venerdì 11 maggio 2007

Arabi e musulmani liberali, svegliatevi!

Appello della professoressa Valentina Colombo, su Libertates.com, per la creazione di un network di arabi e musulmani liberali (via Tudap). Se ci siete, battete un colpo.

martedì 8 maggio 2007

Bioetica critica e razionalismo critico

1. La scienza è un bene per l’uomo perché ci insegna a rispettare la realtà e a stare ai “dati di fatto”: ma essa deve riconoscersi come conoscenza circoscritta e non come forma assoluta del sapere;

2. E' indispensabile elaborare un nuovo sapere critico rivolto alla tutela del “bene umano obiettivo”, funzione storicamente assolta nel pensiero occidentale dalla dottrina del diritto naturale, in tutte le sue diverse espressioni;

3. Il “bene umano obiettivo” va difeso e promosso in modo critico sulla base del riconoscimento razionale che la vita umana non è né un valore accanto ad altri valori (come vuole la posizione relativistica), né un valore assoluto da imporre dogmaticamente (come asserisce il fondamentalismo), ma è il presupposto di ogni affermazione di valore;

4. Il “bene umano obiettivo” si esprime, giuridicamente, nell’individuazione di diritti umani fondamentali non negoziabili;

5. Il “bene umano obiettivo” si traduce, politicamente, nei valori civili che hanno fondato le democrazie liberali e che spesso purtroppo sono stati da esse disattesi, e nella permanente ricerca di armonia tra diritti individuali e diritti sociali.

Domani e dopodomani, all'Università Gregoriana di Roma, il Dipartimento di bioetica della Fondazione Liberal organizza un convegno dal titolo "Biopolitica: oltre le ideologie" a cui parteciperanno una serie di personalità che - dal fronte cattolico o da quello laico - si occupano da anni di questi argomenti. Nella prima sessione del convegno, Francesco D'Agostino (presidente onorario del Comitato Nazionale di Bioetica) presenterà il manifesto "Per una bioetica critica", dal quale sono tratte le conclusioni che abbiamo riportato in cima al post e che vi invitiamo a leggere integralmente, qualunque sia la vostra posizione in merito.

Come i lettori di questo blog sanno bene, ci occupiamo raramente di questioni connesse alla bioetica. Stavolta, però, facciamo un'eccezione. E non solo perché - lavorando ormai da qualche mese alla Fondazione Liberal - abbiamo seguito da vicino (anche se non in prima persona) i lavori preparatori di questo convegno. Lo facciamo soprattutto perché alcune delle proposte del manifesto che sarà presentato da D'Agostino ci hanno ricordato, molto da vicino, i cardini del razionalismo critico di Karl R. Popper. E questo, molto francamente, ci ha stupito e fatto riflettere.

Io sono totalmente dalla parte del razionalismo. E lo sono con tanto impegno che anche quando sento che il razionalismo si è spinto troppo avanti continuo a simpatizzare per esso (...) A mio giudizio, il solo caso in cui il razionalismo eccessivo è verosimilmente destinato a risultare dannoso è quello in cui finisce con l'indebolire la propria posizione e cosí col favorire una reazione irrazionalistica. È soltanto questo pericolo che mi induce a esaminare le pretese di un razionalismo eccessivo e di farmi propugnatore di un razionalismo modesto e auto-critico, che ammette certe limitazioni.

(...) Si può definire il razionalismo acritico o radicale come l'atteggiamento proprio della persona che dice: “Io non sono disposto ad accettare nulla che non possa essere difeso per mezzo della discussione o dell'esperienza”. Possiamo esprimere ciò anche nella forma del principio per cui dev'essere accantonata qualsiasi asserzione che non possa essere sostenuta o dalla discussione o dall'esperienza. Ora è facile vedere che questo principio del razionalismo acritico è incoerente; infatti, dal momento che esso non può, a sua volta, essere sostenuto dalla discussione o dall'esperienza, tale principio indica che deve anch'esso essere accantonato. (È analogo al paradosso del mentitore, cioè ad una asserzione che asserisce la sua propria falsità). Il razionalismo acritico è quindi logicamente insostenibile; e poiché un argomento puramente logico può mostrare ciò, il razionalismo acritico può essere battuto con la sua stessa arma preferita, l'argomentazione.

(...) chiunque adotta l'atteggiamento razionalistico lo fa perché ha adottato, coscientemente o incoscientemente, qualche proposta o decisione o credenza o comportamento, adozione, questa, che si può definire “irrazionale”. Possiamo definire questa adozione, tanto se è puramente occasionale quanto se porta a una abitudine radicata, come una fede irrazionale nella ragione. Perciò il razionalismo è necessariamente tutt'altro che assoluto o auto-sufficiente. Questa verità è stata frequentemente trascurata dai razionalisti che si sono cosí esposti al rischio di essere battuti sul loro stesso terreno e con la loro stessa arma favorita ogni volta che qualche irrazionalista si è dato la pena di svolgerla contro di essi. E infatti non è sfuggito all'attenzione di alcuni nemici del razionalismo che ci si può sempre rifiutare di accettare le discussioni, o tutte le discussioni o quelle di un certo tipo; e che siffatto atteggiamento può essere assunto senza diventare logicamente incoerenti. Ciò li porta a constatare che il razionalista acritico, che crede che il razionalismo sia autosufficiente e possa essere instaurato per via di argomentazione, è senz'altro fuori strada.

Così, ne "La società aperta e i suoi nemici", Popper bacchettava le derive neopositiviste del suo tempo, senza per questo abbracciare il cancro irrazionalista che stava distruggendo l'Europa (il libro fu scritto tra il 1944 e il 1945). Anche se nel campo della filosofia politica - e soprattutto in quello della politica economica - viene considerato un pericoloso socialdemocratico da i nostri amici liberisti e libertarian, Popper resta l'epistemologo di riferimento per tutto il mondo autenticamente liberale. La critica al principio d'induzione, il falsificazionismo, il criterio di demarcazione tra scienza e metafisica e, appunto, il razionalismo critico sono strumenti insostituibili che hanno permesso di indebolire due tendenze (lo scientismo e l'irrazionalismo) che sembravano sul punto di monopolizzare la discussione epistemologica a metà del Ventesimo secolo.

Ebbene, crediamo fermamente che chiunque (come noi) si definisca razionalista critico, o semplicemente e più blandamente popperiano (in filosofia della scienza), non possa che condividere, almeno in larga parte, le proposte contenute nel manifesto "Per una bioetica critica". Per noi è stata una piacevole scoperta. Sarebbe interessante conoscere il parere anche dei lettori - laici o cattolici - che più spesso di noi si sono interessati all'argomento.

Crossposted @ La Voce del Padrone.

lunedì 7 maggio 2007

Sarkò Round-Up

more pictures @ StarSailor

Mainstream Media [Anglosphere]
French Lessons
Denis Boyles, National Review
Shortest of Honeymoons
Mark Steyn
, New York Sun
The Right Revolution For France
Dominique Moisi, Real Clear Politics
Victory for Sarkozy is Victory for France
The Daily Telegraph

French give Sarkozy a mandate for reform
Charles Bremner, The Times
Sarkozy Wins the Chance to Prove...

Craig S. Smith, The New York Times
France wakes up to a new political era
Martin Arnold, Financial Times
The new face of France under Sarkozy
Caroline Wyatt, BBC News
Sarkozy revolution takes France to the right
James Button, The Age

Mainstream Media [Italia]
Sarkozy, svolta per l'Occidente
Renzo Foa, Liberal
La disfatta di Ségolène Royal travolge la sinistra
Alberto Toscano, Il Giornale
Sarkozy convince i francesi. È lui il dopo-Chirac
Pierluigi Mennitti, Ideazione

La doppia vittoria di Sarkò
Christine Vodovar e Lucia Bonfreschi, L'Occidentale
La vittoria
Il Foglio
Il gollismo è superato, Nicolas è l’uomo-azione
Fabio Torriero, Il Tempo

La rottura
Massimo Nava, Corriere della Sera
Un successo di popolo
Gaetano Quagliariello, Il Giornale

Blogosfera [Italia]
E' nata la Right Europe
Wind Rose Hotel
Prendere nota
Freedomland
Ensemble a Sarkozy
RDM20

Sarkozy: un esempio per la destra italiana
Face the Truth
Cosa ci aspettiamo da Sarkozy
Orizzonte Liberale
La lezione francese
La Voce del Padrone

Cosa attende il Presidente
Phastidio.net
Meno Eurabia, più atlantismo
La pulce di Voltaire
La Francia è tornata
Ultima Thule
La "rupture"
A Conservative Mind
Gatti, leoni e galline
Calamity Jane
Ha vinto Sarkozy!
Mondopiccolo

Sarkozy presidente
Parbleu!
E adesso Sarko dovrà ri-fare i francesi
Zamax
Per il Ps sconfitta con disonore
JimMomo
Sarkozy, un exemple pour l'Italie
The Just Choice
E' Sarkozy, ovviamente
Pro American Movement
La rivoluzione europea
Valentina Meliadò
Bonjour France
Mithrandir
Il paese è piccolo, la gente mormora
Dall'altra parte

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domenica 6 maggio 2007

La resa della Bastiglia

L'aveva promesso, Ségolène Royal: se vincerà Sarkozy scatterà la violenza. E la promessa è stata mantenuta. Ma a scatenare la guerriglia urbana non sono stati gli abitanti delle banlieu, come prevedevano quei sociologi d'accatto che si dilettano in analisi politiche sempre, regolarmente sballate. A tirare sassi e bottiglie fino a tarda notte contro la polizia, nei pressi della Bastiglia (luogo di ritrovo storico della sinistra), sono stati proprio i militanti socialisti e comunisti (anche se i Tg italiani preferiscono parlare di anarchici) che non hanno accettato il verdetto delle urne. Niente disagio sociale, niente diritti negati: soltanto la voglia di menare le mani quando la democrazia, come spesso accade, mette la sinistra in minoranza.

Bonjour tristesse

La cronaca della disfatta socialista su Le Figaro.

Voici, Sarkozy!

Primo exit poll: 53%-47% per Nicolas Sarkozy. Sinistra francese (e italiana) in lacrime, Ségolène Royal pronta per tornare in soffitta, insieme agli stracci scoloriti del socialismo europeo. Questa vittoria in Francia potrebbe rappresentare un punto di svolta per il centrodestra di tutto il continente.

Presidenziali francesi 2007

Seguite il liveblogging sulle elezioni presidenziali in Francia da StarSailor, XXI Century Blog e Daw. UPDATE. Liveblogging anche su RDM20 e Neocon Italiani. UPDATE/2. Anche Mario Sechi in liveblogging.

I primi exit-poll, diffusi in Svizzera e in Belgio (in Francia ancora non si può) danno Sarkò in vantaggio piuttosto netto. Ma lo diciamo sottovoce.

sabato 5 maggio 2007

Dieci punti

Ultima ondata di sondaggi, in Francia, prima dell'embargo pre-elettorale. BVA, che due giorni fa registrava un vantaggio del 4% per Nicolas Sarkozy, oggi vede il candidato dell'Ump davanti di ben 10 punti percentuali (55% contro 45%). Margine e percentuali sono identici nel sondaggio IPSOS, che negli ultimi cinque giorni ha visto il distacco a favore di Sarkozy raddoppiare: da 52,5%-47,5% a 55%-45%). Anche secondo TNS-Sofres (che soltanto dieci giorni fa vedeva i due candidati quasi alla pari), il vantaggio di Sarkozy ha ormai raggiunto il 9% (54,5% contro 45,5%).

Ora, i casi sono due. O i sondaggi francesi - che pure sono stati molto attendibili al primo turno - sono totalmente sballati. Oppure Ségolène Royal, l'eroina senza macchia dei media italiani, tornerà presto nel nulla dal quale è venuta. Non ne sentiremo la mancanza.

venerdì 4 maggio 2007

Ségolène? Fuori di testa

Gli ultimi dati dei sondaggi sulle presidenziali francesi devono avere scosso profondamente Ségolène Royal che, intervistata dall'emittente radiofonica RTL, si è lasciata andare a dichiarazioni francamente sconcertanti. Secondo la candidata socialista, in caso di vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni di domenica la Francia potrebbe precipitare in una spirale di violenza incontrollata. "La sua candidatura è pericolosa - ha detto la Royal - Ecco perché chiedo agli elettori di pensarci due volte prima di votarlo. Lui è il candidato dell'estrema destra e la sua vittoria provocherebbe forti tensioni sociali nel paese". L'unica cosa pericolosa, in realtà, è che a un candidato come Ségolène Royal, che ha ripetutamente dimostrato di non avere la stoffa per ricoprire una qualsiasi carica pubblica di rilievo, venga data la possibilità di fare ricorso al terrorismo mediatico per tentare una disperata rimonta dell'ultimo minuto.

UPDATE. Sullo stesso argomento: StarSailor, L'Osservatore "di" Romano e L'Occidentale.

Wishful Thinking

Secondo gli opinionisti italiani, Ségolène Royal ha distrutto Nicolas Sarkozy nel faccia-a-faccia televisivo di mercoledì. Secondo gli elettori francesi, Nicolas Sarkozy è a un passo dalla conquista dell'Eliseo. Per il tracking-poll quotidiano di IPSOS, il vantaggio di Sarkozy è tornato all'8% (54% contro 46%). Un vantaggio, quello del candidato del centrodestra, che - da gennaio ad oggi - non è mai sceso sotto al 4%. Secondo TNS-Sofres, che immediatamente dopo il primo turno elettorale vedeva i due candidati quasi alla pari (51%-49% per Sarkozy), il leader dell'Ump ha addirittura un distacco del 9% (54,5% contro 45,5%). CSA, infine, rileva un vantaggio di Sarkozy intorno al 6% (53% contro 47%).

Sfumature numeriche a parte, insomma, gli istituti di ricerca francesi (i cui sondaggi, almeno al primo turno, si sono rivelati essere abbastanza precisi) sono unanimi nel considerare Sarkozy in testa, con un vantaggio che sembra cresciuto negli ultimi giorni. In più, il margine che la Royal sembrava aver raccolto tra gli elettori di François Bayrou si è dissolto piuttosto rapidamente, malgrado le piroette tattiche del candidato centrista. Eppure la stampa italiana continua a puntare sulla candidata socialista. Ieri l'inviato del Corrierino (che pure, soltanto ieri, aveva pubblicato questo splendido commento di André Glucksmann), Aldo Cazzullo, ha preferito seguire come un cagnolino la Royal nel suo tour ferroviario a Lille, piuttosto che mettersi sulle tracce del prossimo, probabile, presidente francese. Questioni di scelte editoriali, naturalmente, come quelle che spinsero quasi tutti i media italiani a dipingere una campagna elettorale per le presidenziali americane del 2004 che non aveva niente a che fare con la realtà.

giovedì 3 maggio 2007

Alex

Alex aveva 21 anni. E combatteva per difendere la nostra Libertà. Entrato nell'esercito degli Stati Uniti appena diciottenne, aveva passato i primi anni del servizio militare in Corea, prima di essere dislocato in Medio Oriente, lo scorso autunno, dove era stato promosso sergente. Dalla scorsa settimana Alex non c'è più, ucciso da un attacco terroristico in Iraq. A Wichita, in Kansas, lo ricordano con commozione. E Lyn, di Bloggin' Outloud, ha chiesto - a noi e a tutti gli appartenenti al blogroll di Blue Star Chronicles - di dedicargli qualche riga, per rendere meno straziante il dolore dei suoi familiari. Naturalmente è un compito impossibile. Tutto quello che possiamo fare è cercare, nel nostro piccolo, di condividere una parte di questo dolore. Never Forget.

Freedom is never more than one generation away from extinction. We didn't pass it to our children in the bloodstream. It must be fought for, protected, and handed on for them to do the same, or one day we will spend our sunset years telling our children and our children's children what it was once like in the United States where men were free. (Ronald Reagan)

Click here to read the English version of this post.

Baciamo le mani

Ahmadinejad di nuovo nei guai. Dopo la danza galeotta dello scorso inverno, quel tipo da spiaggia del dittatore iraniano è nuovamente sotto accusa da parte dei settori più oltranzisti del fondamentalismo islamico. A provocare la reazione dei benpensanti iraniani, stavolta, sono stati il baciamano (nella foto) e l'indecente abbraccio con cui il buon Mahmoud ha salutato una sua vecchia insegnante durante il Teachers' Day di martedì scorso. "I musulmani iraniani - ha scritto il giornale ultra-islamico Hizbullah in prima pagina - non hanno memoria di comportamenti così contrari alla Sharia fin dai tempi della rivoluzione del 1979. Questo tipo di indecenza provoca la progressiva erosione dei nostri valori religiosi e tradizionali". Il fatto singolare è che la povera vecchietta insidiata da Ahmadinejad, oltre a una lunga sciarpa e a un cappottone nero, portava i guanti. Proprio per evitare qualsiasi contatto epidermico impuro. Ma non è bastato. UPDATE. Anche su The Mote in God's Eye, Joyce, Phastidio.net.

Promemoria per diplomatici realisti: al tavolo delle trattative con l'Iran, ricordarsi di non essere accompagnati da donne - anche se di una certa età - a meno che non siano completamente rivestite di domopack.

E' la politica, bellezza!

Straparlare del Papa e tentare l’offesa, dobbiamo abituarci, diventerà, è già diventato, uno sport. Di altre conseguenze dell’anticlericalismo becero abbiamo già parlato con orrore, e lì bisogna provvedere. Ma secondo me a provocazioni di questo tipo il Vaticano dovrebbe rispondere con l’indifferenza dei sovrani, la sovrana indifferenza. Il tono asperrimo dell’Osservatore romano nella replica a un cantantista, comprensibile nella logica di amore che circonda la figura del pontefice e i suoi carismi, non è invece compatibile con la funzione libera e l’impatto pubblico della predicazione civile della chiesa, che non è agente politico ma ormai rivendica giustamente un luogo pubblico per le sue idee: e in luogo pubblico si sconta il dissenso, anche brutale.
Giuliano Ferrara, nella rubrica delle lettere su Il Foglio di oggi.

martedì 1 maggio 2007

Ucciso il capo di Al Qaeda in Iraq?

Il punto interrogativo è d'obbligo, ma - secondo il ministro degli Interni iracheno - il leader di Al Qaeda nella regione, Abu Ayyub al-Masri, sarebbe stato ucciso a nord di Baghdad durante uno scontro a fuoco "between insurgents". Ed Morrissey, su Captain's Quarters, non si fida troppo, almeno fino a quanto le autorità statunitensi non avranno confermato l'uccisione. Su Pajamas Media, un round-up delle reazioni nella blogosfera. Altri dettagli su Gateway Pundit, Jules Crittenden, Hot Air, The Belmont Club, The Jawa Report e Scared Monkeys.

Pressioni

Romano Vaccarella, giudice della Corte Costituzionale, si è dimesso denunciando le pressioni di tre ministri e un sottosegretario del governo Prodi (Vannino Chiti, Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Naccarato) sul delicato tema dell'ammissibilità del referendum elettorale. Provate a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se un giudice della Consulta si fosse dimesso denunciando le pressioni indebite di tre ministri del governo Berlusconi.

Rebound

Jean-Marie Le Pen invita gli elettori del Front National ad astenersi in massa. François Bayrou amoreggia in diretta tv con Ségolène Royal. E Nicolas Sarkozy rimbalza nei sondaggi: per Ipsos il suo vantaggio è tornato a +6%; per TNS-Sofres è passato da +2% a +4%.

Lega delle democrazie

Qui tifiamo per Rudy Giuliani, ma la proposta (anche se non nuovissima) lanciata ieri da John McCain per la costituzione di una Lega delle democrazie è totalmente condivisibile. Dettagli e approfondimenti su Captain's Quarters, WILLisms.com e Power Line.

venerdì 27 aprile 2007

Long Weekend (Open) Must-Read List

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War on Terror
Is There Still a War on Terror?
Victor David Hanson, National Review
One Choice in Iraq
Joe Lieberman
, Washington Post
Congress and Iraq
Frederick W. Kagan, Weekly Standard
Iraq: Who's Winning, Harry?
Amir Taheri, New York Post

The Democrats' Gonzales
David Broder, Washington Post
Talking of Defeat is No Way to Win

John O'Sullivan, Chicago Sun-Times
The War Party
W. James Antle III, The American Conservative

Road to 2008
Democrats Prove Giuliani's Point
James Taranto, Wall Street Journal
Rudy Shows Some Brass
Investor's Business Daily
Inside Hillary's Obama Counterattack
Karen Tumulty - James Carney, Time

McCain Knows It's a Marathon, Not a Sprint
Joe Scarborough, MSNBC
The Shadow Candidates
John Heilemann, New York Magazine

Hillary's Experience is at Surviving
Dick Morris, The Hill
Abortion, The Iraq War and 2008
Ed Koch, Real Clear Politics

Various
Boris the Liberator, RIP
Charles Krauthammer, Washington Post
Jefferson Versus the Muslim Pirates
Christopher Hitchens, City Journal
French Devolution
Rich Lowry, National Review

Let's Be Realistic About Reality
Mark Steyn, Chicago Sun-Times
Dancin’, Yeah
John Derbyshire, National Review

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The Four Color Media Monitor - Marvel sinks into dhimmitude
Blue Star Chronicles - Doll Face
Tel-Chai Nation - Bishara suspected of collaborating with...
Blue Star Chronicles - Egyptian Blogger Quits
The World According To Carl - Mondo Lucha A Go-Go by Dan...
Potbelly Stove - So, what is Putin up to?
Perri Nelson's Website - Serbian miners discover kryptonite
Planck's Constant - Muslim Entrepreneurs
Maggie's Notebook - Judge Antonin Scalia Debates ACLU on...
The Uncooperative Blogger - The Uncooperative Radio Show!
Phastidio.net - A pensar male si fa peccato
Third World County - Debian 4.0–first impressions
Faultline USA - Dhimmicratic Debate
The Amboy Times - Jihadis aspire to 'conquer France'
Dumb Ox Daily News - What They're Really Thinking...
Third World County - “…thought is half murdered…”
StarSailor - Sondages

Mark My Words - O'Donnell, keeping it in the family

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mercoledì 25 aprile 2007

Domanda retorica

Dopo il primo turno delle presidenziali francesi, sono stati pubblicati 8 sondaggi sul testa-a-testa tra Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal. In tutti i sondaggi Sarkozy è in vantaggio. Questo vantaggio, in particolare, è dell'8% in quattro sondaggi (1-2-3-4) ; del 7% in due sondaggi (1-2), del 4% in un sondaggio e del 2% in un altro sondaggio.

Premessa: il Corrierino della Sera ha allegramente ignorato sette di questi otto sondaggi, mentre ha dedicato una doppia pagina ad uno di essi (che non è neppure l'ultimo in ordine cronologico).

Domanda: quale è il sondaggio in questione?

lunedì 23 aprile 2007

Les deux France

Ad ascoltare - e leggere - i commentatori italiani, Ségolène Royal ha praticamente già vinto la sfida per l'Eliseo. Il 18% raccolto da François Bayrou? Tutto suo. I voti dispersi nei mille rivoli dell'estrema sinistra? Tutti suoi. Ci manca solo che la pulzella-fatta-di-niente raccolga pure la maggioranza dei voti presi da Le Pen al primo turno per completare il trionfo annunciato.

Eppure, a scorrere con animo distaccato i numeri del risultato elettorale e la cartina geografica delle "deux France", le cose non sembrano stare esattamente così. E quel 31% di voti presi da Sarkozy in un primo turno insolitamente affollato di elettori rappresenta un risultato straordinario che nessuno può permettersi di sottovalutare. Nei sondaggi condotti prima del voto di domenica sul "testa a testa" tra Sarkozy e la Royal, soltanto un istituto di ricerca su sette vedeva i due contendenti alla pari, mentre gli altri sei registravano un vantaggio (spesso netto) per il candidato del centrodestra. Nei sondaggi condotti dopo il voto di ieri, invece, tutti gli istituti vedono Sarkozy in vantaggio: BVA del 4%; CSA (quelli che, prima di domenica, ipotizzavano un pareggio) del 7%; IFOP e IPSOS dell'8%.

Lasciamo affogare gli analisti nelle loro analisi, dunque. Lasciamoli giocare con il loro "mercato delle vacche" in cui è possibile spostare i voti in pacchetti da uno o due milioni, da questo a quel candidato, senza troppi problemi. La strada per l'Eliseo è difficile, ma per una delle due Francie - da ieri - è molto meno in salita.