giovedì 7 ottobre 2010

Usa 2010 - Round-Up 7 Ottobre

• Sharron Angle ha 4 punti percentuali di vantaggio su Harry Reid nell'ultimo sondaggio Rasmussen per il seggio senatoriale del Nevada. Per la prima volta da metà luglio, la candidata dei Tea Party sorpassa il leader della maggioranza democratica al Senato nella media RCP (43.8-43.5).

• In una serie di sondaggi effettuati da ANGA per The Hill su 12 corse cruciali per il controllo della Camera (AZ-1, IL-11, MD-1, NM-2, OH-15, OH-16, VA-2, VA-5, CO-4, MI-7, NV-3, PA-3), per 11 volte lo sfidante repubblicano è in vantaggio sul freshman democratico. Soltanto nel 7° distretto del Michigan, Mark Schauer riesce a costringere alla parità il candidato del GOP, Tim Walberg (che però nella media RCP ha oltre 5 punti percentuali di vantaggio).

• John Raese raggiunge quota 50% nell'ultimo sondaggio Rasmussen sulla special election per il Senato in West Virginia e adesso conduce di 6 punti (50-44) contro il popolare ex governatore democratico Joe Manchin. Secondo lo stesso istituto di ricerca, alla fine di luglio, Manchin aveva 16 punti di vantaggio nei confronti di Raese (35-51).

• Mark Blumenthal, su Pollster.com, spiega come gli istituti di ricerca definiscono e scelgono i loro “filtri” per i likely voters.

• E se per scoprire chi controllerà il prossimo Congresso si dovesse aspettare oltre il 2 novembre?

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5 commenti:

Namath ha detto...

La Angle e Scott sono due esempi degli errori di valutazione di chi sostiene l'eccessivo estremismo dei tea-partiers.
Il caso del Delaware deve tener conto di quanto sia liberal lo stato che per anni ha tenuto Joe Biden come senatore, peraltro l'eventuale ingresso di Castle per una write-in campaign ferirebbe non certo la O'Donnell, ma il candidato democratico. In ogni caso, ritrovarsi altra gente come le Maine Sisters od il deputato Cao gioverebbe assai poco alla strategia parlamentare del GOP.
La ricerca del moderatismo è tipica dell'asinello, perchè l'elefante trionfa maggiormente con i suoi candidati più caratterizzati.

a man ha detto...

Sono sostanzialmente d'accordo, Namath. Faccio un'eccezione per la O'Donnell, non perché sia troppo "estremista" («Moderation in the protection of liberty is no virtue; extremism in the defense of freedom is no vice». Barry Goldwater), ma perché ci sono troppi lati del suo passato che non mi convincono.

Giovanni ha detto...

Mancia, nulla da dire sullo "speciale" di SP? :P

P.S.
Uno come Rick Scott non lo voterei manco morto. Idem per il duo Fiorina-O'Donnell. Non per questioni di moderatismo ma per questioni di "persona", questi personaggi non mi piacciono.

a man ha detto...

Giovanni, mi piace molto e lo seguo con attenzione. Soprattutto adesso che avete cambiato il template e riesco ad orientarmi! Sai, l'età... :)

Namath ha detto...

Da quel che leggo pare che tutti i candidati democratici abbiano un passato come quello di Madre Teresa.

Secondo me a novembre è in gioco la tradizione degli USA che l'attuale maggioranza sta svendendo per una europeizzazione dell'assetto socio-economico; per i trascorsi dei candidati...bè, la O'Donnell dice "I'm not a witch, I'm you".
L'unico problema nel Delaware è che le primarie sono arrivate troppo tardi, con un mese in più a disposizione la O'Donnell avrebbe agguantato anche quel seggio. Lasciamo stare Castle, di asini mascherati da elefanti non c'è più bisogno (saluti a "Snarlin'" Arlen).