sabato 15 ottobre 2005

Quel lungo spot per il centrodestra

Se strateghi e comunicatori della CdL si fossero messi d'impegno, unendo i loro sforzi per produrre un documentario contro la sinistra italiana da trasmettere durante la campagna elettorale, non avrebbero mai potuto produrre qualcosa di più devastante di questa puntata di "Alice". Il video della trasmissione su RaiClick, i commenti di Daw, Il Castello, Il sorvegliato speciale, Star Sailor, MillenniumPhoenix, LaRadice, Mellone, Liberali per Israele, Ordine Generale, Orpheus.

giovedì 13 ottobre 2005

Happy Birthday, Maggie

Standing in the middle of the road is very dangerous; you get knocked down by the traffic from both sides.
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We want a society where people are free to make choices, to make mistakes, to be generous and compassionate. This is what we mean by a moral society; not a society where the state is responsible for everything, and no one is responsible for the state.
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There is no such thing as Society. There are individual men and women, and there are families.
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All attempts to destroy democracy by terrorism will fail. It must be business as usual.
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The desire to win is born in most of us. The will to win is a matter of training. The manner of winning is a matter of honour.
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Europe was created by history. America was created by philosophy.

mercoledì 12 ottobre 2005

L'influenza del pollo


Reduce dal Seminario Mises di Sestri Levante, organizzato superbamente dagli amici dell'Istituto Bruno Leoni, il titolare del blog si è preso un'influenza da pollo. Del resto me lo avevano detto che conoscere José Piñera sarebbe stata un'esperienza devastante. Nei prossimi giorni, su questi schermi, un'anticipazione dell'intervista all'economista cileno che sarà pubblicata sul numero di gennaio-febbraio di Ideazione.

giovedì 6 ottobre 2005

La sfida della Libertà

"Le ragioni che portarono gli elettori italiani a scegliere in maggioranza le coalizioni di Centrodestra nel 1994 e, di nuovo, nel 2001 non sono venute meno. E’ la sfida della libertà che all’inizio degli anni ’90 scosse, prima nei referendum e poi nel voto elettorale, le fondamenta di un sistema politico che si era ripiegato su se stesso, inadeguato alle sfide del futuro, ed oramai incapace di trasformazione. E’ la sfida della libertà che impedì agli eredi del comunismo e del fallimento politico, economico e morale della prima Repubblica, riuniti sotto le insegne del Centrosinistra, di perseverare nel malgoverno e nell’uso politico della giustizia. E’ la sfida della libertà che oggi anima le speranze e le ragioni di milioni di italiane e italiani, pur dopo anni difficili, a livello nazionale e internazionale, segnati tanto da delusioni quanto da faticosi progressi". I Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash scendono in campo con la CdL. Il vento sta cambiando?

martedì 4 ottobre 2005

Conspiracy Theories for Dummies.
TocqueVille tra mito e realtà

(Attenzione, post molto lungo!)
Ieri Enzo Reale, di 1972, ha toccato un nervo scoperto. Criticando uno psichedelico thread di commenti a questo post sul blog di Rolli, Enzo ha scritto: "Rolli è brava ma di TocqueVille non ha capito molto. Di solito lei si documenta ma stavolta ha deciso di fidarsi ad occhi chiusi. E ha preso una cantonata". Il post di 1972 ha provocato una reazione durissima da parte dell'interessata, che in pratica gli ha dato del mafioso ("baciamo le mani a vossia"), dell'appartenente a un "branco" e dell'intellettualmente disonesto. Ma cos'era accaduto prima? Cosa aveva scatenato questo botta-e-risposta tra due blog che a prima vista sembrano amici e che si scambiano i link in bella evidenza nei loro blogroll? Facciamo un passo indietro.

Una decina di giorni fa Dacia Valent, ex parlamentare europea e titolare di un interessante blog che ondeggia tra il fiancheggiamento del terrorismo islamico e il cabaret surrealista (il link ve lo trovate da soli, se proprio vi interessa), ha pubblicato alcuni stralci delle email che quotidianamente i volontari che si occupano dell'aggregazione dei post per TocqueVille si scambiano via mailing-list, per organizzare i turni di lavoro e chiacchierare (tra le giustificate proteste di chi odia lo spam) della vita, l'universo e tutto quanto. La suddetta ex parlamentare aveva avuto accesso alle mail grazie ad un fastidioso bug del nostro software di webmail, che le ha permesso di risalire al testo delle missive dai referral del proprio blog. La signora ha fatto un paio di copia&incolla, scegliendo le parti della conversazione che le sembravano più inquietanti (dal suo punto di vista, naturalmente) e concentrandosi su uno scambio di opinioni, con annessa votazione interna, che si occupava di una questione vecchia come TocqueVille e che è stata affrontata più volte, in pubblico e in privato, nella mailing-list e nei blog dei nostri cittadini: quali sono i confini della Città dei Liberi? O, per dirla più chiaramente: quali sono i criteri da utilizzare per stabilire se accettare (o meno) l'iscrizione di un blog a TocqueVille?

Ai cittadini della prima ora di TocqueVille non va certo spiegato niente. Questo speciale di Ideazione.com è online da più di sei mesi, segnalato sulla homepage di TV fin dal giorno della sua nascita ufficiale. TocqueVille è un progetto di lungo periodo, non legato a nessun partito o coalizione di partiti, che si propone di dare forza, massa critica e visibilità a blog politici e d'informazione che, a spanne, vanno dalla destra (esclusa quella neo(?)fascista) alla sinistra riformista, passando per tutto quello che c'è in mezzo: liberali, neocon, theocon, paleocon, liberisti, libertari, cat-lib, radicali, centristi e, appunto, un manipolo di riformisti che non ha paura del diavolo americano. Il riferimento culturale, esplicito, è al fusionismo statunitense post-Goldwater, che riuscì ad ospitare sotto la sua big-tent una varietà impressionante di posizioni (social conservatives, fiscal conservatives, libertarians, foreign-policy hawks, ecc.) apparentemente inconciliabili tra di loro. E il fatto che l'aggregazione sia stata promossa e realizzata da Ideazione, una "rivista di cultura politica di area liberale e conservatrice", non dovrebbe lasciare alcuno spazio per gli equivoci. Almeno a chi è in buona fede.

Con il passare del tempo, però, e la sempre maggiore visibilità ottenuta nella blogosfera, sono arrivati alle porte di TocqueVille anche blog che con questo progetto non avevano niente a che fare. Qualcuno in malafede, nel più lineare troll-style che contraddistingue sempre più spesso la blogosfera. Qualcun altro semplicemente per disattenzione, poca informazione o desiderio di aumentare la propria base di lettori. Per questo motivo, da un paio di settimane, sulla homepage di TocqueVille campeggia un disclaimer inequivocabile, che nessuno può far finta di ignorare. I nostri confini sono larghi ma non infiniti. Per chi predica l'odio razziale o chi pensa che l'11 settembre sia stata una montatura degli americani, nella nostra Città non c'è spazio.

Ora, le "intercettazioni" della signora Valent nella mailing list degli aggregatori sono arrivate proprio mentre si discuteva della necessità di inserire il disclaimer in homepage e di iniziare a rifiutare l'iscrizione di blog palesemente incompatibili con lo spirito che ha dato vita a TocqueVille. E magari iniziare a cancellare qualcuno degli iscritti più imbarazzanti, anche per rispondere alle numerose richieste arrivate in merito dai cittadini stessi. Immaginate un gruppo di amici che lavorano insieme da alcuni mesi, esplorando più di 400 blog ogni giorno per garantire (spesso con successo) una homepage all'altezza e una visibilità distribuita uniformemente a tutti gli iscritti. Immaginate che questa decina abbondante di "redattori" sia una sorta di riproduzione in scala della Città dei Liberi, con il liberale-e-basta, il filoamericano duro e puro, il destrorso law&order, il radicale anti-clericale schifato dalla CdL, il radicale che non vuole finire con Bertinotti, il cattolico liberale pro-life, l'attivista per l'esportazione della democrazia, il neocone, il teocone, il cone-a-tutti-i-costi e il riformista di sinistra che appoggia la war on terror. Immaginate il tenore delle mail che questi redattori possono scambiarsi e la miriade di doppi-sensi, battute e frecciatine che scivolano placidamente nel Cyberspazio, pur discutendo di un argomento serio, anzi serissimo, come quello dei confini di TocqueVille. Immaginate il cattolico che sfotte il radicale sugli ultimi referendum e per ritorsione viene tacciato di essere un chierichetto. Immaginate tutto questo e avrete una rappresentazione verosimile del tono con cui questo dibattito è stato condotto nella mailing-list dagli aggregatori.

Con uno sforzo ulteriore, immaginate una brigadiera della IADL (la signora Valent) che legge queste "intercettazioni" e si costruisce un mondo immaginario fatto di "epurazioni staliniste" e "angherie fasciste", in cui un "auto-eletto gruppo dirigente" si diverte a far "rotolare teste" a casaccio, tanto per ammazzare il tempo. Lo "scoop" dà vita ad un lunghissimo thread di commenti (il link cercatevelo da soli), in cui i diretti interessati, chiamati in causa con nome e cognome, cercano di ristabilire la realtà dei fatti in mezzo a tanta letteratura fantastica. Naturalmente la discussione degenera presto, anche se vengono alla luce bizzarre affinità elettive tra una parte degli aggregatori e la suddetta brigadiera. Misteri della Rete :)

Intanto, un soldato semplice della IADL, tra l'altro collaboratore del Nazifesto, si getta a capofitto sulla vicenda e, non essendo stato dotato dalla natura dello strampalato sense of humour della signora Valent, parla degli aggregatori di TocqueVille come dei componenti di una "setta", che si sono assegnati "titoli riconducibili alla tradizione religiosa o templare, che confidano nella magia bianca e nera" e che "stavano tramando per costituire dei Comitati di Epurazione degli Indesiderabili". All'improvviso, insomma, i "simpatici ed agghiaccianti rimbambiti" di cui parla la Valent si trasformano in una struttura segreta che si ispira "alla peggiore tradizione stalinista-kimilsunguista-polpotista, gettando di fatto le basi per un clima simile a quello che regnò in Francia negli anni del Terrore e a Saigon dopo l'ingresso dei Khmer Rossi". Un capolavoro di comicità dadaista che resterà per sempre nei nostri cuori.

Ma cosa c'entra Rolli, direte voi? E la sua risposta acida alle osservazioni di 1972? Qui le cose si fanno più complicate. Perché se certe cose uno se le aspetta, anzi quasi le pretende, da persone che vivono in un altro pianeta, quando le stesse incredibili accuse ti vengono rivolte dai tuoi "vicini", da chi spesso ha condotto le tue stesse battaglie, allora la faccenda diventa più triste. E l'incomprensione più dolorosa. Nei commenti di un post che dava del "talebano" a Giuliano Ferrara, Rolli ha risposto ad un suo lettore (cittadino di TocqueVille) che gli chiedeva come mai il nick di uno degli aggregatori di TocqueVille fosse considerato "questionable content" sul suo blog. Da quel momento in poi, con una dimostrazione feroce di "geometrica potenza", Rolli ha prima apostrofato l'aggregatore in questione con espressioni come "bifolco", "cafone" e "neocon asservito alla Chiesa e alla Cdl". Poi ha citato lo "scoop" della Valent come prova inequivocabile che "in TocqueVille si epurano le persone con sistemi da santa inquisizione", parlando di "magnifica attività maccartista" e compiacendosi di non aver aderito al progetto nei giorni della sua nascita, quando aveva - cortesemente ma fermamente - rifiutato di essere coinvolta in prima persona.

La fonte delle affermazioni di Rolli, è bene ricordarlo, era ed è unicamente il blog di Dacia Valent. Non c'è stato alcun tentativo di verifica, controllo o richiesta di spiegazioni, malgrado i nomi chiamati in causa fossero pubblici e riportati integralmente nello "scoop" della brigadiera. Eppure Rolli, di fronte alle rimostranze di chi (come il sottoscritto) cercava di riportare la discussione sul terreno della realtà, abbandonando quello della fiction da quattro soldi, ha proseguito imperterrita come un panzer tedesco davanti al Belgio. E ha tirato dritto. In rapida successione ha accusato TocqueVille (aggregatori, cittadini e semplici passanti, lei non fa troppe distinzioni) delle attività più nefande. Ecco una piccola selezione del Rolli-pensiero: "chi non contesta [questi metodi è da] assimilare al giudizio su chi li utilizza", "e quando avevano aggregato cani e porci senza nemmeno chiedere il permesso?", "roba da stalinisti-nazisti", "sottospecie di polizia maccartista", "sono stupita che nessuno abbia alzato la voce per protestare pubblicamente", "loro che sottobanco complottano su blog non abbastanza neoconi","sistemi illiberali e schifosetti", "manipolo di bugiardelli che giocano al piccolo massone", "nelle dittature [...] le critiche dell'avversario vengono sotterrate con la scusa che l'avversario è stronzo", "inquisizione sotterranea", "è inutile che io sprechi parole, il concetto vedo che vi è totalmente astruso", "avendo a mio tempo difeso TV mettendoci la mia faccia, intendo oggi prenderne le distanze, visti gli sviluppi summenzionati", "io continuo a fare l'educata, per l'ultima volta, poi ve ne filate affan...", "sono fiera di non aver aderito al progetto, vista la situazione", "consiglierei di lavare il cappuccio bianco per la prossima cerimonia", " i magnifici dieci giocano agli epuratori contro i loro stessi iscritti", "roba degna da ghenga del Circeo", "dimostrazione della falsità e della pretestuosità vile degli argomenti", "il picciotto del post qui sopra", "prassi censoria che io definirei anche un tantinello paranoica di una manciata di velleitari con manie di grandezza preoccupanti", "dieci piccoli indiani che vogliono imitare i massoni", "questi geni che hanno mentito pubblicamente", "'ste schifezze non le ho mai viste". Il tutto in rigoroso ordine cronologico, interrotto solamente dalle reazioni sdegnate di alcuni aggregatori di TocqueVille, dallo sbigottimento generale di cittadini e passanti e da una comparsata occasionale, ma gustosa, della brigadiera Valent (che intanto nel suo blog definisce Rolli "una con le ovaie"). A questa interminabile serie di insulti, basata sul nulla cosmico, Enzo ha risposto con educazione. E Rolli ha ribattuto come sappiamo.

Questo, né più né meno, è quello che è successo negli ultimi giorni. E questo post vuole essere un contributo, rivolto ai cittadini e ai lettori di TocqueVille, che non hanno il carattere, il tempo o la voglia di perdersi tra le interminabili guerre tra bande che pullulano nella blogosfera, leggendo milioni di parole inutili per scovare un brandello di verità. Guerre che a volte producono alleanze insospettabili e la fine di rapporti di amicizia (anche se virtuale). Ma questa è la vita, soprattutto su Internet, e tutti - prima o poi - dobbiamo farcene una ragione.

Passata la bufera, ma che dico... la fastidiosa pioggerellina, la Città dei Liberi si troverà - nei prossimi giorni - di fronte ad alcune novità formali e sostanziali. Disegnate per rispondere con più efficacia alle sfide che ci attendono. Un forum aperto a tutti gli iscritti verrà presto messo online, allo scopo di favorire, anche al di fuori dei commenti nei singoli blog, la discussione tra i cittadini per le scelte che riguardano l'intera comunità. Verranno anche rese pubbliche le esatte modalità di selezione ed aggregazione dei post (soprattutto nella homepage) e il nome dei volontari che cedono, a turno, una parte del loro tempo per dare vita alla nostra splendida Città. Si tratta di un lavoro oscuro, e non sempre gratificante (specialmente in giorni come questi), ma senza il quale TocqueVille si limiterebbe ad essere il solito aggregatore senz'anima destinato a durare lo spazio di uno starnuto. Saranno anche ampliati i suggerimenti già dati qui, per facilitare il compito degli aggregatori e ridurre i margini di errore umano. Infine, tanto per non farci mancare niente, la redazione di TocqueVille provvederà ad un necessario lavoro di sfoltimento della lista dei cittadini, eliminando i "non-blog" (la maggior parte di essi, almeno), i blog inesistenti o abbandonati e quelli che si richiamano a valori e metodi incompatibili con lo spirito del nostro progetto. Non c'è nessuna volontà di censurare alcunché, e la comunicazione della cancellazione dalla lista dei cittadini sarà pubblica e motivata. La blogosfera è grande e c'è spazio per tutti, ma TocqueVille ha una sua origine e una sua storia che vanno rispettate e difese.

La strada davanti a noi è ancora lunga. E non sarà qualche cacca pestata durante il tragitto a fermarci. Scusate per l'enormità del post. Un abbraccio sincero :)

Andrea Mancia
(mancia@ideazione.com)

lunedì 3 ottobre 2005

Elezioni: l'arma segreta della destra

La guida interattiva di Sky lo descrive così: "Un affilato monologo di Luttazzi la cui satira racconta vizi e virtù degli italiani, il sesso, l'informazione, la politica, la religione e molto altro ancora". In realtà, Bollito misto con mostarda, trasmesso con insistenza da Canal Jimmy (canale 140) negli ultimi mesi e che finalmente ieri notte abbiamo avuto la sfrontatezza di seguire fino al termine, è forse il punto più basso raggiunto dalla satira italiana negli anni post-Tangentopoli. E si trattava di un traguardo difficile da raggiungere. Come nel caso della prima, ultima e mitica puntata di Raiot di Sabina Guzzanti (naturalmente fuori concorso perché rinunciò in partenza a tentare di far ridere), lo spettacolo di Luttazzi non può neppure essere considerato satira in senso stretto, almeno se ci fidiamo del dizionario online De Mauro (sàtira s.f.: scritto, spettacolo o anche comportamento, discorso e sim., che mette in ridicolo comportamenti o concezioni altrui). Proprio come la Guzzanti, infatti, Luttazzi mette in ridicolo soprattutto se stesso, con uno show senza né capo né coda che fa pagare a caro prezzo quelle quattro risate stiracchiate che l'autore concede al proprio pubblico copiando e involgarendo fino al parossismo il Woody Allen dei primi anni Ottanta. Lo spettacolo, oltre a trovare ospitalità sul bouquet satellitare di Rupert Murdoch, è stato prontamente rilanciato da Feltrinelli con un libro-dvd che raccoglie il testo della serata organizzata nell’aprile 2005 all’Auditorium di Roma.

Non sappiamo se l'iniziativa editoriale stia avendo il successo che merita, ma il libro andrebbe distribuito obbligatoriamente nei licei e nelle università, mentre il dvd andrebbe trasmesso in prima serata sulle reti pubbliche e private controllate da Berlusconi. Se un fantomatico Karl Rove della CdL riuscisse a ridurre ad un format digeribile (anche dalle persone senza disturbi mentali) le due ore abbondanti di frenetici balbettamenti, insulti gratuiti e recriminazioni personali che lo compongono, lo show di Luttazzi potrebbe diventare un formidabile strumento di propaganda elettorale per il centrodestra. Vedere (o leggere) Luttazzi che minimizza l'11 settembre raccontando una fellatio immaginaria o che sintetizza secoli di dibattito politologico con un peto ("per la sinistra, la politica è partecipazione; per la destra, la politica è controllo"), potrebbe diventare un manifesto permanente per ritrovare l'unità tra tutte le componenti della CdL, far tornare a casa i radicali di Pannella, puntare al voto dei centristi, dei rutelliani, dei riformisti diessini e perfino di qualche comunista o disobbediente non lobotomizzato (va bene, questo è un paradosso). Per raggiungere più pubblico possibile, le parti in cui Luttazzi parla di politica internazionale scavalcando a sinistra Michael Moore, girandogli intorno e riscavalcandolo a destra andrebbero sintetizzate e stampate in una serie di volantini, da diffondere a tappeto in tutti i collegi in bilico fino all'ultimo giorno utile di campagna elettorale. Se la CdL avesse un database di potenziali swing-voter, questi elettori ancora incerti andrebbero perseguitati per mesi e bombardati 24 ore su 24 con gli spezzoni dello spettacolo che commentano gli ultimi episodi della vita parlamentare italiana con uno stile che è un misto tra Dan Rather e Maurizia Paradiso.

Altro che censura! Sarebbe nell'interesse generale del paese elaborare una manovra-bis (e tris) solo per recuperare i fondi sufficienti per garantire una copertura totale del territorio nazionale e poi scaricare tonnellate di carta e dvd sulle popolazioni inermi. Sei mesi di Luttazzi, in dosi massicce, garantirebbero alla destra italiana il controllo del paese per almeno un paio di legislature. Dieci lunghi anni di governo senza opposizione, per fare la rivoluzione liberale, riscrivere la Costituzione sotto la dettatura della Mont Pelerin Society e mettere fuori legge coop rosse, sindacati e magistratura inquirente. Il tutto fra ali di folla festante. Leggete, guardate e poi fotocopiate, videoregistrate, scaricate e diffondete su Internet anche voi Luttazzi. In gioco c'è il futuro della nazione.

sabato 1 ottobre 2005

Townhall 2.0

Tempo di restyling - non solo formale - per Townhall.com, dal 1995 la casa della destra americana sul Web. E le prime reazioni della blogosfera, tutte positive, sono arrivate da The Corner, Wizbang!, The Club for Growth e Polipundit. Nato più di un decennio fa da un'intuizione della Heritage Foundation, Townhall è oggi il più visitato ed autorevole tra i siti che garantiscono un flusso quotidiano di notizie e commenti di impronta conservatrice. Se nel 1998 le organizzazioni virtualmente ospitate da Townhall erano una trentina, oggi hanno abbondantemente superato il centinaio. E se non vi bastano i suoi due blog (il mitico C-Log e il nuovo Capitol Report), l'incredibile serie di news divise per argomenti e la sezione dedicata all'attivismo politico, ci sono sempre gli oltre 170 editorialisti scelti da Townhall tra le firme più prestigiose della Right Nation. Per citare solo qualcuno tra i nomi più celebri: Ann Coulter, Brent Bozell, Charles Krauthammer, David Horowitz, Debra Saunders, Edwin J. Feulner, George Will, Jack Kemp, Joe Scarborough, Jonah Goldberg, Kathleen Parker, Marvin Olasky, Michael Barone, Michelle Malkin, Oliver North, Rebecca Hagelin, Rich Lowry, Robert Novak, William F. Buckley. Se trovate qualcosa di meglio in giro, probabilmente siete capitati su questo blog per caso.

It's restyling-time (and not only an exterior one) for Townhall.com: since 1995, the home of American Conservatives on the Web. First reactions from the blogosphere (all positive ones) arrived at The Corner, Wizbang!, The Club for Growth and Polipundit. Born more than a decade ago, thanks to a Heritage Foundation's intuition, Townhall is the most authoritative and largest website in the world for conservative news and opinion. In 1998, the organizations virtually hosted by Townhall were around thirty. Nowadays they're well above one hundred. And if it's not enough for you to have two blogs (the legendary C-Log and the newborn Capitol Report), an incredibile amount of news arranged by issue and the "action" section, there are over 170 contributors choosen by Townhall among the best columnists of the Right Nation. Just to mention some of the most renowned ones: Ann Coulter, Brent Bozell, Charles Krauthammer, David Horowitz, Debra Saunders, Edwin J. Feulner, George Will, Jack Kemp, Joe Scarborough, Jonah Goldberg, Kathleen Parker, Marvin Olasky, Michael Barone, Michelle Malkin, Oliver North, Rebecca Hagelin, Rich Lowry, Robert Novak, William F. Buckley. If you find something better around, you're probably reading this blog by accident.

venerdì 30 settembre 2005

Roberts: 78-22. Avanti il prossimo

John Roberts è il 17esimo presidente della Corte Suprema. Dopo la conferma del Senato, con 78 voti favorevoli e 22 contrari, Roberts ha prestato giuramento alla Casa Bianca diventando, a 50 anni, il più giovane presidente di Corte Suprema degli ultimi due secoli. Gli Stati Uniti, adesso, attendono la prossima nomina del presidente Bush. E dopo il moderato che è riuscito a spaccare in due i democratici al Senato, l'ala conservatrice del partito repubblicano reclama il suo uomo. Sarà una battaglia all'ultimo sangue.

John Roberts is the 17th Chief Justice of the Supreme Court. After Senate’s confirmation, with 78 votes in favour and 22 against, Roberts sworn in at the White House and became, at 50 years of age, the youngest Chief Justice of the Supreme Court in the last two centuries. Now, United States wait for the next nomination by President Bush. And after the moderate that succeeded to divide the Democrats in the Senate, the conservative wing of Repubblican Party claims its own man. It will be a deathmatch.

MSM: TgCom (italiano), Fox News, CNN, ABC News, Washington Post, New York Times, Christian Science Monitor, San Francisco Chronicle, Jurist.
Blogs: Confirm Them (2-3-4), Powerline, Conservative Outpost, Bench Memos, Professor Bainbridge, Michelle Malkin, Libertarian Leanings, Underneath Their Robes, Angry in the Great White North, All Things Beautiful, Viking Pundit, RedState, Blogs for Bush, Outside the Beltway, GOP Bloggers, The Moderate Voice, Protein Wisdom, Right Voices, The Cassandra Page, Wizbang!, The Political Teen, Althouse, The Sundries Shack, In the Bullpen, Stones Cry Out, Barking Moonbats EWS.

mercoledì 28 settembre 2005

Double standard

Immaginate un senatore repubblicano, potente e bianco. Immaginate una donna giovane (ma neppure troppo) che lavora nel suo staff da anni. Immaginate che questa sua collaboratrice infranga un paio di leggi federali (di sua iniziativa?) per procurarsi documenti riservati che riguardano un avversario politico del senatore. Immaginate che questo rivale sia democratico e nero. Immaginate i titoli del New York Times sulla vicenda. Stampateveli in testa. Ora continuate ad immaginare la stessa storia senza cambiare una virgola, ma semplicemente invertendo i nomi dei due partiti. Immaginate che il senatore, potente e bianco, sia il democratico Chuck Schumer. E che il suo avversario sia il repubblicano Michael Steele, a pochi mesi da una difficile sfida elettorale che lo vede impegnato in Maryland. Adesso provate di nuovo ad immaginare i titoli del New York Times. Come dite? Non riuscite proprio ad immaginarli? Appunto.

Just imagine a Republican senator, powerful and white. Just imagine a young (but not too much) lady that has been working in his staff for years. Just imagine that this staffer breaks a couple of federal laws (by her initiative?) to get restricted documents concerning a political opponent of the senator. Just imagine that this opponent one is Democratic and black. Just imagine The New York Times’ headlines on the affair. Print them in your head. Now keep on imagining the same story without changing a single word, but just swapping the names of the two parties. Just imagine that the senator, powerful and white, is the Democrat Chuck Schumer. And that his opponent is the Republican Michael Steele, few months away from a difficult electoral challenge in Maryland. Now try again to imagine The New York Times’ headlines. What do you say? Can’t you imagine them at all? That’s my point.

MSM: New York Post, Washington Times, Washington Post, WBAL, The Hill, RenewAmerica, Newsday, Men's News Daily.
Blogs: Michelle Malkin (2-3) , Hugh Hewitt (2), Radio Blogger, Captain's Quarters, Jack Yoest, The Hedgehog Report, Polipuntdit, Jeff Gannon, Kennedy vs The Machine, GOP Bloggers, Atlas Blogged, David Boyd, The Political Teen, Powerpundit, Gall & Wormwood, Conservative Outpost, Conservative Musings, Scipio the Metafalcon, Politickal, Thoughts Online, The New Editor, Political Fan, Boxer Watch, Swanky Conservative.

domenica 25 settembre 2005

Weekend Round-Up/4. Blogosphere (Italia)

CENTRODESTRA
Non mollare!
Il Sorvegliato Speciale
Berlusconi Zen e l'arte della guerra
A Conservative Mind
Una spinta verso il partito unico
Il Castello
Non tutto è perduto
L'Ussaro
Fini riscopre il partito unitario
e ipoteca la linea di successione

MarioSechi.net
Il compromesso è paralizzante: Italia
Oggettivista
Primarie?
Mariniello.org
Consigli per gli elettori di centrosinistra
che intendono votare alle primarie del centrodestra

Watergate2000
Avanti col Tremonti-ter!
Bluerefolution
Sul viale del Tremonti
Calamity Jane
Il primato della politica
Freedomland

PACS / RUINI
Ruini-dipendenti
Harry
Libero premio in libero stato
Liber.t@'
L’arma degli imbecilli
Neocon Italiani
Fischiato non il cardinale,
ma il leader politico Ruini

JimMomo
Pacs denaro e ipocrisie
Rolli

Libero fischio in libera piazza
Camillo

SINISTRISMI
Il siluro del Manifesto su Marrazzo
Rolli
In margine ad una polemica:
Tremaglia, Bocca e gli altri

Capperi!
Una Repubblica Democratica Popolare
Sima 'di càn da paìs!
Unione nei fatti
Blacknights
Irriducibilmente a sinistra, napocrisi
Celine
Cocenti delusioni a Sinistra.
Fassino e il Biglietto Galeotto

Zanzara

ESTERI
Cina e dintorni
1972
La sfida nucleare dell'Iran
e la debolezza morale europea

Semplicemente Liberale
Ricapitolando
Shock and Awe
Al voto la Polonia idraulica
Walking Class
Clamoroso a Kabul
Face the Truth
Nozze gay in Canada, tra vescovi e ribaltoni
Sciopenàuer
Hitchens Vs. Galloway update
Wellington

ECONOMIA
Contro l'armonizzazione
Pinocchio
Fallimenti del governo
Il motel dei polli ispirati
Più occupazione senza prodotto. Perchè?
Calig's Blog
Autolesionismo fiscale
Phastidio.net

VARIE
Apologia del relativamente stupido
Blog Notes
Troppo liberali, poco nazionalisti
Otimaster
Mentre latitiamo... compriamo libri
2Twins/M&A
Elezioni politiche 2006 e Internet:
Vademecum per politici

Marco Montemagno
Rosminiana - resoconto
Friedrich
Di parole che pesano come pietre,
di cose mai avvenute
The hole in the wall

Weekend Round-Up/3. Blogosphere (USA)

GOP / RIGHTIES
The Third Republican Revolution?
Ace of Spades HQ
Colin Powell with Clout
Powerline
Not having any fun?
The Anchoress
Roberts’s Answers to Written Questions
Patterico's Pontifications
Judge Roberts’ Litmus Test
California Conservative
RSC takes leadership on fiscal conservatism
RedState.org

DEMS / LEFTIES

A Day Among the Moonbats
Michelle Malkin
The Protest That Wasn't
No Oil for Pacifists
Conspiracy Theories Abound
at Sheehan Antiwar Rally

The Jawa Report
Waiting on Ramsey Clark!
Gateway Pundit
Clinton Criticizes Bush
on ABC's This Week (Yawn!)
A Large Regular
Polarization and the Blogosphere
The QandO Blog
Would the Last One Leaving
Punch Out His Lights, Please?

The Anti-Idiotarian Rottweiler
Air America's Odd Pledge Drive
The Radio Equalizer
Democrats on filibuster: Just say no!
My Vast Right Wing Conspiracy
Get the ACLU Off the Taxpayers Dole
Musing Minds
Barbara Boxer on Katrina Lessons
Learned: Only Blame Republicans

Independent Sources

WAR ON TERROR
Battle For Mosul III: Prelude
Michael Yon
Who Is Dr. Preisser?
Captain's Quarters
Hostage Forced to Bash Bush
The Jawa Report
0% of Polled Americans are in Iraq
Say Anything

VARIOUS
Never Pay Retail
JohnTabin.com
Michael Schiavo Speaks at Ethics Conference
Hyscience
The Minute Men & Their Opponents
NY Girl
It takes a disaster
Sisu

ROUND-UPs
Countdown to the weekend
Nif
Breakfast and Lunch
Basil's Blog
Open Trackbacks
My Vast Right Wing Conspiracy
Carnival of the Trackbacks
Wizbang!

sabato 24 settembre 2005

Weekend Round-Up/2. New Media

Katrina Recovery (pdf)
Newt Gingrich, Newt.org
Hurricane Tracker
Msnbc.com
The Communist Menace Reappears in South America
A.M. Mora y Leon, RealClearPolitics
The Matter with Kansas Can Be
Understood at Woolworth's

Lee Harris, Tech Central Station
“Oh No, the BBC!”
Rich Lowry, The Corner
The Technorati Candidate
Dominic Basulto, Tech Central Station
Can Bloggers Strike It Rich?
Adam L. Penenberg, Wired News
Warren Beatty: Schwarzenegger “Fascist”
NewsMax.com
Left-wing Monsters: Arafat
David Meir-Levi, FrontPageMagazine
Israel: Al-Qaida likely in Gaza
Aaron Klein, WorldNetDaily.com
New Florida Poll: Gov. Jeb Bush
Could Capture U.S. Senate Seat
NewsmMax.com
Jimmy Carter: Gore beat Bush in 2000
Joe Kovacs, WorldNetDaily.com
Rush Limbaugh Named 'Personality of the Year'
NewsMax.com
Press Corps "Stuck on Stupid" Questions
RushLimbaugh.com
Google builds an empire to rival Microsoft
Elinor Mills, CNET News.com

Weekend Round-Up/1. Mainstream Media

Goodbye to All That.
Is this the end of “compassionate conservatism”?

Jonah Goldberg, National Review
Back to Basics
William Kristol, Weekly Standard
Whatever It Takes
Peggy Noonan, Wall Street Journal
Judiciary Committee approves Roberts
Charles Hurt, Washington Times
The Wrong Battle
Eleanor Clift, Newsweek
For '08 Dems, a tough choice lies just ahead
Jonathan Allen, The Hill
Roberts vote presents dilemma for Senate Democrats
Gail Russell Chaddock, Christian Science Monitor
President Bush Is ‘‘Our Bull Connor’’
Meghan Clyne, New York Sun
New Orleans disaster highlights
the failure of the welfare state

Rich Lowry, Salt Lake Tribune
Snubbing Democracy
Ralph Peters, New York Post
The Reporters Who Didn't Bark
Hugh Hewitt, Weekly Standard
Long Run. Unfortunately, Kerry Isn't Giving Up
Michael Crowley, New Republic
Dr. Wolfowitz, I Presume
Paul A. Gigot, Wall Street Journal
Castro's Web
Investor's Daily Business

venerdì 23 settembre 2005

Ideazione, blog in copertina

La rivoluzione dei blog ispira la sezione di apertura del nuovo numero di Ideazione in edicola. Insieme all'articolo del sottoscritto, sulla crisi del giornalismo tradizionale e l'esplosione dei new media, la sezione ospita gli interventi di Giuseppe Granieri ("Apologia del network relativamente stupido"), Davide Bennato ("Una Rete di opinioni pubbliche"), Paolo della Sala ("Blog e neo-democrazia. Semiotica del Web"), Christian Rocca ("I ragazzi in pigiama che stanno cambiando gli Stati Uniti"), Enzo Reale ("L’altra faccia dell’Europa") e Federico Punzi ("Un arsenale per la democrazia"). Tra un paio di settimane, su Ideazione.com, questa sezione sarà pubblicata online nella sua versione integrale. Sono invece già online l'editoriale di Nicola Porro sul caso Fazio, l'intervista a Marcello Pera di Giovanni Orsina, e l'articolo di Vittorio Macioce sulla flessibilità del lavoro. Chi non si precipita in edicola, Prodi lo colga!

giovedì 22 settembre 2005

Blog, il libero mercato delle idee

Sono almeno due le letture obbligatorie per chi voglia cercare di comprendere, anche se con un po’ in ritardo, la rivoluzione che sta scuotendo le fondamenta del sistema mondiale dell’informazione. Il primo libro è Blog, scritto all’inizio di quest’anno dall’americano Hugh Hewitt, commentatore radiofonico della destra repubblicana, blogger di successo e autore emergente della nuova editoria conservatrice. Il secondo è Blog Generation, dell’italiano Giuseppe Granieri, uno dei maggiori esperti italiani di comunicazione e culture digitali del nostro paese (scrive, tra l’altro, per il Sole24Ore) e blogger della prima ora che si dichiara “progressista ragionevole”. Si tratta di due libri molto diversi ma che – malgrado l’estrazione ideologica dei loro autori – giungono ad una conclusione sorprendentemente simile: la storia d’amore tra l’opinione pubblica e i tradizionali mezzi d’informazione è finita. E qualcos’altro – chiamatela blogosfera, se volete – sta gradualmente colmando questo vuoto di fiducia. (continua su Ideazione.com)

There are at least two obligatory readings for the ones that want to try to understand, though with a little delay, the revolution that is shaking the roots of the world information system. The first one is "Blog", written at the beginning of this year by American Hugh Hewitt, right-wing talk radio host, blogstar and emerging author of the new conservative publishing trade. The second one is "Blog Generation", by Italian Giuseppe Granieri, one of the main Italian experts on communication and our country's digital cultures (he writes, among other media, for "Il Sole 24Ore") and early-blogger who defines himself a "reasonable progressive". We are talking about two books very different one from the other but which - notwithstanding the ideological extraction of their authors - get to a surprisingly similar conclusion: the love story between public opinion and traditional media is over. And something else - you can call it blogsphere, if you wish - is gradually filling this trust-vacuum. (continues on Ideazione.com)

mercoledì 21 settembre 2005

Happy Birthday to The Right Nation! :)

Il 21 settembre 2004, con questo post, nasceva The Right Nation, che all'epoca si chiamava Usa 2004. Il blog elettorale di Ideazione.com. Dopo l'infuocata campagna che ha visto la riconferma del presidente Bush - e dopo una lunghissima notte che non ci scorderemo tanto facilmente (anche perché le nostre previsioni erano queste) - è nata la Right Nation come la conoscete oggi. E' stato un anno lunghissimo, difficile ed esaltante, che ci ha permesso di conoscere un numero sterminato di amici (amici veri) e che ha visto la nascita di una creatura virtuale che muove ancora i primi passi ma che sembra destinata a correre a lungo nelle praterie del cyberspazio. Tanti auguri a noi, e mille di questi giorni! :)

On September 21, 2004, with this post, came to life The Right Nation, whose name was at that time Usa 2004. Ideazione.com’s electoral blog. After the hot campaign ended up with President Bush’s victory – and after an endless night that we will not forget so easily (also because our forecast was this) – came to birth the Right Nation you know today. It has been a very long, difficult and exciting year that let us make a huge amount of friends (real friends) and that witnessed the birth of a virtual creature that is still moving his first steps but looks destined to run for a long time in cyberspace’s prairies. Many best wishes to ourselves, and thousands of days as this one! :)

martedì 20 settembre 2005

Stessa faccia, stessa razza

Uno splendido post di Mariniello mette in luce le inquietanti analogie tra sinistra e destra sociale. Trent'anni fa, con le debite proporzioni, la situazione non era molto diversa.

"Il tribunale del popolo ha deciso di porre fine al bieco operato di Francesco Coco e lo ha condannato a morte. Ora questa sentenza è stata eseguita e gli aguzzini del popolo possono stare sicuri che se il proletariato ha una pazienza infinita ha anche una memoria prodigiosa, e che alla fine niente resterà impunito. Magistratura, polizia, carabinieri, carceri, costituiscono ormai un blocco unico, sono le articolazioni cardine di uno stesso fronte militare che lo Stato delle multinazionali schiera contro il proletariato. L'unica alternativa di potere è la lotta armata per il comunismo. Occorrerà acuire la crisi di regime, puntando l'attacco al cuore dello Stato, occore rafforzare il potere proletario armato costruendo il partito combattente". (8 giugno 1976 - Brigate Rosse: rivendicazione dell'omicidio del procuratore generale di Genova, Francesco Coco)

"La giustizia borghese si ferma all'ergastolo, la giustizia rivoluzionaria va oltre. Un tribunale speciale ha giudicato Vittorio Occorsio e lo ha ritenuto colpevole di avere, per opportunismo carrieristico, sevito la dittatura democratica, perseguitando i militanti di Ordine Nuovo, le idee di cui questi sono portatori. L'atteggiamento inquisitorio tenuto dal servo del sistema Occorsio non è meritevole di alcuna attenuante. L'accanimento da lui usato nel colpire gli ordinovisti la ha degradato a livello di un boia. Anche i boia muoiono. La sentenza emessa dal tribunale del movimento politico Ordine Nuovo è di morte, e sarà eseguita dal uno speciale nucleo operativo. Avanti per l'ordine nuovo!" (10 luglio 1976 - Ordine Nuovo: rivendicazione dell'omicidio sostituto procuratore di Roma, Vittorio Occorsio)

A wonderful post by Mariniello puts some light on the alarming similarities between italian extreme left and extreme right. Thirty years ago, with the due proportions, the situation was not very different.

"The people’s tribunal decided to put an end to the sinister work of Francesco Coco and sentenced him to death. Now this sentence was executed and the people’s torturers can be sure that if proletariat has an infinite patience it also has an astonishing memory, and that at the end nothing will remain unpunished. The judiciary, police, carabinieri, jails make up by now a single block, they are the basic articulations of a same military front that the multinationals’ state is lining up against proletariat. The only power alternative is the armed struggle for communism. It will be needed to sharpen the regime’s crisis, aiming the attack to the state’s heart, it is needed to give strength to the armed proletariat’s power building the fighting party". (June 8, 1976 – Red Brigades: claim of the homicide of Genoa’s general attorney, Francesco Coco)

"The bourgeois justice gets up to the life jail sentence, revolutionary justice goes beyond. A special tribunal has judged Vittorio Occorsio and found him guilty to have, for career opportunism, served democratic dictatorship, persecuting Ordine Nuovo’s militants, the ideas of which they are bearers. The inquisition’s attitude kept by the system’s serf Occorsio does not deserve any clemency. The fury used by him in hitting the “ordinovisti” degraded him to the level of a executioner. Also the executioners die. The sentence emitted by the tribunal of the political movement Ordine Nuovo is one of death, and it will be executed by a special operative nucleus. Forward for thwe new order!" (July 10, 1976 - Ordine Nuovo: claim of the homicide of Roma’s general attorney, Vittorio Occorsio)

* Note for American Readers: Red Brigades (extreme left) and Ordine Nuovo (extreme right) were terrorist groups operating in Italy in the 70's/80's.

Freedom Fighters/3

"La libertà non è mai più di una generazione lontana dall'estinzione. Non l'abbiamo trasmessa ai nostri figli nel sangue, ma deve essere difesa, protetta e passata a loro perché facciano lo stesso, oppure un giorno trascorreremo i nostri ultimi anni raccontando ai nostri figli, e ai figli dei nostri figli, com'erano una volta gli Stati Uniti, quando gli uomini erano liberi". (Ronald Reagan, 1984)

"Freedom is never more than one generation away from extinction. We didn't pass it to our children in the bloodstream. It must be fought for, protected, and handed on for them to do the same, or one day we will spend our sunset years telling our children and our children's children what it was once like in the United States where men were free". (Ronald Reagan, 1984).