venerdì 28 aprile 2006

C’eravamo tanto amati
(ovvero: Benvenuti sulla Terra/10)

Lontani, lontanissimi sembrano i giorni in cui Marco Pannella sponsorizzava con veemenza la candidatura di Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale. A memoria d’uomo, una delle poche sponsorizzazioni del patriarca radicale mai andata a buon fine. E il mal che gliene incolse ancora pare non essersi esaurito. Così accade che questa mattina, poco dopo l’apertura della seduta in Senato presieduta, appunto, dall’ex-presidente più simpatico della Repubblica, si sente una voce che grida in lontananza. Non ci sono microfoni, ma anche così si riconosce il timbro iracondo del Pannellone nazionale, che lamenta con toni apocalittici l’esclusione dei rosapugnanti dal Senato, frutto secondo lui di una errata interpretazione della legge. E la legalità e bla bla bla. Comportamento sicuramente non ortodosso e non tollerabile, va bene, ma in fondo si poteva reagire con un po’ di stile. Scalfaro, invece, si rivolge sprezzantemente alle “persone in tribuna” sottolineando che non hanno diritto di parola e, senza degnarsi di chiamarlo per nome neanche una volta, fa allontanare Pannella dai commessi, invitandolo a provare a ricandidarsi alle prossime elezioni e vedere se riesce a farsi eleggere, se proprio ci tiene a parlare. E conclude con un sarcastico: “Auguri per la prossima volta”. Noblesse oblige. [Babs]

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