lunedì 13 settembre 2010

Perpetual Minority Status

Negli ultimi giorni, lo sport preferito dai conservatori Usa - e dai simpatizzanti repubblicani in genere - sembra essere diventato quello di dividersi (in modo anche sgradevole) sulle primarie del GOP in Delaware previste per domani. Meglio la “pura” (e con ogni probabilità ineleggibile) Christine O'Donnell, beniamina dei Tea Party, o il “liberal” (e con ogni probabilità destinato alla vittoria) Mike Castle? I sondaggi prevedono un testa a testa. E i pundits di destra si scambiano insulti in ogni angolo del cyberspazio, per la gioia dei soliti noti. Noi, come scrive Paul Mirengoff di Powerline (che appoggia Castle) in una replica a Mark Levin (che appoggia O'Donnell), restiamo fedeli al celebre motto di William F. Buckley Jr.: «I conservatori dovrebbero appoggiare il più conservatore, o il meno liberal, dei candidati che hanno una chance di vincere». Fare altrimenti, come scrive John H. Hinderaker (uno dei co-blogger di Powerline), «è un biglietto di sola andata per uno status di eterna minoranza». E questo dovrebbe dispiacere a tutti i conservatori. Anche quelli più “puri”.

UPDATE. La contro-replica di Mark Levin.
UPDATE/2. La contro-contro-replica di Mirengoff.
UPDATE/3. «Everyone get a grip. Take a deep breath. Fight your best fight. Make your best arguments. Wait for the votes to be counted. Then march on and move forward». Un invito alla calma di Michelle Malkin (che sostiene O'Donnell).

4 commenti:

Giovanni ha detto...

Tra l'altro dico, la O' Donnell fosse un personaggio pulito ed integerrimo, no! Fa a gara con la Fiorina a chi ha più ombre (un'altra ottima scelta, non c'è che dire. Campbell a quest'ora sarebbe già avanti in doppia cifra). Bisogna essere realisti e pragmatici. Cose del genere fatte nello Utah ed in Alaska vanno più che bene. Murkovski e Bennett non possono permettersi certi comportamenti da senatori di due stati dark red, però se vuoi vincere in uno stato come il Delaware devi candidare dei "borderline" come Castle che possan piacere anche ad elettori liberal, pure se fanno venire il mal di pancia. Spero che l'endorsemente paliniano abbia lo stesso effetto "venefico" che ha avuto in Georgia e Wyoming.

Frank77 ha detto...

Questo è solo l'antipasto di quello che accadrà nel 2012.

Bella Vedova ha detto...

ecccolo l'antipasto
magna ! magna ! manco su Dagospia ... :-)


http://latimesblogs.latimes.com/washington/2010/09/michelle-obama-obesity-restaurant-menus.html


nno è detto, anzi Obama potrebbe clintonizzarsi e fare due mandati, con Palin poi non si vince

Namath ha detto...

Il GOP ha sempre dato il meglio facendo il GOP.
Lo sforzo dei Repubblicani deve esser quello di portare la propria gente a votare, il resto viene di conseguenza.
Gli smottamenti verso in centro sono proprietà dei Dems il cui partito è più immobile nelle idee, ma più variabile nel posizionamento.

Quanto alla Palin, ora sembra in auge, ma nel 2012 sarà un fattore solo se Obambolo avrà recuperato consensi e starà veleggiando verso la riconferma, in un clima "carteriano", invece, la signora dell'Alaska sarà sbriciolata da nuovi personaggi così come i nani che tentarono la scalata alla nominatione del 2008.