domenica 24 ottobre 2004

Tipp: Bush +6. GW: Bush +4.

Bush aumenta il proprio vantaggio su Kerry nel tracking-poll del Technometrics Institute of Policy and Politics. Il presidente è adesso davanti del 6% nella "3-way-race" (49-43) e del 4% senza Nader nella sfida (47-43). [Link] Anche nel sondaggio settimanale di Tarrance/Battleground per la George Washington University, Bush aumenta il distacco da Kerry e si porta a +4% (49-45), con un job-approval del 52%. [Link]

Zogby: Bush +2. Rasm.: Bush +1.

Bush in vantaggio di 2 punti percentuali per il quarto giorno consecutivo nel tracking-poll di Zogby International per Reuters (48-46), con gli indecisi che sono scesi al 4%. [Link] Kerry si avvicina sensibilmente a Bush, invece, nel tracking-poll di Rasmussen Reports. Il presidente ha adesso un vantaggio dello 0.4% (47.6-47.2, arrotondato da Rasmussen sul 48-47) nella media degli ultimi tre giorni e dello 0.8% nella media settimanale (47.9-47.1). Stranamente, per Rasmussen il job-approval del presidente resta stabile al 54%. [Link]

ABC/WP: Bush +4. RCP: Bush +2.7.

Stabile il tracking-poll di ABC e Washington Post: Bush ha un vantaggio del 4% su Kerry (50-46), con Nader sempre all'1%. [Link] Nella media-sondaggi di RealClear Politics, il presidente ha un margine del 2.7% nella "3-way-race" (48.5-45.8) e del 3.0% escludendo Nader dalla sfida (48.6-45.6). [Link] La media RCP del job-approval è al 49.9% [Link]

sabato 23 ottobre 2004

Rasm.: Bush +1. Tipp: Bush +4.

Si invertono i ruoli nei tracking-poll quotidiani di Rasmussen Reports e Technometrics Institute of Policy and Politics. Per Rasmussen, Kerry si avvicina sensibilmente a Bush e adesso avrebbe un distacco dell'1.3% (48.0-46.7) mentre ieri il suo svantaggio era del 3.2% (49.1-45.9). [Link] Secondo Tipp, invece, Bush ha staccato nuovamente il candidato democratico e adesso conduce con un vantaggio del 4% (48-44), in crescita dal +1% di ieri. [Link]

Zogby: Bush +2. NW: Bush +2.

Nessun movimento nel tracking-poll di Zogby International per Reuters. Bush conserva un margine del 2% nei confronti di Kerry (47-45). [Link] Flessione del presidente, invece, nell'ultimo sondaggio di Newsweek. Bush, che la scorsa settimana aveva un vantaggio del 6%, adesso è insidiato da vicino dal candidato democratico che accusa un distacco del 2% (48-46). Il job-approval di Bush, secondo Newsweek, sarebbe sceso al 44%. Come avevamo già scritto lo scorso sabato (quando il vantaggio di Bush era consistente), continuiamo ad essere diffidenti dell'estrema "volatilità" dei sondaggi Newsweek (condotti da Princeton Survey Research Associates). [Link]

Time: Bush +5. ABC/WP: Bush +4.

La Cnn anticipa i risultati dell'ultimo sondaggio SRBI per Time, che vede Bush al 51% e Kerry al 46%. Gli "internals" non sono ancora disponibi, ma la scorsa settimana, quando Bush era davanti dell'1%, avevamo espresso forti riserve sulla metodologia SRBI, a causa di alcune evidenti contraddizioni nei dati. [Link] Kerry in lieve salita (+1%) e Bush in lieve discesa (-1%) nel tracking-poll di ABC e Washington Post, ma il presidente conserva un margine non insignificante del 4% (50-46). [Link] UPDATE. Sono disponibili gli "internals" del sondaggio di Time. Il job-approval del presidente è salito dal 49 al 53% nell'ultima settimana. E Bush sarebbe in vantaggio tra gli uomini (54-39) e alla pari tra le donne (46-46). [Link]

venerdì 22 ottobre 2004

Rasmussen: Bush 49.1 Kerry 45.9.

Con il migliore risultato degli ultimi dieci giorni, Bush espande il proprio vantaggio su Kerry nel tracking-poll di Rasmussen Reports e si porta al +3.2% (49.1-45.9). La notizia più positiva per il presidente, però, arriva dal sub-campione Rasmussen dei 16 "battleground states", nei quali Bush - dopo essere stato in svantaggio per quasi tutto ottobre - raccoglie adesso il 50% dei consensi, contro il 45.8% del candidato democratico (+4.2%). Un'inversione di tendenza che, se confermata nei prossimi giorni, sarebbe più significativa di qualsiasi superiorità a livello nazionale. [Link]

Zogby: Bush +2. Tipp: Bush +1.

Cresce ancora il vantaggio di Bush nel tracking-poll di Zogby International per Reuters. Oggi il presidente ha un distacco del 2% da Kerry (47-45). [Link] Tendenza opposta, invece, nel tracking-poll del Technometrics Institute of Policy and Politics. Secondo Tipp, solo 1 punto percentuale separa i due sfidanti (47-46). [Link]

Bush all'attacco degli stati blu.

I sondaggi di Mason-Dixon per MSNBC News sui battleground states vinti da Gore nel 2000 dipingono una possibile strategia d'attacco della campagna Bush-Cheney nelle fortezze democratiche del Midwest. Il presidente potrebbe trovare proprio tra gli stati blu i voti elettorali necessari per non trovarsi, alla vigilia delle elezioni, nella scomoda posizione di dover vincere in Ohio ad ogni costo. Le opzioni per Bush non sarebbero poche. Mason-Dixon, l'istituto di sondaggi che nel 2002 ha previsto quasi alla perfezione (23 su 24) l'esito delle sfide più incerte alle elezioni di mid-term, le stesse sfide che la concorrenza (come Zogby) ha mancato clamorosamente, vede Bush in vantaggio in Iowa (+6) e New Mexico (+5), alla pari in Wisconsin, e sotto soltanto dell'1% in Pennsylvania, Oregon e addirittura Michigan. [Link]

Teresa ne combina un'altra. O due.

In un'intervista a Usa Today, Teresa Heinz-Kerry spiega che Laura Bush, poverina, ha una visione ristretta del mondo perché è sempre vissuta nella bambagia, senza essere mai stata costretta a trovarsi un vero lavoro. [Link]. Poi deve chiedere scusa alla First Lady, perché le fanno notare che non è carino dire in pubblico che la maestra, la libraia o la mamma sono dei mestieri, per così dire, di second'ordine. Soprattutto quando di mestiere si fa l'ereditiera. [Link] Appena qualche ora prima, Teresa aveva gridato allo scandalo perché Cheney, ingordo, si era appropriato di una dose di vaccino influenzale proprio ora che il medicinale scarseggia. [Link] Poi qualcuno le ha sussurrato all'orecchio che Cheney è un malato di cuore e che tutti i cardiopatici sono costretti a vaccinarsi contro l'influenza. Come Bill Clinton, per esempio. [Link] Hugh Hewitt s'indigna sul Weekly Standard [Link], ma in cuor suo brinda alla salute, e alla lunga lingua, di Teresa. [Link]

giovedì 21 ottobre 2004

ABC/WP: Bush +6. Marist: Bush +1 .

Bush raddoppia il suo distacco da Kerry nell'ultimo tracking-poll di ABC e Washington Post. Il vantaggio del presidente è adesso del 6% (51-45). Nader è fermo all'1%. [Link] Leggerissimo, invece, il vantaggio di Bush nell'ultimo sondaggio del Marist College Institute for Public Opinion. Soltanto un punto percentuale divide il presidente dal candidato democratico (49-48). Non è possibile una comparazione con i sondaggi precedenti condotti dal Marist, perché l'istituto ha recentemente modificato il proprio criterio di selezione dei "likely voters". [Link] Il risultato "anomalo" di AP-Ipsos fa scendere il vantaggio di Bush nella media-sondaggi di RealClear Politics, malgrado il presidente abbia guadagnato terreno in tutti e quattro i tracking-poll quotidiani (+3% per ABC/WP, +2% per Rasmussen e Tipp, +1% per Zogby). Nella media RCP della "3-way-race", Bush ha oggi un vantaggio del 2.8% (48.5-45.7). Escludendo Nader dalla competizione, il distacco cresce al 3.3% (48.4-45.1). [Link]

Tipp: Bush +3. AP: Kerry +3.

Bush aumenta il suo vantaggio su Kerry nel tracking-poll del Technometrics Institute of Policy and Politics e adesso conduce di 3 punti percentuali (48-45 rispetto al 47-46 di ieri). [Link] Situazione opposta nell'ultimo sondaggio Ipsos per Associated Press, in cui Kerry è davanti con un vantaggio del 3% (49-46). Vale però la pena di ricordare che i due sondaggi Ipsos di ottobre, dei 29 condotti in questo mese a livello nazionale, sono gli unici che hanno visto il candidato democratico in vantaggio. [Link]

Rasm.: Bush +3. Zogby: Bush +1.

Giornata positiva per Bush nel tracking-poll di Rasmussen Reports. Il presidente guadagna lo 0.5% e Kerry perde lo 0.7%. Bush adesso conduce con un vantaggio del 2.6% (48.8-46.2, arrotondato da Rasmussen a 49-46) nella media degli ultimi tre giorni. Il margine scende all'1.7% nella media settimanale (48.3-46.6). [Link] Bush torna in testa anche nel tracking-poll di Zogby International, in cui oggi ha un vantaggio dell'1% (46-45). Secondo Zogby, il 6% degli elettori è ancora indeciso tra i due candidati. [Link]

ABC/WP: Bush +5/+3. Pew: parità.

Mezzo passo indietro di Bush nel tracking-poll di ABC e Washington Post. ABC e WP raccolgono congiuntamente i dati, ma hanno un diverso criterio di identificazione dei "likely voters" e dunque i risultati finali dei loro sondaggi possono essere lievemente diversi. E' proprio quello che è accaduto oggi, con il presidente che perde l'1% (e Kerry che guadagna altrettanto) secondo WP (50-47), mentre ABC conferma il vantaggio di 5 punti assegnato a Bush ieri (51-46). [Link] Sensibile, invece, la flessione del candidato repubblicano nell'ultimo sondaggio del Pew Research Center, che vede Kerry crescere del 4% rispetto all'inizio di ottobre e raggiungere Bush, in calo, al 45%. [Link] Nella media-sondaggi di RealClear Politics, Bush ha ora un vantaggio del 3.0% (48.5-45.5). Escludendo Nader dalla corsa, il margine è del 2.9% (48.3-45.4). Preoccupante, per il presidente, è la media RCP del job-approval, che scende al 48.8%. [Link]

mercoledì 20 ottobre 2004

Harris: Bush +2 (ma anche +8).

Harris fa un po' di chiarezza nella confusione statistica che regna sovrana negli ultimi sondaggi sulle presidenziali Usa. Sondaggi che si dividono in due grandi "famiglie": quella che vede Bush con un vantaggio dello 0-2% (Zogby, Rasmussen, Tipp, NBC/WSJ, CBS e Time) e quella che fa salire questo margine fino al 5-8% (ABC/WP, Fox News, Gallup/CNN, Newsweek, ICR). Con un colpo di genio, Harris riesce ad accasarsi in entrambe le famiglie, analizzando i dati raccolti con due diversi modelli di "likely voters". Uno, più "largo", che tiene conto della volontà espressa dagli intervistati. E un altro, più "stretto", che valuta il loro comportamento in base alle elezioni precedenti. Con il primo modello, Bush è in vantaggio su Kerry del 2% (48-46). Con il secondo, questo distacco diventa più consistente e arriva all'8% (52-44). Un modo brillante, da parte di Harris, per sottrarsi a questa "guerra di religione statistica", che ci permette anche di comprendere meglio le differenze, a volte macroscopiche, tra i risultati degli altri sondaggisti. E che dimostra una volta di più, se ce ne fosse ancora bisogno, che il "turnout" del 2 novembre sarà la variabile cruciale per definire l'esito finale di queste combattutissime elezioni. [Link]

Tracking-polls: poco movimento.

Bush e Kerry restano appaiati al 46% nel tracking-poll di Zogby International. [Link] Poco movimento anche nel tracking-poll di Rasmussen Reports, in cui Bush conserva un vantaggio dell'1.4% (48.3-46.9) nella media degli ultimi 3 giorni e del 2.2% nella media settimanale (48.5-46.3) [Link] Il presidente perde 1 punto, invece, secondo il Technometrics Institute of Policy and Politics. E adesso Kerry è indietro soltanto dell'1% (47-46) nel testa-a-testa. I due candidati sono in perfetta parità escludendo Nader (45-45), con l'11% di indecisi (un valore che sembra un po' troppo alto a due settimane dal voto). [Link]

ABC/WP: Bush +5. RCP: Bush +3.5

Sale al 5% il vantaggio di Bush nel tracking-poll di ABC e Washington Post (51-46). Ieri Kerry era indietro di 3 punti (50-47). Nader resta inchiodato all'1%. [Link] Nella media-sondaggi di RealClear Politics, il margine di Bush è del 3.5% (48.7-45.2). Escludendo Nader, il vantaggio è del 2.9% (48.3-45.4) [Link] John McIntyre di RCP analizza il trend dei sondaggi negli ultimi mesi e vede il presidente favorito. Ma sottolinea l'importanza del "turnout" e aggiunge: "con un job-approval dal 50% in su, Bush può soltanto vincere. Se il j.a. è tra il 45 e il 49%, sarà una guerra all'ultimo voto". La media del job approval di Bush su RCP, oggi, è del 49.4%. [Link] UPDATE. Ad aggiungere confusione nel caos sondaggistico delle ultime settimane, arrivano Hart&McInturff per NBC e Wall Street Journal, che vedono Bush e Kerry appaiati al 48% tra i "likely voters" e Bush in vantaggio del 2% tra i "registered voters" (48-46). [Link] Senza contare che, proprio mentre quasi tutti i sondaggi vedono Bush aumentare a livello nazionale e Kerry accorciare il distacco nell'Electoral College, Zogby Interactive (sempre per il Wall Street Journal), crede che il trend sia quello opposto. [Link]

martedì 19 ottobre 2004

Fox: Bush +7. Tipp: Bush +2.

Ottimo risultato per Bush nell'ultimo sondaggio di Fox News. Il presidente ha un vantaggio del 7% (49-92), rispetto al 2% registrato all'inizio di ottobre (47-45). Il margine scende al 5% senza Nader in gara (48-43). Secondo Fox, Bush ha un vantaggio consistente tra l'elettorato "indipendente" (51-33). [Link] Passo indietro di Bush, invece, nel tracking-poll del Technometrics Institute of Policy and Politics. Il presidente perde 1 punto percentuale, Kerry guadagna altrettanto e adesso Bush conduce 48-46. Secondo Tipp, i due candidati sarebbero alla pari escludendo Nader dalla competizione (45-45). [Link]

Rasmussen: Bush+1. Zogby: pari.

Bush si riallontana da Kerry nel tracking-poll di Rasmussen Reports: il presidente guadagna lo 0.7% e il candidato democratico perde altrettanto. Il vantaggio di Bush è adesso dell'1.6% nella media degli ultimi tre giorni (48.2-46.8) e del 2.2% nella media settimanale (48.5-46.3). [Link] Perfetta parità, invece, nel tracking-poll di Zogby, con i due candidati fermi al 45%. Gli indecisi, secondo Zogby, sarebbero ancora il 7% dell'elettorato. [Link]

NYT: "Kerry ha perso la bussola".

Se anche il New York Times se n'è accorto, vuol dire che per Kerry le cose si stanno davvero mettendo male. David Brooks commenta gli ultimi, orribili giorni della campagna elettorale democratica. [Link] Provate a leggere il commento di Brooks e poi, subito dopo, l'endorsement per Kerry pubblicato dal New York Times appena il giorno prima. E provate a rimanere seri. [Link]