mercoledì 31 gennaio 2007

martedì 30 gennaio 2007

Prospettive

Come fa giustamente notare John Hinderaker su Power Line, ogni volta che viene pubblicato un nuovo sondaggio sul job approval di George W. Bush sembra che l'inquilino della Casa Bianca abbia raggiunto il punto più basso di consenso del suo doppio mandato. In realtà, se si analizzano i numeri con un po' di distacco e con la giusta prospettiva, le cose per Bush non vanno poi così male. A Prodi, tanto per fare un esempio, vanno molto peggio.

Guardian (of the Islamic Revolution)

Secondo Ali Ansari, sul Guardian, la "luna di miele" tra il popolo iraniano e Ahmadinejad sarebbe ormai agli sgoccioli. Ma l'insistenza dei falchi americani potrebbe aiutare Mad Mahmoud a restare in sella nonostante tutto. Una tesi bizzarra, che Ed Morrissey e Jules Crittenden smontano senza troppi sforzi.

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Plamegate Reloaded

Clarice Feldman di JustOneMinute sta seguendo dal vivo - per il suo blog e per American Thinker - il processo all'ex portavoce di Dick Cheney, Scooter Libby. Non fidatevi di nessun altro.

sabato 27 gennaio 2007

Sleepy Weekend Open Trackback

Mentre noi dormiamo per tutto il weekend, voi fate un link a questo post, poi un trackback a questa URL e (prima o poi) il link al vostro post verrà aggiunto qui sotto. Se la vostra piattaforma di blog non supporta il trackback, provate Simpletrack di Adam Kalsey o Wizbang Standalone Trackback Pinger. Se non avete idea di che cosa sia un trackback, segnalate il vostro post a questo indirizzo e-mail (con url, titolo del post, nome del blog e nell'object: "Sleepy Weekend Open Trackback"). Buon weekend a tutti!

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venerdì 26 gennaio 2007

L'identità e il futuro del centrodestra/3

Sul sito della Fondazione Liberal, le relazioni della seconda giornata del convegno sul fenomeno del berlusconismo e sull'identità e il futuro del centrodestra italiano: L'alleanza tra cristiani e liberali di Sergio Belardinelli; Il ritorno della sovranità popolare di Sandro Fontana; L'Occidente come civiltà di Renzo Foa; L'attualità dell'anticomunismo di Paolo Guzzanti; Il Novecento riscritto di Gennaro Malgieri; La tv, la democrazia di Angelo Crespi.

giovedì 25 gennaio 2007

L'identità e il futuro del centrodestra/2

Sul sito della Fondazione Liberal, le relazioni della prima giornata del convegno sul fenomeno del berlusconismo e sull'identità e il futuro del centrodestra italiano: Una nuova storia italiana di Ferdinando Adornato; L'invenzione del centrodestra di Gianni Baget Bozzo; La prima repubblica: continuità e discontinuità di Gaetano Quagliariello; La "scoperta" del liberalismo di Renato Cristin; La berluscanomics di Carlo Secchi; Il blocco dei produttori di Renato Brunetta.

mercoledì 24 gennaio 2007

L'identità e il futuro del centrodestra

Domani e venerdì, all'Aldovrandi Palace di Roma, la Fondazione Liberal organizza un convegno sul fenomeno del berlusconismo e sull'identità e il futuro del centrodestra italiano. Le relazioni principali saranno disponibili sul sito della Fondazione già domani (Ferdinando Adornato, Gianni Baget Bozzo, Gaetano Quagliariello, Renato Cristin, Carlo Secchi, Renato Brunetta) e venerdì mattina (Sergio Belardinelli, Sandro Fontana, Renzo Foa, Paolo Guzzanti, Gennaro Malgieri, Angelo Crespi). Il convegno sarà concluso, sabato al Teatro Capranica, da Silvio Berlusconi che (insieme a Gianfranco Fini, Franco Frattini, Inigo Mendez de Vigo e Antonio Tajani) parteciperà alla manifestazione "Il Partito della Libertà. La Casa del PPE".

Davvero moltissimi gli interventi di esponenti politici del centrodestra previsti durante il convegno. In rigoroso ordine alfabetico: Gianni Alemanno, Mario Baldassarri, Alfredo Biondi, Sandro Bondi, Margherita Boniver, Roberto Calderoli, Fabrizio Cicchitto, Stefania Craxi, Benedetto della Vedova, Marcello Dell’Utri, Raffaele Fitto, Roberto Formigoni, Giancarlo Galan, Giuseppe Gargani, Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi, Enrico La Loggia, Giorgio La Malfa, Ignazio La Russa, Alfredo Mantovano, Roberto Maroni, Antonio Martino, Altero Matteoli, Marcello Pera, Giuseppe Pisanu, Paolo Romani, Gianfranco Rotondi, Angelo Sanza, Claudio Scajola, Renato Schifani, Adolfo Urso, Elio Vito. Appuntamento a domani!

martedì 23 gennaio 2007

Sondaggi: il tracollo dell'Unione/2

Dopo aver analizzato i sondaggi più recenti di Euromedia Research, oggi ci occupiamo di un altro istituto di ricerca: Ekma Srl. A differenza di Euromedia, che ha avuto "cattiva stampa" per tutta la campagna elettorale per poi dimostrarsi attendibile il giorno delle elezioni, Ekma - la nuova creatura dell'ex sondaggista berlusconiano Luigi Crespi (ormai passato, armi e bagagli, al nemico) - non è stata affatto brillante nelle sue previsioni relative all'ultima tornata elettorale nazionale. Basti ricordare che, nell'ultimo sondaggio pubblicato alla vigilia delle elezioni di aprile, Ekma vedeva il centrosinistra in vantaggio del 7,5%, con un distacco addirittura in forte crescita rispetto alle rilevazioni di febbraio e marzo. Maneggiamo questi numeri, dunque, con straordinaria cautela. Anche perché il rancore personale di Crespi nei confronti di Berlusconi è vicenda ormai nota anche al di fuori della lobby dei sondaggisti.

Ad una prima analisi, i numeri di Ekma sembrano meno solidi e omogenei rispetto a quelli della concorrenza. Alcuni partiti hanno oscillazioni che arrivano anche al 100% (come la Rosa nel Pugno, dall'1,5% al 3%). E altri, come l'Udeur (che si attesta tra il 2,5% e il 3%) o i Comunisti Italiani, sembrano francamente sovrastimati. La sensazione, insomma, è che Ekma - come la maggior parte dei sondaggisti italiani - si dedichi all'antica pratica del tweaking (che potrebbe essere tradotto con "aggiustamento") per far quadrare numeri che altrimenti sarebbero un po' fuori controllo. Ma la nostra, lo ripetiamo, è soltanto una sensazione.

Anche se alcuni dati non convincono troppo, però, ce ne sono altri che ripercorrono - abbastanza fedelmente - quelli pubblicati dagli istituti di ricerca concorrenti. Il grafico qui sotto, per esempio - a parte un "rimbalzino" del centrosinistra nell'ultima rilevazione di gennaio - somiglia molto a quello che abbiamo elaborato con i dati Euromedia, che fotografa un tracollo progressivo dell'Unione da aprile ad oggi e un'avanzata parallela del centrodestra. Fino a dicembre, le uniche differenze sostanziali tra i sondaggi Euromedia e quelli Ekma sono relative a qualche piccolo scostamento nelle percentuali relative ai singoli partiti (soprattutto Forza Italia). Per il resto, il trend è esattamente lo stesso: negativo per il centrosinistra e positivo per il centrodestra.

Nel sondaggio di gennaio, invece, Ekma sembra differenziarsi notevolmente da Euromedia, segnalando un recupero dell'Unione (+1,9% rispetto a dicembre) e un calo del centrodestra nel suo complesso (-1%). Si tratta, però, di una differenza riconducibile al risultato di soli due partiti. Prima di tutto, Euromedia continua a vedere Forza Italia in crescita (+1,1% rispetto a dicembre), mentre Ekma fotografa uno stallo intorno al 30%. Ekma, poi, vede la Rosa nel Pugno raddoppiare i propri consensi rispetto a dicembre (da 1,5% a 3%). E basta questo dato - oggettivamente anomalo - per spiegare quasi per intero il "rimbalzino" dell'Unione.

Pur con valori assoluti leggermente diversi, l'andamento di Forza Italia e Ulivo (DS+Margherita) è molto simile, come si intuisce immediatamente confrontando il grafico qui sotto con quello elaborato utilizzando i dati di Euromedia. Si parte, ad aprile, con un distacco di oltre 7 punti percentuali a favore dell'Ulivo, per arrivare al sorpasso autunnale e ad un netto vantaggio di Forza Italia a gennaio (+4% per Ekma, +6,6% per Euromedia). Anche in questo caso, è interessante notare come, sommando i risultati di Forza Italia e Alleanza Nazionale e quelli di DS e Margherita, i due partiti del centrodestra passano dai 5 punti scarsi di vantaggio dell'aprile 2006 (36% contro 31,2%) agli oltre 15 punti percentuali di gennaio (41,5% contro 26%)

A parte il "rimbalzino" di gennaio causato da una crescita anomala della Rosa nel Pugno (che non trova riscontri nei dati di nessun altro istituto di ricerca), insomma, anche i numeri di Ekma confermano lo stato semi-comatoso della coalizione di centrosinistra e la parallela avanzata della Casa delle Libertà, con o senza l'Udc. E' possibile consultare i risultati integrali dei sondaggi Ekma sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio (gennaio, dicembre, novembre, ottobre e settembre).

Nel prossimo post ci occuperemo di un interessante studio condotto con cadenza mensile dal gennaio 2005 ad oggi da Unicab Italia per valutare il grado di consenso di governo e opposizione.

lunedì 22 gennaio 2007

Sondaggi: il tracollo dell'Unione

Torniamo, dopo qualche mese, ad occuparci di sondaggi politici italiani. Si tratta di un argomento che negli ultimi tempi sembra letteralmente scomparso dalle prime pagine dei grandi quotidiani nazionali. E basterebbe questa assenza a farci capire quale sia l'andazzo delle rilevazioni statistiche più recenti. Come abbiamo ripetuto fino alla nausea, è necessario analizzare con molta cautela i dati dei sondaggisti, soprattutto in Italia. E sarebbe assolutamente sbagliato considerare questi numeri come sacri, ripetendo lo stesso errore di chi - alla vigilia delle ultime elezioni politiche - ha per lungo tempo previsto una vittoria di larga misura del centrosinistra. Per poi svegliarsi in un paese diviso esattamente a metà.

Quello che si può fare, invece, è analizzare dati omogenei (come quelli prodotti da un singolo istituto di ricerca) per cercare di individuare un trend di medio-periodo in grado di fornire un'immagine abbastanza precisa, anche se in movimento, degli spostamenti interni al corpo elettorale. Questa volta abbiamo deciso di prendere in considerazione gli ultimi quattro sondaggi di Euromedia Research. La società di Alessandra Ghisleri, che ha tra i suoi clienti di spicco Forza Italia, nei mesi precedenti alle elezioni politiche di aprile era considerata - dai mainstream media e dai suoi stessi concorrenti - poco più che un megafono propagandistico di Silvio Berlusconi. Quando dai sondaggi si è passati al conto dei voti, però, si è scoperto che le previsioni di Euromedia erano molto più vicine alla realtà di quanto non lo fossero i sondaggi di istituti di ricerca molto più blasonati.

Negli ultimi mesi, Euromedia ha reso pubblici i risultati di quattro rilevazioni statistiche condotte dall'ottobre 2006 al gennaio 2007 con metodo CATI (Computer Aided Telephone Interview), su un campione che oscilla tra i 1000 e i 2000 intervistati. Pur con qualche comprensibile incongruenza nei valori relativi ai partiti molto piccoli, i dati di Euromedia sembrano piuttosto solidi e omogenei. E disegnano uno scenario disastroso per il centrosinistra italiano; in particolar modo per il cuore di quello che dovrebbe diventare il futuro Partito Democratico.

DS e Margherita, che alle elezioni di aprile avevano raccolto il 31,2% di voti alla Camera (dove si sono presentati con una lista unica), hanno visto in autunno precipitare i loro consensi: prima al di sotto del 30% e poi, all'inizio di quest'anno, addirittura al 26%. Inutile dire che questi numeri, se confermati in una tornata elettorale nazionale, rappresenterebbero un'apocalisse non solo per le speranze del Partito Democratico ma anche (e soprattutto) per un'intera classe dirigente. Al crollo di DS e Margherita, poi, si è accompagnata una crescita molto rapida di Forza Italia. Il primo partito del centrodestra, che alle politiche aveva raggiunto il 23,7%, in autunno è balzato prima al 29% (raggiungendo la lista unica dell'Ulivo) e poi, progressivamente, oltre il 32%.

E' interessante aggiungere, in un'ottica bipolare, che i nuclei di quelli che potrebbero (dovrebbero?) diventare i due "grandi partiti" delle rispettive coalizioni (DS + Margherita e Forza Italia + Alleanza Nazionale) stanno rapidamente acquistando pesi politici assai differenti. Alle elezioni di aprile erano distanziati di meno di 5 punti percentuali (36% contro 31,2%) a favore del centrodestra, mentre oggi il "Partito delle Libertà" avrebbe piú di 18 punti di vantaggio sul "Partito Democratico" (44,4% contro 26,0%).

I risultati completi dei sondaggi Euromedia possono essere consultati sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio (gennaio, dicembre, novembre e ottobre), ma aggregando i dati per coalizione si scopre che già ad ottobre la Casa delle Libertà (esclusa l'Udc) aveva sorpassato l'Unione, per poi raggiungere e superare il 50% a dicembre. Oggi, senza l'Udc, la CdL è attestata oltre il 53% con più di 11 punti percentuali di vantaggio sull'Unione. Insieme al partito di Pierferdinando Casini, poi, il centrodestra arriva ad uno stratosferico 57,3%, con 15 punti esatti di vantaggio nei confronti del centrosinistra.

Nei prossimi giorni, proveremo ad analizzare i risultati di altri istituti di ricerca (gli stessi che, ad aprile, vedevano l'Unione nettamente davanti, con un vantaggio che oscillava tra il 4% e l'8%). Vi anticipiamo che, anche se altri sondaggisti valutano diversamente il distacco tra le due coalizioni, il risultato finale non è troppo distante da quello fotografato da Euromedia.

sabato 20 gennaio 2007

Weekend (Open) Must-Read List

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[Elections 2oo8]
Hillary Clinton Launching Presidential Run
Kate Snow, ABC News
The Republican to Watch
E.J. Dionne, Washington Post
The GOP's Black Hole
Robert Novak, Real Clear Politics
High Court To Revisit Campaign Finance Law
Robert Barnes, Washington Post

Obama Rolls the Dice
Jay Cost, Real Clear Politics
Our Worst Ex-President
Joshua Muravchik, Commentary
What is the South?
Nicholas Lemann, The New Republic

Open Your Eyes, Obama
Tom Bevan, Real Clear Politics
GOP Expects Secret Ballot
Ralph Z. Hallow, Washington Times
Senate GOP Begins Repair of Messaging
Alexander Bolton, The Hill
Another chance for Gore?
Scot Lehigh, Boston Globe
Taking Day Off for Football
Dick Morris, The Hill

Is Rudy Likely to Be a Favorite?
Stuart Rothengerg, Roll Call

McCain's War Stance Alienates Many
James Gerstenzang, Los Angeles Times

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Quid Tum? - La riscossa dello scaricatore
Mark My Words - They do the work of our enemy
Blue Star Chronicles - Celebrities Without Make-Up
Cantor - Caso Litvinenko: l’assassino è “Vladislav”
Wake up America - Are You Proud To Be An American?
The Mote in God's Eye - Ragazzi in pigiama: cresciuti o fagocitati?
Faultline USA - Leftists Attempt to Close Down Newspaper...
Stageleft - Fox News Slips One In
Woman Honor Thyself - DaydreaM BelieverS OpenTrackback...
Phastidio.net - Scoop di Repubblica, Bush tenterà un golpe
Perri Nelson's Website - Galaxy...
Planck's Constant - Ebooks, ibooks, gbooks
Perri Nelson's Website - Bad Behavior?
Gulf Coast Hurricane Tracker - Alabama meteorologist fights back
123beta - Open Trackback Weekend #38
Potbelly Stove - A very political climate?
Rightwing Guy - Obama vs. Hillary rd 2
Phastidio.net - Mixed marriages spark troubles in Europe...
StarSailor - E dateve ‘na lavata!
Schegge di Vetro - Il riformismo e le due sinistre
The Mote in God's Eye - Ai Democratici bastano due giorni...


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DIGG This / del.icio.us

venerdì 19 gennaio 2007

Diaframma

"[Bisogna] attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del XX secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità".

Tommaso Padoa-Schioppa, da "La trappola dei fondi pensione" di Paolo Andruccioli, Feltrinelli 2004; cit. in "In pensione a quarant'anni", Nameless 2006.

martedì 16 gennaio 2007

Le tre sinistre

"Sono convinto che il governo non abbia ancora preso una decisione favorevole all'ampliamento della base di Vicenza. Una scelta simile sarebbe incomprensibile e molto difficilmente giustificabile. Non solo ferirebbe la stragrande maggioranza della base elettorale dell'Unione, ma contrasterebe anche con le linee tracciate dal programma in materia di politica estera e con gli stessi indirizzi sinora assunti dal ministro degli Esteri e dal governo tutto".
(Giovanni Russo Spena, AdnKronos, 14.39)

"Come Popolari Udeur diciamo ma sosteniamo che c'e' una soluzione: dire sì alla nuova base sul Dal Molin a patto che si realizzi dalla parte militare dell'aeroporto, cioè dove da sempre sono presenti le forze statunitensi e dove da sempre i vicentini sono abituati a vedere i militari. Certo tale soluzione non supera i veti ideologici di certa sinistra radicale, ma a questi nostri alleati ricordo che nel programma de l'Unione ci siamo impegnati a rispettare gli accordi internazionali sottoscritti dall'Italia".
(Mauro Fabris, Agi, 12.07)

"Penso che la cosa migliore sarebbe di fare a Vicenza un referendum"
(Paolo Ferrero, Asca, 12.34)

Le due sinistre

"La nostra contrarietà all'ampliamento della base militare statunitense a Vicenza è totale. Confidiamo che su questo progetto il presidente del Consiglio Romano Prodi manterrà la dignità e l'autonomia del nostro Paese dopo che, sconfitto Berlusconi, ci siamo lasciati alle spalle anni di subalternità nei confronti dell'amministrazione Bush".
(Oliviero Diliberto, ApCom, 14.11)

"La risposta del nostro Paese deve essere positiva, perché l'Italia è un membro della Nato e la chiusura di una seconda base, dopo quella della Maddalena, non potrebbe che essere interpretata come un atto di allontanamento dalla Nato".
(Lamberto Dini, AdnKronos, 14.03)

lunedì 15 gennaio 2007

Giavazzate Enigmistiche

"Chi è più di sinistra? Chi liberalizza commercio e professioni, o chi consente che le farmacie, così come gli studi notarili, si tramandino di padre in figlio? (...) Chi è più di sinistra? Chi vuole riformare alle radici il nostro sistema di welfare, nell'interesse dei poveri e dei giovani, oppure chi pensa che la riforma delle pensioni non sia urgente e difende i fortunati che hanno un lavoro a tempo indeterminato e vanno in pensione prima dei sessant'anni? (...) Concorrenza, riforme, merito dovrebbero essere le bandiere della sinistra radicale; questa invece, opponendosi alle riforme, finisce per difendere i privilegi".
Sembra quasi una domanda intelligente, quella che si pone Francesco Giavazzi nell'editoriale di oggi sul Corriere della Sera per dimostrare, ad absurdum, gli errori della sinistra radicale che rifiuta "concorrenza, riforme e merito". In realtà, invece, si tratta di una domanda - non solo retorica, ma sciocca - che nasce da un assioma intellettualmente poco onesto. Il "giochino", da decenni, è sempre lo stesso. Si parte dall'assunto che il termine "sinistra" possa essere utilizzato come sinonimo di "bello", "buono", "pulito", "giusto" (lasciando dunque "brutto", "cattivo", "sporco" e "ingiusto" alla "destra"). Poi ci si pone una domandina retorica del tipo "è più di sinistra farsi la doccia regolarmente o puzzare come capre?". Lasciando ai propri lettori la risposta, tanto scontata quanto falsa.

Ebbene, abbiamo una notizia per il professor Giavazzi. La sinistra - non solo quella radicale e non solo nel nostro paese - si è sempre opposta a "concorrenza, riforme e merito". Perché la concorrenza è sempre stata la figlia deforme del Malvagio Mercato. Perché le riforme sono sempre state il turpe antidoto borghese alla retta via rivoluzionaria. E perché premiare il "merito" è sempre stato considerato, a sinistra, come un bieco tentativo di legittimare il darwinismo sociale intrinseco nella struttura del capitalismo.

E' molto semplice, insomma, rispondere alla domanda "chi è più di sinistra?" lanciata dalle colonne del Corsera. Ma la risposta corretta è esattamente opposta a quella adombrata dallo stesso Giavazzi. Opponendosi al mercato e alle riforme, sindacati e sinistra radicale restano nel solco di una politica economica che la sinistra teorizza e mette in pratica da più di un secolo, in tutto il mondo. Fuori posto non sono loro ma proprio Giavazzi e tutti quelli come lui, che pretendono di capovolgere la storia delle idee (e il buon senso) per non rinunciare alla propria adorata equazioncina "sinistra"="bene".

E' arrivato il momento che questi "riformisti che caddero sulla terra" se ne facciano una ragione: quando Blair copia la Thatcher, è Blair che diventa di destra (o un po' meno di sinistra). E non viceversa.

UPDATE. Da leggere anche Born to be Free, Dall'altra parte e Schegge di Vetro. UPDATE/2. AG Aversa, Bazarov, JimMomo, Legno Storto, Phastidio.

lunedì 8 gennaio 2007

TocqueVille 2.0

Manca ancora qualche ritocco e qualche funzionalità aggiuntiva (come il sistema di voto e le funzioni di auto-aggregazione), ma il cuore di TocqueVille 2.0 - finalmente - ha iniziato a battere.

giovedì 4 gennaio 2007

Il mistero Negroponte

Secondo il New York Times - ma anche il Washington Post - John Negroponte sta per lasciare il suo posto alla direzione della National Intelligence per diventare il n°2 di Condoleezza Rice al Dipartimento di Stato. Questo cambio, che a prima vista sembrerebbe un passo indietro di Negroponte all'interno dell'amministrazione Bush, ha dato vita a una serie impressionante di speculazioni ed ipotesi. Da sinistra, Booman Tribune vede in questa mossa un preludio al prossimo licenziamento della Rice (o almeno ad un suo ridimensionamento) per "incompetenza". Da destra, invece, Confederate Yankee ritiene possibile che Negroponte sia diretto al Dipartimento di Stato per consentire a Condoleezza di prendere il posto, nei prossimi mesi, del vicepresidente Dick Cheney. In ogni caso, qualcosa di grosso sta bollendo in pentola.

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mercoledì 3 gennaio 2007

Non è mai abbastanza

Il Weekly Standard riprende una notizia lanciata qualche settimana fa da Daveed Gartenstein Ross e Nick Grace su Pajamas Media: al Qaeda ha finalmente una televisione tutta per sé, che trasmette da uno studio siriano grazie a un satellite egiziano. E noi, ingenuamente, pensavamo che ai terroristi bastasse l'appoggio incondizionato dei mainstream media.

Round-Up: Bill Roggio, Redstate, Little Green Footballs, Conservative Times, PrairiePundit.