mercoledì 15 marzo 2006

One issue voters

Se io dovessi ragionare come loro, gli one issue voters, forse dopo il dibattito di ieri sera non dovrei votare più Cdl. Perché, diciamolo francamente, la risposta di Berlusconi sulle donne non si poteva sentire. A parte la querelle “quote rosa,” (che personalmente spero non passino mai, perché sono razziste) tutto il tono della risposta era fastidiosamente condiscendente. Dalla descrizione di queste fantomatiche “signore” che non si candidano per non lasciare la famiglia ed andare a Roma (conosco molte signore che farebbero carte false pur di liberarsi dei mariti almeno qualche giorno a settimana), alla finale ottocentesca identificazione della donna come “sposa e madre”, ce ne era abbastanza per fare nel migliore dei casi sorridere le donne all’ascolto. Anche se, in fondo, non è poi così strano che un uomo di settant’anni abbia questa visione romantica e retrograda dell’universo femminile.

In tutta sincerità, devo ammettere che io, insieme alla stragrande maggioranza delle donne che conosco, non mi identifico né nell’essere sposa né nell'essere madre, li considero una parte anche un po' privata del mio essere individuo e cittadino. Per cui mi viene da sorridere se un premier, attuale e spero futuro, dice tali sciocchezze e passo avanti a valutare cosa farà con i miei soldi e con l'emergenza terroristica. Perciò ieri sera mi sono venuti in mente tanti "one issue voters" di mia conoscenza. Mi sono venuti in mente molti gay non di sinistra che conosco, che in cambio dell'elemosina della difesa dei Pacs (nemmeno della loro istituzione, badate bene) tendono a sorvolare acriticamente su molti temi che non li trovano d'accordo. Ma davvero gli bastano i Pacs e poi chissenefrega delle tasse, della flessibilità del lavoro, della politica estera, dei poteri forti e così via? Ma davvero si può essere così unidimensionali? Ma questo non significa forse chiudersi da soli in un ghetto?

E poi dicono che sono le donne a ragionare con l'utero... [Babs]

ps: a questo proposito vi invito a rileggere un post veemente del Megafono.

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