP Obama +7.6%
Statali
Alabama (Survey USA) McCain +27 (-3)
Florida (Research 2000) Obama +5 (-6)
Iowa (Survey USA) Obama +13 (-2)
North Carolina (WSOC-Tv) McCain +2 (-)
Ohio (Ohio Newspaper) McCain +2 (-4)
Rasmussen Tracking (8-10 ott.) Obama +7 (-2)
Gallup Tracking (8-10 ott.) Obama +9 (+1)
Reuters/Zogby Tracking (8-10 ott.) Obama +4 (+1)
Hotline Tracking (8-10 ott.) Obama +10 (-3)
Media RCP Obama +7.6%
Statali
Alabama (Survey USA) McCain +27 (-3)
Florida (Research 2000) Obama +5 (-6)
Iowa (Survey USA) Obama +13 (-2)
North Carolina (WSOC-Tv) McCain +2 (-)
Ohio (Ohio Newspaper) McCain +2 (-4)
venerdì 10 ottobre 2008
Electoral Map Update
New Hampshire: da DEM Leaning a DEM Solid
North Carolina: da Toss-Up a GOP Leaning
Pennsylvania: da DEM Leaning a DEM Solid
West Virginia: da GOP Solid a GOP Leaning
North Carolina: da Toss-Up a GOP Leaning
Pennsylvania: da DEM Leaning a DEM Solid
West Virginia: da GOP Solid a GOP Leaning
USA 2008 - 33. North Carolina

NORTH CAROLINA (15)
Popolazione: 9.061.032 (10°)
Capitale: Raileigh (380.173)
Città più grande: Charlotte (758.927; metro area: 2.491.650)
Governatore: Beverly Perdue (D)
Senato: Elizabeth Dole (R); Richard Burr (R)
Camera: GOP 6 DEM 7 - G.K. Butterfield (D); Bob Etheridge (D); Walter Jones, Jr. (R); David Price (D); Virginia Foxx (R); Howard Coble (R); Mike McIntyre (D); Robin Hayes (R); Sue Myrick (R); Patrick McHenry (R); Heath Shuler (D); Melvin Watt (D); Brad Miller (D)
La North Carolina è il 21° stato più conservatore degli Stati Uniti. Nel 2004, il voto per il candidato repubblicano è stato del 10.0% superiore alla media nazionale e negli ultimi anni il trend è stabile. Prima della Guerra Civile, la North Carolina era divisa - politicamente - tra Est e Ovest. La parte orientale dello stato (sede delle piantagioni di cotone dove erano utilizzati gli schiavi afro-americani) era democratica. La parte occidentale, dove lo schiavismo non era diffuso, sosteneva il Whig Party. Dopo la parentesi della Reconstruction, il partito democratico riconquistà il controllo pressoché totale dello stato, almeno fino al 1892, quando il partito repubblicano e il Populist Party formarono un'alleanza elettorale che portò alla conquista della legislatura statale e del governatore, senza tuttavia scalfire la superiorità dei democratici alle elezioni presidenziali. Nel giro di qualche anno, grazie al disfranchisement della popolazione di colore, la North Carolina diventò parte integrante del Solid Democratic South, sia a livello locale che a livello federale. Soltanto Herbert Hoover (+9% nel 1928) riuscì temporaneamente a scalfire un dominio totale che si è esteso fino al 1968, con la vittoria di Nixon (+10%), che ha dato invece l'avvio ad una lunga serie di successi repubblicani, interrotti soltanto da Carter nel 1976 (+11%): Nixon nel 1972 (+41%); Reagan nel 1980 (+2%) e nel 1984 (+24%); Bush Sr. nel 1988 (+16%) e nel 1992 (+1%); Dole nel 1996 (+4%); Bush Jr. nel 2000 (+13%) e nel 2004 (+13%).
A questa superiorità repubblicana nelle elezioni presidenziali non corrisponde un dominio altrettanto solido a livello locale. I democratici continuano a controllare molti dei posti chiave. E anche se entrambi i senatori sono del GOP, i democratici hanno il governatore, la maggioranza nelle camere della legislatura statale, la Corte Suprema locale e una maggioranza (lieve) nei distretti della Camera.
In condizioni normali, McCain non dovrebbe avere nessun problema a confermare - anche nel 2008 - la superiorità repubblicana alle presidenziali. Fin dall'inizio della campagna elettorale, però, soprattutto grazie ad una mobilitazione capillare della folta comunità afro-americana (circa il 25% della popolazione totale), Obama è stato molto competitivo nell'Old North State. I sondaggi da aprile ad agosto hanno sempre visto McCain in vantaggio, ma quasi mai in doppia cifra. Almeno fino all'inizio di settembre, dopo la convention del GOP e la selezione di Sarah Palin come candidato alla vicepresidenza, quando alcuni istituti di ricerca (Survey USA e Research 2000) hanno addirittura registrato un distacco intorno ai 20 punti percentuali. Questo grande vantaggio, però, è evaporato quasi subito. E dalla fine di settembre in poi, Obama è andato spesso davanti al suo avversario, che soltanto nell'ultima settimana sembra aver dato qualche (sporadico) cenno di ripresa.

La "geopolitica" moderna della North Carolina, malgrado il "riallineamento" degli anni Sessanta, continua a ricordare quella successiva alla Guerra Civile. La parte occidentale dello stato (Wester Piedmont e le Appalachian Mountains) continua ad essere fedele al partito repubblicano, con percentuali che in genere oscillano tra il 55% e il 75% (in contee come Mitchell, Avery, Yadkin, Davie, Stokes). Il GOP è anche più forte nelle contee sud-orientali (Beaufort, Wayne, Johnston, Craven, Harnett e molte altre). Mentre i democratici dominano al confine nord-orientale con la Virginia, nella zona centrale intorno a Winston-Salem e Greensboro, oltre che nelle aree urbane di Charlotte, Asheville, Raileigh e Durham (alcune delle quali sono in rapida espansione). Per il resto, come al solito, il partito repubblicano vola nelle zone rurali e nelle piccole città, mentre nei sobborghi cittadini i rapporti di forze sono molto più equilibrati.
Fino a ieri (dal 1° ottobre), nelle nostre previsioni l'Old North State era considerato un toss-up. Analizzando in profondità lo stato, però, abbiamo cambiato nuovamente l'assegnazione dello stato in un (pallidissimo, per la verità) GOP Leaning. A parte un leggero movimento a favore di McCain nelle ultime due rilevazioni Rasmussen, non ci sono (ancora?) sondaggi in grado di giustificare questa scelta (che del resto, come è cambiata in passato, potrebbe cambiare in futuro). E' nostra convinzione, però, che fondamentalmente la sfida del North Carolina si ridurrà allo scontro tra due fattori opposti: la capacità di turn-out democratico della comunità afro-americana; la capacità di turn-out repubblicano della comunità evangelica (che anch'essa si aggira intorno al 25% della popolazione totale). E mentre il primo fattore è tutto da scoprire, sul secondo il GOP ha dimostrato di eccellere negli ultimi cicli elettorali. Tra l'incognita del ground-game obamiano e la costante della spina dorsale conservatrice dello stato, in ultima analisi, scegliamo la costante. Pronti, naturalmente, ad essere smentiti dalla realtà. Altri 15 preziosissimi electoral votes si aggiungono (per il momento) alla colonna repubblicana.
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Reports (7-9 ott.) Obama +5 (=)
Gallup Tracking (7-9 ott.) Obama +10 (+1)
Battleground Tracking (6-9 ott.) Obama +8 (-5)
Hotline Tracking (7-9 ott.) Obama +7 (-1)
Reuters/Zogby Tracking (7-9 ott.) Obama +5 (-1)
Time (3-6 ott.) Obama +6 (+1)
FOX News (8-9 ott.) Obama +7 (-1)
Newsweek (8-9 ott.) Obama +11 (-11)
Media RCP Obama +7.1%
Statali
Florida (Strategic Vision) Obama +8 (-11)
Georgia (InAdv) McCain +3 (-3)
Ohio (Strategic Vision) Obama +2 (-5)
Ohio (InAdv) Obama +5 (-3)
Oregon (Rasmussen) Obama +11 (-7)
Wisconsin (Research 2000) Obama +10 (-4)
Rasmussen Reports (7-9 ott.) Obama +5 (=)
Gallup Tracking (7-9 ott.) Obama +10 (+1)
Battleground Tracking (6-9 ott.) Obama +8 (-5)
Hotline Tracking (7-9 ott.) Obama +7 (-1)
Reuters/Zogby Tracking (7-9 ott.) Obama +5 (-1)
Time (3-6 ott.) Obama +6 (+1)
FOX News (8-9 ott.) Obama +7 (-1)
Newsweek (8-9 ott.) Obama +11 (-11)
Media RCP Obama +7.1%
Statali
Florida (Strategic Vision) Obama +8 (-11)
Georgia (InAdv) McCain +3 (-3)
Ohio (Strategic Vision) Obama +2 (-5)
Ohio (InAdv) Obama +5 (-3)
Oregon (Rasmussen) Obama +11 (-7)
Wisconsin (Research 2000) Obama +10 (-4)
Truthers in Moscow
Vi eravate chiesti che fine avesse fatto Giulietto Chiesa? È andato a raccontare la “verità sull'11 settembre” ai compagni moscoviti: parola del Weekly Standard.
giovedì 9 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (6-8 sett.) Obama +5 (+1)
Gallup Tracking (6-8 sett.) Obama +11 (=)
Reuters/Zogby Tracking (6-8 sett.) Obama +4 (-2)
Battleground Tracking (5-8 sett.) Obama +3 (+1)
Hotline Tracking (6-8 sett.) Obama +6 (-5)
Media RCP Obama +5.6%
Statali
Florida (Rasmussen) Obama +3 (+4)
Georgia (Rasmussen) McCain +9 (-2)
Georgia (Strategic Vision) McCain +7 (-6)
Indiana (Rasmussen) McCain +7 (+5)
Michigan (Rasmussen) Obama +16 (-11)
Minnesota (Rasmussen) Obama +7 (+1)
Minnesota (ARG) Obama +1 (=)
Missouri (ARG) McCain +3 (-2)
Montana (ARG) McCain +5 (+3)
New Hampshire (ARG) Obama +9 (-12)
New Jersey (Rasmussen) Obama +8 (+5)
North Carolina (Rasmussen) Obama +1 (+2)
North Carolina (Civitas) Obama +5 (-5)
Ohio (ARG) Obama +3 (-9)
Pennsylvania (Strategic Vision) Obama +14 (-13)
Texas (ARG) McCain +19 (-2)
Virginia (PPP) Obama +8 (-6)
West Virginia (ARG) Obama +8 (-12)
Wisconsin (Rasmussen) Obama +10 (-8)
Rasmussen Tracking (6-8 sett.) Obama +5 (+1)
Gallup Tracking (6-8 sett.) Obama +11 (=)
Reuters/Zogby Tracking (6-8 sett.) Obama +4 (-2)
Battleground Tracking (5-8 sett.) Obama +3 (+1)
Hotline Tracking (6-8 sett.) Obama +6 (-5)
Media RCP Obama +5.6%
Statali
Florida (Rasmussen) Obama +3 (+4)
Georgia (Rasmussen) McCain +9 (-2)
Georgia (Strategic Vision) McCain +7 (-6)
Indiana (Rasmussen) McCain +7 (+5)
Michigan (Rasmussen) Obama +16 (-11)
Minnesota (Rasmussen) Obama +7 (+1)
Minnesota (ARG) Obama +1 (=)
Missouri (ARG) McCain +3 (-2)
Montana (ARG) McCain +5 (+3)
New Hampshire (ARG) Obama +9 (-12)
New Jersey (Rasmussen) Obama +8 (+5)
North Carolina (Rasmussen) Obama +1 (+2)
North Carolina (Civitas) Obama +5 (-5)
Ohio (ARG) Obama +3 (-9)
Pennsylvania (Strategic Vision) Obama +14 (-13)
Texas (ARG) McCain +19 (-2)
Virginia (PPP) Obama +8 (-6)
West Virginia (ARG) Obama +8 (-12)
Wisconsin (Rasmussen) Obama +10 (-8)
NRA
Alla fine è arrivato, per McCain, il tanto sospirato endorsement della National Rifle Association.
Round -Up: Hot Air, American Spectator, Time, The Campaign Spot (National Review)
Round -Up: Hot Air, American Spectator, Time, The Campaign Spot (National Review)
October Surprise?
Io credo che la cosa più simile ad una october surprise che ci si possa aspettare dalla campagna di McCain sia questa (tenetela d'occhio anche qui). Funzionerà?
UPDATE. Primi sintomi di blogswarm: The Corner, Michelle Malkin, Michael Bérubé, Moonbattery, Althouse, Patterico's Pontifications, Politically Drunk On Power!, Atlas Shrugs, Marathon Pundit, QandO, Take Our Country Back, Dr. Sanity, The Jawa Report, The Astute Bloggers
UPDATE/2. Erick Erickson di RedState aveva già affrontato l'argomento sul suo blog e sul sito di Human Events. Vale la pena approfondire la questione.
UPDATE/3. Human Events continua ad indagare.
UPDATE/4. More blogswarm: Pajamas Media, Private Secrets, BitsBlog, Southern Appeal, Ace of Spades, Hot Air, Exurban League, Jammie Wearing Fool, Gateway Pundit, The Jawa Report, PoliPundit, UrbanGrounds, Jules Crittenden, It's a Paul's World, Primary Reason, PreambleNY, View from the Right, Tennessee Guerrilla, USS Neverdocks, Blue Crab Boulevard, Queer Conservative, Lone Star Times, Catholics in the Pub, CDR Salamander
UPDATE. Primi sintomi di blogswarm: The Corner, Michelle Malkin, Michael Bérubé, Moonbattery, Althouse, Patterico's Pontifications, Politically Drunk On Power!, Atlas Shrugs, Marathon Pundit, QandO, Take Our Country Back, Dr. Sanity, The Jawa Report, The Astute Bloggers
UPDATE/2. Erick Erickson di RedState aveva già affrontato l'argomento sul suo blog e sul sito di Human Events. Vale la pena approfondire la questione.
UPDATE/3. Human Events continua ad indagare.
UPDATE/4. More blogswarm: Pajamas Media, Private Secrets, BitsBlog, Southern Appeal, Ace of Spades, Hot Air, Exurban League, Jammie Wearing Fool, Gateway Pundit, The Jawa Report, PoliPundit, UrbanGrounds, Jules Crittenden, It's a Paul's World, Primary Reason, PreambleNY, View from the Right, Tennessee Guerrilla, USS Neverdocks, Blue Crab Boulevard, Queer Conservative, Lone Star Times, Catholics in the Pub, CDR Salamander
mercoledì 8 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (5-7 ott.) Obama +6 (+2)
Gallup Tracking (5-7 ott.) Obama +11 (-2)
Battleground Tracking (2-7 ott.) Obama +4 (+3)
Hotline Tracking (5-7 ott.) Obama +1 (+1)
Reuters/Zogby Tracking (5-7 ott.) Obama +2 (+1)
Ipsos/McClatchy (2-6 ott.) Obama +7 (-4)
Media RCP Obama +5.1%
Statali
New Jersey (Farleigh Dickinson) Obama +13 (-6)
Oklahoma (TVpoll.com) McCain +37 (-)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +12 (-2)
Wisconsin (Rasmussen) Obama +10 (-8)
Rasmussen Tracking (5-7 ott.) Obama +6 (+2)
Gallup Tracking (5-7 ott.) Obama +11 (-2)
Battleground Tracking (2-7 ott.) Obama +4 (+3)
Hotline Tracking (5-7 ott.) Obama +1 (+1)
Reuters/Zogby Tracking (5-7 ott.) Obama +2 (+1)
Ipsos/McClatchy (2-6 ott.) Obama +7 (-4)
Media RCP Obama +5.1%
Statali
New Jersey (Farleigh Dickinson) Obama +13 (-6)
Oklahoma (TVpoll.com) McCain +37 (-)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +12 (-2)
Wisconsin (Rasmussen) Obama +10 (-8)
Scoreboard
Gli analisti e i commentatori della galassia conservatrice invocavano il “colpo di reni”, lo scatto capace di invertire la dinamica di una corsa verso la Casa Bianca che sembrava ormai indirizzata verso la vittoria di Barack H. Obama. Ebbene, il “game changer” tanto atteso da parte di John McCain non c’è stato. Anzi, dopo il dibattito tutto sommato equilibrato che si è svolto a Nashville (Tennessee) nella notte tra martedì e mercoledì, si può dire che Obama abbia fatto un altro, importante passo, verso Pennsylvania Avenue.
Il formato alla “townhall” del confronto avrebbe in teoria dovuto favorire McCain. Ma la scialba conduzione di Tom Brokaw (storico anchorman di Nbc News) ha lasciato davvero poco spazio all’improvvisazione, in cui il candidato repubblicano eccelle. Anzi, le “passeggiate” in mezzo al pubblico hanno semmai sfavorito il candidato repubblicano, che soffre di un evidente stato di inferiorità fisica nei confronti dell’avversario (tra Honolulu e Hanoi non ci sono solo differenze climatiche...). Nella sostanza, il dibattito può essere considerato un pareggio. Obama più brillante e diretto sui temi economici, McCain nettamente meglio in politica estera. Nessuna sorpresa, nessun capovolgimento di fronte. E questa è un’ottima notizia per il ticket democratico.
I “sondaggi” effettuati subito dopo la fine del confronto da Cbs News e Cnn hanno registrato una prevalenza di pareri favorevoli per il candidato democratico (+14% e +9%, rispettivamente). Ma da un mondo come quello dei mainstream media - univocamente, convintamente e spudoratamente schierato dalla parte di Obama - non ci si potevano aspettare risultati molto diversi, a prescindere dalla realtà del dibattito.
Una realtà che, in ogni caso, resta sfavorevole per il candidato repubblicano. Le voci della vigilia, che volevano McCain tirare in ballo personalmente gli “scheletri nell’armadio” di Obama (Ayers, Rezko e i finanziamenti esteri alla sua campagna), sono state smentite in diretta televisiva. Gli strateghi del Gop, evidentemente, pensano che Sarah Palin sia più adatta a occuparsi del “lavoro sporco”, come sta facendo in giro per gli swing-states ormai da qualche giorno. Mentre McCain deve restare “al di sopra” di questa politica dell’attacco negativo nei confronti dell’avversario. È una posizione comprensibile - visto l’inevitabile rischio-boomerang di una condotta del genere - ma poco compatibile con lo stato attuale della corsa.
A parte il vantaggio di Obama nei sondaggi condotti a livello nazionale, che oscilla tra il 2% di Zogby/Reuters e il 9% di Gallup (anche se nelle ultime 48 ore c’è stato qualche segnale sparso di timida ripresa), i democratici nelle ultime settimane hanno consolidato la loro posizione in quasi tutti gli stati in bilico. Conducono ampiamente negli “stati blu” su cui McCain aveva delle mire (Minnesota, Wisconsin, Pennsylvania, Michigan e New Hampshire). In più, il Grand Old Party sta soffrendo molto più del previsto negli stati che - matematicamente - non può permettersi di perdere.
Abbandonato definitivamente l’Iowa, che non è mai stato seriamente alla portata di McCain, parliamo dei tre stati che compongono la western strategy di Obama (New Mexico, Colorado e Nevada), di alcuni stati “sudisti” (o quasi), come Virginia, North Carolina e addirittura Missouri. Senza contare Ohio e Florida, che insieme mettono in palio 47 preziosissimi electoral votes, nei quali McCain - dopo essere stato in vantaggio fino alla metà di settembre - è stato raggiunto e superato da Obama.
Questa “sofferenza” repubblicana che si estende ormai a quasi tutta la mappa elettorale rende sempre più necessario quel “game changer” che molti si aspettavano dal dibattito di martedì. E che non c’è stato. La partita, è vero, è ancora lunga. Ma non abbastanza da consentire al ticket McCain-Palin di restare con le mani in mano, in attesa di un evento esterno capace di cambiare la dinamica della corsa. È arrivato il momento di fare qualcosa, prima che sia troppo tardi.
(domani in edicola su Liberal)
Il formato alla “townhall” del confronto avrebbe in teoria dovuto favorire McCain. Ma la scialba conduzione di Tom Brokaw (storico anchorman di Nbc News) ha lasciato davvero poco spazio all’improvvisazione, in cui il candidato repubblicano eccelle. Anzi, le “passeggiate” in mezzo al pubblico hanno semmai sfavorito il candidato repubblicano, che soffre di un evidente stato di inferiorità fisica nei confronti dell’avversario (tra Honolulu e Hanoi non ci sono solo differenze climatiche...). Nella sostanza, il dibattito può essere considerato un pareggio. Obama più brillante e diretto sui temi economici, McCain nettamente meglio in politica estera. Nessuna sorpresa, nessun capovolgimento di fronte. E questa è un’ottima notizia per il ticket democratico.
I “sondaggi” effettuati subito dopo la fine del confronto da Cbs News e Cnn hanno registrato una prevalenza di pareri favorevoli per il candidato democratico (+14% e +9%, rispettivamente). Ma da un mondo come quello dei mainstream media - univocamente, convintamente e spudoratamente schierato dalla parte di Obama - non ci si potevano aspettare risultati molto diversi, a prescindere dalla realtà del dibattito.
Una realtà che, in ogni caso, resta sfavorevole per il candidato repubblicano. Le voci della vigilia, che volevano McCain tirare in ballo personalmente gli “scheletri nell’armadio” di Obama (Ayers, Rezko e i finanziamenti esteri alla sua campagna), sono state smentite in diretta televisiva. Gli strateghi del Gop, evidentemente, pensano che Sarah Palin sia più adatta a occuparsi del “lavoro sporco”, come sta facendo in giro per gli swing-states ormai da qualche giorno. Mentre McCain deve restare “al di sopra” di questa politica dell’attacco negativo nei confronti dell’avversario. È una posizione comprensibile - visto l’inevitabile rischio-boomerang di una condotta del genere - ma poco compatibile con lo stato attuale della corsa.
A parte il vantaggio di Obama nei sondaggi condotti a livello nazionale, che oscilla tra il 2% di Zogby/Reuters e il 9% di Gallup (anche se nelle ultime 48 ore c’è stato qualche segnale sparso di timida ripresa), i democratici nelle ultime settimane hanno consolidato la loro posizione in quasi tutti gli stati in bilico. Conducono ampiamente negli “stati blu” su cui McCain aveva delle mire (Minnesota, Wisconsin, Pennsylvania, Michigan e New Hampshire). In più, il Grand Old Party sta soffrendo molto più del previsto negli stati che - matematicamente - non può permettersi di perdere.
Abbandonato definitivamente l’Iowa, che non è mai stato seriamente alla portata di McCain, parliamo dei tre stati che compongono la western strategy di Obama (New Mexico, Colorado e Nevada), di alcuni stati “sudisti” (o quasi), come Virginia, North Carolina e addirittura Missouri. Senza contare Ohio e Florida, che insieme mettono in palio 47 preziosissimi electoral votes, nei quali McCain - dopo essere stato in vantaggio fino alla metà di settembre - è stato raggiunto e superato da Obama.
Questa “sofferenza” repubblicana che si estende ormai a quasi tutta la mappa elettorale rende sempre più necessario quel “game changer” che molti si aspettavano dal dibattito di martedì. E che non c’è stato. La partita, è vero, è ancora lunga. Ma non abbastanza da consentire al ticket McCain-Palin di restare con le mani in mano, in attesa di un evento esterno capace di cambiare la dinamica della corsa. È arrivato il momento di fare qualcosa, prima che sia troppo tardi.
(domani in edicola su Liberal)
martedì 7 ottobre 2008
USA 2008 - 32. New York

NEW YORK (31)
Popolazione: 19.297.729 (3°)
Capitale: Albany (94.172)
Città più grande: New York (8.274.527; metro area: 19.750.000)
Governatore: David Paterson (D)
Senato: Charles Schumer (D); Hillary Clinton (D)
Camera: GOP 6 DEM 23 - Tim Bishop (D); Steve Israel (D); Peter King (R); Carolyn McCarthy (D); Gary Ackerman (D); Gregory Meeks (D); Joseph Crowley (D); Jerrold Nadler (D); Anthony Weiner (D); Edolphus Towns (D); Yvette Clark (D); Nydia Velazquez (D); Vito Fossella (R); Carolyn Maloney (D); Charles Rangel (D); Jose Serrano (D); Eliot Engel (D); Nita Lowey (D); John Hall (D); Kirsten Gillibrand (D); Michael McNulty (D); Maurice Hinchey (D); John McHugh (R); Michael Arcuri (D); James Walsh (R); Thomas Reynolds (R); Brian Higgins (D); Louise Slaughter (D); Randy Kuhl (R)
New York è il 4° stato meno conservatore degli Stati Uniti. Nel 2004, il voto per il candidato repubblicano è stato del 20.8% inferiore alla media nazionale e negli ultimi anni il trend è favorevole al partito democratico. Swing-state puro nei primi anni della storia politica americana (dal 1866 al 1896 nessun candidato ha avuto un vantaggio superiore al 5% nei confronti dell'avversario), agli inizi del '900 lo stato di New York ha conosciuto un lungo dominio repubblicano (interrotto solo da Woodrow Wilson nel 1916) fino all'era-Roosevelt. Dopo aver attraversato con entusiasmo decrescente - soprattutto nel 1940 e nel 1944 - le quattro presidenze di FDR, l'Empire State è tornato a votare per il GOP nel 1948 (Dewey +1%), nel 1952 (Einsenhower +12%) e nel 1956 (Eisenhower +23%); per poi tornare all'ovile democratico nel 1960 (Kennedy +5%), nel 1964 (Johnson +37%) e nel 1968 (Humphrey +5%). La buona vittoria di Nixon nel 1972 (+17%) e quella più risicata di Carter nel 1976 (+5%) sono state il preludio agli ultimi due successi repubblicani nello stato, quelli di Reagan nel 1980 (+3%) e nel 1984 (+8%). Ma ormai New York stava scivolando sempre di più in casa democratica, come avrebbero dimostrato le vittorie di Dukakis nel 1988 (+4%), di Clinton nel 1992 (+16%) e nel 1996 (+29%), di Gore nel 2000 (+25%) e di Kerry nel 2004 (+18%).
Malgrado la sconfitta del senatore junior dello stato (Hillary Rodham Clinton) alle primarie democratiche, l'Empire State non è mai stato in gioco nel ciclo elettorale 2008. Se si esclude un outlier di Siena University all'inizio di settembre, soltanto nel mese di aprile il vantaggio di Obama è stato inferiore alla doppia cifra. E oggi la media RCP registra un distacco a favore del candidato democratico appena inferiore al 20%. In più, oltre a non avere alcuna speranza di conquistare i 31 electoral votes a disposizione, il GOP deve giocare in difesa in almeno 3 dei 6 seggi della Camera che gli sono rimasti dopo la batosta del 2006. Con l'ex sindaco di New York City, Rudy Giuliani, alla testa del ticket, i repubblicani avrebbero almeno potuto sperare in una sconfitta onorevole. Con lo scontro Obama-McCain, invece, rischiano di andare peggio che nel 2004, avvicinandosi ai livelli delle disfatte subite nel 1996 e nel 2000.

Se si analizzano le mappe elettorali dell'Empire State, non si può non rimanere stupiti per la prevalenza del rosso rispetto al blu. Per vincere nello stato, però, ai democratici bastano le contee di New York City. Bronx, Kings, New York, Queens: in queste quattro contee il partito democratico, nel 2004, ha staccato quello repubblicano di quasi un milione e mezzo di voti. Si tratta della stessa quantità di voti di distacco (anzi, qualcosa di più) che ci sono stati tra Kerry e Bush alle ultime elezioni presidenziali. Per quanto riguarda il resto dello stato, i democratici sono generalmente più forti anche nelle altre aree urbane (Albany, Buffalo, Rochester e Syracuse), mentre in molti sobborghi e le zone rurali di Upstate New York il GOP si afferma con percentuali che oscillano tra il 55% e il 65%. In alcune aree suburbane molto popolose (come Wetchester e Long Island), infine, i rapporti di forze tra i due partiti maggiori sono molto equilibrati.
Con una superiorità così schiacciante a New York City, ci vorrebbe un cataclisma per far sviolare l'Empire State lontano dal blu notte tipico del New England. Anzi, per dirla tutta, nemmeno un cataclisma (9/11, anyone?) è stato sufficiente. Lo stato di New York fila diritto nella colonna DEM Solid, senza se, senza ma e senza forse. Altri 31 electoral votes per il partito democratico.
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (4-6 ott.) Obama +8 (=)
Gallup Tracking (4-6 ott.) Obama +9 (-1)
Battleground Tracking (1-6 ott.) Obama +7 (=)
Hotline Tracking (4-6 ott.) Obama +2 (+5)
Reuters/Zogby Tracking (4-6 ott.) Obama +3 (-)
NBC/Wall Street Journal (4-5 ott.) Obama +6 (-4)
CBS News (3-5 ott.) Obama +3 (+6)
Media RCP Obama +5.5%
Statali
Alaska (Rasmussen) McCain +15 (-16)
Colorado (InAdv) Obama +6 (+3)
Indiana (Research 2000) Tie (-1)
Indiana (CNN/Time) McCain +5 (-1)
Florida (Mason/Dixon) Obama +2 (=)
Maine (Rasmussen) Obama +5 (-1)
Minnesota (Minn. Public Radio) Obama +13 (-3)
Nevada (Reno Gazette) Obama +7 (-6)
Nevada (InAdv) Obama +2 (-1)
New Hampshire (CNN/Time) Obama +8 (-2)
North Carolina (CNN/Time) Tie (-1)
North Carolina (Survey USA) McCain +3
Ohio (CNN/Time) Obama +3 (-1)
Ohio (PPP) Obama +6 (-10)
Ohio (ABC News/WaPo) Obama +6 (-)
Pennsylvania (Survey USA) Obama +15 (-9)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +10 (+1)
Pennsylvania (Rasmussen) Obama +13 (-5)
Wisconsin (Survey USA) Obama +10 (-1)
Wisconsin (CNN/Time) Obama +5 (-2)
Rasmussen Tracking (4-6 ott.) Obama +8 (=)
Gallup Tracking (4-6 ott.) Obama +9 (-1)
Battleground Tracking (1-6 ott.) Obama +7 (=)
Hotline Tracking (4-6 ott.) Obama +2 (+5)
Reuters/Zogby Tracking (4-6 ott.) Obama +3 (-)
NBC/Wall Street Journal (4-5 ott.) Obama +6 (-4)
CBS News (3-5 ott.) Obama +3 (+6)
Media RCP Obama +5.5%
Statali
Alaska (Rasmussen) McCain +15 (-16)
Colorado (InAdv) Obama +6 (+3)
Indiana (Research 2000) Tie (-1)
Indiana (CNN/Time) McCain +5 (-1)
Florida (Mason/Dixon) Obama +2 (=)
Maine (Rasmussen) Obama +5 (-1)
Minnesota (Minn. Public Radio) Obama +13 (-3)
Nevada (Reno Gazette) Obama +7 (-6)
Nevada (InAdv) Obama +2 (-1)
New Hampshire (CNN/Time) Obama +8 (-2)
North Carolina (CNN/Time) Tie (-1)
North Carolina (Survey USA) McCain +3
Ohio (CNN/Time) Obama +3 (-1)
Ohio (PPP) Obama +6 (-10)
Ohio (ABC News/WaPo) Obama +6 (-)
Pennsylvania (Survey USA) Obama +15 (-9)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +10 (+1)
Pennsylvania (Rasmussen) Obama +13 (-5)
Wisconsin (Survey USA) Obama +10 (-1)
Wisconsin (CNN/Time) Obama +5 (-2)
USA 2008 - 31. New Mexico

NEW MEXICO (5)
Popolazione: 1.969.915 (36°)
Capitale: Santa Fe (72.056; metro area: 183.782)
Città più grande: Albuquerque (518,271; metro area: 835.120)
Governatore: Bill Richardson (D)
Senato: Pete Domenici (R); Jeff Bingaman, Jr. (D)
Camera: GOP 2 DEM 1 - Heather Wilson (R); Steven Pearce (R); Tom Udall (D)
Il New Mexico è il 30° stato più conservatore degli Stati Uniti. Nel 2004, il voto per il candidato repubblicano è stato dell'1.7% inferiore alla media nazionale e negli ultimi anni il trend è piuttosto stabile. In passato (cioè dalle elezioni del 1912 in poi), il New Mexico ha sempre votato per il candidato vincente alle elezioni presidenziali, tranne che in due casi: Gerald Ford nel 1976 (+2.5% su Jimmy Carter) e Al Gore nel 2000 (+0.06% su George W. Bush). Nel 2004, proprio Bush Jr. ha spezzato - con un margine ridottissimo dello 0.8% su John F. Kerry - il dominio democratico iniziato negli anni Novanta con Bill Clinton, vincente su George Bush Sr. nel 1992 (+8%) e su Bob Dole nel 1996 (+7%). Le ultime cinque elezioni, comunque, sono state sfide molto più combattute rispetto a quelle dei decenni precedenti. Ecco il dettaglio dal 1948 al 1988: Truman nel 1948 (+14%); Eisenhower nel 1952 (+11%) e nel 1956 (+17%); Kennedy nel 1960 (+0.5%); Johnson nel 1964 (+19%); Nixon nel 1968 (+14%) e nel 1972 (+25%); Reagan nel 1980 (+18%) e nel 1984 (+20%); Bush Sr. nel 1988 (+5%).
Nel ciclo elettorale del 2008, è apparso subito chiaro come il New Mexico (insieme all'Iowa) fosse uno dei red states principali nel mirino della campagna di Obama. E i sondaggi, soprattutto dopo la conquista matematica della nomination, hanno iniziato a dargli ragione. Da giugno ad oggi, nei sondaggi archiviati da RealClear Politics, Obama è stato in vantaggio 11 volte su 13, qualche volta anche con un vantaggio in doppia cifra. Il distacco sembrava essersi ridotto nei giorni successivi alla convention repubblicana, ma poi è tornato a crescere. Oggi la media RCP registra un vantaggio di Obama superiore ai 7 punti percentuali. A complicare la difficile impresa di McCain, ci sarà anche la corsa per il seggio repubblicano del Senato lasciato vacante da Pete Dominici. Il democratico Tom Udall (oggi alla Camera) sembra in netto vantaggio. E questo potrebbe migliorare ancora di più la dinamica della corsa a favore del partito democratico.

La mappa elettorale della Land of Enchantment è piuttosto frastagliata. Il Nord dello stato è praticamente diviso in tre: i repubblicani vincono nettamente a San Juan (al confine nord-occidentale con Arizona, Utah e Colorado) e Union; i democratici a Rio Arriba, Taos, San Miguel e Santa Fe; nelle due contee urbane di Bernalillo e Valencia (dove risiede Albuquerque), infine, la situazione è estremamente equilibrata. Il Sud dello stato, invece, è diviso in due: i repubblicani dominano a est (soprattutto Lea County e Curry County, al confine con il Texas); i democratici sono più forti ad ovest (soprattutto a Dona Ana County, al confine con il Messico). Proprio l'immigrazione proveniente dal vicino Messico (la popolazione di lingua spagnola è ormai il 40% del totale) e la folta comunità di nativi-americani (10% di Navajos e Pueblos concentrati nel nord-est dello stato) sono due delle possibili carte vincenti per Obama.
L'importanza crescente del voto ispanico, la diminuzione del numero di "indipendenti", la superiorità di registered democrats: tutte le variabili demografiche sembrano congiurare per il passaggio del New Mexico dalla colonna repubblicana a quella democratica. Senza contare che la campagna di Obama ha investito molto nello stato (come in Colorado e Nevada) con una western strategy molto aggressiva. Per ora ci limitiamo ad assegnare al New Mexico il colore, azzurro chiaro, che spetta agli stati DEM Leaning. Ma si tratta di una previsione che, nell'ultimo mese di campagna elettorale, può ancora cambiare. In un senso o nell'altro.
lunedì 6 ottobre 2008
USA 2008 - 30. New Jersey

NEW JERSEY (10)
Popolazione: 8.685.920 (11°)
Capitale: Trenton (82.804)
Città più grande: Newark (273.546)
Governatore: Jon Corzine (D)
Senato: Frank Lautenberg (D); Robert Menendez (D)
Camera: GOP 6 DEM 7 - Robert Andrews (D); Frank LoBiondo (R); Jim Saxton (R); Christopher Smith (R); Scott Garrett (R); Frank Pallone, Jr. (D); Mike Ferguson (R); Bill Pascrell, Jr. (D); Steven Rothman (D); Donald Payne (D); Rodney Frelinghuysen (R); Rush Holt (D); Albio Sires (D)
Il New Jersey è il 13° stato meno conservatore degli Stati Uniti. Nel 2004, il voto per il candidato repubblicano è stato del 9.2% inferiore alla media nazionale e negli ultimi anni il trend è abbastanza stabile. Nel Dopoguerra, il New Jersey è stato a lungo competitivo, con una spiccata predilezione a scegliere il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali. Dal 1948 al 1988, soltanto Kennedy nel 1960 (+0.8%) e Johnson nel 1964 (+32%) hanno spezzato una lunga serie favorevole al GOP: Dewey nel 1948 (+5%); Einsenhower nel 1952 (+15%) e nel 1956 (+30%); Nixon nel 1968 (+3%) e nel 1972 (+25%); Ford nel 1976 (+2%); Reagan nel 1980 (+23%) e nel 1984 (+31%); Bush Sr. nel 1988 (+14%). Dopo le due vittorie di Clinton nel 1992 (+2%) e nel 1996 (+18%), il Garden State è diventato, però, sempre più blu. Gore ha vinto nettamente contro Bush Jr. nel 2000 (+16%) e anche se nel 2004 il GOP ha investito molte risorse nello stato, alla fine le speranze di rivincita sono state frustrate dal +6% di Kerry, dopo che Bush era rimasto molto vicino al rivale in quasi tutti i sondaggi di ottobre.
Anche nel 2008, il New Jersey - per qualche settimana - è stato considerato come un potenziale target repubblicano. Prima di aprile, McCain aveva addirittura un lievissimo vantaggio secondo Rasmussen e Survey USA. E successivamente, sia a luglio che a settembre, sono usciti alcuni sondaggi con Obama davanti solo di 3 punti percentuali (Rasmussen, Marist, Quinnipiac). Malgrado la media RCP (Obama +8.6%) ancora non abbia consegnato il New Jersey alla colonna degli stati "DEM Solid", sembra assai improbabile - vista anche la recente tendenza nazionale - che lo stato sia realmente in gioco a novembre. I repubblicani, anzi, farebbero bene a guardarsi dall'offensiva democratica in alcuni dei 6 distretti della Camera controllati dal GOP (soprattutto il 3° e il 7°).

Le roccaforti tradizionali del partito democratico nel Garden State sono Mercer County (intorno a Trenton e Princeton), Essex County e Hudson County (le due contee più popolose in cui risiedono le due città più grandi dello stato: Newark e Jersey City), oltre a Camden County (che racchiude aree urbane appena fuori da Philadelphia e New York). Anche nelle contee settentrionali di Union e Middlesex, che gravitano appena fuori i suburbs newyorkesi, il partito democratico è più forte, ma i rapporti di forze con il GOP sono equilibrati. Nelle contee più suburbane del nord-ovest (Sussex, Morris, Warren, Morris, Hunterdon) e del sud-est (Cape May, Ocean, Monmouth), domina invece il partito repubblicano. Almeno la metà delle contee del New Jersey, comunque, possono essere genericamente considerate swing-counties: a Bergen, la zona settentrionale è repubblicana, mentre a sud (soprattutto nella folta comunità ispanica) spopolano i democratici. Riepilogando, si tratta di uno stato in cui i repubblicani sono potenzialmente in grado di comportarsi molto bene. Anche se poi, nel giorno delle elezioni, di solito rimediano cocenti sconfitte.
Qualche analista dipinge ancora il Garden State di azzurro chiaro. Noi, scottati dalle “aspettative deluse” del 2004, facciamo un passo oltre e assegniamo lo stato direttamente alla colonna DEM Solid. Magari, da qui a novembre, uscirà ancora qualche sondaggio con un vantaggio ridotto di Obama nei confronti di McCain. Ma non fateci troppo caso: nel giorno dell'election day, magicamente, il dna democratico del New Jersey tornerà a farsi sentire.
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (3-5 ott.) Obama +8 (-1)
Battleground Tracking (30-5 ott.) Obama +7 (-4)
Gallup Tracking (3-5 ott.) Obama +8 (-1)
Hotline Tracking (3-5 ott.) Obama +6 (+1)
Democracy Corps (1-5 ott.) Obama +3 (+2)
CNN (3-5 ott.) Obama + 8 (-4)
Media RCP Obama +6.4%
Statali
Colorado (Rasmussen) Obama +6 (-5)
Florida (Rasmussen) Obama +7 (-7)
Georgia (Research 2000) McCain +7 (-)
Missouri (Rasmussen) Obama +3 (-8)
New Hampshire (Survey USA) Obama +13 (-)
North Carolina (PPP) Obama +6 (-4)
New Mexico (Albuquerque Journal) Obama +5 (-)
Ohio (Rasmussen) McCain +1 (=)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +11 (-1)
Virginia (Survey USA) Obama +10 (-4)
Virginia (Suffolk) Obama +12 (-)
Virginia (Rasmussen) Obama +2 (+1)
Rasmussen Tracking (3-5 ott.) Obama +8 (-1)
Battleground Tracking (30-5 ott.) Obama +7 (-4)
Gallup Tracking (3-5 ott.) Obama +8 (-1)
Hotline Tracking (3-5 ott.) Obama +6 (+1)
Democracy Corps (1-5 ott.) Obama +3 (+2)
CNN (3-5 ott.) Obama + 8 (-4)
Media RCP Obama +6.4%
Statali
Colorado (Rasmussen) Obama +6 (-5)
Florida (Rasmussen) Obama +7 (-7)
Georgia (Research 2000) McCain +7 (-)
Missouri (Rasmussen) Obama +3 (-8)
New Hampshire (Survey USA) Obama +13 (-)
North Carolina (PPP) Obama +6 (-4)
New Mexico (Albuquerque Journal) Obama +5 (-)
Ohio (Rasmussen) McCain +1 (=)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +11 (-1)
Virginia (Survey USA) Obama +10 (-4)
Virginia (Suffolk) Obama +12 (-)
Virginia (Rasmussen) Obama +2 (+1)
domenica 5 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Ramussen Tracking (2-4 ott.) Obama +7 (-1)
Gallup Tracking (2-4 ott.) Obama +7 (+1)
Hotline Tracking (2-4 ott.) Obama +7 (=)
Media RCP Obama +5.9%
Ramussen Tracking (2-4 ott.) Obama +7 (-1)
Gallup Tracking (2-4 ott.) Obama +7 (+1)
Hotline Tracking (2-4 ott.) Obama +7 (=)
Media RCP Obama +5.9%
Statali
Colorado (Mason-Dixon) Tie (+3)
Minnesota (Star Tribune) Obama +18 (-18)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +10 (+2)
Nota. Per gli amanti della fantascienza che non sono soddisfatti dal "sondaggio" del Minnesota Star Tribune, segnaliamo anche un Columbus Dispatch sull'Ohio (Obama +7), che non aggiungiamo alla nostra lista per una radicale avversione metodologica. Non teniamo conto dei sondaggi fatti da Zogby su Internet, figuratevi cosa possiamo pensare dei sondaggi fatti "per posta"...
La storia ci mette un po'
Enzo Reale, su 1972: dedicato a chi, putroppo anche a destra, ha abbandonato la speranza di esportare la democrazia.
sabato 4 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (1-3 ott.) Obama +6 (+1)
Gallup Tracking (1-3 ott.) Obama +8 (-1)
Hotline Tracking (1-3 ott.) Obama +7 (-1)
Media RCP Obama +5.9%
Statali
Pennsylvania (Morning Call) Obama +12 (-3)
Rasmussen Tracking (1-3 ott.) Obama +6 (+1)
Gallup Tracking (1-3 ott.) Obama +8 (-1)
Hotline Tracking (1-3 ott.) Obama +7 (-1)
Media RCP Obama +5.9%
Statali
Pennsylvania (Morning Call) Obama +12 (-3)
venerdì 3 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (30-2 ott.) Obama +7 (=)
Gallup Tracking (30-2 ott.) Obama +7 (-2)
Battleground Tracking (29-2 ott.) Obama +3 (+2)
Hotline Tracking (30-2 ott.) Obama +6 (-1)
Media RCP Obama +5.8%
Statali
Minnesota (Survey USA) McCain +1 (+3)
Nevada (Rasmussen) Obama +4 (-5)
New Hampshire (Rasmussen) Obama +10 (-12)
New Hampshire (St. Anselm/SRBI) Obama +12 (-)
Washington (Rasmussen) Obama +10 (-8)
Rasmussen Tracking (30-2 ott.) Obama +7 (=)
Gallup Tracking (30-2 ott.) Obama +7 (-2)
Battleground Tracking (29-2 ott.) Obama +3 (+2)
Hotline Tracking (30-2 ott.) Obama +6 (-1)
Media RCP Obama +5.8%
Statali
Minnesota (Survey USA) McCain +1 (+3)
Nevada (Rasmussen) Obama +4 (-5)
New Hampshire (Rasmussen) Obama +10 (-12)
New Hampshire (St. Anselm/SRBI) Obama +12 (-)
Washington (Rasmussen) Obama +10 (-8)
Scoreboard
Il dibattito tra i candidati alla vicepresidenza che si è svolto ieri notte (stamattina?) alla George Washington University di St. Louis, Missouri, era soprattutto un test decisivo per Sarah Palin. Un test superato a pieni voti dal giovane governatore dell'Alaska. Perfino gli internals dei due - discutibili - instant-polls diffusi dopo il confronto da CBS e CNN, che hanno assegnato la palma del vincitore a Joe Biden (onestamente: qualcuno aveva dei dubbi?), sono pieni di buone notizie per la Palin. Sarah è andata oltre, molto oltre, le aspettative. E ha messo a tacere, almeno per ora, le voci di chi la giudicava un "peso" per la candidatura di John McCain. La verità è esattamente l'opposto: se McCain ha ancora qualche (piccola) speranza di varcare la soglia della Casa Bianca, lo deve al fascino che il suo candidato alla vicepresidenza esercita sulla base conservatrice - nel senso più ampio del termine - che costituisce la spina dorsale dell'elettorato repubblicano.
Ieri Sarah, evitando gli errori commessi in alcune precedenti interviste televisive, ha deciso di parlare direttamente con questa fascia elettorale, evitando con brillantezza il confronto diretto con quel vecchio e simpatico marpione di Biden (a parte forse, sull'Iraq) e divincolandosi dai tentativi di portarla su un piano troppo "tecnico" escogitati della moderatrice Gwen Ifill, la cui imparzialità era stata messa in dubbio, non a torto, nei giorni precedenti al dibattito. Più che partecipare ad un dibattito, la Palin ha dato vita ad una serie di efficacissimi mini-spot che hanno messo in luce tutte le sue qualità comunicative, nascondendone i difetti e le vulnerabilità.
Biden, da parte sua, era comprensibilmente restrained: non era nella posizione di poter attaccare direttamente la Palin (si sarebbe attirato accuse di "sessismo") e doveva soprattutto tenere a bada la sua proverbiale tendenza a straparlare. Ne è venuta fuori una performance molto soft, anche se certamente di buon livello, almeno a prima vista. Sì, perché immediatamente dopo la conclusione del confronto, su FOX News Karl Rove ha tirato fuori una lista di 14 (quattordici!) tra errori e inesattezze che garantiranno al GOP una serie di buonissime munizioni propagandistiche per le prossime settimane. Come dire: anche con il freno tirato a mano Biden non riesce a non dire sciocchezze.
A parte i contenuti, comunque, a noi è piaciuta anche la performance del candidato democratico alla vicepresidenza, che riesce sempre a comunicare un tasso di simpatia molto superiore alla media. Malgrado gli scivoloni, perciò, assegniamo un discreto 6.5 a Joe Biden. Che non è certo l'8 pieno che si è meritato Sarah Palin, ma è certamente un risultato dignitoso per chi, abitualmente, si aggira per la Western Pennsylvania dicendo di voler chiudere tutte le centrali a carbone.
More italian scoreboards: Italian Blogs for McCain, Mario Sechi, Camillo, Affari Italiani.
Ieri Sarah, evitando gli errori commessi in alcune precedenti interviste televisive, ha deciso di parlare direttamente con questa fascia elettorale, evitando con brillantezza il confronto diretto con quel vecchio e simpatico marpione di Biden (a parte forse, sull'Iraq) e divincolandosi dai tentativi di portarla su un piano troppo "tecnico" escogitati della moderatrice Gwen Ifill, la cui imparzialità era stata messa in dubbio, non a torto, nei giorni precedenti al dibattito. Più che partecipare ad un dibattito, la Palin ha dato vita ad una serie di efficacissimi mini-spot che hanno messo in luce tutte le sue qualità comunicative, nascondendone i difetti e le vulnerabilità.
Biden, da parte sua, era comprensibilmente restrained: non era nella posizione di poter attaccare direttamente la Palin (si sarebbe attirato accuse di "sessismo") e doveva soprattutto tenere a bada la sua proverbiale tendenza a straparlare. Ne è venuta fuori una performance molto soft, anche se certamente di buon livello, almeno a prima vista. Sì, perché immediatamente dopo la conclusione del confronto, su FOX News Karl Rove ha tirato fuori una lista di 14 (quattordici!) tra errori e inesattezze che garantiranno al GOP una serie di buonissime munizioni propagandistiche per le prossime settimane. Come dire: anche con il freno tirato a mano Biden non riesce a non dire sciocchezze.
A parte i contenuti, comunque, a noi è piaciuta anche la performance del candidato democratico alla vicepresidenza, che riesce sempre a comunicare un tasso di simpatia molto superiore alla media. Malgrado gli scivoloni, perciò, assegniamo un discreto 6.5 a Joe Biden. Che non è certo l'8 pieno che si è meritato Sarah Palin, ma è certamente un risultato dignitoso per chi, abitualmente, si aggira per la Western Pennsylvania dicendo di voler chiudere tutte le centrali a carbone.
More italian scoreboards: Italian Blogs for McCain, Mario Sechi, Camillo, Affari Italiani.
Palin-Biden Open Thread
Niente liveblogging, soprattutto per scaramanzia. Se c'è un game-changer all'orizzonte, è ora. E non è mai successo prima per un dibattito tra i candidati alla vicepresidenza. I commenti restano aperti fino a mezzogiorno di venerdì. Voglio leggere le vostre pagelle.
UPDATE 04:55. Quello a cui abbiamo appena assistito non era un dibattito, ma un test per Sarah Palin. Passed.
Liveblogging: Ann Althouse, Classical Values, Hit & Run, TigerHawk, Jules Crittenden, Sister Toldjah, Ace of Spades, Hot Air, Stop the ACLU, Jim Treacher.
UPDATE 04:55. Quello a cui abbiamo appena assistito non era un dibattito, ma un test per Sarah Palin. Passed.
Liveblogging: Ann Althouse, Classical Values, Hit & Run, TigerHawk, Jules Crittenden, Sister Toldjah, Ace of Spades, Hot Air, Stop the ACLU, Jim Treacher.
giovedì 2 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (29-1 ott.) Obama +7 (-1)
Gallup Tracking (29-1 ott.) Obama +5 (-1)
Battleground Tracking (28-1 ott.) Obama +5 (-3)
Hotline Tracking (29-1 ott.) Obama +5 (=)
Marist (28-30 sett.) Obama +5 (=)
Media RCP Obama +5.8%
Statali
Colorado (Ciruli Ass.) Obama +1 (-)
Georgia (InAdv) McCain +6 (-2)
Kentucky (Rasmussen) McCain +10 (+1)
Michigan (PPP) Obama +10 (-9)
Montana (Rasmussen) McCain +8 (-3)
Nebraska (Rasmussen) McCain +19 (=)
New Mexico (Survey USA) Obama +8 (=)
New Mexico (Rasmussen) Obama +5 (-7)
North Carolina (Rasmussen) Obama +3 (-1)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +9 (-5)
Virginia (Mason-Dixon) McCain +3 (=)
Rasmussen Tracking (29-1 ott.) Obama +7 (-1)
Gallup Tracking (29-1 ott.) Obama +5 (-1)
Battleground Tracking (28-1 ott.) Obama +5 (-3)
Hotline Tracking (29-1 ott.) Obama +5 (=)
Marist (28-30 sett.) Obama +5 (=)
Media RCP Obama +5.8%
Statali
Colorado (Ciruli Ass.) Obama +1 (-)
Georgia (InAdv) McCain +6 (-2)
Kentucky (Rasmussen) McCain +10 (+1)
Michigan (PPP) Obama +10 (-9)
Montana (Rasmussen) McCain +8 (-3)
Nebraska (Rasmussen) McCain +19 (=)
New Mexico (Survey USA) Obama +8 (=)
New Mexico (Rasmussen) Obama +5 (-7)
North Carolina (Rasmussen) Obama +3 (-1)
Pennsylvania (Morning Call) Obama +9 (-5)
Virginia (Mason-Dixon) McCain +3 (=)
Electoral Map Update
Minnesota: da Toss-Up a DEM Leaning
Nevada: da GOP Leaning a Toss-Up
Ohio: da GOP Leaning a Toss-Up
Virginia: da Toss-Up a DEM Leaning
Wisconsin: da DEM Leaning a DEM Solid
Nevada: da GOP Leaning a Toss-Up
Ohio: da GOP Leaning a Toss-Up
Virginia: da Toss-Up a DEM Leaning
Wisconsin: da DEM Leaning a DEM Solid
mercoledì 1 ottobre 2008
Daily Polls
Nazionali
Rasmussen Tracking (28-30 sett.) Obama +6 (=)
Gallup Tracking (28-30 sett.) Obama +4 (+2)
Battleground Tracking (25-30 sett.) Obama +2 (=)
Hotline Tracking (28-30 sett.) Obama +5 (+1)
Pew Research (27-29 sett.) Obama +6 (-6)
Time (26-29 sett.) Obama +4 (-2)
CBS News (27-30 sett.) Obama +9 (-4)
ABC News/WaPo (27-29 sett.) Obama +4 (+5)
Associated Press/GfK (27-30 sett.) Obama +7 (-11)
Ipsos/McClatchy (26-29 sett.) Obama +3 (-2)
Democracy Corps (28-30 sett.) Obama +4 (-1)
Media RCP Obama +5.3%
Statali
Florida (Quinnipiac) Obama +8 (-15)
Florida (CNN/Time) Obama +4 (-4)
Florida (InAdv) Obama +3 (-11)
Florida (Suffolk) Obama +4 (-)
Indiana (Survey USA) McCain +3 (-2)
Minnesota (CNN/Time) Obama +11 (+1)
Mississippi (Rasmussen) McCain +8 (-5)
Missouri (CNN/Time) Obama +1 (-6)
Nevada (ARG) McCain +2 (-1)
Nevada (InAdv) Obama +1 (-2)
Nevada (CNN/Time) Obama +4 (+1)
New Jersey (Survey USA) Obama +10 (-)
North Carolina (ARG) McCain +3 (-6)
Ohio (Survey USA) McCain +1 (-3)
Ohio (Quinnipiac) Obama +8 (-3)
Oklahoma (Survey USA) McCain +30 (-3)
Pennsylvania (Franklin&Marshall) Obama +7 (-2)
Pennsylvania (Quinnipiac) Obama +15 (-12)
Tennessee (Rasmussen) McCain +19 (-6)
Texas (Rasmussen) McCain +9 (-1)
Virginia (ARG) McCain +3 (+1)
Virginia (CNN/Time) Obama +9 (-13)
Wisconsin (Strategic Vision) Obama +9 (-6)
Nota. I risultati degli ultimi sondaggi di Quinnipiac University su Florida, Ohio e Pennsylvania sono - semplicemente - ridicoli. Li riportiamo per amore di completezza, ma non pensate neppure per un istante che ne terremo conto per le nostre previsioni. Che Quinnipiac fosse un istituto “in the tank” per Obama è cosa nota (all'inizio di settembre dava BHO avanti di 5 punti in Ohio quando tutti gli altri sondaggisti vedevano avanti McCain di almeno 4 punti), ma tra la statistica e la fantascienza dovrà pure esserci un confine...
Nota/2. Ho grossi dubbi anche sugli ultimi sondaggi CNN/Time, ma oggettivamente dai sondaggi statali di oggi emerge una forte tendenza a favore di Obama.
Rasmussen Tracking (28-30 sett.) Obama +6 (=)
Gallup Tracking (28-30 sett.) Obama +4 (+2)
Battleground Tracking (25-30 sett.) Obama +2 (=)
Hotline Tracking (28-30 sett.) Obama +5 (+1)
Pew Research (27-29 sett.) Obama +6 (-6)
Time (26-29 sett.) Obama +4 (-2)
CBS News (27-30 sett.) Obama +9 (-4)
ABC News/WaPo (27-29 sett.) Obama +4 (+5)
Associated Press/GfK (27-30 sett.) Obama +7 (-11)
Ipsos/McClatchy (26-29 sett.) Obama +3 (-2)
Democracy Corps (28-30 sett.) Obama +4 (-1)
Media RCP Obama +5.3%
Statali
Florida (Quinnipiac) Obama +8 (-15)
Florida (CNN/Time) Obama +4 (-4)
Florida (InAdv) Obama +3 (-11)
Florida (Suffolk) Obama +4 (-)
Indiana (Survey USA) McCain +3 (-2)
Minnesota (CNN/Time) Obama +11 (+1)
Mississippi (Rasmussen) McCain +8 (-5)
Missouri (CNN/Time) Obama +1 (-6)
Nevada (ARG) McCain +2 (-1)
Nevada (InAdv) Obama +1 (-2)
Nevada (CNN/Time) Obama +4 (+1)
New Jersey (Survey USA) Obama +10 (-)
North Carolina (ARG) McCain +3 (-6)
Ohio (Survey USA) McCain +1 (-3)
Ohio (Quinnipiac) Obama +8 (-3)
Oklahoma (Survey USA) McCain +30 (-3)
Pennsylvania (Franklin&Marshall) Obama +7 (-2)
Pennsylvania (Quinnipiac) Obama +15 (-12)
Tennessee (Rasmussen) McCain +19 (-6)
Texas (Rasmussen) McCain +9 (-1)
Virginia (ARG) McCain +3 (+1)
Virginia (CNN/Time) Obama +9 (-13)
Wisconsin (Strategic Vision) Obama +9 (-6)
Nota. I risultati degli ultimi sondaggi di Quinnipiac University su Florida, Ohio e Pennsylvania sono - semplicemente - ridicoli. Li riportiamo per amore di completezza, ma non pensate neppure per un istante che ne terremo conto per le nostre previsioni. Che Quinnipiac fosse un istituto “in the tank” per Obama è cosa nota (all'inizio di settembre dava BHO avanti di 5 punti in Ohio quando tutti gli altri sondaggisti vedevano avanti McCain di almeno 4 punti), ma tra la statistica e la fantascienza dovrà pure esserci un confine...
Nota/2. Ho grossi dubbi anche sugli ultimi sondaggi CNN/Time, ma oggettivamente dai sondaggi statali di oggi emerge una forte tendenza a favore di Obama.
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