venerdì 28 ottobre 2005

Corte Suprema: tutto da rifare

Harriet Miers getta la spugna e i conservatori (quasi tutti) tirano un sospiro di sollievo. Adesso vedremo se Bush ha capito quanto è pericoloso mettersi contro la propria base. Nella short-list di RealClearPolitics, Camillo sceglie Michael McConnell. A noi non dispiace neppure Michael Luttig. Mentre Nickie Goomba punta su Janice Rogers Brown. In ogni caso, si tratta di tre ottimi candidati.

Harriet Miers gives up and (almost every) Conservative breathes a sigh of relief. Now we'll see if Bush understands how dangerous is it to go against his own electoral base. In RealClearPolitics' short-list, Camillo chooses Michael McConnell. We don't dislike also Michael Luttig. While Nickie Goomba bets on Janice Rogers Brown. In any case, these are three excellent candidates.

MSM: National Review, Washington Post, Fox News, New York Times, The Times, USA Today, Tech Central Station.
Blogosphere: Michelle Malkin, Hugh Hewitt, Instapundit, Patterico's Pontifications, ScotusBlog, Captain's Quarters, The Volokh Conspiracy, The Jawa Report, Newsbusters, Musing Minds, Cao's Blog, Stop the ACLU, Wizbang, The Political Teen, ProfessorBainbridge, Poliblog, Confirm Them, Rhymes with Right, Shot in the Dark, La Shawn Barber, Polipundit, Ankle Biting Pundits, Below the Beltway, Decision '08, California Conservative, Right Wing Nut House, Outside the Beltway, Gall&Wormwood, Conservative Outpost, Point Five, All Things Beautiful, Donkey Stomp.

LuttazziGate/3. The Best of

"Non ci si può lamentare di essere stati censurati se si fa altrettanto alla prima occasione. E’ logica, non politica". (Calamity Jane commentando un post di Robinik)

"Luttazzi ha creduto di spaventare i suoi oppositori con una campagna aerea e dall'alto [...] ma ha fallito: [...] perchè i suoi oppositori, che per caratteristiche operano una sorta di guerriglia (pochi, nascosti, efficaci, intervengono solo quando le condizioni li favoriscono, etc.), non soffrono questo genere di incursioni". (2twins)

"Il famoso comico [...] ha appena aperto un blog; ma guai a dirgli che le cose che scrive non piacciono e sopratutto guai a firmare i post con l'indirizzo del proprio blog. Zut, via, i commenti vengono velocemente cancellati dallo staff del blog (un blog ha uno staff? Bah!). [...] ecco il peggior aspetto della censura: i censurati l'imparano subito". (Francesco Nardi)

"Luttazzi è un uomo con i mezzi, sono certo che l'ordine di selezionare e cancellare alcuni commenti non l'abbia dato lui da Sofia". (Camillo)

"I Troll hanno un nuovo leader [...] E’ sbarcato da poco sulla Rete e crede di essere ancora in televisione, libero di fare il diffamatore senza contraddittorio" (Robinik)

"Mai mettersi contro i gemelli. Mai." (Walking Class)

"Se a Daniele Luttazzi piace la merda sono semplicemente affari suoi, ma se vuole darla a mangiare anche a noi, allora la cosa mi riguarda eccome". (Zigurrat)

"Sorpreso a censurare i commenti dei lettori del suo blog alla sua balzana ricostruzione del Cia-gate, Luttazzi ha accampato più scuse di Kate Moss beccata a sniffare la coca". (No Way)

"Di questo scivolone di Luttazzi temo si sia sentito il botto". (Il blog di Federico)

"Tutto intento a dimostrare gli inciuci americani e i tentativi di coprire gli errori fatti lui censura, fa l'errore, e poi tenta di coprire il maltolto con smentite che non reggono alla prova dei fatti.
Questo si che è giornalismo serio". (L'angolo della politica di JJ)

"Luttazzi ci lancia contro violente invettive del tipo 'Così giovani, già complici dei crimini di Bush'.
Domanda ai lettori: e invece lui che è comunista, quanti crimini ha sulla coscienza?". (Italian Libertarians)

"[...] Resta il fatto che sul tuo post i lettori devono riscostruire i commenti cancellati dalla cache di Google. Forse, le scuse, prima, avresti dovuto farle tu". (Aghenor)

"Luttazzi, comico militante, coprofago per esigenze di scena, presunto martire dell’infame regime berlusconiano, ha indossato i panni dell’agit-prop, nonché – lui sì – del censuratore. Ma non fateglielo mai notare: potrebbe rispondervi, indignato, che siete dei neo-con". (Dall'altra parte)

"Stasera va in onda Rockpolitik, di Adriano Celentano, il difensore di tutti i censurati. KrilliX [...]è certa che tra gli ospiti ci sarà aa, uno dei titolari del blog 2twins, recentemente censurato da Luttazzi. O no?". (Krillix)

"(dalle 10 scuse di Luttazzi per i commenti cancellati sul suo blog) Il mio blog ha le stesse regole del blog di Costa & Ale, basta informarsi prima di commentare". (Watergate2000)

"Evito ulteriori parole, Luttazzi si commenta da solo". (Ingegnerblog)

giovedì 27 ottobre 2005

LuttazziGate/2

Ogni volta che cerca di difendere il cumulo di idiozie scritte sul CIA-gate o le censure esercitate sul suo blog ai danni di chi gli faceva notare i suoi errori, Daniele Luttazzi precipita sempre più velocemente nel ridicolo. Ieri però l'ex comico ha davvero toccato il fondo, arrivando a chiedere le scuse da parte di chi ha avuto l'ardire di metterlo di fronte a qualche brandello di realtà, distraendolo per un attimo dal fantasioso mondo fatto di neocon che gli vivono sotto il letto (importunando le sue bambole gonfiabili). In particolare, Luttazzi è imbufalito con Mattia Feltri, colpevole di aver raccontato la verità su La Stampa e di essere figlio del proprio padre. Come se non bastasse, poi, si tratta di un "giornalista amico del blogger neo-con". Ed è inutile - e i 2twins lo sanno benissimo - cercare di spiegare a questo clown la differenza tra un realista e un neocon. Perché Luttazzi usa il termine come fosse un insulto generico, e ci mette dentro la destra evangelica e il PNAC, il Pentagono e Rocca, Bush e Feltri, Mazinga Z e Donald Rumsfeld. A lui basta che Repubblica e il Manifesto (due giornali imparziali) facciano una "ricostruzione identica" alla sua per sentirsi a posto con la coscienza. I commentatori del suo blog, poi, hanno anche paura di TocqueVille (grazie a Semplicemente Liberale per la segnalazione), che considerano parte della "destra più radicale esistente in Italia, peggio dei forza novisti" e, naturalmente, "servi del potere". Ma bisogna capirli, erano abituati a spadroneggiare nel cyberspazio senza contraddittorio e adesso si ritrovano a fare i conti con "mezzo migliaio di neocon". Per loro deve essere una specie di incubo. Un incubo in cui non possono più approfittarsi impunemente dell'ignoranza altrui. Non sarà qualche patetica arrampicata sugli specchi a salvarlo dal pubblico ludibrio, ma in fondo Luttazzi dovrebbe essere contento: dopo tanti anni, finalmente, è tornato a far ridere qualcuno.

Dettagli e commenti su: 2twins, Robinik, Ingegnerblog, Gino, No Way, Italian Libertarians, Aghenor, Kagliostro, Parbleu!, Oggi, Alef, Dall'altra parte, Il Giulivo (dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei).

*English translation will be available soon*

mercoledì 26 ottobre 2005

Funny Troll

I troll sono una brutta razza, sia nella Terra di Mezzo che su Internet. Ma alcuni di loro, come Saltino, sono davvero spassosi. Il suddetto, leggendo un commento sul suo blog, ha scoperto TocqueVille, ci ha fatto un giretto veloce e - spinto dal disgusto - ha deciso di iscriversi alla Città dei Liberi per farci "passare qualche bel quarto d'ora". Il problema è che il troll ha dichiarato le sue intenzioni pubblicamente e ci è voluto davvero poco per accorgersi del giochino e non dare seguito alla sua iscrizione. Informato del fatto, Saltino ha sfoderato la consueta letteratura sul tema: manganelli, liste di proscrizione, neocon (è un insulto?), schiavi di Berlusconi, e via fantasticando. Se tutti i troll fossero come lui, la vita sulla Rete sarebbe assai più divertente.

*English translation will be available soon*

LuttazziGate

Daniele Luttazzi ha passato gran parte degli ultimi anni a strillare perché gli impediscono di mangiare cacca a spese mie (e vostre) nella tv pubblica. Ma questa terribile censura ordita ai suoi danni dal regime berlusconiano sembra averlo spinto verso un classico caso di transfer freudiano. E il censurato, sbarcato su Internet, è diventato il più orribile (e sciocco) dei censori. A scatenare il "bianchetto" di Luttazzi è stato il clamoroso scivolone sul cosiddetto Cia-Gate di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. Non pago della mastodontica figuraccia smascherata da Christian Rocca, Luttazzi ha pensato di esporsi ancora di più al ridicolo, cancellando dal blog i commenti di chi osava fargli notare gli errori contenuti nella sua fantasiosa ricostruzione (troppi, davvero troppi, perfino per lui) e "bannando" gli ospiti sgraditi (cioè tutti quelli che non la pensano come lui). I primi a cadere sotto la mannaia coprofaga sono i due mitici gemelli del blog 2twins, espulsi dalla Luttazzisfera per avergli consigliato la lettura di un libro diverso da quelli di Marco Travaglio. M&A reagiscono con veemenza, ma intanto la sacra spada di Luttazzi continua a mozzare teste. Jinzo di Italian Libertarians lancia la campagna "Fatti bannare dal bannato", mentre Esteban di Ingegnerblog ricostruisce benissimo tutta la storia e riesce ad attirare l'attenzione dei mainstream media, che per una volta fanno un lavoro decente che porta alla pubblicazione di questo articolo di Mattia Feltri su La Stampa. Interpellato dal giornalista del quotidiano torinese, Luttazzi peggiora la situazione: prima finge di cadere dalle nuvole, poi dà tutta la colpa allo staff che gestisce il suo blog (sic!), infine scivola mestamente nel delirio: "Il primo commento portava l’indicazione del sito Republican party. E’ propaganda politica. L’abbiamo dovuto eliminare e quelli successivi, a cascata, sono scomparsi. Nessuna censura". Quanto pacchiana sia questa menzogna lo spiegano molto bene sul loro blog i 2twins. Noi ci limitiamo a sottoscrivere il commento di Silverlynx sulla vicenda e ci facciamo quattro risate leggendo i post di Watergate2000 e Kagliostro.

*English translation will be available soon*

Double Standard [reloaded]

Ha ragione Geoffrey Dickens su Newsbusters (il fantastico blog del Media Research Center): quando Pat Robertson ha caldeggiato l'assassinio del dittatore venezuelano Hugo Chavez, i media si sono scatenati contro di lui come un branco di lupi, ma quando Al Franken chiede la pena di morte per il presidente Bush (lo ha fatto anche ieri a Today della NBC, dopo averlo fatto da Letterman), le sue battute non provocano alcuno scandalo. Eppure sia Robertson che Franken sono due comici di basso livello.

Geoffrey Dickens is right. As he writes on Newsbusters (the fantastic Media Research Center's blog), when Pat Robertson asked for the United States to think about assassinating the Venezuelan dictator Hugo Chavez, media chased him like a pack of rabid wolves, but when Al Franken "jokes" about the execution of Bush, Rove and Libby (he did it again yesterday on NBC, after Letterman), nobody says anything. That's weird, because Robertson and Franken do the same job: both are low-level comedians.

martedì 25 ottobre 2005

La rivoluzione è online

Finalmente online la sezione sui blog del numero di settembre-ottobre di Ideazione. Oltre al mio Blog, il libero mercato delle idee, già disponibile su Internet da qualche settimana, adesso è possibile leggere gratuitamente anche gli articoli di Barbara Mennitti (TocqueVille, liberi tutti), Giuseppe Granieri (Apologia del network relativamente stupido), Davide Bennato (Una Rete di opinioni pubbliche), Paolo Della Sala (Blog e neo-democrazia. Semiotica del Web), Christian Rocca (I ragazzi in pigiama che stanno cambiando gli Stati Uniti), Enzo Reale (L’altra faccia dell’Europa) e Federico Punzi (Un arsenale per la democrazia). Sempre su Ideazione.com, e sempre di freschissima pubblicazione, gli articoli di Daniele Sfregola (Asia-Pacifico:la leadership australiana), Vittorio Mathieu (Il peccato originale della riunificazione tedesca), Andrea e Mauro Gilli (Il pericolo giallo?) e Paola Liberace (Chi ha paura di Celentano?). Se stasera avete il coraggio di guardare la televisione, invece di leggere Ideazione.com, i vostri disturbi psichici sono più gravi di quello che pensavate.

*English translation will be available soon*

Mezzo garofano per due

"Il simbolo è proprietà del nuovo segretario, che sono io, e attraverso me dei membri del partito". Bobo Craxi non ha dubbi sul futuro del Nuovo Psi. Ma Gianni De Michelis ha un'opinione diversa: "Noi crediamo che un congresso non ci sia neppure stato, quindi tutto rimane come prima". L'1% (scarso) dei voti e due partiti. Solo in Italia i socialisti sono più patetici dei comunisti.

"The symbol goes to the new secretary, which is me, and through me to its members". Bobo Craxi has no doubts about the future of the New Socialist Party. But Gianni De Michelis has a different point of view: "We think that there hasn't ever been a conference, and so everything remains as it was". One percent (barely) of the votes and two parties. Only in Italy socialists are more pathetic than communists.

lunedì 24 ottobre 2005

Quick Sunday Night Round-Up

Al Franken, ospite del Late Show di David Letterman, sfugge alle domande sullo scandalo Air America (il video da Political Teen via The Radio Equalizer) e chiede la pena di morte per Bush, Rove e Libby. Scherzando, ma neppure troppo. Secondo il Washington Times (via Qand0), la Casa Bianca sta pensando ad una exit-strategy per rititare la nomina di Harriet Miers alla Corte Suprema. Intanto, su The Truth Laid Bear, c'è una pagina per scoprire i blogger che si oppongono pubblicamente alla nomina (e i pochi che la sostengono). Per Byron York su NRO (via Nickie Goomba), il support team della Miers è ormai "demoralizzato". Hugh Hewitt non è affatto della stessa opinione. Il Times di Londra (via Independent Sources e Ace of Spades) indaga sul giallo delle accuse Onu alla Siria dopo l'omicidio di Rafik Hariri. Gesù non piace alle scuole pubbliche di New York: i dettagli di un'incredibile storia di intolleranza liberal su Hyscience. Reportage di Michael Yon (dal Weekly Standard via Jawa Report) sul referendum costituzionale in Iraq. Il Washington Post (via Captain's Quarters) si sbarazza di un'altra leggenda urbana sull'uragano Katrina. Migliaia di operai boliviani marciano davanti all'ambasciata americana di La Paz: chiedono meno socialismo e più libero mercato (via Publius Pundit). Intanto, a Parigi, Chavez dice che gli Stati Uniti stanno per invadere il Venezuela (via California Conservative). Bush potrebbe prendere due piccioni con una fava. Su My Vast Right Wing Conspiracy, Beth ha una splendida lista di open trackback: Adam’s Blog, Basil’s Blog, Big Dog, Blue State Conservatives, Cafe Oregano, Cao’s Blog, Jo’s Cafe, MacStansbury, Mudville Gazette, Oblogatory Anecdotes, Outside the Beltway, Publius Rendezvous, Soldiers’ Angel, Stop the ACLU, The Indepundit, The Political Teen, Two Babes and a Brain, Mad Dog Vinnie, Point Five.

Al Franken, guest of David Letterman’s Late Show, avoids answering the questions on Air America’s scandal (video from Political Teen via The Radio Equalizer) and asks for death penalty for Bush, Rove and Libby. Joking, but not that much. According to The Washington Times (via QandO), White House is weighing an exit-strategy to withdraw the nomination of Harriet Miers to the Supreme Court. Meanwhile, on The Truth Laid Bear, there is a page to discover the bloggers that are publicly against the nomination (and the few ones that support it). For Byron York on NRO (via Nickie Goomba), Miers’ support team is by now "demoralized". Hugh Hewitt doesn’t share this opinion at all. London’s Times (via Independent Sources and Ace of Spades) investigates on the mystery about UN charges to Syria after the assassination of Rafik Hariri. New York ‘s public schools don’t like Jesus: the details of an unbelievable story of liberal intolerance on Hyscience. Reportage by Michael Yon (from Weekly Standard via Jawa Report) on constitutional referendum in Iraq. The Washington Post (via Captain's Quarters) gets rid of one more urban legend on hurricane Katrina.Thousands of Bolivian workers march in front of American embassy in La Paz: they ask less socialism and more free market (via Publius Pundit). Meanwhile, in Paris, Chavez says that United States are in the verge of invading Venezuela (via California Conservative). Bush could kill two birds with a stone. On My Vast Right Wing Conspiracy, Beth has a wonderful list of open trackback: Adam’s Blog, Basil’s Blog, Big Dog, Blue State Conservatives, Cafe Oregano, Cao’s Blog, Jo’s Cafe, MacStansbury, Mudville Gazette, Oblogatory Anecdotes, Outside the Beltway, Publius Rendezvous, Soldiers’ Angel, Stop the ACLU, The Indepundit, The Political Teen, Two Babes and a Brain, Mad Dog Vinnie, Point Five.

domenica 23 ottobre 2005

Election Mode/3

Un ringraziamento particolare a Rachel Jurado di A Commonplace Blog, per aver segnalato The Right Nation su AI cont'd, il blog della rivista The American Interest. Siamo onorati per l'attenzione, grazie Rachel!

Special thanks to Rachel Jurado (who blogs at A Commonplace Blog), for writing about The Right Nation on AI cont'd, The American Interest's blog. We are really honored, thanks Rachel!

Caretto, l'incompreso

Così il Corriere della Sera nella prima pagina (taglio basso) di oggi: "Il Ciagate mette a rischio la credibilità della Casa Bianca e quella del New York Times. Lo scandalo, dopo aver costretto alle dimissioni i due strateghi di Bush, potrebbe costare il posto a Judith Miller, la giornalista del quotidiano che scontò 85 giorni di carcere per non aver svelato il nome del suo informatore...". Questo, invece, l'attacco dell'articolo interno sulla vicenda, firmato dal corrispondente Ennio Caretto: "D'improvviso il Ciagate mette a rischio non solo la credibilità della Casa Bianca, ma anche quella del New York Times. Oltre che a Karl Rove e a Lewis Libby, i due strateghi del presidente Bush e del vicepresidente Cheney, lo scandalo potrebbe costare il posto altresì a Judith Miller, la giornalista del quotidiano che...". Per la redazione del Corriere della Sera, insomma, Rove e Libby si sarebbero dimessi senza neppure aspettare le conclusioni dell'inchiesta condotta dal procuratore Patrick Fitzgerald. Uno scoop clamoroso, come lo definisce Camillo, visto che nessun altro giornale al mondo riporta la sensazionale notizia. O forse, più semplicemente, perfino i suoi colleghi a via Solferino hanno smesso di cercare di dare un senso alle corrispondenze di Caretto da Washington. E ormai fanno titoli e sommari senza leggere (con attenzione) i suoi articoli.

So the Corriere della Sera in today’s front page (lower part): "The Ciagate is putting at risk the credibility of both the White House and The New York Times. The scandal, after obliging to resign the two strategists of Bush, could cost the job to Judith Miller, the daily’s journalist that spent 85 days in jail for not having disclosed the name of her informer...". This, on the contrary, the start of the inside article on the event, signed by the correspondent Ennio Caretto: "Suddenly, the Ciagate is putting at risk not only the credibility of the White House, but also that one of The New York Times. In addition to Karl Rove and Lewis Libby, the two strategists of President Bush and Vice-President Cheney, the scandal could cost the job also to Judith Miller, the daily’s journalist that...". For the staff of Corriere della Sera, in short, Rove e Libby resigned without even waiting for the conclusion of the investigation run by attorney Patrick Fitzgerald. A huge scoop, as Camillo, defines it, considering that no other paper in the world gives that sensational news. Or maybe, more simply, even his colleagues in Via Solferino (the street in Milan where Corriere’s headquarters are) gave up trying to give a sense to the Caretto’s reporting from Washington. And now they draft headlines and summaries without reading (with care) his articles.

giovedì 20 ottobre 2005

Coprofilia

Di ciò di cui non si può parlare, diceva il filosofo del linguaggio Ludwig Wittgenstein, è bene tacere. Ma Daniele Luttazzi ha oltrepassato da troppo tempo il confini del ridicolo per mettersi a pensare a queste minuzie. E così ha deciso di spiegare ai lettori del suo blog il caso Plame. Per sua sfortuna, però, Christian Rocca si è imbattuto in questa fantasiosa ricostruzione, spacciata per inchiesta para-giornalistica. E ha scoperto che Luttazzi "non ne azzecca una. Vi giuro, leggetelo, nemmeno una, neanche per sbaglio, zero assoluto. Non mi riferisco, ovviamente, alle battute (che a parte l'ultimissima non fanno ridere), né alle valutazioni politiche (fenomenale quella secondo cui Rove avrebbe mandato a tutti gli evangelici il documentario "Faith"), ma mi riferisco ai fatti riportati (su quelli non riportati, ci metto una pietra sopra)". Segue, su Camillo, un impietoso elenco degli sfondoni. Povero Luttazzi. Prima mangiava merda in televisione. Adesso fa figure di merda su Internet. Da coprofago a coprofilo.

"Whereof one cannot speak, thereof one must be silent", said the philosopher of language Ludwig Wittgenstein. But Daniele Luttazzi crossed the frontier of ridiculous since too long a time to care and think about such trifles. So, he decided to explain to the readers of his blog the Plame’s Case. For his disgrace, however, Christian Rocca met with this fancy reconstruction, sold as a sort of journalistic investigation. And he discovered that Luttazzi "doesn’t make a single guess. I swear, read it, not a single one, not even by a mere chance, absolute zero. Obviously, I am not talking about his witty remarks (which, apart from the latest one, produce no laughs), neither about his political evaluations (phenomenal that one according to which Rove sent to all the evangelists the documentary "Faith"), but I am talking about the facts he brings as an evidence". Follows, in Camillo, a pitiless list of his nonsense. Poor Luzzatti. Once he ate shit in television. Now he shit-talks on the Internet. From coprophagia to coprophilia. *Note for American Readers: Luttazzi really ate (fake) shit on public television. It's not a manner of speaking.

mercoledì 19 ottobre 2005

America, mercato, individuo

Non potevano scegliere un titolo migliore, per la loro prima uscita pubblica, i Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova e Marco Taradash. Sabato, infatti, la "costola destra" dei Radicali si ritroverà a Milano per la manifestazione "America, mercato, individuo", in cui verranno discusse le "politiche radicali, riformatrici e liberali per il governo della CdL". Un programma impegnativo ma senza dubbio stimolante. Tra i relatori, oltre a Della Vedova e Taradash, segnaliamo la presenza di Peppino Calderisi, Carmelo Palma, Raimondo Cubeddu e Arturo Diaconale. Mentre sono previsti (tra gli altri) gli interventi di Alfredo Biondi, Sandro Bondi, Antonio Del Pennino, Dario Fertilio, Ignazio La Russa, Tiziana Maiolo, Cristiana Muscardini, Iuri Maria Prado e Dario Rivolta. Per altre informazioni, basta andare sul sito www.riformatoriliberali.org.

They couldn’t have chosen a better headline for their first public performance. The Riformatori Liberali (Free-Market Reformers*) of Benedetto Della Vedova and Marco Taradash, the “right-wing” of the Radical Party, will meet on Saturday in Milan for the rally "America, mercato, individuo" (America, Market, Individual), in which will be debated the “free-market and civil liberties reform" necessary to the government of the CdL (Casa delle Libertà = Home of Freedoms: the name of the center-right coalition). An engaging program, but really very stimulating. Among the spokesmen, in addition to Della Vedova and Taradash, we point out the presence of Peppino Calderisi, Carmelo Palma, Raimondo Cubeddu and Arturo Diaconale. Among other expected speeches, those of Alfredo Biondi, Sandro Bondi, Antonio Del Pennino, Dario Fertilio, Ignazio La Russa, Tiziana Maiolo, Cristiana Muscardini, Iuri Maria Prado and Dario Rivolta. For further informations just check the website www.riformatoriliberali.org. (*) "Liberale" (not Liberal) is roughly translated with "Free-Market" but a better definition would probably be "Classical Liberal". More on this subject in the next days.

Election Mode/2

Un ringraziamento di cuore (e un benvenuto ai loro lettori) a Richard di Hyscience (e Freedom's Zone), Nickie Goomba e Wesley di Independent Sources.

Many thanks (and welcome to their readers) to Richard at Hyscience (and Freedom's Zone), Nickie Goomba and Wesley at Independent Sources.

martedì 18 ottobre 2005

Il gioco delle aspettative

Fa bene Kagliostro, su Blogs 4 CdL, a lamentarsi del modo con cui molti - nel centrodestra - hanno "sottostimato" l'affluenza potenziale alle primarie dell'Unione. In questi casi, infatti, il giochino è sempre lo stesso: abbassare il più possibile il livello delle aspettative nell'opinione pubblica, per poi gridare al miracolo quando si raggiunge un risultato appena normale. Prima dei confronti televisivi tra Bush e Kerry nel 2004, gli spin-doctor democratici (in crisi d'immagine e consensi) hanno fatto esattamente la stessa operazione. E il sostanziale pareggio tra i due candidati si è trasformato, come d'incanto, in uno schiacciante 3-0 per Kerry. Per completare l'operazione, naturalmente, democratici Usa e sinistra italiana hanno anche avuto bisogno di una cassa di risonanza mediatica capace di assecondare il gioco delle aspettative decrescenti e fare da eco alle entusiastiche dichiarazioni post-evento. Non c'è bisogno di immaginare chissà quali oscuri complotti per rendersi conto che in entrambi i casi i mainstream media sono stati complici di una strategia politica di parte. Ma non c'è neppure bisogno di nascondersi il fatto che, mentre negli Stati Uniti il partito repubblicano è riuscito - in poche ore - ad organizzare una controffensiva efficace (sulle talk radio, su Internet e sui media "alternativi"), in Italia il centrodestra non è ancora riuscito a dotarsi degli strumenti necessari per fronteggiare l'egemonia mediatica della sinistra. Eppure stavolta il materiale a disposizione - la fulminante reazione di Berlusconi ("l'unico modo che hanno per vincere è far votare solo i loro elettori"), le circostanziate accuse di brogli lanciate da Mastella, le psichedeliche dichiarazioni di Prodi sulle primarie americane - era ottimo ed abbondante. Sarà assolutamente necessario fare tesoro di questa esperienza, per farsi trovare meno impreparati la prossima volta.

Kagliostro, on Blogs 4 Cdl, is right to complain about the way many people - within the center-right coalition - underestimated the potential outcome of so-called center-left's primaries. Indeed, in cases like this one the trick is always the same: lower as much as possible the level of expectations among the public opinion, and then shout "miracle!" when you reach a barely normal result. Before Bush-Kerry television debates in 2004, democrat spin-doctors (in trouble with polls) did the same thing. And a substantial draw between the two candidates was magically transformed in a 3-0 win for Kerry. To complete the operation, of course, US Democrats and Italian lefties needed the media echo chamber, to pander the low expectations game and amplify the enthusiastic statements after the event. There is no need to imagine an obscure conspiration to realize that, in both cases, mainstream media were accomplices to a partisan strategy. But we can't hide the fact that in the United States the Republican Party was able, after few hours, to organize an effective counteroffensive (on talk radios, the Internet and alternative media), while in Italy the center-right coalition doesn't have the necessary tools to counter the leftist hegemony on the media. Nevertheless, this time, the stuff to work with was excellent and ample - Berlusconi's immediate reaction ("the only way they can win is when only their voters are allowed to vote"), the Mastella's detailed charges of fraud, Prodi's psychedelic statements about American primaries. It's absolutely necessary to learn from this experience, to be less unprepared next time.

lunedì 17 ottobre 2005

Election Mode

Questo blog, per i prossimi sei mesi, entra in "election mode". E si occuperà quasi esclusivamente della campagna elettorale per le Politiche 2006. Nei prossimi giorni, soprattutto ad uso e consumo dei nostri lettori americani, prepareremo una serie di schede - in italiano ed inglese - per spiegare la politica italiana (gli uomini, i partiti, il sistema elettorale) a chi non l'ha mai seguita con attenzione al di qua e al di là dell'Atlantico. Il nostro, come sempre, non sarà un punto di vista neutrale. The Right Nation sostiene iniziative come Blogs for CdL o Rete delle Libertà, che sono apertamente schierate per il centrodestra. Non abbiamo intenzione di perdere troppo tempo per spiegare i motivi di questa scelta. In realtà ci basta guardare per qualche secondo la faccia di Prodi. E le distanze abissali tra il centrodestra che vogliamo e quello che (putroppo) c'è, saranno allegramente ignorate nei mesi che ci separano dalla consultazione elettorale. E' nostra convinzione profonda che in Italia esista una maggioranza di cittadini che non hanno alcuna intenzione di essere governati da questa sinistra. Questi sei mesi saranno dedicati a loro.

In the next six months this blog will switch to "election mode" and will deal nearly exclusively with the electoral campaign for 2006 italian general elections. In the next days, and in particular for our American readers, we will prepare a series of short profiles - both in Italian and English - to explain Italian politics (people, parties, electoral system) to those who never followed it accurately, both on this and on the other side of the Atlantic. As usual, you won't get a neutral point of view. The Right Nation supports initiatives such as Blogs for CdL or Rete delle libertà, which openly side with the center-right coalition. We don't think we need to explain the reasons of this choice. We only need to look at Prodi's face for a few seconds. And in the following months, we will ignore the enormous gap between the center-right we want and the one we (unfortunately) have. We deeply believe that the majority of Italian citizens do not want to be governed by this left. These next six months will be devoted to them.

La figuraccia di Prodi

In diretta televisiva a SkyTg24 (clicca sulla foto per vedere il video), Romano Prodi ha dichiarato che "i voti delle nostre primarie in un giorno sono superiori a quelli che negli Stati Uniti partecipano alle primarie in un intero anno". Daw dimostra come il professore non sia neppure capace di fare le addizioni.

Quattro milioni [errata corrige]

"Pagati quattro milioni di euro per il riscatto delle due Simone"
Quattro milioni di occupati con l'alfabetizzazione informatica
Pakistan: quattro milioni di senzatetto
Quattro milioni di vite salvate se l'Africa...
Quattro milioni di mele contro la sclerosi
Sono più di quattro milioni gli utenti dell'home banking
Affaroni! Quattro milioni per un corano e due ingrate
Patentino: tagliati oltre quattro milioni di punti
Quattro milioni di persone sieropositive in Sudafrica
Palazzetto da quattro milioni
Quattro milioni per la televisione digitale
Quattro milioni per gli occhiali di Verdi
1796: Genova pagò quattro milioni di lire alla Francia

Lineamenti di filosofia politica

Machiavelli, Nietzsche, Strauss, Platone, Aristotele, Tocqueville. Wind Rose Hotel ha la pazienza necessaria per spiegare qualcosa sui rapporti tra stato e religione che molti fanno finta di non voler capire.

Tre milioni

Tre milioni di utenti per Blackberry
Peugeot 206: tre milioni di successi
Alpi: tre milioni di peppole tutte assieme
Tre milioni di canzoni?
Guatemala, tre milioni di persone colpite da Stan
Etiopia: malnutriti tre milioni di bambini
La malaria fa ancora tre milioni di morti l'anno
Tre: superati i tre milioni di clienti
Se tre milioni vi sembran pochi
A Roma tre milioni di padri e di figli
Carestia minaccia tre milioni di camerunensi
Tre milioni di ore a settimana donate dal volontariato