RightNation
giovedì 8 ottobre 2009
Fat is Cool
“Parla con me” di Serena Dandini è inguardabile: un’esibizione di infantilismo politico, di snobismo d’accatto, di nostalgia dell’egemonia culturale, di narcisismo ai limiti delle chirurgia estetica, di banalità colte, di umorismo di quart’ordine, di supponenza, tanta supponenza (...) ma perché il Servizio pubblico deve finanziare la Dandini e i suoi dieci autori? Perché?
mercoledì 7 ottobre 2009
The Right’s best community organizer
«A buzz-generating Saturday Night Live skit mocked Pres. Barack Obama for not yet having accomplished anything. Not fair. Obama has been on a roll. In nine months, he has breathed life into the Republican party, boosted pro-lifers, tarnished the reputation of regulation, bolstered traditional values, increased the public’s desire for immigration restriction, and shifted independent voters rightward. (...) When Obama suggested he wanted to be another Reagan, surely this wasn’t what he had in mind. But for now, he’s the Right’s best community organizer».
Rich Lowry, in splendida forma, sulla National Review
martedì 6 ottobre 2009
L'autunno caldo di Obama
Gli analisti politici statunitensi, ormai da qualche settimana, si esercitano nel prefigurare ipotesi di sconfitta (più o meno) catastrofica per il partito democratico alle elezioni di mid-term nel 2010. Complice la progressiva perdita di popolarità del presidente Obama, almeno secondo i sondaggi, qualcuno si azzarda addirittura a paragonare il prossimo ciclo elettorale con quello – sempre di mid-term – del 1994, che portò i repubblicani, guidati da Newt Gingrich e spinti dal Contract with America, alla maggioranza in entrambi i rami del Congresso. Costringendo, inoltre, il presidente Clinton a quella “svolta centrista” che avrebbe caratterizzato i rimanenti tre quarti del suo doppio mandato. Il novembre 2010, però, è francamente ancora troppo lontano per esercitarsi in previsioni così estreme. Anche perché c’è un altro novembre, quello del 2009, che potrebbe riservare a Obama – e ai democratici – qualche sgradevole sorpresa anticipata.
(Larry Silverbud, segue su L'Occidentale)
giovedì 1 ottobre 2009
Keystone's Milestone
mercoledì 30 settembre 2009
Red Virginia?
Dopo qualche segnale preoccupante da Rasmussen (+2), Washington Post (+4) e InsiderAdvantage (+4), dall'ultimo sondaggio SurveyUsa sulla Virginia arrivano nuovamente segnali incoraggianti per il candidato repubblicano, Bob McDonnell, che avrebbe (nonostante qualche perplessità sugli internals) un solido vantaggio di 14 punti percentuali (55%-41%) nei confronti del democratico Creigh Deeds. Survey Usa a parte, comunque, è interessante notare come negli ultimi tre mesi Deeds - malgrado la flessione di McDonnell - non sia mai andato oltre il 44% (con l'isolata eccezione del Washington Post, che naturalmente si è distinto per una violenta e sgangherata campagna anti-McDonnell), scivolando spesso sotto la soglia del 40%. Una performance davvero pessima per un incumbent “di fatto”.
Nota. Aneddoto interessante: nella sua carriera politica Creigh Deeds ha partecipato a 11 tornate elettorale, perdendo una sola volta (nella corsa per attorney general del 2005). Quella volta, a sconfiggerlo (per soli 323 voti) fu un tale Bob McDonnell.
UPDATE. È uscito oggi il nuovo sondaggio di Rasmussen Reports sulla Virginia (che stranamente ancora non è compreso nel grafico di Pollster.com): McDonnell è passato dal +2% (48-46) di metà settembre al più rassicurante +9% (51-42) di oggi.
lunedì 28 settembre 2009
giovedì 24 settembre 2009
«Post-American Speech»
lunedì 21 settembre 2009
La frase del giorno
Parlando di Jimmy Carter: «If I'm ever eighty-two years old and acting like that have someone put me away» (Traduzione libera: «Se a 82 anni sarò così, chiamate qualcuno per farmi fuori»).
giovedì 17 settembre 2009
The Tide has Turned
martedì 15 settembre 2009
Questa pazza pazza America
Apriti cielo. I democratici si scandalizzano (dimenticandosi che Bush=Liar era il meme più affettuoso utilizzato dall’opposizione nei confronti del presidente uscente) e si appellano al rispetto dell’etichetta parlamentare. Intanto Wilson conosce il suo “quarto d’ora di celebrità”, migliaia di t-shirt in suo onore (I’m with Joe Wilson!) vengono stampate e vendute da costa a costa. E soprattutto centinaia di migliaia di dollari piovono nelle casse del suo war-chest elettorale per il 2010, ma anche in quello del suo rivale democratico. Il (maleducato) battito d’ali di farfalla a Capitol Hill rischia di provocare un terremoto a Columbia (capitale della South Carolina e città principale del 2° distretto della Camera, collegio in cui è stato eletto Wilson).
Ma non basta. Pochi giorni dopo, nel momento cruciale della semifinale femminile degli US Open di tennis, la “schiacciasassi” (o almeno, “schiacciaPennetta”) Serena Williams minaccia di morte una giudice di linea che le ha contestato un “fallo di piede” durante un match-point dell’avversaria. Anzi, come ha giustamente sottolineato Serena all’arbitro cercando di giustificarsi, non si tratta di una vera e propria minaccia di morte, perché - con il copioso condimento di una decina di “fucking” - la tennista avverte la giudice che «rimpiangerà di non essere morta». A completare il quadro splatter, la minaccia - questà sì - di far ingoiare un paio di palle da tennis alla malcapitata.
L’outburst di maleducazione che ha fatto più discutere gli americani negli ultimi giorni, però, è stata senz’altro la sceneggiata del rapper Kanye West agli Mtv Video Music Awards di domenica scorsa. In finale per il miglior video “femminile” ci sono Beyonce (moglie dell’altro rapper Jay-Z, grande amico di West) e la giovanissima Taylor Swift (cantautrice pop-country della Pennsylvania). Vince la seconda.
Il buon Kanye, visibilmente alticcio (lo hanno visto passeggiare per il red carpet con una bottiglia di bourbon mezza vuota) non accetta con sportività la sconfitta di Beyonce. E decide di farlo sapere a tutti, in diretta televisiva, salendo sul palco durante il tradizionale discorso di ringraziamento della Swift, strappandole di mano il microfono e biascicando tutto il suo disappunto per la decisione della giuria. Sguardi imbarazzati tra gli organizzatori, una marea di “boo” dalla platea e rapido segmento pubblicitario mandato in onda da Mtv per togliersi dall’impaccio mentre West viene trascinato via dalla sicurezza.
Ri-apriti cielo. Taylor Swift viene vista piangere in camerino, distrutta dall’episodio (il più bel giorno della vita di una diciannovenne rovinato da un ubriacone), mentre gli Stati Uniti si sollevano - come un sol’uomo - contro la maleducazione di West, che viene costretto a scusarsi per l’accaduto sul suo blog, a furor di popolo. Il rapper scrive di essere «sooooo sorry» (con cinque “o”) per aver rovinato la festa di Taylor e chiede scusa a lei, ma anche ai suoi “fans” e ai suoi «amici di Mtv».
L’episodio, anzi il trittico di episodi, potrebbe finire qui. Per essere archiviato come una serie di spiacevoli “mattane” di fine estate accadute in un Paese grande anche nei suoi eccessi (e nel rilievo mediatico che viene attribuito ai suoi eccessi). Se non fosse che, proprio ieri, il caso Swift-West ha avuto una coda presidenziale.
Registrando un’intervista per il canale televisivo Cnbc, Barack Obama si è lasciato scappare un commento - rigorosamente off-the-record - sullo “scandalo Mtv”, definendo Kanye West un «jackass» (qualcosa di un po’ più volgare di «coglione»). Immediatamente, il giornalista di Abc News Terry Moran, probabilmente con un telefono cellulare, ha riportato il commento sulla sua pagina di Twitter (che conta oltre un milione di iscritti), gettando nel panico la “twittersphere”, la “blogosfera” e qualsiasi altra sfera vi possa venire in mente.
Ri-ri-apriti cielo. Il post, nel giro di pochi minuti, è stato rimosso dalla pagina di Moran. Ma ormai il danno era fatto, scatenando una discussione infinita sul web (che sta proseguendo anche mentre vengono scritte queste righe) e costringendo Abc a un comunicato ufficiale di scuse: «Un impiegato di Abc ha frettolosamente “tweettato” uno stralcio di un commento del presidente che si è poi rivelato appartenere ad una porzione off-the-record dell’intervista. Il tutto è avvenuto prima che il nostro processo editoriale potesse essere completato. Ci scusiamo con la Casa Bianca e con Cnbc e abbiamo compiuto i passi necessari per assicurarci che un episodio del genere non si verifichi più».
È davvero pazza quest’America. Quando Wilson ha dato del bugiardo a Obama, i repubblicani ne hanno fatto un eroe e i democratici un demonio. Quando West e la Williams hanno dato fuori di testa, la stragrande maggioranza del Paese li ha attaccati, ma qualcuno è arrivato a ipotizzare un “complotto razzista” nei loro confronti. Adesso che il presidente interpreta (una volta tanto) lo “spirito della nazione”, dimostrando di saper riconoscere un “jackass” quando lo vede, la Abc si scusa al posto suo e cerca di nascondere la notizia. Il primo emendamento è uguale per tutti. Ma c’è sempre qualcuno più uguale degli altri.
(domani in edicola su Liberal quotidiano)
venerdì 11 settembre 2009
«Present!»
President Obama's address last night was little more than a campaign speech with the Congress as the set piece. Evaluated from that perspective, it was a success. But from the perspective of finding a policy solution - i.e. actual governance - it contributed nothing to health care reform. The President had to give yesterday's speech for a simple, straightforward reason: his party is divided on a few key issues, above all the public option. This is what forced the delay through August, at which point the opposition was able to seize the microphone from government leaders and drive their poll numbers down. To ameliorate this dilemma, the President chose to give last night's speech. In it, he:
(1) Focused on items that unite the Democrats.Jay Cost, Real Clear Politics
(2) Blasted Republicans while praising bipartisanship.
(3) Indulged in rhetorical flights of fancy that have become his stock in trade.
giovedì 10 settembre 2009
Parole sante
Parole sante, quelle del presidente della Camera. Poi, magari, un giorno ci spiegherà quale fosse il grado di “democrazia interna” in Alleanza Nazionale prima del suo scioglimento nel Pdl.
martedì 8 settembre 2009
Notapolitica.it
Why?
venerdì 4 settembre 2009
Obama's Truthers
Round-Up. Gateway Pundit, The Jawa Report, National Review Online, Green Sheet, Stop The ACLU, Hot Air, TBogg, Political Punch, NewsReal Blog, Scared Monkeys, Power Line, The TrogloPundit, Michelle Malkin, The Corner, The Foundry, Don Surber, Washington Times, QandO, Blue Crab Boulevard, Commentary, Another Black Conservative, Scared Monkeys, Jules Crittenden, Wizbang, The Sundries Shack, Stop The ACLU, Hot Air
Double Misunderstanding
mercoledì 2 settembre 2009
Sorpasso/2
«È troppo presto perché i repubblicani possano festeggiare - avverte però Scott Rasmussen - Questi numeri rappresentano sicuramente una debolezza per i democratici, ma è importante ricordare che alle elezioni di mid-term mancano ancora 14 mesi. C'è tutto il tempo perché il partito del presidente possa trovare una forma efficace di damage control e raccogliere i pezzi di quello che è stato un agosto difficilissimo».
martedì 1 settembre 2009
Sorpasso
UPDATE. Se nel grafico (che si aggiorna automaticamente) le due linee non si toccano, è perché in soccorso di The One è arrivata la cavalleria.
lunedì 31 agosto 2009
sabato 29 agosto 2009
Shit Hits the Fan
venerdì 28 agosto 2009
Good News for Obama
giovedì 27 agosto 2009
Racial Profiling
mercoledì 26 agosto 2009
martedì 25 agosto 2009
Swingin'
lunedì 24 agosto 2009
The Meaning of Life
Adesso la mia vita ha finalmente un senso. Domani, nel numero in edicola del mensile CQ, la storia di copertina sarà una «lunghissima chiacchierata» di Jovanotti con Lapo Elkann. L'attesa potrebbe uccidermi.
Obamadinejad
E poi dicono che in Iran non c'è la democrazia! Niente di più falso: a Teheran il governo e il parlamento funzionano benissimo. Tanto che fanno concorrenza all'amministrazione Obama.
It's the Big Government, Stupid!
La vera ragione per cui gli americani sono arrabbiati con Obama (che intanto precipita a -14 nel presidential approval index di Rasmussen): Matt Welch nella pagina degli editoriali del New York Post.
venerdì 21 agosto 2009
Suspension of Disbelief
giovedì 20 agosto 2009
mercoledì 19 agosto 2009
Bias
Obama scivola al 51% di job approval nell'ultimo sondaggio di NBC News. Titolo dell'articolo relativo, nel sito di Msnbc: «Americans still skeptical about Obama's plans. Misperceptions abound on president's health overhaul initiative» («Americani ancora scettici sui piani di Obama, abbondano gli errori di percezione sull'iniziativa di riforma sanitaria del presidente»). La notizia, prima di tutto!
martedì 18 agosto 2009
Midnight Summer Dream
Nota. A scanso di equivoci, il titolo del post è ispirato da questo, non da questo.
lunedì 17 agosto 2009
Virginia on my Mind
Anche il Washington Post (dopo Survey USA) vede il repubblicano Bob McDonnell in vantaggio di 15 punti percentuali sul democratico Creigh Deeds nella corsa per la poltrona di governatore della Virginia. Un distacco simile a quello registrato qualche giorni fa dal sondaggista democratico Public Policy Polling (+14%), mentre Rasmussen Reports e Research 2000 (per Daily Kos) vedono una gara più equilibrata, ma con McDonnell comunque vicino alla doppia cifra (+8%). Novembre è ancora lontano, ma non c'è dubbio che - come scrive Charlie Cook sul National Journal - il partito democratico sia in seria difficoltà in un red state strappato da Obama al GOP meno di un anno fa.
giovedì 13 agosto 2009
Alla canna del gas
mercoledì 12 agosto 2009
Fringes
martedì 11 agosto 2009
N-Word
UPDATE. The Ugly Face of Racism: Tom Bevan su RCP.
venerdì 7 agosto 2009
Meet the Mob!

Spassosissima fotogallery di estremisti repubblicani sul blog di Dana Loesch. La “tattica della paura” utilizzata dai democratici (e dai loro alleati dei mainstream media) per descrivere i townhall meeting di questi giorni sulla riforma sanitaria è - per adoperare un eufemismo - semplicemente disgustosa.
John Hughes (1950-2009)
Writer:
- Drillbit Taylor (2008) (story)
- Beethoven's 5th (2003) (characters)
- Maid in Manhattan (2002) (story)
- Home Alone 4 (2002) (characters)
- Beethoven's 4th (2001) (characters)
- Just Visiting (2001) (screenplay)
- Beethoven's 3rd (2000) (characters)
- National Lampoon's American Adventure (2000) (characters)
- Reach the Rock (1998) (written by)
- Home Alone 3 (1997) (written by)
- Flubber (1997)
- 101 Dalmatians (1996) (screenplay)
- Miracle on 34th Street (1994) (screenplay)
- Baby's Day Out (1994) (written by)
- Beethoven's 2nd (1993) (characters)
- Dennis the Menace (1993) (written by)
- Home Alone 2: Lost in New York (1992) (characters) (written by)
- Beethoven (1992) (written by)
- Curly Sue (1991) (written by)
- Dutch (1991) (written by)
- Career Opportunities (1991) (written by)
- Home Alone (1990) (written by)
- National Lampoon's Christmas Vacation (1989) (written by)
- Uncle Buck (1989) (written by)
- The Great Outdoors (1988) (written by)
- She's Having a Baby (1988) (written by)
- Planes, Trains & Automobiles (1987) (written by)
- Some Kind of Wonderful (1987) (written by)
- Ferris Bueller's Day Off (1986) (written by)
- Pretty in Pink (1986) (written by)
- Weird Science (1985) (written by)
- National Lampoon's European Vacation (1985) (screenplay)
- The Breakfast Club (1985) (written by)
- Sixteen Candles (1984) (written by)
- Nate and Hayes (1983) (written by)
- National Lampoon's Vacation (1983) (screenplay)
- Mr. Mom (1983) (written by)
- Class Reunion (1982) (written by)
- "Delta House" (5 episodes, 1979)
- New Port South (2001) (executive producer)
- Reach the Rock (1998) (producer)
- Home Alone 3 (1997) (producer)
- Flubber (1997) (producer)
- 101 Dalmatians (1996) (producer)
- Miracle on 34th Street (1994) (producer)
- Baby's Day Out (1994) (producer)
- Dennis the Menace (1993) (producer)
- Home Alone 2: Lost in New York (1992) (producer)
- Curly Sue (1991) (producer)
- Dutch (1991) (producer)
- Only the Lonely (1991) (producer)
- Career Opportunities (1991) (producer)
- Home Alone (1990) (producer)
- National Lampoon's Christmas Vacation (1989) (producer)
- Uncle Buck (1989) (producer)
- The Great Outdoors (1988) (executive producer)
- She's Having a Baby (1988) (producer)
- Planes, Trains & Automobiles (1987) (producer)
- Some Kind of Wonderful (1987) (producer)
- Ferris Bueller's Day Off (1986) (producer)
- Pretty in Pink (1986) (executive producer)
- The Breakfast Club (1985) (producer)
- Curly Sue (1991)
- Uncle Buck (1989)
- She's Having a Baby (1988)
- Planes, Trains & Automobiles (1987)
- Ferris Bueller's Day Off (1986)
- Weird Science (1985)
- The Breakfast Club (1985)
- Sixteen Candles (1984)
mercoledì 5 agosto 2009
Giro d'Italia
lunedì 3 agosto 2009
The Blue-State Meltdown
Ross Douthat, sul New York Times, riprende (e ammorbidisce) la tesi sostenuta qualche settimana fa su The American da Joel Kotkin (fellow alla Chapman University e direttore esecutivo di newgeography.com) sul collasso economico dei blue states e del “modello Chicago”. Lettura istruttiva - almeno in teoria - per i nostri amici liberal.
A Firm Pledge
Barack H. Obama, 12 settembre 2008, Dover (New Hampshire).
Siamo sicuri che Timothy “Timmaaaay” Geithner e il suo tutor Larry Summers siano del tutto consapevoli di questa «risoluta» promessa elettorale di The One? A dare retta all'Associated Press, non sembrerebbe proprio.
venerdì 24 luglio 2009
Forty-Nine
martedì 21 luglio 2009
Il fantasma del '94
UPDATE. Qualche minuto fa ho parlato dell'argomento (e non solo) a Radio24, insieme a Stefano Pistolini (che conduce l'ottima trasmissione “Jefferson 2, l'arte della svolta”). L'archivio mp3 della radio è qui (la fascia oraria è quella 16.00-17.00), ma io preferisco il podcast, che tra non molto dovrebbe essere online.
mercoledì 15 luglio 2009
Hint
martedì 14 luglio 2009
Low-Fifties
Torniamo dalle vacanze accolti da un fragoroso -8 nel Presidential Approval Index di Rasmussen Reports (che calcola la differenza tra le percentuali di “strong approve” e “strong disapprove”). A gennaio, Obama era a +30. L'inquilino della Casa Bianca è inchiodato nei “low fifties” nel job approval classico: ieri era al 53% ma è arrivato anche al 51%. E la flessione negli indici di gradimento del presidente non riguarda soltanto Rasmussen. Nella media di Real Clear Politics, lo spread di Obama è passato dal +44,2% di fine gennaio al +21.2% di oggi (il punto più basso è stato giovedì scorso con +18.2%). Da febbraio, insomma, il presidente ha perso il 15% per Gallup, il 16% per CNN/Opinion Research e il 6% per CBS News, mentre resta nei “mid-fifties” anche per un sondaggista amico come Democracy Corps.
domenica 28 giugno 2009
Vacation
venerdì 19 giugno 2009
The Lessons of 2009

«I have the sense that the Obama administration's economic policymakers have forgotten one of the most basic lessons taught by Robert Rubin during his stewardship of economic policy during the 1990s. The lesson is to think probabilistically: to project yourself forward into the possible futures, to ask in each one what would be the actions that you would then wish you had undertaken today, and then to actually take the appropriate action today».
J. Bradford DeLong risponde all'articolo scritto da Cristina Romer (chairwoman del Council of Economic Advisers di Obama) per l'ultimo numero dell'Economist.
giovedì 18 giugno 2009
Treachery
Ralph Peters, New York Post
giovedì 11 giugno 2009
Quando l'abito fa il monaco
Stefano Magni, su L'Oggettivista, in splendida forma.
martedì 9 giugno 2009
sabato 6 giugno 2009
Liveblogging - Europee 2009

Dalle 18.00 di oggi, fino a quando l'ultima scheda dell'ultima comunità montana non sarà contata, liveblogging ippico-elettorale su Notapolitica.it. Stasera parte Simone, poi arrivo io, poi chissà. Vi ricordo che, durante il liveblogging, saranno trasmesse le telecronache di 4 nuove corse clandestine arrivate all'ultimo minuto. Aspettatevi sorprese ;)
venerdì 5 giugno 2009
giovedì 4 giugno 2009
mercoledì 3 giugno 2009
martedì 2 giugno 2009
lunedì 1 giugno 2009
domenica 31 maggio 2009
venerdì 29 maggio 2009
giovedì 28 maggio 2009
mercoledì 27 maggio 2009
martedì 26 maggio 2009
Obama e gli gnomi-rubamutande
Fase 2. Leggere questo editoriale del Wall Street Journal.
Fase 3. Se avanza tempo, leggere questa vecchia cosa che ho scritto tanti anni fa per Ideazione in due puntate (qui la seconda puntata).
Dieci domande

L'Italia deve sapere. Leo Bloom, su Notapolitica.it, scoperchia il vaso di Pandora dell'ipocrisia nazionale.
lunedì 25 maggio 2009
domenica 24 maggio 2009
sabato 23 maggio 2009
Dick
mercoledì 20 maggio 2009
Notapolitica.it

Il cuore del progetto è una rassegna stampa quotidiana, dall’Italia e dall’Estero, divisa in tre aggiornamenti che scandiscono l’intera giornata già dalla mattina, così da potersela gustare con cappuccino e brioche. Poi sono i sondaggi sulle intenzioni di voto italiane, con le cartine che descrivono le tendenze nazionali, regionali e provinciali e con uno spazio dedicato ai sondaggi provenienti dall’estero. Poi ci sono cinque blog tematici: “Memo”, che parlerà di politica a 360 gradi; “Insider”, una vera e propria rubrica di gossip politico; “Global”, il nostro occhio critico sulla politica internazionale; “Business” con i rumors e le analisi sul mondo economico e infine “Leadership”, che racconterà le storie dei leader di oggi e di domani.
Notapolitica.it apre oggi i battenti ma affonda le sue radici nell’idea di un gruppo di amici che hanno provato ad immaginare un modo nuovo di fare informazione su internet in Italia. Prima è stato soltanto una bozza scarabocchiata sul un bloc. Poi, poco alla volta, ha preso forma ed è diventato quello che tutti voi potete sfogliare online.
Il modello a cui ci ispiriamo è l’americanissimo RealClearPolitics. L’obiettivo è quello di diventare il punto di riferimento per i tanti che esplorano la Rete alla ricerca di informazioni sulla politica italiana e mondiale. Il metodo che abbiamo scelto è il solito: buona volontà e tante idee da tradurre in azione.
cross-posted @ FreedomLand, Il Liberale
martedì 19 maggio 2009
Non chiamatelo disagio sociale
Niente di più falso. E non perché la crisi non ci sia, come suggerisce qualcuno, o sia già passata, come azzarda qualcun altro. Si tratta di un falso perché queste esplosioni di violenza non hanno niente a che vedere con la crisi, o con il malessere sociale che ne consegue. I black block devastavano le capitali d’Europa anche quando il pil del Vecchio Continente cresceva a ritmi sostenuti. E i Cobas di Pomigliano d’Arco si scontravano con la polizia anche quando Fiat non minacciava di chiudere le fabbriche.
La crisi, quella vera, non c’entra con questi gruppi di esagitati che fanno della violenza il proprio modo d’essere e la propria strada verso la visibilità mediatica. La crisi è quella delle famiglie che faticano a pagare il mutuo o che stentano ad arrivare alla fine del mese. È quella delle piccole e medie imprese strangolate da un sistema creditizio obsoleto. Quella dei giovani che non riescono a trovare lavoro o che sono costretti ad accettarne uno sottopagato. Quella dei lavoratori dipendenti con gli stipendi più bassi d’Europa. Utilizzare questa crisi per “spiegare” le violenze di sindacalisti estremisti o studenti anomali non è solo scorretto: è un modo, neppure troppo raffinato, per dipingere queste violenze con una sfumatura di dignità “sociale” che non possiedono e non hanno mai posseduto.
(domani in edicola su Liberal quotidiano)
venerdì 15 maggio 2009
U-Turn/2
U-Turn
(Larry Silverbud su L'Occidentale)
mercoledì 13 maggio 2009
L'ultimo complotto della CIA
Tutto questo, perché il 20 aprile - su richiesta del repubblicano Peter Hoekstra - la CIA (a capo della quale Obama ha da poco nominato Leon Panetta, noto reazionario della right-wing conspiracy...) ha pubblicato un documento di 10 pagine in cui venivano elencati i briefing dal settembre 2002 al marzo 2009 per i membri del Congresso sulle enhanced interrogation techniques. La “prova provata”, insomma, che personaggi come Nancy Pelosi - allora leader della minoranza alla Camera - avevano clamorosamente mentito affermando di essere venuti a conoscenza solo recentemente dell'esistenza del waterboarding.
La CIA è sempre stata all'avanguardia nell'elaborazione di complicate macchinazioni a danno della sinistra, ma adesso ha davvero oltrepassato il limite: pur di mettere in imbarazzo i leader democratici del Congresso, si è azzardata a dire la verità.