lunedì 13 marzo 2006

I bastardi di Mondocane

Chiunque abiti a Roma e bazzichi un po’ il centro storico, conosce l’associazione Mondocane. Conosce i suoi banchetti strategicamente piazzati nel fine settimana a via del Corso, largo di Torre Argentina e via dei Baullari (a due passi da Campo de’ Fiori) con cuccioli di cane e micetti da dare in adozione. Attirano più delle vetrine di Dolce e Gabbana quei musetti in cerca di affetto rivolti verso i passanti, pressati nei box per bambini o nelle gabbiette, e infatti ai banchetti c’è sempre gente assembrata, che cerca di fare qualche carezza, di regalare un po’ di calore, anche se magari un cucciolo non può portarlo a casa. E allora, mano al portafoglio e per riempire la scatola delle offerte con la scritta “1 euro 1 pasto”, in bella vista fra i cuccioli. Noi ci abbiamo lasciato decine e decine di euro, sperando, ora abbiamo qualche dubbio però, che si tramutassero in pasti. A questi “volontari” abbiamo perdonato tutto: le bandiere della pace, i volantini politici (indovinate un po’, di sinistra), il proselitismo politico, le capigliature bisognose di shampoo, le magliette rosse col Che... se ti occupi degli animali randagi per noi hai già un posto in paradiso. E giù, soldi nella scatoletta. E’ quindi con un vero senso di nausea che venerdì sera abbiamo appreso dal Tg1 che alla periferia di Roma è stato scoperto un canile lager, con animali segregati, tenuti in condizioni igieniche pietose, tra le carcasse di altri animali, feriti, malnutriti e con segni di violenze e percosse. E soprattutto che questo era il canile gestito da Mondocane onlus, quelli dei banchetti e “1 euro 1 pasto”. Si è scoperto che gli animali non venivano sterilizzati (come invece dichiaravano le fondatrici in diverse interviste), in modo da avere un vero e proprio “cucciolificio” perenne. Non siamo riusciti a capire se l’associazione contasse solo sulle offerte dei passanti e sulle iscrizioni dei soci o se ricevesse anche contributi dal comune. Il sito web risulta, prevedibilmente, inaccessibile. Abbiamo però scoperto che una delle fondatrici, la signora (si fa per dire) Anna Chiarini nel 1999 aveva avuto un decreto penale di condanna per maltrattamenti e torture ad animali a lei affidati (sentenza passata in giudicato) e che già nel 2000 qualcuno aveva cercato di allertare chi di dovere sulle condizioni inaccettabili in cui erano tenuti gli animali di Mondocane. Denunce, a quanto pare, cadute nel vuoto per sei lunghi anni. Ora qualcuno dirà che al mondo ci sono tanti problemi seri e che ci sono i bambini sfruttati che muoiono di fame e la guerra in Iraq e l’influenza aviaria. Questo, però, non ci impedisce di provare il più cristallino dei disprezzi verso chi sfrutta il dolore e la dolcezza di creature che non possono difendersi e ha persino il coraggio di mettere i banchetti e chiedere soldi per la strada. Almeno un po’ pudore. [Babs]

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