giovedì 16 settembre 2010

Tea Party & Pizza

Mentre Karl Rove è convinto che (con la vittoria di Christine O'Donnell alle primarie) il GOP abbia perso ogni speranza di conquistare il Delaware (e forse il controllo del Senato), Jeri Thompson sull'American Spectator azzarda una tesi contraria. Gli ultimi sondaggi dalla Florida, che vedono in grande vantaggio un altro “protetto” dei Tea Party dato prematuramente per sconfitto dopo le primarie, sembrano dare (almeno parzialmente) credito alla teoria della Thompson. Ma l'ottimismo, per i repubblicani, arriva come sempre dallo stato comatoso degli avversari. Ormai anche a sinistra si sono resi conto che il Partito democratico è una pizza.

14 commenti:

Namath ha detto...

Karl Rove dice spesso str..ehm, inesattezze.
Stando ai fautori del candidato "meno liberal", Ronald Reagan non si sarebbe neppure dovuto candidare.
Il moderatissimo Crist doveva trionfare alle primarie del GOP, invece la base ha scelto Rubio che sta veleggiando verso la vittoria (salvo travaso di voti da Meek a Crist); vittoria a sorpresa anche per Scott (tea-partier) su McCollum (moderato ed ora sore loser) e stesso piagnisteo sulla vittoria regalata ad Alex Sink. Ora Scott ha recuperato ed Alex is Sinking.
Attenzione quindi, questo sarà un voto che riporterà alle urne un bel po' di conservatori che avevano disertato nel 2008 demotivati dal maverick McCain e farà stare a casa buona parte del blocco elettorale che portò Obama al sucecsso e che di solito non frequentava i seggi.

a man ha detto...

Spero che tu abbia ragione :)

riccardo ha detto...

http://www.realclearpolitics.com/epolls/2010/senate/de/delaware_senate_oadonnell_vs_coons-1670.html

io la vedo dura ribaltare questi dati... poi tutto è possibile, ci mancherebbe, e magari tra 2 mesi saremo qua a celebrare la sua vittoria, ma quando hai un candidato forte, che molto probabilmente vince, sei proprio scemo a fare casino e rischiare il seggio che potrebbe darti la maggioranza di nuovo al senato.

parliamo di un senatore, non del presidente, ed un senatore poco conservatore è comunque meglio di coons.

riccardo ha detto...

aggiungo: la priorità, oggi, per il GOP, dovrebbe essere proprio quella di dare un solenne schiaffo elettorale ad obama e democratici. non cavillare su quanto uno sia più o meno conservatore.

per quello hanno 2 anni, dopo novembre, per decidere che ticket avere alle presidenziali.

oggi è fondamentale riprendere il controllo del congresso e far capire ad obama che non è più aria.

Giovanni ha detto...

Adesso però stop al fasciarsi la testa.
La situazione è questa

Seggi D 49

Seggi R 46

Incerti 5

Ora, c'è un seggio in meno, ma ci sono 5 seggi incertissimi, più altri 3 (WV, CT e DE) che proprio così certi non li darei. Ricordiamoci che Scott Brown era sotto di 30 dopo le primarie. Certo è che con Castle la partita sarebbe chiusa.

Davide ha detto...

Io penso invece che sia un bene spazzare via i repubblicani politicanti e "democratici", anche a costo di rinunciare a qualche seggio.
Per i prossimi due anni tutto sommato Obama tanto resta lì.
E vincere ma con la solita mandria di statalisti, anche se marchiata GOP, tanto vale...
Il problema non è solo Obama, ma anche un GOP completamente snaturato rispetto ai tempi di Reagan che ha bisogno di una rinfrescata molto ma molto decisa per poter proporre e combinare qualcosa di buono, non Bloomberg che vieta di fumare per strada.

Namath ha detto...

Sono d'accordo con Davide.
Il GOP deve levarsi di torno i RINOs e i super-moderati. Le Maine Sisters, Giuliani, Arnold, Crist, Macca hanno fatto il loro tempo ed ora creano solo confusione. Meglio la rinuncia a un seggio che un repubblicano "scozzafaviano".

riccardo ha detto...

Ragazzi, parliamoci chiaro: la Palin non è Reagan. Della Palin molte cose sono si condivisibili, ma non è assolutamente paragonabile al carisma e competenza che aveva il grande Reagan. Per il 2012 non si può pensare di avere una come lei come presidente (ma neanche come vice, se proprio devo dirla tutta). Ci sono TROPPE testimonianze di cose che ha detto senza sapere niente che verrebbero tirate fuori ad hoc per indebolirla. Forse tra una decina di anni, chissà, ma oggi come oggi non è certo alla Palin che bisogna guardare per pensare di riprendersi la casa bianca. E sì, Obama rimane là comunque per altri 2 anni, ma questi 2 anni con un Senato a maggioranza repubblicana sarebbero sicuramente più incisivi di uno a maggioranza democratica.

Senza contare che, se vogliamo ripetere il '94, non basta la camera, con la voglia di contestazione che c'è verso i democratici in questo periodo, prendere solo la camera apparirebbe una mezza vittoria.

Quindi sì, il tea party faceva bene a lasciar stare il delaware, stato non certamente conservatore, e portarsi a casa un senatore repubblicano.

Namath ha detto...

Io credo che la presa del Senato sia quasi impossibile per il GOP: 57 a 41 (di fatto 59-41) è un distacco enorme e sono solo 19quelli in mano ai Dems in palio il 2 novembre. Insomma, sarebbe un'impresa leggendaria. Il cambio di colore alla Camera ed una maggioranza blu molto più sottile al Senato sono l'obbiettivo a cui puntare per il GOP.

Davide ha detto...

Certo che la Palin non è Reagan, ma io parlavo in generale per il partito, per la "cultura" e le idee che esprime.
Poi anche Reagan, se vogliamo dirla tutta, prima di diventare presidente non è che sembrasse questa gran cima, nè aveva tutte queste "competenze". E' stato bravo a seguire i princìpi giusti ed a circondarsi di persone giuste.
Con le giuste condizioni - cioè col partito dietro - anche la Palin potrebbe fare qualcosa del genere, o no?
E non è neanche detto che tra un paio d'anni tocchi a lei anzichè a qualcun altro che deve ancora saltare fuori.
Guardate che risultati stanno ottenendo i Tea Party solo un anno dopo essere nati dal nulla.
E guardiamo, volendo, anche Obama, che fino a pochissimi anni fa era un perfetto sconosciuto.
Le persone possono saltare fuori in fretta..

riccardo ha detto...

@namath

ricorda però che 6 seggi del senato (north dakota, indiana, arkansas, colorado, illinois, PA) sono quasi certi per il gop (ok illinois un pò in dubbio ma la tendenza è quella).

il delaware sarebbe stato il 7o.

e rimangono incerti california e nevada, dove tutto è ancora possibile visto i grossi nomi in ballo (e pure il wisconsin).

un +9 non sarebbe stato affatto impossibile...

riccardo ha detto...

@davide

secondo me la palin sarebbe impresentabile, ora come ora.

sia chiaro... io sono totalmente pro conservatori, e ancora oggi non mi sento affatto di rinnegare bush, anzi, però bisogna anche essere un pò concreti.

sicuramente ricordi anche tu la scorsa campagna elettorale... la palin che veniva (apposta) intervistata da tutti i media e dove ne combinava di tutti i colori, dimostrando ignoranza totale su molte cose. e che dire dello scherzo telefonico che le hanno fatto impersonando sarkzozy?

onestamente, il partito repubblicano merita di essere rappresentato meglio... non possiamo contrapporre lei.

ripeto, rispetto la pain, credo che abbia fatto molto in questi ultimi periodi, e condivido moltissime sue idee, ma come leader c'è bisogno di una persona che sappia il fatto suo e che non possa essere presa in giro così.

prendiamo un nome a caso: condoleeza rice. con la palin, non c'è paragone.

poi come dicevo, dopo aver fatto qualche anno di gavetta, magari tra 10 o anche 6 anni, la palin potrebbe anche essere la candidata, ma oggi finirebbe per subire troppi attacchi...

Giovanni Fontana ha detto...

Sfuggito un apostrofo su "un'altro". Saluti

a man ha detto...

oops, corretto