venerdì 3 settembre 2010

Cavalcare l'onda

A questo punto, per il GOP, il vero problema potrebbero essere le aspettative troppo alte che stanno montando in vista delle elezioni di mid-term. A forza di parlare di “wave” e di replica del 1994 (o del 1946), il rischio è che una semplice vittoria possa essere scambiata per un risultato deludente. Anche il simpatizzante repubblicano più restio ad abbandonarsi all'euforia, però, non può non ammettere che i segnali che lasciano pensare a un ciclo elettorale disastroso per i democratici si stiano accumulando in modo sempre più evidente.

Job approval di Obama a parte, i repubblicani sono ormai in netto vantaggio (+4.8%, con un picco di +10% nell'ultima rilevazione Gallup) anche nel generic congressional ballot, misura che li vede storicamente svantaggiati. L'ultima “Crystal Ball” di Larry J. Sabato, sempre molto prudente, assegna al GOP 8-9 pick-up al Senato (un risultato che porterebbe il partito a 49-50 seggi) e 47 pick-up alla Camera (con relativa maggioranza repubblicana). Senza contare il +8 previsto nelle corse per governatore, che trasformerebbe il balance of power da 26-24 per i democratici a 32-18 per i repubblicani. La potenziale mappa dei governatori, in pratica, ridurrebbe il partito democratico ad una forza locale confinata nel nord-est.

Se a questo aggiungiamo l'attuale (e senza precedenti) vantaggio repubblicano nei parametri che prevedono il turn-out elettorale per novembre - quello che Tom Jensen di PPP (un sondaggista democratico) chiama enthusiasm gap” - e la progressiva perdita di consensi democratica tra le nuove generazioni, ce ne sarebbe abbastanza per abbastanza per darsi alle danze più sfrenate; e per spiegare perché a New Orleans già stanno mandando in onda spot per Hillary 2012. Ma novembre è ancora lontano e i repubblicani non possono permettersi distrazioni, se vogliono cogliere l'occasione di riconquistare il controllo della Camera e - magari - portare al pareggio i democratici al Senato, trasformando la seconda metà del (primo?) mandato di Obama in un'anatra zoppa. E pensare che, meno di due anni fa, tutti erano pronti a giurare sulla definitiva scomparsa del GOP e sulla necessità, per il movimento conservatore americano, di trasformarsi in una pallida copia di un partito democristiano europeo. Le idee, però, soprattutto le buone idee, sono dure a morire.

4 commenti:

arturo ha detto...

manca ancora però un nome serio per le presidenziali 2012, o sbaglio?

a man ha detto...

Vero. Ma le elezioni si vincono una alla volta ;)

Giovanni ha detto...

Io rimango ancora molto dubbioso su questi sondaggi così favorevoli. Non dimentichiamo che i candidati contano moltissimo e che le banche faranno di tutto per favorire Obama ed i suoi con piogge di quattrini come già fatto due anni fa.

Anonimo ha detto...

Giovanni, si ma gli americani non sono quelli di due anni fa, due anni fa avevano reagito scompostamente all'inizio crisi, e votarono con la pancia, ora son tornati quelli che erano e voteranno pragmaticamente come le altre volte. Proprio il fatto di essere sostenuto dai quattrini non mette Obama in buona posizione...basta vedere i tea party.....non sono stupidi, se uno ha molti quattrini ricevuti da altri dovrà poi restituirglieli.......come? con le tasse.....

Herm