venerdì 27 febbraio 2009

Ipse dixit

Sondaggio shock di Consortium (Piepoli) per AffariItaliani: dopo la disfatta sarda e le dimissioni di Walter Veltroni, il PD non avrebbe perso neppure uno 0,1% rispetto a gennaio, rimanendo fermo al 29,5%. Si tratta di una percentuale lontana dal 33,2% delle ultime elezioni politiche, ma lontanissima dai numeri attributi dagli altri istituti di ricerca al partito guidato da Dario Franceschini. I sondaggi usciti tra gennaio e febbraio, attribuiscono al PD un minimo del 24% (Swg) e un massimo del 26,3% (Crespi), passando per il 24,3 di Ipsos, il 24,5% di Ispo e il 26% di Gfk/Eurisko. Sottorappresentata, sempre rispetto agli altri sondaggisti, l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, che secondo Piepoli sarebbe ferma al 6%.

Mentre scrivevo questo post, un mio collega che sta raccogliendo notizie per scrivere un pezzo sul PD, ha chiesto un commento a questi dati ad una sua fonte interna al partito di area “mariniana”. La reazione è stato piuttosto brusca: «Non andiamo appresso a queste cazzate». Ipse dixit.

giovedì 26 febbraio 2009

Philip José Farmer, 1918-2009


Il dubbio

«Il dubbio è durato anche troppo a lungo: Obama è un estremista liberal, come affermavano i suoi avversari conservatori durante la campagna elettorale, oppure è un moderato clintoniano che, una volta eletto, avrebbe scelto la third way del buon senso?».
Larry Silverbud, su L'Occidentale.

How Big is Big?

Con 787 miliardi di dollari sarebbe possibile:
- comprare 4,6 milioni di case negli Stati Uniti, al più recente prezzo “mediano” del gennaio 2008 (circa 170mila dollari);

- spedire a ciascun uomo, donna e bambino statunitensi un assegno di 2.623 dollari;

- Mantenere 7,7 milioni di studenti, per quattro anni, in una università privata (sulla base delle rette medie correnti);

- Mantenere 30 milioni di studenti, per quattro anni, in una università pubblica;

- Comprare 27,7 milioni di automobili (secondo il prezzo medio delle macchine vendute negli Stati Uniti nel 2008);

- Sovvenzionare una “vacanza fiscale” assoluta per quattro mesi in tutti gli Stati Uniti.

via Jennifer Rubin, su Contentions (il blog della rivista Commentary)

venerdì 20 febbraio 2009

Hail to the Chimp!















I giornali americani e le agenzie di stampa non hanno dubbi: «Il New York Post si scusa per la vignetta sullo scimpanzè». È questo il titolo scelto dall’Associated Press per il lancio d’agenzia battuto giovedì sera. E tutti gli organi d’informazione – come un sol’uomo – hanno aderito alla linea. Probabilmente senza neppure degnarsi di leggere l’editoriale con cui il tabloid di Murdoch presentava queste presunte scuse. Le cose, in realtà, stanno in maniera un po’ diversa.

«La vignetta di mercoledì scorso pubblicata a pagina sei – si legge nell’editoriale in questione – che raffigurava l’uccisione, da parte della polizia, di uno scimpanzè fuggito da uno zoo del Connecticut, ha creato una considerevole controversia. Mostra due agenti di polizia che, davanti al cadavere dello scimpanzè, dicono “La prossima volta dovranno trovare qualcun altro per scrivere la legge sullo stimulus”. La vignetta voleva prendere in giro una legge federale scritta in modo inetto. Punto. Ma è stata interpretata da qualcuno come una raffigurazione razzista del presidente Obama. Questo non era il suo intento; ma ci scusiamo con chi si è sentito offeso dall’immagine. Poi c’è chi, nei media e nel mondo politico, avendo sperimentato differenze di opinione con il Post in passato, ha cercato di sfruttare questo incidente come opportunità per una vendetta. A costoro non rivolgiamo alcuna scusa. Qualche volta una vignetta è semplicemente una vignetta, perfino se qualche opportunista cerca di farla passare per qualcosa di diverso».

Se queste sono “scuse”, nel senso stretto del termine, si tratta di scuse piuttosto blande. E per la verità il Post ha tutto il diritto a non sentirsi in obbligo di scusarsi con Al Sharpton e gli altri attivisti radicali della comunità afro-americana (inquadrata, quasi militarmente, nei ranghi del partito democratico), che ieri hanno manifestato sotto la sede della redazione “razzista” intonando canti un po’ retrò, che non si sentivano almeno dal recount in Florida del 2000. Il cartoon in questione, infatti, ridicolizzava (prendendo spunto da un fatto di cronaca) i “creatori” dell’orrendo stimulus bill che è stato approvato qualche giorno fa dal Congresso. E tra costoro - come dovrebbe riconoscere chiunque sia dotato di un minimo di onestà intellettuale - il presidente Obama non c’è.

Se pensiamo allo stimulus, ci dovrebbe venire in mente Nancy Pelosi, leader dei democratici alla Camera, oppure Harry Reid, leader al Senato, ma di sicuro non il buon Barack, che la legge si è limitato a firmarla in tutta fretta (senza, probabilmente, leggerla neppure approfonditamente, altro che scriverla...). Eppure, dopo aver descritto George W. Bush per otto anni come un novello Adolf Hitler, come uno sterminatore di innocenti e (guarda un po’) proprio come uno scimpanzè (Hail to the Chimp! era il motto preferito degli anti-bushisti di professione), adesso le stesse frange estreme della sinistra americana - supportate, nutrite e coccolate dai mainstream media - si offendono perché qualcuno disegna una scimmia in una vignetta che non ha niente, assolutamente niente a che fare con Obama, ripescando (per istinto o per completa malafede?) un gergo in disuso da almeno quarant’anni. Forse i veri razzisti sono proprio loro.

(domani su Liberal quotidiano)

UPDATE. Sullo stesso argomento, Stefano Magni su Oggettivista.

Chicago Tea Party



CNBC's Santelli Explains His Anti-Obamanomics Call for Revolt (NewsBusters.org)

mercoledì 18 febbraio 2009

Dangerous Loser

Prima hanno tentato, in ogni modo, di impedirgli l’ingresso in Senato. Poi hanno cambiato idea. Adesso, dopo aver scoperto che ha raccolto fondi per l’ultima campagna elettorale di Rod Blagojevich (il governatore dell’Illinois che lo ha scelto per sostituire Barack Obama al Congresso), vorrebbero disperatamente non aver cambiato idea. E cercano di spingerlo verso le dimissioni. Il rapporto tra i leader del partito democratico statunitense e Roland Burris, unico senatore afro-americano in carica, sfiora i confini della schizofrenia politica. Ma chi è esattamente Burris? E come è arrivato nell’occhio di un ciclone politico che ha messo in grave imbarazzo l’amministrazione Obama ancora prima dell’insediamento ufficiale del neo-presidente?

Burris, lo scorso 30 dicembre, è stato scelto Blagojevich per rappresentare lo stato dell’Illinois al Senato, dopo che lo stesso governatore era stato accusato (e addirittura arrestato) per aver cercato di “vendere al miglior offerente” il seggio occupato fino a qualche mese prima da Obama. Una scelta, questa, prima rifiutata dal leader della maggioranza democratica Harry Reid, e poi accettata – obtorto collo – dopo una sentenza della Corte Suprema dell’Illinois. Prima di allora, però, Burris era (almeno a livello nazionale) un perfetto sconosciuto.

Nato nell’agosto del 1937 a Centralia, nel sud dello stato, Burris ha nel suo curriculum una serie di primati piuttosto particolari. È stato il primo afro-americano a diventare National Bank Examiner al ministero del Tesoro. È stato il primo afro-americano ad essere eletto ad una carica statale in Illinois (comptroller, una sorta di “controllore” degli stipendi per gli impiegati pubblici). È stato il secondo afro-americano a diventare Attorney General, conquistando però un barlume di notorietà - suo malgrado - soltanto per la corresponsabilità nel terribile errore giudiziario che coinvolse il diciannovenne Rolando Cruz nel 1995.

Nel corso della sua carriera politica, Burris ha sempre avuto uno scarsissimo feeling con la vittoria: sconfitto nel 1976 nel suo primo tentativo di diventare comptroller; sconfitto alle primarie democratiche per il Senato nel 1984; sconfitto alle primarie del 1994 per la corsa a governatore; sconfitto nel 1995 (da Richard M. Daley) alle elezioni per il sindaco di Chicago; sconfitto ancora una volta alle primarie per il governatore nel 1998 e nel 2002 (malgrado l’appoggio di un certo Barack Obama). A batterlo, in quest’ultimo caso, fu proprio Rod Blagojevich.

E qui il cerchio si chiude. Per fare un “dispetto” ai colleghi democratici che volevano le sue dimissioni dopo l’apertura dell’inchiesta federale per corruzione (inchiesta ancora in corso), Blagojevich ha nominato come sostituto di Obama un personaggio minore, un “loser” con due caratteristiche principali: essere amico di Obama e portare rancore verso l’establishment democratico di Chicago che lo ha così spesso ripudiato. Oggi, con l’esplosione dell’ultimo scandalo che lo coinvolge - e che mette, ancora una volta, in crisi la leadership del suo partito al Senato - possiamo renderci perfettamente conto di quanto la vendetta di “Blago” fosse spietata e sofisticata.

(domani su Liberal quotidiano)

martedì 17 febbraio 2009

Offshore Dream!

Finisce l'era Soru

Nella notte, con 1658 sezioni scrutinate su 1812 (oltre il 90%), il distacco tra Cappellacci e Soru è diventato oggettivamente imbarazzante: 9 punti percentuali (51.9 contro 42.9) che addirittura raddoppiano, arrivando a 18.1 (56.7-38.6), se si prendono in esame i risultati complessivi delle due coalizioni maggiori. A completare il quadro della tornata elettorale, la Waterloo pieddina, con il partito di Veltroni e Soru che perde il 12% rispetto alle politiche di aprile. Smentiti tutti i sondaggi della vigilia, che parlavano di un testa-a-testa fino all'ultimo voto, e gli exit-poll - più o meno segreti - che hanno a lungo illuso i simpatizzanti della sinistra. Finisce l'era Soru: la Sardegna volta pagina.

lunedì 16 febbraio 2009

Grand Prix di Sardegna - Open Thread & Light Liveblogging [Reloaded]

00:27. Per la verità non sarebbe il caso di sbilanciarsi troppo, visto che sono state scrutinate appena il 45% scarso delle sezioni (una vergogna), ma il flusso dei dati - seppure lentissimo - sembra essersi piuttosto stabilizzato intorno ai 5 punti di vantaggio a favore del candidato di centrodestra. A complicare un'ipotetica rimonta di Soru, poi, è lo scarto davvero enorme tra le due coalizioni (oltre il 15%, al momento). E sarà forse il caso che il Pdl e i suoi alleati riflettano attentamente proprio su questi 10 punti di differenza, la prossima volta che sceglieranno un candidato per le elezioni amministrative. Questo, però, soltanto dopo aver festeggiato la vittoria e - per quanto ci riguarda - soprattutto la sconfitta di Soru. Buonanotte a tutti e grazie, come sempre, per averci tenuto compagnia durante questo lungo liveblogging. Siete stati tantissimi (e bellissimi) :)

00:04.
806 sezioni su 1812: Cappellacci 49,98% Soru 44,91% (circa 20mila voti di vantaggio).

23:39.
700 sezioni su 1812: Cappellacci 50,40% Soru 44,74% (circa 20mila voti di vantaggio).

23:12.
645 sezioni su 1812: Cappellacci 50,05% Soru 45,11% (circa 15mila voti di vantaggio).

23:05.
632 sezioni su 1812: Cappellacci 50,1% Soru 45,1%.

22:48.
515 sezioni su 1812: Cappellacci 50,25% Soru 45,07% (circa 11mila voti di vantaggio).

22:24.
450 sezioni su 1812: Cappellacci 49,8% Soru 45,3% (coalizioni: centrodestra 54,9% centrosinistra 41%).

22:09. 426 sezioni su 1812: Cappellacci 49,83% Soru 45,40% (8700 voti di vantaggio).

22:04. 419 sezioni su 1812: Cappellacci 49,64% Soru 45,56% (circa 8mila voti di vantaggio).

21:40. 353 sezioni su 1812: Cappellacci 50,97% Soru 44,58% (quasi 10mila voti di vantaggio).

21:30. Una fonte affidabile dentro Forza Italia mi dice che "è fatta". Io, personalmente, aspetto ancora un po'.

21:17. 315 sezioni su 1812: Cappellacci 50,0% Soru 45,3%.

21:11.
Sulla via Flaminia c'era poco traffico :) Breve riepilogo della situazione prima di cena. 282 sezioni su 1812: Cappellacci 49,78% Soru 45,58%. Mi raccomando: niente panico e niente champagne, la notte è ancora lunga.

20:05.
153 su 1812: Soru 48.00% Cappellacci 47.45%. Qui al mio giornale è saltata l'ipotesi di una ribattuta notturna (di solito chiudiamo alle 19.30). Ergo: me ne vado a casa. Ci vediamo verso le 21.30 (circa).

20:03.
147 sezioni su 1812: Soru 48.0% Cappellacci 47.4%.

19:58.
Ehm... ho come l'impressione che dovrò rimanere qui a lungo. In attesa di altri numeri, Simone Bressan di FreedomLand ci ricorda i liveblogging di Mondopiccolo, Ciwati, Andrea Mollica, Il Fazioso Liberale

19:49.
Piccolo contrattempo al giornale, c'è il tempo per un altro aggiornamento. 127 sezioni su 1812: Soru 49,1% Cappellacci 46,1%.

19:30.
107 sezioni su 1812: Soru 49,7% Cappellacci 45,3%. Io vado a casa, ci vediamo verso le 21.00.

19:10. Fonte Regione via Videolina (nei commenti), 61 sezioni su 1812: Soru 46,9% (coalizione: 48,6%) Cappellacci 48,9% (coalizione 47,6%)

19:08.
14 sezioni (su 1812): Soru 55,46% Cappellacci 38,8%

18:59.
31 sezioni su 179 a Cagliari: Cappellacci 50,81% Soru 45,43%

18:45.
8 sezioni (su 1812): Soru 57,8 % Cappellacci 37,5%

18:33.
5 sezioni (su 1812): Soru 60,7% Cappellacci 35,6%

18:18.
2 sezioni (su 1812): Soru 50,46% Cappellacci 42,35%

18:14.
Sembra che i ritardi siano dovuti al grande numero di contestazioni nei seggi. Occhio...

18:11.
Arriva la prima sezione (su 1812): Soru 50,66% - Cappellacci 38,72%. Ormai chiamiamoli pure con il loro nome.

17:38.
Ancora nessun dato reale. E con tutti i numeri che circolano ormai è impossibile distinguere la realtà dalla fiction. Ci prendiamo qualche minuto di pausa.

17:19.
Affluenza nelle province: Nuoro 69,54%; Carbonia-Iglesias; Sassari 69,19%; Olbia Tempio 68,85%; Cagliari 67,58%; Ogliastra 67,14%; Oristano 65,72%; Medio Campidano 64,96%.

17:11.
Affluenza definitiva: 67,58% (calo del 3,6% rispetto alle Regionali 2004).

17:02.
Quando mancano ancora una ventina di sezioni del cagliaritano, l'affluenza (quasi) definitiva è del 66,68%.

16:38.
Secondo L'Unità, l'affluenza sarebbe del 63%. A noi hanno parlato di numeri più alti. Chissà...

16:36.
Via Bruno Zazzu: “Ancora non si hanno i dati definitivi dell'affluenza. Fonte Sardegna 1; mancano una cinquantina di sezioni. Sistema informatico regione in tilt”. Complimenti al fondatore di Tiscali :)

16:21.
Affluenza definitiva intorno al 68%, con picchi nelle provincie “rosse”. Brutte notizie per Offshore Dream.

16:18. Nuovo post, a grande richiesta (quello vecchio iniziava a diventare troppo lento per chi ha una connessione non velocissima)

domenica 15 febbraio 2009

Grand Prix di Sardegna - Open Thread & Light Liveblogging

16:02. Liveblogging su Il Fazioso Liberale.

15:58.
La “previsione” di Luigi Crespi riportata da L'Unità (Jag +1.5) in realtà è un sondaggio di venerdì scorso. Me l'ha confermato lo stesso Crespi qualche secondo fa al telefono.

15:53.
Alle 11.00. aveva votato il 54,79% (i dati ufficiosi delle 15.00 parlano di qualcosa intorno al 64%): Nuoro (58.67%), Ogliastra (56.78%), Sassari (55.11%), Olbia Tempio (54.91%), Cagliari (54.42%), Oristano (53.76%), Medio Campidano (53.27%), Carbonia Iglesias (52.28%).

15:17.
Secondo i calcoli di Luca, questi numeri darebbero questo risultato: Offshore Dream 49.4 - Jag de Bellouet 48.7.

15:09.
Urne chiuse in Sardegna. Prima dell'arrivo dei numeri reali, vi ricordiamo gli ultimi numeri di Cap_Forever, che ringraziamo in ogni caso per averli voluti condividere con noi. Ogliastra - Jag: 54,9 Off: 43; Nuoro - Jag: 55,2 Off: 42,2; Cagliari - Off: 52 Jag: 46.2; Sassari - Jag: 50 Off: 47; Olbia-Tempio - Off: 53 Jag: 46; Oristano - Off: 53,1 Jag: 44,9; Medio Campidano - Jag:52,5 Off:46,5; Carbonia Iglesias - Off: 50 Jag: 49.1.

13:37. Una proiezione molto precisa (e secondo noi piuttosto attendibile) su FreedomLand, il blog di Simone Bressan. Offshore Dream sarebbe in vantaggio... per un crine di cavallo (49.1 contro 48.9). Noi ci sentiamo quando iniziano ad arrivare i numeri veri.

00:30.
Alla fine gli spifferi di Cap_Forever sono arrivati. Li ripubblichiamo qui per comodità. Ogliastra - Jag: 55,9 Off: 42 Altri: 2,1; Nuoro Jag: 56,1 Off: 41,5 Altri: 2,4; Cagliari - Off: 55,2 Jag: 44 Altri: 2,8: Sassari Jag: 48,9 Off: 48 Altri: 3,1; Olbia-Tempio - Off: 53,5 Jag: 45,5 Altri: 1; Oristano - Off: 53,9 Jag: 43,9 Altri: 2,2 - Medio Campidano - Off: 52 Jag:47 Altri: 1 - Carbonia Iglesias Off: 50,3 Jag: 48,3 Altri 1,4. (*nota di a.man.: il totale di Cagliari è sbagliato; i dati di Medio Campidano potrebbero essere invertiti)

Secondo Cap, questi dati sottostimano Jag de Bellouet di "almeno un 0,5/1" e "a livello aggregato il vantaggio è di circa l'1% per Offshore Dream con possibilità di sorpasso visto gli ultimissimi flussi". Secondo Bralic, invece, spalmando gli stessi dati sulle province Offshore Dream sarebbe avanti di circa 4 lunghezze. Calcoli più o meno confermati da Krentak (50,67 contro 47,64) e da Luca. Buonanotte a tutti :)

23:21. Sinistra con sense of humour. Qui andiamo a nanna. Per gli ultimi spifferi provate qui: la speranza è l'ultima a morire.

21:50.
Le riflessioni di Bruno Murgia (deputato sardo del Pdl) sulla campagna elettorale che si è appena conclusa.

21:36.
Niente spifferi, per ora. Intanto l'affluenza, alle 19.00, è arrivata al 36.11%. Per i dettagli e i numeri disaggregati per provincia, fate un salto sul blog dell'ottimo (benché obamista) Andrea Mollica.

20:03.
Gli unici spifferi che arrivano dalle mie parti parlano di un testa-a-testa serrato fino al traguardo, con Jag de Bellouet in rimonta e Offshore Dream che cerca disperatamente di mantenere un leggerissimo vantaggio. Per qualche previsione affidabile aspettiamo i numeri di Cap_Forever, previsti intorno alle 21-21.30. Io, intanto, mi vedo il derby (e ringrazio l'Atalanta) ;)

18:12.
I numeri di Varenne Fun, invece, confermerebbero un testa-a-testa con Jag de Bellouet leggermente in vantaggio (48.1 contro 47.4). Noi ci prendiamo qualche minuto di pausa, voi continuate a seguire gli spifferi che arrivano nei commenti.

18:06.
Andrea, che è molto meno pigro del suo omonimo titolare di questo blog, si è fatto un paio di conti. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare a prima vista, spalmando provincia per provincia i numeri di Cap_Forever, Offshore Dream avrebbe circa 3 lunghezze di vantaggio (50.7 contro 47.4). Con i numeri di si8, invece, il margine sarebbe molto più ridotto: 48.6 contro 47.0.

17:51. Certo che se, invece, i numeri più vicini alla realtà fossero quelli di si8... ci sarebbe da divertirsi. CA - Offshore Dream 50.1 Jag de Bellouet 44.9 Kool du Caux 2.9 Kazire de Guez 1.3 Kesaco Phedo 0.8 MC - Offshore Dream 53.2 Jag de Bellouet 39.5 Kool du Caux 4.0 Kazire de Guez 2.2 Kesaco Phedo 0.2 CI - Offshore Dream 48.8 Jag de Bellouet 48.0 Kool du Caux 1.1 Kazire de Guez 2.0 Kesaco Phedo 0.1 OR - Offshore Dream 52.7 Jag de Bellouet 43.4 Kool du Caux 3.0 Kazire de Guez 0.8 Kesaco Phedo 0.1 OG - Offshore Dream 44.5 Jag de Bellouet 52.0 Kool du Caux 2.9 Kazire de Guez 0.4 Kesaco Phedo 0.2 NU - Offshore Dream 42.8 Jag de Bellouet 53.1 Kool du Caux 2.9 Kazire de Guez 0.9 Kesaco Phedo 0.3 SS -Offshore Dream 45.5 Jag de Bellouet 50.6 Kool du Caux 3.0 Kazire de Guez 0.7 Kesaco Phedo 0.2 OT - Offshore Dream 49.9 Jag de Bellouet 47.0 Kool du Caux 1.5 Kazire de Guez 1.5 Kesaco Phedo 0.1

17:45.
Noi, personalmente, ci fidiamo di più dei numeri di Cap_Forever. Ogliastra - Jag: 54,9%; Off: 43%; Altri: 2,1%. Nuoro - Jag: 54,1%; Off:44%; Altri: 1,9%. Cagliari - Off: 53,2%; Jag: 45%; Altri:1,8%. Sassari - Jag: 48,7%; Off: 48,2%; Altri: 3,1% - Olbia-Tempio - Off: 54,5%; Jag: 45%; Altri: 0,5%. Oristano - Off: 52,9%; Jag: 44,9%; Altri: 2,2%. Medio Campidano - Off: 51,4%; Jag: 48%; Altri: 0,6%. Carbonia Iglesias - Off: 50,7%; Jag: 47,9%; Altri 1,4%. Numeri che, nel loro dato complessivo, vedrebbero Offshore Dream avanti di un paio di lunghezze.

17:35.
Circolano molti numeri nei commenti. Mauro2 (via RadioRadicale) parla di una lunghezza e mezzo di vantaggio per Jag de Bellouet (e tre lunghezze di vantaggio per la scuderia Varenne).

17:31.
Affluenza spettatori alle ore 12.00. Totale: 10,98% (161.868). Cagliari 12,16% (59.043); Nuoro (11,30%); Carbonia Iglesias (11,09%); Sassari (10,34%); Ogliastra (10,22%); Oristano (10,04%); Olbia Tempio (10,15%); Medio Campidano (9,44%).

13:12.
Arrivano i primi spifferi: si profila un testa-a-testa secondo i numeri di Cap_Forever; mentre quelli di si8 fanno pensare ad una vittoria a valanga di Offshore Dream.

12:11.
Partite voi, che io la domenica sono pigro ;)

sabato 14 febbraio 2009

Corse Clandestine - Sardegna [update/3]

Previsione secca, proveniente da allibratori neutrali, sul "testa a testa" tra i due cavalli favoriti per il Grand Prix della Sardegna. Togliendo dal contesto tutti gli altri puledri (che però domenica saranno regolarmente in pista) e non calcolando il fattore "indecisione", Jag de Bellouet sarebbe in testa (51.3) davanti a Offshore Dream (48.7). A questo punto diventa estremamente importante la performance di Kool du Caux che, secondo altre previsioni, trotterebbe comunque con una discreta andatura (superiore al 3.0). Sembra, infatti, che di fronte ad una scelta secca i tifosi del cavallo arancione siano portati a preferire il verde al blu. Se, dunque, il puledro indipendentista riuscisse più o meno a ripetere il risultato della sua scuderia, il distacco tra i due cavalli favoriti potrebbe ridursi sensibilmente. Ma queste sono soltanto ipotesi, perché tra poche ore conosceremo finalmente la cruda verità.

venerdì 13 febbraio 2009

Corse Clandestine - Sardegna [update/2]

Ecco le ultime previsioni relative al Grand Prix della Sardegna secondo gli allibratori vicini alla scuderia di Fan Idole. Se questi numeri sono verosimili, dire che la corsa si deciderà al fotofinish è soltanto un pallido eufemismo.

ORDINE D'ARRIVO
Offshore Dream 47.9
Jag de Bellouet 47.7
Kool du Caux 3.2
Kazire de Guez 1.0
Kesaco Phedo 0.2

RISULTATI DELLE SCUDERIE
Varenne 50.7 (43.9 Varenne de la Liberté)
Fan Idole 45.6 (34.9 Fan Idole Democratique)
Altri 3.7

Corse Clandestine - Sardegna [update]

Il grande giorno si avvicina e iniziano ad atterrare sulla nostra scrivania molte segnalazioni sul possibile esito finale del Grand Prix di Sardegna. L'ultima arrivata - da parte di un allibratore “neutrale” - è estremamente precisa (al decimo di secondo, oserei dire) e ve la riproponiamo così come l'abbiamo letta.

ORDINE D'ARRIVO
Offshore Dream 48.2
Jag de Bellouet 47.1
Kool du Caux 2.9
Kazire de Guez 1.4
Kesaco Phedo 0.4
Jardy 0.2

RISULTATI DELLE SCUDERIE
Varenne 51.8
Fan Idole 43.9
Altri 4.3

giovedì 12 febbraio 2009

Corse Clandestine - Sardegna

Il nostro commentatore Cap Forever (un nickname che non nasconde le proprie propensioni di scuderia) ci regala una previsione piuttosto verosimile, secondo cui il vantaggio della scuderia di Varenne rispetto a quella di Fan Idole nel prossimo Grand Prix di Sardegna si sarebbe consolidato, passando da 4 a 5 lunghezze. Mentre sarebbe in leggero calo il distacco tra Offshore Dream e Jag de Bellouet, con il campione uscente che avrebbe ridotto lo svantaggio da 3 a 2 lunghezze. Da quanto ci sembra di capire, gli allibratori in questione sarebbero di fede varenniana e la cautela (come nel caso opposto) è d'obbligo.

Riepiloghiamo la situazione per chi si sia messo in collegamento con l'ippodromo sardo soltanto ora. Gli allibratori di Varenne sono convinti che Offshore Dream sia in leggero vantaggio, mentre gli allibratori di Fan Idole sono convinti che il leggero vantaggio sia a favore di Jag de Bellouet. Tra qualche giorno scopriremo chi aveva ragione.

Not True

mercoledì 11 febbraio 2009

Corse Clandestine - Sardegna

Mentre gli allibratori di casa Varenne continuano a ostentare il loro (moderato) ottimismo, dalle parti di Fan Idole si ribatte con numeri che vedrebbero in vantaggio, nel Grand Prix di Sardegna, il campione uscente Jag de Bellouet, con 3-4 lunghezze di vantaggio sullo sfidante Offshore Dream. Anche gli allibratori del cavallo verde, però, vedono in vantaggio gli azzurri nel risultato complessivo delle due scuderie, ma registrano un distacco inferiore alle 8-10 lunghezze ipotizzate dagli avversari. Quando manca meno di una settimana al Grand Prix, insomma, la situazione resta incertissima. Preparate i teleobiettivi per un emozionante fotofinish.

martedì 10 febbraio 2009

Israele, un'altra sconfitta della destra

Siamo alle solite. Ancora non sono arrivati i dati ufficiali delle elezioni israeliane e già i telegiornali italiani parlano di "sconfitta della destra" e di "vittoria dei moderati di Kadima". Il problema è che gli exit-poll (per quello che possono valere), fotografano una realtà piuttosto diversa. Kadima sarebbe effettivamente in vantaggio nella corsa (piuttosto inutile) per restare il primo partito della Knesset. Channel 1 e Channel 10 prevedono 30 seggi per il partito della Livni contro i 28 del Likud, mentre per Channel 2 il risultato sarebbe 29 a 27. Il problema, però, è che per formare un governo di coalizione servono almeno 61 seggi. E qui le cose si fanno molto diverse da come le dipingono i media italiani, perché il blocco di "centrodestra" - sempre secondo gli exit poll - potrebbe contare su 64 seggi secondo Channel 1 e Channel 10 (contro i 57 del "centrosinistra"), mentre per Channel 2 il risultato sarebbe di 64 a 56.

Un'altra splendida "sconfitta" per la destra, insomma, impreziosita dal risultato disastroso dei Laburisti (13 seggi). Speriamo soltanto che i risultati definitivi confermino questa disfatta.

UPDATE. Lo spoglio delle schede in tempo reale su Haaretz.com.

Recessioni comparate







Tre grafici interessanti. Il primo è quello diffuso qualche giorno fa da Nancy Pelosi, speaker democratico della Camera statunitense, per terrorizzare i congressmen (e soprattutto l'opinione pubblica dietro di loro) ancora riottosi nell'approvare il mastodontico old-deal keynesian-obamista. Comparata con quelle di 1990 e 2001, la recessione in corso sembra davvero gravissima. Se già si iniziano a considerare le recessioni dal 1974 ad oggi, però, come fa Justin Fox su The Curious Capitalist, le cose iniziano a cambiare considerevolmente. E cambiano ancora di più analizzando la perdita di posti di lavoro in tutte le recessioni che hanno colpito il mercato nordamericano nel dopoguerra, come fa William J. Polley.

Soltanto in questi ultimi due casi, invece che assistere ad un'operazione di terrorismo mediatico, si riesce a scorgere un barlume di verità. Anzi due. 1) Le recessioni sono cicliche e fanno parte del funzionamento intrinseco del mercato (che, vale la pena di ricordarlo, non è stato “inventato” da nessuno). 2) Le recessioni “morbide” (o “ammorbidite” dall'intervento dello stato) di solito durano molto più a lungo.

lunedì 9 febbraio 2009

Silenzio

Corse Clandestine - Sardegna

Gli allibratori di casa Varenne continuano ad essere moderatamente ottimisti. E non fanno niente per nasconderlo. Risulta anche a noi che il puledrino Offshore Dream continui ad essere in testa nel Grand Prix di Sardegna con un paio di lunghezze di vantaggio sul campione uscente Jag de Bellouet. Molto più ampio, invece, proprio come nelle scorse settimane, il margine tra i risultati complessivi delle due scuderie, che non sembra ormai più in discussione. Da parte nostra continuiamo ad invitare i fan di Varenne alla cautela, perché il distacco resta ampiamente dentro i margini d'errore statistico. E perché si tratta di una gara che ha ormai assunto tutti i contorni della sfida a livello nazionale, con tutti i rischi (e naturalmente anche i vantaggi) che questo comporta.

mercoledì 4 febbraio 2009

Una buona idea è davvero rara

«Quando il presidente Obama ha nominato Tom Daschle ministro della Sanità - scriveva nel suo editoriale di lunedì il New York Times - a tutti era sembrata una buona idea”. Non vogliamo neppure provare ad immaginare quale sarebbe potuta essere una “cattiva idea”...

Esordisce oggi su L'Occidentale una nuova rubrica (“Quarantaquattresimo”) dedicata alla politica statunitense. La firma è quella di Larry Silverbud (qualcuno lo conosce?).